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Recensione Bionic Commando Rearmed 2

I soldati bionici tornano in HD. Recensito il secondo capitolo della rivisitazione di un classico

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Bionic Commando Rearmed 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

La spalla che ruba il centro del palco

Il primo Rearmed, uscito nel corso del 2008 e premiato tra le nostre pagine virtuali con un voto più che discreto, si è rivelato un prodotto azzeccatissimo e persino più divertente e godibile di quel Bionic Commando next-gen che, teoricamente, avrebbe solo dovuto accompagnare e supportare. Quasi come una spalla più abile dell’attore principale, il remake ultra potenziato del capitolo originale uscito su NES nel lontano 1988, ha saputo far breccia nei cuori di tanti nostalgici o di chi cercava un platform tanto old shool, quanto impegnativo.
Qualche anno dopo, e senza ingombranti colleghi con cui condividere il palcoscenico, fa il suo ritorno Rearmed con un secondo capitolo accolto da tante speranze e qualche perplessità.

Crisi internazionale? L’FSA risponde

Bionic Commando Rearmed 2 si configura come un platform 2D, che non rinuncia a un po’ di sana azione fatta da sporadici scontri a fuoco con soldati, robot e boss di fine livello.
Se il primo episodio tirava in ballo una sorta di clone di Hitler, nel sequel a preoccupare il mondo ci pensa Sabio, dittatore della tropicale isola di Papagayan che scimmiotta, nelle sembianze e nella tendenza a mostrarsi con un sigaro tra i denti, il cubano Fidel Castro. Stanco di dare ordini solo ai suoi compatrioti, il tiranno intende ricattare l’intero pianeta con la minaccia di scatenare una guerra nucleare. L’FSA, un’organizzazione militare internazionale, è determinata a risolvere questa crisi in fretta e con il solito tatto che solo le agenzie più blasonate possiedono. Sfortunatamente la prima incursione non va come sperato: i soldati inviati infatti, spariscono misteriosamente nel nulla. Per nulla scoraggiata dal fallimento, l’FSA decide così di affidarsi ai migliori: il Bionic Commando, un elite di guerrieri che montano arti bionici altamente tecnologici e dotati delle più disparate proprietà. Tra loro c’è anche Nathan Spencer, già protagonista del prequel, di cui vestirete i panni per tutta la durata dell’avventura. Equipaggiato di un nuovissimo paio di baffi rossi, il nostro rappresenta il classico soldato solitario un po’ sbruffone, ma estremamente esperto che non mancherà di farci fare qualche risata durante i dialoghi con i superiori o nemici. La trama infatti, è condotta unicamente attraverso brevi e taglienti dialoghi. Non c’è tempo per l’introspezione, né per intrecci narrativi intricati, ma ciò non significa che avremo a che fare con personaggi privi di personalità.

Bionic man can jump!

Dove punta forte il prodotto Capcom è nel gameplay, un gameplay vecchio, ma al tempo stesso solidissimo, almeno nella teoria. Muovendovi tra banchine portuali, giungle, cave minerarie e basi militari, dovrete raggiungere sani e salvi il traguardo del livello di turno. Tra voi e l’obbiettivo, sparuti gruppi di nemici e le classiche piattaforme da raggiungere.
Purtroppo, per i fan della saga, la doccia fredda arriva subito: Nathan può saltare. Contravvenendo ai dettami del capitolo originale, e conseguente remake, il protagonista potrà staccare i piedi dal suolo. L’utilizzo di questa tecnica fortunatamente, resta assolutamente facoltativa. Sì, perché volendolo, ed essendo anche un po’ autolesionisti, sarà comunque possibile completare l’intera avventura senza mai saltare.
A questo punto però, chi non conosce Bionic Commando, si starà chiedendo come sia possibile zompare da una piattaforma all’altra senza contare sull’azione più utilizzata da quasi tutti i videogiochi. La particolarità della saga infatti, risiede nel braccio sinistro di Nathan: non solo è fatto di metallo, ma all’occorrenza può tramutarsi in un vero e proprio rampino capace di attaccarsi su un gran numero di superfici. Questa abilità vi sarà d’aiuto in molteplici situazioni. Le più ovvie sono quelle che riguarderanno il superamento di baratri o il raggiungimento di piattaforme poste sopra la vostra testa. Imparare a dondolarsi con il rampino, lasciarsi andare al momento giusto e attaccarsi all’ultimo secondo sul successivo appiglio, sarà un’azione che compirete centinaia di volte e, quando padroneggerete a sufficienza la tecnica, trarrete immense soddisfazioni nel saltare da un punto all’altro dello scenario con velocità e mosse attentamente calcolate. Inoltre il braccio bionico tornerà utile per eliminare nemici e boss vari. Non solo potrete parare molti dei proiettili allungando il rampino, ma spesso utilizzarlo sarà l’unico modo per farli fuori lanciandogli bidoni esplosivi o strappandogli via le protezioni che coprono i punti deboli.
Nonostante il gameplay sia estremamente più orientato verso le fasi platform, i combattimenti sono ulteriormente vivacizzati dall’ampio armamentario su cui potrà fare affidamento Nathan. La pistola iniziale verrà presto affiancata da un gran numero di fucili, mitragliatrici e lanciarazzi. Inoltre, sparsi per i livelli, potrete raccogliere degli emblemi che vi regaleranno dei poteri speciali. Questi si dividono in due gruppi. Il primo è relativo a determinate abilità che, quando utilizzate, consumeranno una determinata barra che si ricarica automaticamente. Potrete, ad esempio, lanciare delle granate, oppure fare affidamento su un attacco al suolo particolarmente utile per sorprendere i nemici dall’alto. Il secondo gruppo riguarda invece i così detti “Potenziamenti Passivi”. Questi, come il nome lascia intuire, resteranno sempre attivi e rappresentano un vero e proprio bonus di cui godrà Nathan. In tutto sono otto, ma il primo che troverete, alla prova dei fatti, si rivela anche quello che terrete fino alla fine dell’avventura: chi farebbe a meno di un potere che automaticamente ricarica la barra della salute?

