Bethesda Pinball Recensione

Un ricco pacchetto rivolto ai fan dei flipper e di Bethesda, con tavoli dedicati alle sue serie più famose: Fallout, Doom e Skyrim.

Versione analizzata: Xbox One
recensione Bethesda Pinball
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Mobile Gaming
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Insieme alla piacevole parentesi riservata ai visori per la realtà virtuale, con cabinati pensati per essere goduti interamente tramite il PlayStation VR e l'Oculus Rift, gli instancabili ragazzi di Zen Studios espandono il loro curriculum grazie ad un nuovo pacchetto di flipper dedicato nientemeno che a Bethesda Softworks.
Bethesda Pinball sfrutta l'immaginario artistico delle più importanti produzioni realizzate negli ultimi anni dallo studio americano (noto soprattutto per i suoi giganteschi e sfaccettati RPG occidentali) e ci permette, dunque, di giocare con un tavolo ispirato a Skyrim, uno alla serie Fallout e infine con una ricchissima incarnazione in chiave flipper di DOOM, il convincente episodio del 2016, da molti considerato l'FPS migliore dell'anno. Vista l'importanza dei tre brand coinvolti nell'operazione, analizziamo i cabinati uno alla volta, cercando di comprendere se la trasposizione da" videogioco completo" a "pinball" ha saputo rendere pienamente onore alle opere che omaggia.

Fallout

La carrellata iniziale sul tavolo dedicato a Fallout si apre con alcuni degli elementi più caratteristici del franchise: la porta d'ingresso del vault, un supermutante che si arrampica su una piattaforma (minacciando verbalmente il giocatore), e la scenografia post apocalittica che ricorda molte delle cittadine che abbiamo esplorato nel terzo e quarto capitolo.

Si tratta di dettagli estetici assai familiari, che ci mettono subito a nostro agio, e ci danno l'opportunità di calarci di nuovo nell'atmosfera malinconica e agrodolce della serie. L'aspetto che ci stupisce maggiormente è rappresentato però dalla creazione del personaggio: una feature inedita per quanto riguarda i flipper, strutturata con dei menù a scelta multipla che compaiono su una riproduzione del celebre Pip-Boy. Una volta selezionato il sesso e le principali caratteristiche, il nostro eroe scende in campo sul lato destro del tavolo, posizionandosi accanto alla bocca di lancio della pallina, e recitando persino alcune delle frasi più celebri della saga. La partita si svolge quindi come una sorta di sfida tra noi e l'orrido supermutante: entra qui in gioco il sistema di combattimento tipico del gameplay di Fallout, tramite il quale è possibile mirare ai bersagli che compaiono nella sezione centrale del tavolo e che si muovono lateralmente seguendo un ritmo discontinuo, rendendo assai complesso riuscire a trovare la strategia giusta per abbatterli, una difficoltà aggravata, del resto, da tutti quei rimbalzi non previsti che la pallina può effettuare su respingenti e ostacoli di altro tipo. Per fortuna giunge in nostro soccorso il medesimo rallenty che in Fallout 3 e 4 serviva a puntare, con maggior calma, una parte specifica del corpo del target, un sistema riprodotto perfettamente anche all'interno del flipper, e accompagnato altresì da quel celebre effetto sonoro che ormai tutti i fan ricordano in maniera praticamente istintiva. Il supermutante è però un osso duro e tenterà in ogni modo di portarci al game over, sparando spesso all'impazzata con laser rossi che alterano le traiettorie della pallina, ed obbligandoci, di conseguenza, a rimanere sempre vigili e attenti. Una buona strategia consiste allora nell'accumulare sia i classici punti esperienza, sia i famigerati tappi, ottenibili sfruttando rampe speciali e colpendo bersagli specifici: un ulteriore elemento che fa il suo ritorno direttamente dal gioco completo, infatti, è il negozio nel quale acquistare potenziamenti e oggetti utili a salire di livello, per migliorare in tal modo le abilità del nostro avatar. Eccezionale poi la sequenza conclusiva, al termine dello scontro che ci vede battuti dall'acerrimo nemico: l'abominio estrarrà una mini bomba atomica e distruggerà l'intero scenario, mentre un'accecante dissolvenza dal bianco lascerà spazio al calcolo del punteggio finale.

DOOM

Anche il tavolo a tema DOOM si apre con una carrellata molto evocativa, in cui un cromatismo rosso fuoco contribuisce a riprodurre appieno la discesa agli inferi che si percorre nel nuovo capitolo, il quale riesce a trasmettere, in maniera non molto dissimile, le stesse, violente emozioni del capostipite della saga di Carmack e Romero.

