Recensione Bioshock Infinite - Burial at the Sea: Episode Two

Cala il sipario sulla serie Bioshock: sarà il finale degno delle aspettative?

Burial at the Sea: Episode Two

Videorecensione
Burial at the Sea: Episode Two
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il 18 febbraio scorso, il direttore creativo e co-fondatore di Irrational Games Ken Levine, annunciò un sostanzioso ridimensionamento della software house (circa il 90% della forza lavoro) e il chiaro intento di un futuro dedicato allo sviluppo di titoli più “modesti”, dedicati al mercato digital-delivery. Dietro a quella che sembra una scelta autonoma del game developer, potrebbe in realtà nascondersi l’esplicita richiesta del publisher, spossato a causa di alcune difficoltà comunicative con la spiccata personalità di Mr. Levine. Come spesso accade in questi casi, non sapremo mai la verità esatta dietro a queste scelte. Non è ben chiaro cosa accadrà alla serie però: tecnicamente i diritti del franchise appartengono a 2K Games, quindi nessuno può escludere un quarto capitolo, magari lanciato nel 2015 con la benedizione di Sony, Microsoft e le loro promettenti nuove piattaforme. All’atto pratico, tuttavia, ci risulta molto difficile pensare ad un continuo della serie senza l’estro creativo di Ken Levine alla direzione, sebbene sia doveroso ricordare che il secondo episodio fu sviluppato da 2K Marin (che infatti risulta più “debole” degli altri due, almeno dal punto di vista narrativo).
Qualcuno temette un infausto destino per il download content di Bioshock Infinite, Burial at the Sea: Episode Two, ma ovviamente il DLC era già in avanzato stadio di sviluppo, mancando solo di alcune piccole aggiunte e dell’immancabile revisione. Ora finalmente l’attesa è finita e il sipario pronto a calare...

DALLE PROFONDITA' MARINE ALLE NUVOLE NEL CIELO...

Siamo di fronte ad un expansion pack dalla forte componente narrativa, che spesso ci chiederà di stare semplicemente seduti a guardare, assaporando gli ottimi dialoghi o assistendo all’immancabile colpo di scena: una cosa alla quale Ken Levine ci ha già abituati con i suoi precedenti lavori. Il famoso game designer si è qui sobbarcato il non semplice compito di realizzare una breve storia che facesse da collante tra i vari episodi della trilogia, in particolare tra il primo ambientato nella città sommersa di Rapture e l’ultimo contestualizzato alla città tra le nuvole di Columbia. Il risultato è un’esperienza surreale, onirica, vissuta in prima persona da Elisabeth e raccontata con i soliti contrasti cromatici accesi tipici del franchise: un’avventura dipinta alla maniera di Seurat, il pittore puntinista francese che compare in un fugace cameo all’inizio del nuovo episodio. E qui c’è la prima importante novità: Elisabeth, protagonista spirituale di Bioshock Infinite, prende qui le redini della situazione impugnando le armi. Prima di lanciarci in questa nuova avventura ci viene chiesto se vogliamo prendere visione di un breve video riassuntivo: con nostra sorpresa non ci viene mostrato quello che abbiamo giocato nella prima parte del DLC, bensì degli estratti dal primo episodio di Bioshock, i momenti salienti e le sequenze necessarie ad assaporare la nuova storia confezionata dal team di Irrational Games. Se non avete giocato il primo capitolo del 2007 infatti, farete molta fatica ad afferrare il senso della narrazione e i numerosi riferimenti ivi contenuti: il ritmo è serrato e ritroviamo tutti gli elementi e i personaggi che hanno contraddistinto la serie, dal Big Daddy all’immancabile faro in mezzo all’oceano, il centro nevralgico e la costante dell’universo di Bioshock. Avremo nuovamente occasione di viaggiare tra gli squarci dimensionali di Infinite, ma anche salire sulla Batisfera a Rapture.

Sotto il profilo squisitamente ludico, Burial at the Sea cambia le carte in tavola in virtù di un approccio più tattico e meno action. Non ci riferiamo solo alla deriva narrativa menzionata poco sopra, ma ad uno stile un po’ diverso da quello grezzo e spaccone che aveva caratterizzato i tre capitoli della serie. Vestendo i panni di una Elisabeth naturalmente meno avvezza all’azione, il più delle volte siamo costretti ad aggirare i nemici, stordirli cogliendoli alle spalle oppure addormentarli con la comoda balestra caricata a dardi sonniferi. L’approccio stealth è favorito da cunicoli e condotti che ci permettono di evitare le aree con più nemici; allo stesso modo dobbiamo stare attenti a dove mettiamo i piedi, perché camminando su cocci di vetro o in pozze d’acqua si attirano inevitalmente i nemici nei paraggi. Le munizioni sono relativamente difficili da reperire, eccezion fatta per la fase di gioco finale, maggiormente votata all’azione. La nuova impostazione ludica è interessante e funziona bene, persino in presenza di un gameplay che ha sempre avuto qualche piccolo problema di bilanciamento.
Interessanti aggiunte anche nel campo dei Plasmidi: purtroppo nel breve arco narrativo di Burial at the Sea abbiamo occasione di attivare solo 4 di questi poteri genetici, ma tra questi ce ne sono due inediti e certamente curiosi. Con Guardone possiamo renderci invisibili agli occhi nemici per un breve periodo di tempo; inoltre, se restiamo immobili con il plasmide attivo, possiamo vedere attraverso le pareti e conoscere l’esatta posizione dei ricombinanti nei pressi. Il secondo è Corazzata, che crea uno scudo energetico di fronte a noi bloccando i proiettili in arrivo. Questi ultimi possono essere raccolti e utilizzati con le armi in nostro possesso.

Bioshock Infinite Purtroppo non è possibile aggiungere molto su Burial at the Sea, non senza incorrere in facili spoiler. Il consiglio che possiamo darvi è di giocarlo, così da poter salutare degnamente una delle saghe videoludiche più affascinanti e intriganti mai realizzate. Questa manciata di ore passate in compagnia di Elisabeth e Booker sono infatti il canto del cigno di una software house che ha regalato incredibili momenti videoludici, degna conclusione di una trilogia dal notevole spessore narrativo e dalla discreta componente ludica. Il titolo è imprescindibile per ogni appassionato della serie, e nonostante i dubbi esposti qualche mese fa con Episode One, ora il biglietto d’ingresso è assolutamente giustificato. Il nostro consiglio è quello di assaporare i due episodi di questo DLC tutti d’un fiato, o almeno a distanza ravvicinata così da poterne carpirne meglio l’essenza.

8.5

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