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Recensione Bear with Me - Episode One

Il primo capitolo di una nuova serie di avventure punta e clicca a tinte noir sbarca su Steam e Humble Store per PC, Mac e Linux.

Versione analizzata: PC
recensione Bear with Me - Episode One
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Cappello a punta, impermeabile slavato, sigaretta lato labbra, sguardo penetrante ai limiti dell'inespressivo. Li immaginiamo un po' così, gli investigatori privati, immersi nel fumo di un ufficio che è poco più che un bugigattolo, in attesa di quella telefonata che li porterà ad occuparsi di un nuovo, intricatissimo caso. Probabile retaggio dell'Humphrey Bogart de Il mistero del falco, uno dei pilastri del noir cinematografico anni Quaranta. Che è a sua volta genere dannato per antonomasia, così opaco, malinconico e suadente che si farebbe proprio fatica ad associarlo a un titolo come Bear With Me, per lo meno fermandosi alla superficie della sua sola sinossi. La vicenda ha difatti come inusuali protagonisti una bambina e i suoi giocattoli che, visti con gli occhi di lei, hanno la capacità di muoversi e di ragionare; uno dei quali, un classico orsacchiotto di peluche, è oltretutto un detective in pensione dallo sguardo serioso, il cui studio è situato proprio nell'armadio della giovincella. E nonostante un contesto all'apparenza scanzonato, l'avventura grafica del team croato Exordium Games si presenta al pubblico come un poliziesco a tinte dark in piena regola, con misteri da risolvere, delitti, personaggi tormentati, confronti verbali lunghi e sferzanti e un look in bianco e nero che pare provenire direttamente dal passato. Oggi vi parliamo del prologo di questa storia, primo di cinque futuri capitoli che è attualmente acquistabile su Steam e Humble Store per meno di cinque euro. Un assaggio piccolissimo di quel che verrà, eppure capace d'incuriosirci quanto basta per non attaccare subito il fedora al chiodo.

Un orso con me

Capelli sciolti e lunga gonnella, Amber è una decenne graziosa e molto arguta che, in una notte di pioggia come tante, si sveglia nel suo letto a causa di un incubo particolarmente inquietante. Destatasi scopre per bocca della sua tutrice Millie, una vecchia giraffa di stoffa, che il fratello Flint è misteriosamente scomparso nel nulla. Spronata dall'anziana assistente, la piccola decide quindi di chiedere aiuto a Ted E. Bear, orsetto investigatore ormai fuori dal giro con il quale Amber pare aver avuto qualche screzio in passato. Il ritrovato duo comincia ad indagare tra le camere della casa di lei, venendo presto a conoscenza di alcuni disordini avvenuti al di fuori di quelle pareti, tra le strade di Paper City, e di uno strano figuro incappucciato, nominato dai più come "il Rosso", che suole vagare in città da qualche tempo chiedendo informazioni sulla ragazza. Che tutti questi fatti siano in qualche modo connessi è questione pressoché certa, ma non aspettatevi da Bear With Me - Episode One alcuno sbrogliamento della matassa. Parliamo pur sempre di un incipit di poco meno di due ore, utile soprattutto a delineare il contesto narrativo e a gettare l'amo su certe tematiche che, presumibilmente, verranno riprese nel corso della pentalogia. La più evidente delle quali sembra essere legata alla visione del mondo in età scolare, quando lentamente si comincia a guardare la realtà con sguardo più maturo ma, nel contempo, si è ancora troppo giovani per smettere di credere nelle fiabe. Dal pupazzo di pezza al robottino che funziona a batterie, gli amici inanimati di Amber prendono vita e interpretano dei ruoli molto specifici in quello che, seppur mai definito come tale, ha tutta l'aria di essere un grande gioco d'immaginazione tra le mura domestiche, nonostante il cliffhanger conclusivo riesca in qualche modo a confondere le acque. Un gioco delle parti che assume i toni di un thriller dove chi viene "ucciso", guarda caso, torna al proprio originario stato di fantoccio. Un racconto che, a sorpresa, non rinuncia nemmeno a qualche momento squisitamente horror, e che tuttavia, pur reso a suo modo credibile dal susseguirsi degli eventi, non si prende mai troppo sul serio, come emerge dai numerosi dialoghi che costellano la progressione. Il titolo non rinuncia infatti a uno humor che pulsa in filigrana, fatto di scambi di battute alle volte davvero sagaci, altre invece più puerili e, di conseguenza, assai meno efficaci. Tra interrogatori a risposta multipla e una situazione a bivio - nessuna anticipazione a riguardo! - che sembra porre le premesse per una futura narrativa ramificata, Bear With Me dimostra il giusto carattere per acchiappare l'interesse del giocatore fino alla conquista dei titoli di coda. Giocatore che, nel mezzo, dovrà vedersela con una serie di puzzle com'è nella più nota tradizione delle avventure punta e clicca.

