Recensione Blade Kitten

Una gattina tutto pepe in un platform leggermente insipido

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Blade Kitten
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Blade Kitten, meglio conosciuta come Kit Ballard, è la migliore (ed anche la più sexy) cacciatrice di taglie del sistema solare di Korunda. Ultima discendente della sua razza, metà umana e metà felina, si impegna con il suo spirito combattivo e vivace a ripulire i pianeti dalla feccia aliena. Basato sul fumetto nato dalla penna di Steve Stamatiadis, il videogioco di Balde Kitten è un action platform che fa del carisma della protagonista uno dei punti di forza (o forse l'unico) di questa produzione suddivisa in episodi e dedicata per il mercato digitale di console e PC.

Una gatta agguerrita

All'inizio di Blade Kitten ci troveremo a dover inseguire una nostra rivale, Justice, una biondona che ci ha rubato la nostra chiave d'identificazione e ha fatto saltare in aria la nostra navicella. Kit, nel suo inseguimento per recuperare la chiave, incontrerà diversi personaggi sul pianeta in cui è atterrata, e scoprirà molti retroscena dietro alle azione della forza militare che governa il luogo, che porteranno ad alcuni stravolgimenti della trama verso il finale del titolo, che rimane aperto ad un secondo episodio.
Blade Kitten è un action-platform bidimensionale, che incorpora alcuni elementi puzzle: durante ogni stage dovremo esplorare livelli molto vasti, ricchi strade alternative, bivi e luoghi segreti, ed eliminando tutti i soldati che si frapporranno tra noi ed il nostro obiettivo. Kit potrà fare affidamento alla sua spada che fluttuerà intorno a lei: la gattina potrà effettuare fondamentalmente due attacchi principali, uno ravvicinato ed uno a lungo raggio. Inoltre è possibile attivare un attacco speciale nel caso in cui si sia accumulata abbastanza energia, anche se quest'ultimo si risolve in una semplice e ripetitiva sequenza animata che per nulla coinvolge il giocatore. Il sistema dell'energia sarà uno dei punti principali di tutto il gameplay. La salute di Kit è rappresentata da un cerchio rosa attorno ad un'immagine in stile anime del viso della protagonista, mentre attorno ad essa un altro cerchio, di colore blu, rappresenta l'energia. La stamina potrà essere utilizzata in diversi modi: potremo creare una bolla protettiva per salvarci dagli attacchi nemici (che si faranno sempre più incalzanti proseguendo nel gioco), effettuare sprint, attacchi a distanza, e per utilizzare la spada come appoggio, così da esibirsi in salti molto elevati. Nonostante tutte queste possibilità, il combat system di Blade Kitten appare abbastanza elementare, e nella sua semplicità purtroppo evidenzia anche una certa mancanza di bilanciamento. Kit è praticamente immortale: se colpita la barra della salute si ridurrà, ma dopo pochi istanti in cui la protagonista non è più sotto il fuoco nemico, questa comincerà a rigenerarsi. Certo, il giocatore potrà sempre morire, ma rinascerà dubito dopo nell'ultimo check point senza troppe preoccupazioni, visto che Blade Kitten non ha un sistema di vite. Inoltre i combattimenti sono poco profondi e si risolvono in pochissimi istanti, in cui il giocatore non dovrà far altro se non premere gli unici due pulsanti per gestire la spada e spazzare via tutto ciò che incontra. Il titolo include anche alcuni elementi RPG, per quel che riguarda il potenziamento dell'arma e delle prestazioni di Kit. Raccogliendo la moneta sparsa ovunque nei livelli potremo acquistare potenziamenti e nuove spade più potenti, ma anche qui il tutto risulta poco incisivo ai fini del gioco: i benefici dei nostri acquisti saranno marginali ed il giocatore riuscirà comunque a terminare il gioco bene o male anche con le abilità di base. Carina invece l'idea di poter vestire Kit con diversi abiti, acquistabili sempre utilizzando la moneta del gioco nel bazar gestito da un contrabbandiere del luogo.

Un Platform modesto

Decisamente migliore è l'aspetto che riguarda le fasi platform: Ballard avrà un set di mosse abbastanza variegato e potremo farla correre, scattare, entrare in scivolata, saltare ed aggrapparsi a sporgenze. Soprattutto, potrà arrampicarsi sulla maggior parte dei muri e delle superfici che compongono i livelli. Quest'ultima caratteristica apre una nuova dimensione all'esplorazione degli ambienti, che si sviluppano sia in orizzontale che in verticale, e in alcuni punti anche in profondità. Anche se la protagonista potrà muoversi solo su un piano bidimensionale, capiterà che i nemici ci possano sparare dalle piattaforme presenti sullo sfondo. Il level design è di buona fattura, con stage molto vasti, in cui il giocatore potrà scegliere di avanzare linearmente verso il punto d'arrivo, oppure perdersi ad esplorare le diverse strade che principalmente portano a vicoli ciechi in cui è possibile raccogliere bonus e danaro extra. Il titolo offre anche alcuni semplici elementi puzzle, che molto spesso coinvolgono il giocatore nell'attivare interruttori irraggiungibili se non con la propria spada, o con l'aiuto di una piccola creatura aliena, Skiffy, che ci accompagnerà nel nostro cammino.
Passiamo ora al lato tecnico/artistico. Per quel che riguarda le ambientazioni, queste risultano purtroppo abbastanza piatte, in quasi tutti i livelli: il riciclo di elementi scenici è evidente e neanche troppo camuffato, dando al giocatore un senso di monotonia lungo lo svolgersi dell'avventura. Senso accentuato se si considera che l'esplorazione può durare anche per decine di minuti. Tecnicamente il gioco utilizza uno cell-shading che ben caratterizza soprattutto il personaggio principale, che mostra una tempra decisamente forte ma allo stesso tempo risulta ironico e divertente: il modello della protagonista è poi ben curato per quel che riguarda le animazioni e le espressioni del viso. Meno ispirati ci appaiono invece i nemici e i personaggi secondari, poveri di dettagli e di caratterizzazione. Il doppiaggio in inglese è sufficientemente buono nei momenti narrativi, anche se alcune esclamazioni di Kit durante il gioco, soprattutto quando troveremo dei forzieri nascosti, appaiono fin da subito ripetitive e abbastanza fastidiose.

Blade Kitten Blade Kitten è un platform action abbastanza modesto, che offre un level design articolato nella sua struttura, ma povero di elementi ludici veramente coinvolgenti. Il combat system è decisamente troppo lineare, e la componente esplorativa, sebbene articolata, non riesce a spazzare il senso di monotonia che sorge dopo le fasi iniziali del gioco. La storia principale, almeno nella prima metà del gioco, parte decisamente al rallentatore, e Kit Ballard, sebbene sia un personaggio sicuramente interessante e capace di creare un certo legame di empatia con il giocatore, rimane in un contesto in cui non riesce a convincere pienamente. Il titolo è solo la prima parte di un progetto che vede la pubblicazione in futuro di un secondo capitolo, ma visti i risultati ottenuti con questo episodio, difficilmente il giocatore di Blade Kitten avrà interesse a concludere le vicende della cacciatrice di taglie felina.

6

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