Braccio bionico, controller di legno

Detto tutto ciò viene da chiedersi dove Bionic Commando Rearmed 2 fallisca, visto che fino a qui il gameplay sembra riuscito tanto nelle fasi platform, che in quelle di combattimento.
Purtroppo i maggiori limiti di questo titolo risiedono in buona parte nel sistema di controllo. Questo spesso si dimostra incapace di dominare il level design creato dagli sviluppatori. In più di un’occasione dovrete rifare una serie di salti o, peggio, guarderete impotenti il vostro avatar mentre sprofonda in un baratro senza fine, solo perché il gioco interpreta male i comandi che gli avete impartito. Il salto, per quanto possa apparire un’agevolazione a prima vista, si tramuta in uno strumento a doppio taglio: efficace e utile in certe situazioni, non farà altro che aumentare il numero di game over in altre. La frustrazione, insomma, è sempre dietro l’angolo soprattutto negli ultimi livelli.
Non solo, ma anche altre scelte di design lasciano piuttosto con l’amaro in bocca. Se è impossibile criticare il fatto che Nathan non può sparare né sopra di lui, né in diagonale, vista la filosofia di fondo (filosofia che comunque non mancherà di allontanare qualche giocatore), si fatica ancora ad accettare di perdere vite a causa di elementi che non rientrano nella schermata. I colpi nemici, ad esempio, spesso invaderanno la vostra visuale senza darvi modo di sapere chi li ha esplosi. Non solo, ma dovrete affidarvi al caso e alla fortuna tutte le volte che dovrete scendere da una piattaforma posta in alto. La telecamera infatti, non si sposterà in nessun caso, lasciandovi all’oscuro di ciò che c’è sotto di voi: a volte vi andrà bene, altre perderete una vita.
Inoltre il design dei livelli non è ispirato come lo era nel prequel. Si badi bene: non stiamo dicendo che non sia riuscito o mal realizzato ma, semplicemente, non stupisce più di tanto. Nonostante ogni stage si dirami in molteplici strade diverse e nonostante i tanti oggetti segreti da scovare, difficilmente un livello vi rimarrà particolarmente impresso.
Tuttavia, pur con tutti questi difetti, il gameplay di Bionic Commando Rearmed 2 si salva, per quanto non raggiunga affatto il livello qualitativo del predecessore. Chi ama la saga continuerà a divertirsi, ma noterà anche le magagne del sistema di controllo e i limiti di progettazione del level design.
Graficamente il prodotto Capcom riutilizza il motore grafico già visto all’opera nel 2008. Ciò è sicuramente un bene perché tanto lo stile, quanto la qualità di modelli poligonali e animazioni sono assolutamente fuori dubbio. Qualcuno potrebbe lamentarsi di un mancato up-grade in questo senso, ma ieri come oggi Rearmed si presenta come un titolo scaricabile graziato da un ottimo comparto grafico.
Il sonoro, pur non raggiungendo la qualità del prequel, si difende incredibilmente bene. Le sonorità 8-bit sono tanto rispettose della tradizione, quanto tendenti all’odierna tecno-dance. Non di rado vi chiederete se per caso non ci sia lo zampino dei Daft Punk, vista la somiglianza sonora di alcuni temi creati da Capcom con i ritmi del duo francese.
Parlando di longevità, ci si può ritenere piuttosto soddisfatti. Non solo l’avventura principale conta un nutrito numero di livelli, intorno alla ventina, ma sarete spinti molto spesso al backtracking. Collezionando nuove abilità avrete modo di aprire una porta o di attivare un interruttore che in precedenza era irraggiungibile. E’ inoltre possibile affrontare l’intero gioco in compagnia di un amico. L’opzione è resa disponibile unicamente in locale purtroppo, ma comunque sia Bionic Commando Rearmed 2 diventa doppiamente divertente con un compagno al proprio fianco. Infine, sono presenti le Stanze delle Sfide: come il nome lascia intuire si tratta di una serie di schemi dalle dimensioni piuttosto contenute, ma che vi spingeranno a sfruttare intensivamente le vostre abilità con il pad e la materia grigia.
Infine una piccola nota a margine che riguarda la versione per PS3. Per giocare a Bionic Commando Rearmed 2 sulla console Sony dovrete essere necessariamente connessi al PSN. Per quanto molti di voi terranno la propria PS3 perennemente collegata a internet, non è detto che per alcuni ciò non possa rappresentare un problema non da poco. Questa decisione di Capcom è ancora più assurda se si pensa che invece nella versione per Xbox 360, questa richiesta non viene assolutamente fatta.

Bionic Commando Rearmed 2 Bionic Commando Rearmed 2 è un discreto platform con tanta azione nel mezzo. Purtroppo non riesce a tenere minimamente il passo del suo predecessore. a causa di problemi nel sistema di controllo e di un design dei livelli poco più che sufficiente. Inoltre la possibilità del protagonista di saltare potrebbe infastidire tutti gli amanti della filosofia originale della saga. Comunque sia questo sequel resta sicuramente consigliato a chi ha adorato il primo capitolo e a chi cerca un platform piuttosto impegnativo. Chi però si aspetta un capolavoro o un seguito che regga il confronto con il capitolo precedente, resterà immensamente deluso.

6

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