Porta pazienza

La prima parte di Bear With Me ci accompagna quindi tra le stanze e i corridoi della tetra abitazione di Amber, entro cui risulta fondamentale interagire con i peluche-NPC, ispezionare ogni anfratto e raccogliere oggetti da riutilizzare su specifici hot spot scenografici oppure da combinare tra loro nell'inventario per crearne di inediti. Si tratterà ora di trovare la corretta sequenza per aprire una cassaforte a combinazione numerica, ora di accedere alla camera oscura di papà e mamma per sviluppare un'istantanea con il volto dell'indiziato, ora di ricavare un timbro per falsificare un documento richiestoci da un incorruttibile cane piedipiatti. Gli enigmi prevedono sempre una risoluzione piuttosto logica, lontani dall'indimenticato estro nonsense dei vari Monkey Island e consimili, e si lasciano dunque completare senza grossi intoppi. Episode One ha insomma un'impostazione ludica classica e senza particolari guizzi, a rimarcare il focus odierno sull'edificazione di un incipit accattivante e di un contesto ben riconoscibile, che funga da ferme fondamenta per il prosieguo della vicenda.

A riguardo, dobbiamo anche spendere qualche parola sull'aspetto visivo della produzione Exordium Games, che prende i tratti consueti del cartone animato americano e li immerge nella - quasi - totale assenza di colori che contraddistingue il genere d'appartenenza del racconto. Nonostante le animazioni di tutti i personaggi siano molto basilari, il colpo d'occhio generale risulta certamente piacevole, e lo è ancor più al giungere delle cut scene che intramezzano il caso, nient'altro che tipiche vignette da comic book che, collegate da un filo rosso, riassumono quanto fin lì scoperto dalla bizzarra coppia di detective, per di più corredate dalle considerazioni a voce alta del buon vecchio Ted. L'intero titolo gode difatti di un doppiaggio in lingua inglese molto convincente, sempre accompagnato dai rispettivi sottotitoli che, strano a dirsi, beneficiano anche di una traduzione in italiano completa, purtroppo non priva di qualche refuso, ma comunque, al solito, molto gradita.

Bear with Me Bear With Me - Episode One è il fugace preludio di una nuova serie di avventure grafiche noir a struttura episodica che, mouse alla mano, pare senz’altro avere qualche asso nella manica, quantomeno in termini narrativi. Lo strano caso di Amber e Ted è per ora solamente tratteggiato, ma già da qui è possibile intravedere tanti buoni spunti tematici e una sceneggiatura dal solido potenziale, atipica mescolanza del fiabesco con generi molto distanti quali poliziesco e racconto dell’orrore. Al di là di una vena ironica che funziona a intermittenza, rimane soprattutto qualche dubbio sulla tenuta del gameplay nel lungo periodo, molto canonico e piegato, almeno fino a qui, ad un puzzle solving piuttosto elementare. È ancora presto per stabilire se valga la pena puntare sulla produzione Exordium Games senza incertezze di sorta, ma vi consigliamo, nel caso gli adventure fossero il vostro pane, di non trascurare del tutto questa piccola proposta indie. Per adesso, il caso è tutt’altro che chiuso.

6.9

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