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Recensione Black Ops 2 - Vengeance

Ancora un Map Pack non troppo convincente per Black Ops 2

Black Ops 2 - Apocalypse Map Pack

Videorecensione
Black Ops 2 - Apocalypse Map Pack
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come abbiamo detto nel nostro caratteristico Video Speciale mensile, in questo Luglio che comincia a fare l'occhiolino all'Estate non ci saranno grandissime sorprese a livello ludico. Qualche titolo Retail da tenere d'occhio ed un paio di uscite in Digital Delivery per uno dei mesi più calmi dell'intero 2013. Un'occasione buona, dunque, per recuperare qualche videogioco passato inosservato, o per riprendere in mano le buone vecchie abitudini. Nel nostro specifico caso quelle guerrafondaie con Call of Duty: Black Ops 2. Treyarch ha infatti pensato di dare una scossa alla calma che precede le ferie estive con un nuovo pacchetto scaricabile, un corposo DLC disponibile a partire dal 2 Luglio.
Vengeance, per l'oramai consueto prezzo di 1200 MS Points (circa 15 Euro), propone quattro nuove mappe multiplayer ed un nuovo quadro per la modalità Zombie. Ancora una volta si tratta di un'offerta imperdibile soprattuto per i fan, per gli irriducibili. La presenza di una location "rivisitata" e di qualità altalenante in almeno altre due mappe del pacchetto non rendono questo DLC appetibile a tutti. Persino un'altra grande prova Zombie non giustifica completamente, ai meno "addicted", l'acquisto ad occhi chiusi.

Mappe

Cove

Un lembo di terra sperduto nell'Oceano Pacifico ed il relitto di un jet schiantatosi durante un'operazione di contrabbando finita male compongono il setting di Cove, una delle location più riuscite dell'intero pacchetto. L'estensione medio-ampia della mappa è il primo elemento a renderla gradevole, permettendo fasi di scontro piuttosto differenti a seconda degli spazi occupati. Vicino al relitto del veivolo, ad esempio, le sparatorie si accendono violentemente, alimentando un'azione frenetica. La possibilità di nascondersi all'interno della carcassa cattura immediatamente l'attenzione del giocatore, concentrando nelle zone limitrofe tutta la mole di fuoco. Al contrario, nel resto dell'isolotto, concrezioni rocciose di diversa forma e dimensione consentono un approccio maggiormente ragionato, che cade in rarissimi casi nel cosiddetto camping. Esteticamente, come dal punto di vista funzionale, il design convince. Qualche formazione rocciosa più ampia offre interessanti panoramiche ed il design piuttosto articolato dell'intera mappa apre le porte ad una varietà d'azione piacevolissima, partita dopo partita.

Detour

Costa Est degli Stati Uniti, nei pressi di New York City. Lo stato confusionario in cui si presenta il layout di Detour ci da immediatamente un quadro della tipologia di match che andremo ad affrontare. Un grosso incidente stradale ha sconquassato l'enorme ponte che funge da stage, dividendo in due la location. Sotto il ponte un intricato groviglio di tubature, lamiere e macerie, crea un labirinto piuttosto arzigogolato, che costringe i giocatori a guardarsi continuamente attorno; sopra, veicoli abbandonati e porzioni d'asfalto completamente divelte ostruiscono la visuale, creando i presupposti per un'azione ravvicinata.
Nonostante tutto, a livello di design Detour non offre molti spunti: lo scontro si mantiene frenetico ma molto lineare, mostrando spesso problematiche nella disposizione scellerata degli spawning points. Qualche punto strategico per l'appostamento, volendo scavare a fondo, si trova, ma in linea di massima la grande quantità di passaggi ed aperture non offre troppo margine agli attendisti. Le dimensioni ridotte, in questo caso, sono il più grande limite della mappa, poco articolata ed incapace di offrire le alternative giuste per divertire sul lungo periodo.

