Recensione Beaterator

Un nuovo Music Creator da Rockstar

Versione analizzata: PSP
recensione Beaterator
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • iPhone
  • Psp

Beaterator nasce nel 2005 come una semplice applicazione in flash dedicata ai moltissimi Dj virtuali. Creare il proprio “Beat”, allestire giri di basso e ritmi di percussioni, erano le sua funzioni principale. Oggi, ripreso dai talentuosi team di sviluppo di Rockstar e arricchito dalla collaborazione con Timbaland, Beaterator diventa una vera piattaforma musicale.
Il titolo disponibile per PSP è quindi uno strumento, non un semplice gioco: un mixer virtuale con il quale dare libero sfogo alle proprie velleità artistiche, per divertirsi con la musica in maniera non ortodossa: creandola, lavorandola, modificandola secondo le proprie esigenze, o semplicemente il proprio senso del ritmo.
Possedere un discreto bagaglio culturale, nella fattispecie musicale, è preferenziale per addentrarsi e per comprendere le funzionalità più estreme del prodotto. Tuttavia il ricco corpus di tutorial rende accessibile l’approccio a chiunque.

The groove

Beaterator suddivide l’esperienza interattiva in due diversi settori.
Il primo, Live Play, è pensato per che desidera un approccio soft, tanto nella visualizzazione grafica (cartoonesca) quanto nella dinamica di sviluppo del pezzo. Si tratta di un'opzione che permette, in pratica, di mixare fino a quattro tracce diverse, agendo su tutte le componenti ritmiche di ognuna di esse. Selezionati preventivamente, i quattro diversi “groove” vengono associati ad altrettante icone situate agli angoli dello schermo. Muovendosi dall'una all'altra con i tasti della pulsantiera frontale è possibile attivare e disattivare le ritmiche principali, oppure lasciare in “loop” una traccia. L'interfaccia grafica è scheletrica ma funzionale. In corso d'opera, poi, è facilissimo sostituire una delle tracce selezionate, grazie a rapidissimi menù a scomparsa (richiamabili con i dorsali). Questo permette, a tutti gli effetti, di “esibirsi” in sessioni musicali complesse ed articolate, creando dei mix davvero notevoli. Live Play si presenta, dunque, come un efficacissimo mixer portatile, e rappresenta il settore certamente più riuscito di Beaterator. Di facile utilizzo, è dedicato non solo ai professionisti del settore, ma a chiunque voglia iniziare a destreggiarsi con i ritmi, “giocando” con un numero impressionante di Groove. Brillanti sono infatti i numeri del prodotto Rockstar, che contiene oltre 3000 tracce musicali, alcune delle quali create in collaborazione con Timbaland. Inutile dire che si tratta proprio dei ritmi migliori, una vera e propria manna da cielo per gli appassionati di Hip-Hop.
Ciliegina sulla torta, ogni composizione è registrabile in formato midi o wave.

Studio Session rappresenta il secondo step. Alla razionalizzazione grafica fa eco l’ampliamento delle possibilità. I livelli di Pan, Bpm, swing divengono quindi tappe obbligatorie nel percorso creativo, così come l’editing dei loop e dei template. Grazie al "Sound Crafter", dunque, il concept di Beaterator sublima e diventa perfetto: dall’insieme, si scende nello specifico, nel dettaglio, battuta per battuta. Le tracce sono sempre otto, ma i loop sono modificabili completamente, e i tutorial piuttosto esplicativi. Qui le conoscenze musicali aiutano non poco, tuttavia le porte della creatività -dopo qualche tempo dedicato alla teoria- non sono davvero precluse a nessuno.
Creare dei loop totalmente nuovi, o agire sui singoli strumenti (ad esempio la batteria, con giri di percussioni svincolati dai template preregistrati), o sulla melodia, è assolutamente appagante: un’esperienza unica nel convenzionale catalogo PSP.
Il processo di manipolazione dei suoni, infine, include anche quelli importati dall’esterno (formato wave), anche tramite il microfono dell’handheld Sony, magari per firmare con qualche loop vocale le nostre creazioni.
L'unico appunto da muovere riguarda forse una certa macchinosità del sistema di controllo, che impone, per eseguire azioni semplici come variare il Volume o i BPM, di premere numerosi tasti, muovendosi in un'interfaccia grafica estremamente complessa. Ma del resto, si tratta pur sempre di un Mixer portatile, e sacrificare semplicità d'uso per assicurare una buona profondità musicale, è una scelta che ci sentiamo di premiare e condividere appieno.

Di importanza capitale anche il fattore sociale: l’impossibilità di poter condividere il proprio sound sarebbe stata imperdonabile, ed è per questo che Rockstar ha ben pensato di fomentare fenomeni aggregativi/comparativi/competitivi appoggiando l’ossatura di gioco al proprio Social Club, nella speranza -fondatissima- di replicare in seno alla community il medesimo successo registrato dell’opzione video editing inclusa nella versione PC di GTA IV. Che si sia registi o musicisti in erba, poco conta: la discriminante è la condivisione dei contenuti, per confrontarsi, divertirsi, migliorarsi.
Lo sfruttamento della rete comprenderà anche il rilascio -con cadenza da definire- di DLC zeppi di pacchetti supplementari, nuovi loop, sample ed effetti, così com’anche collaborazioni con artisti diversi, che modificheranno di volta in volta e radicalmente il background musicale.

Beaterator Beaterator è un piattaforma per creare musica. Il divertimento risiede tutto nel dare forma alle proprie intuizioni musicali, a prescindere dal grado di preparazione che caratterizza ognuno di noi. L’interfaccia è praticamente priva di sbavature, pulita ed essenziale, mentre i tutorial, così come la bipartizione dell’esperienza (Live Play e Studio), rendono accessibili anche i meandri più specifici del prodotto. Atipico e geniale, Beaterator funziona, anche per via di un’impalcatura online che sembra già capace di reggere il peso degli appassionati. Da provare assolutamente, soprattutto se si considera il prezzo ridotto del pacchetto, disponibile a 29.90€

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