Recensione Beep!

Un altro Action/platform Indie arriva su Steam

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Prodotto e sviluppato da Big Fat Alien, studio indipendente fondato da Kiaran Ritchie nel 2009 e sito a Kelowna nella Brtish Columbia, BEEP è un classico platform/action puzzle game basato sulla fisica nel quale si controlla un piccolo robot raccoglitore (chiamato appunto Beep) il cui scopo è prelevare dai pianeti visitabili il maggior numero di preziosissime pepite anti-materia.
Il manifesto della giovane software house è chiaramente indicato nella homepage sul sito ufficiale e rispecchia appieno la carta d'identità della loro prima opera: “nei nostri giochi storia e grafica, seppur importanti, saranno sempre cittadini di seconda classe rispetto al gameplay”.
Plasmato secondo tali propositi BEEP appare dunque come un prodotto tecnicamente datato ma con un'anima piuttosto curata e stratificata, nonostante pecchi un poco d'originalità a causa della fusione di più generi e per alcune sfumature chiaramente replicate da altri giochi (come sottolineato dallo stesso Ritchie). Con tali premesse, associate all'intento dei tre programmatori di “stuzzicare entrambi i lati del cervello” del giocatore, si presenta il nuovo Indie-game sulla piattaforma Steam di Valve: analizziamolo nel dettaglio.

Attrazione

Che il budget sia risicato ed il team di sviluppo giovane ed inesperto - sebbene Ritchie si definisca un programmatore professionista votato al panorama Indie - lo si evince sin dal menù principale, dove suoni e colori evocano lo stile di tempi che furono pur mostrando pulizia e definizione dei giorni nostri: siamo dunque ben lungi dalla ricercatezza di titoli come Braid od il recentissimo Capsized, che fanno di questo aspetto (oltre al sopraffino gameplay) il proprio cavallo di battaglia.
Iniziata la partita ci troveremo a bordo della nostra astronave che, libera di volare attorno ad un mini-sistema di pianeti visualizzato dall'alto, potrà attraccare nei mondi/livelli sinora sbloccati: il problema che emerge soprattutto alle prime partite è la difficoltà nel percepire dove si deve atterrare, poiché i mondi sono graficamente molto simili tra loro ed i numeri che ne indicano i livelli hanno tutti la stessa tonalità di grigio; in pratica non è intuitivo il metodo di selezione degli stages e se considerate che il tutto ruota costantemente attorno alla stella del Sistema la confusione generale della mappa è un poco eccessiva.
Superato questo primo - curioso - ostacolo potremo finalmente controllare il nostro piccolo Beep, le cui sembianze sono vagamente ispirate al Wall-E di Disneyana memoria, col quale condivide anche la mansione di “piccolo operaio”.
I comandi sono piuttosto semplici ed intuitivi ma caratterizzati da alcune funzioni interessanti: i tasti W,S,A,D della tastiera sono deputati ai movimenti del robot mentre col mouse si punta, spara, ricarica e soprattutto utilizza il raggio traente.
Col tasto destro è infatti possibile proiettare un raggio in grado di interagire con le pepite di anti-materia più grandi ma anche con i nemici ed alcune strutture dei livelli, la cui utilità è fondamentale soprattutto dal punto di vista “puzzle” del gioco.
Aiutato dai propri propulsori Beep può effettuare salti molto precisi e con le ruote alla “Escalator” ancorarsi al terreno, mentre col raggio traente sovrapporre/spostare oggetti per superare ostacoli e raggiungere aree altrimenti inaccessibili: è in questi contesti che il prodotto Big Fat Alien propone gli spunti migliori, presentando sfide sempre più impegnative ma piacevoli e mai frustranti.
Dal punto di vista action, invece, poter abbattere i nemici - IA di vario tipo - è sì divertente ma la fastidiosa operazione di ricarica (è necessario puntare il mirino su BEEP e cliccare, estraniandosi dalla battaglia) associata alla composizione di alcuni stages rende il tutto inutilmente macchinoso e poco fluido.
Tecnicamente, come già specificato in sede di premessa, il titolo di Kiaran Ritchie risulta estremamente semplicistico ed ogni aspetto relativo alla grafica, al design ed all'impianto sonoro sembra ripescato a piene mani da titoli di venti e passa anni fa con l'aggiunta di colori più vividi, alta definizione e 60 Hz: ciò non significa che sia brutto a vedersi, ma molti dettagli appena abbozzati ed i fondali tristemente spogli lo pongono tra gli Indie games bidimensionali più elementari presenti ad oggi su Steam.
La stessa interfaccia di gioco risulta chiaramente poco ispirata, con icone e testi privi di qualsivoglia stile caratterizzante che senza dubbio avrebbe giovato all'economia globale del prodotto; sebbene da questo punto di vista il manifesto della software house fosse ben chiaro sin da subito bisogna tener conto che al medesimo prezzo ( 8,99 Euro col 10% di sconto, attualmente) si trovano prodotti di matrice analoga ma molto più ricercati sotto molteplici aspetti.

Beep! Indie-game propriamente detto, Beep è un titolo dal gameplay piacevole e spensierato, capace di divertire il giocatore con sfide sempre più articolate ma mai frustranti; ideali per sessioni mordi e fuggi o per spezzare il ritmo tra giochi molto più profondi ed impegnativi. Sei mondi suddivisi in 24 livelli differenti regalano al prodotto Big Fat Alien una discreta longevità, tuttavia l'assenza di modalità secondarie o multiplayer minano l'importante fattore rigiocabilità, mentre il comparto tecnico dozzinale volutamente semplicistico potrebbe scoraggiare i più attenti allo stile ed alla cura risposta nel dettaglio. Acquisto consigliato agli amanti dei platform/puzzle game basati sulla fisica conditi con una velatura action, a patto che non si dia troppo peso ai fronzoli.

6

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