Non ci stupisce affatto quindi che nel flipper sia stato integrato un selettore di difficoltà (che influenza alcuni parametri quali energia e armatura) accompagnato, oltretutto, dalle classiche diciture che identificano i vari livelli di complessità, dal celebre "Hurt me plenty" al demoniaco "Nightmare!". Il lancio della pallina avviene inoltre con una motosega, che la fa schizzare verso l'alto e la immette in una complessa struttura di rampe e passaggi, simile ai labirintici corridoi degli stage più famosi della serie. Anche in questo cabinato la partita si struttura come se fosse un feroce scontro tra il nostro marine (ben in vista sul lato sinistro, dotato di con fucile d'ordinanza e di un ricco set di animazioni) e i vari nemici che compaiono sia direttamente sul campo da gioco, sia su una pedana alla destra della visuale. Quando verremo attaccati o spareremo al nostro avversario, in sostanza, non soltanto i nostri parametri vitali saranno modificati, ma i colpi andranno anche a coprire la sezione centrale del tavolo, proprio la porzione dello schermo più importante per riuscire a prevedere dove e quando scenderà la pallina, che saremo costretti a respingere con assoluto tempismo e precisione. Ne deriva un'ottima interpretazione delle schermaglie a base di armi da fuoco cui la saga ci ha abituato, in grado di elettrizzarci con un buon livello di adrenalina, e facendoci quasi dimenticare di star giocando ad un "semplice" flipper: a tutto questo si aggiunge infine una serie di minigiochi da sbloccare poco alla volta, capaci persino di variare leggermente una formula d'indubbia efficacia.

Skyrim

The Elder Scrolls V è il titolo più datato di questa raccolta di prodotti a marchio Bethesda trasposti in formato flipper, e tale particolarità si riflette su una qualità visiva un po' meno appariscente, benché non sappiamo dirvi se l'effetto sia voluto o dipenda dagli asset che il team di Zen Studios ha ricevuto per svilupparlo. Il grande protagonista del cabinato Skyrim, prevedibilmente, è un dragone, appollaiato sull'angolo superiore sinistro del tavolo, che tiene d'occhio la situazione, sputando di tanto in tanto una fiammata che ha il potere di coprire la visuale e complicare il match del giocatore.

Anche in questo caso è stato inserito un sistema di creazione del personaggio che è molto più profondo e particolareggiato rispetto a quello sperimentato nella versione pinball di Fallout. È infatti possibile scegliere numerosi dettagli - non ultima la razza e classe dell'eroe - all'interno di menù ottimamente contestualizzati nei classici pannelli a led tipici dei flipper: i parametri non sono però gestibili con grande semplicità, a causa di una mappatura dei comandi non proprio intuitiva. Una volta prese le dovute decisioni, il nostro personaggio entrerà in gioco, con modelli 3D, texture e set di animazioni specifici per ogni combinazione, che variano anche in base all'arma e all'equipaggiamento che stiamo indossando. La partita di svolge seguendo la fascinosa tematica del viaggio, attraverso la scoperta di nuovi luoghi all'interno di una mappa che prova a suggerire l'idea dello spostamento e dell'avventura, nonostante la fisionomia del tavolo rimanga sempre fissa.

Ovviamente è stata inserita una progressione scandita tramite diverse quest, che ci offre la facoltà di svolgere incarichi specifici come uccidere un determinato nemico o recuperare un manufatto, azioni che - tradotte nel linguaggio ludico del flipper - ci chiedono di colpire un bersaglio più volte, oppure di inanellare più lanci in una sola rampa, illuminando una sezione del riquadro in cui è contenuto l'obiettivo della missione. Le battaglie si articolano allora in maniera decisamente interessante, poiché le ferite inflitte ai nemici dipendono in gran parte dalla forza di impatto della pallina e dalle caratteristiche del protagonista, migliorabili progressivamente tramite l'acquisto di un nuovo equipaggiamento nei vari negozi, che sbloccheremo nel corso del nostro pellegrinaggio. In aggiunta, gli scontri vengono sottolineati da effetti sonori e vibrazioni del controller, che acuiscono la fisicità dei colpi inflitti: un feeling che si eleva all'ennesima potenza quando finalmente dovremo fronteggiare il maestoso e minaccioso drago.

Bethesda Pinball Il trittico di tavoli dedicati ai titoli di Bethesda si dimostra un pacchetto molto ricco, indirizzato principalmente ai fan delle serie coinvolte, nonché sviluppato con competenza e passione nei confronti delle produzioni originali. In base ai gusti personali ognuno eleggerà certamente il proprio flipper preferito, sebbene sul fronte qualitativo (di livello parecchio elevato per tutto il set) le tre offerte si equiparino a dovere: resta soltanto la problematica relativa alla gestione un po' grossolana dei menù, con i quali creare i propri personaggi, sistemare l’inventario e acquistare oggetti preziosi all'interno dei negozi. Un piccolo difetto, tuttavia, che non preclude in alcun modo la piena fruibilità di una delle offerte meglio confezionate da Zen Studios nella storia recente della sua lunga carriera.

8

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