Rush

Con Rush prosegue il trend delle mappe piccole, mettendoci di fronte ad un percorso dedicato al Paintball. Due strutture suddivise in stanze dalle dimensioni differenti (e ricche di elementi di disturbo) sono collegate da stretti camminamenti all'aperto, che culminano in una piazzetta dove un paio di camion ostruiscono strategicamente la visuale, creando allo stesso tempo provvidenziali coperture. Strettoie ed ostacoli sono il vero leit motiv di questa mappa, che sconsiglia caldamente l'azione avventata. I punti per annidarsi e sorprendere il nemico sono tantissimi, ed anche a chi volesse rimanere per tutta la durata del match appostato sono concessi alcuni spunti forse esagerati. Si tratta in ogni caso di una "mappa veloce", nella quale -viste le dimensioni- gli scontri si risolveranno molto presto.
A differenza di Detour, che fa della confusione il suo biglietto da visita, la funzionalità del level design è qui un must. L'attenzione nel piazzamento di ogni elemento, tra saliscendi e camminamenti sopraelevati, barriere ed ostacoli, accresce le possibilità strategiche che, anche a fronte di spazi molto limitati, non appaiono castrate. Una mappa all'apparenza tra le meno interessanti che nasconde in realtà ottime potenzialità.

Uplink

Uplink, l'ultima location presentanta nel pacchetto, è la rivisitazione di Summit, una tra le più amate mappe multiplayer del primo Black Ops. Più che di una "rivisitazione", però, dobbiamo parlare di una copia, perché al di là dell'aspetto estetico, che passa da "montagna innevata" a "foresta pluviale", non ci sono altri cambiamenti. Al posto della neve la pioggia, dunque, con tanto di rigogliosa vegetazione ad aver preso il controllo delle strutture. Una volta "fatto l'occhio", in ogni caso, troveremo lo stesso design di un tempo: l'intricato diramarsi di una struttura di ricerca governativa. Laboratori ed anticamere di decontaminazione, camminamenti esterni e passaggi più o meno secretati a fare da ossatura ad una delle migliori mappe del pacchetto. Le possibilità tattiche sono tantissime, così come estremamente vari gli approcci al combattimento. Ampiezza e complessità sono le parole chiave, per una location che domina le playlist oggi come ieri.

Sepolti nel Far West

Per quanto riguarda la modalità Zombie la nuova aggiunta è Buried. Nei panni di nuove e vecchie conoscenze ci troveremo in mezzo al deserto, in fuga dall'epidemia zombie che non sembra avere freno. I nostri, giungendo nei pressi di una struttura abbandonata, si troveranno letteralmente sprofondati in una piccola cittadina del Far West sepolta. Al suo interno dovranno risolvere la classica serie di enigmi che caratterizzano la modalità, trovare oggetti, spostare a suon di dollari le macerie che ostruiscono i passaggi e ricostruire tutte le barriere anti non-morto. Ondata dopo ondata l'offerta ludica non mostra tantissimi incentivi in più rispetto al solito, mostrando un'appeal generalmente molto meno elevato rispetto a Mob of the Dead, ad esempio. L'unica vera novità, location a parte, è dunque la presenza della potentissima Pistola Laser Mark II, capace di darci un grande vantaggio ma non prima di aver faticato nella ricerca. Quest'aggiunta da sola, naturalmente, non basta: anche al netto del fascino della location, dunque, gli spunti per rigiocare il quadro sono pochi, almeno in single player.
Al solito questo game mode mostra le migliori qualità se interpretato assieme agli amici, assieme ai quali organizzare strategie difensive e recuperare gli artefatti necessari alla fuga, mettendo in luce -se non altro- la buona estensione della location. Non manca nemmeno la classica dose di humor che ha caratterizzato Zombie sin dal principio e che anche questa volta porterà sugli schermi di casa una combriccola di "eroi" davvero fuori di testa.

Call of Duty: Black Ops 2 Quando detto in occasione di Uprising si può ripetere anche oggi, con Vengeance. Le quattro mappe offrono solo in qualche caso una valida alternativa alla già straordinaria proposta di Black Ops 2 (e DLC precedenti), proponendo le varianti più convincenti sopratutto con il recupero di una vecchia gloria (Uplink). Tra alti e bassi, e considerando anche un nuovo quadro Zombie non troppo entusiasmante, possiamo tranquillamente consigliare questo pacchetto ai soli addicted di Call of Duty, che troveranno ancora una volta pane per i loro denti e materiale per centinaia di spietate clan war. Tutti gli altri, ancora una volta, farebbero meglio a pensarci due volte prima di investire i necessari 15 Euro.

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