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Recensione Bleach: The 3rd Phantom

Bleach sperimenta i JRPG Strategici

Versione analizzata: Nintendo DS
recensione Bleach: The 3rd Phantom
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS

Bleach non ha certo bisogno di presentazioni: pubblicato in Giappone dall'Agosto 2001, è diventato in brevissimo tempo un fenomeno cult fra gli amanti degli shonen, dando vita a un anime seguitissimo dal pubblico di tutto il mondo, prodotto dallo Studio Pierrot e trasmesso in mezzo mondo. Con oltre cinquanta milioni di takebon venduti nel Paese del Sol Levante e dopo essere diventato l'anime più visto contemporaneamente in Oriente e negli Stati Uniti (impresa mai riuscita a nessun altro cartoon), era inevitabile che il mondo dei videogames vi si interessasse. Dopo alcuni fighting game usciti su Playstation 2, Wii e Nintendo DS, SEGA ha deciso di cambiare genere, proponendoci un RPG Tattico con una storyline totalmente nuova dedicato ai fan più hardcore di Ichigo Kurosaki e compagnia.

Bleach: the 3rd Phantom deve molto della sua impostazione ludica a Final Fantasy Tactics e tutti coloro che hanno giocato i vari episodi del prodotto Square su Gameboy Advance o Nintendo DS non si troveranno per nulla spaesati. Come sempre potremo muovere il nostro personaggio all'interno di un'area delimitata dalla classica griglia di movimento, sfruttando un sistema di combattimento a turni che permette al giocatore di schierare tutti i suoi personaggi prima che il nemico possa sferrare l'attacco. Una sorta di scacchi virtuali, dove in molti casi l'abilità nel posizionare le "pedine" conta più dell'attacco. Abbastanza interessante, almeno per chi ama il genere tuttavia ciò cui The 3rd Phantom punta di più non è l'innovazione del gameplay, ma la possibilità per tutti i fan di giocare una storyline totalmente nuova che inizia prima delle vicende raccontate nell'anime e finisce proprio con il nostro personaggio che entra nel gruppo di cacciatori protagonisti, combattendo una delle minacce più grandi della storia umana. La trama, totalmente nuova e scritta apposta per il gioco, infatti, ruota attorno a due fratelli che ancora bambini, vengono salvati da un devastante attacco demoniaco alla loro città che stermina la loro famiglia e li lascia totalmente soli. Trovati dal Capitano Seigen Suzunami, vengono allevati come futuri cacciatori e, dopo una serie di avventure che non vi sveliamo, si troveranno ad affiancare Ichigo Kurosaki nella sua battaglia contro i demoni. Ogni scelta che faremo avrà un impatto sulle dinamiche di gioco, e il finale varierà di conseguenza, addirittura la decisione iniziale di impersonare il ragazzo o la ragazza, fra i due protagonisti, avrà un impatto piuttosto pesante sullo sviluppo della trama. Fin qui tutto bene, tuttavia SEGA non ha saputo dosare le due componenti di The 3rd Phantom in maniera equilibrata; la narrazione, intesa come noiosissime sequenze di testi pre - renderizzati da RPG anni '80 occupa fin troppo spazio e, in molti casi, si impiega più di mezz'ora per passare da un combattimento all'altro. Senza neppure uno straccio di mappa interattiva non dovremo far altro che continuare a premere il tasto A, per ascoltare quello che hanno da dire tutti i personaggi, senza possibilità di skippare alcun dialogo. Così facendo anche gli intermezzi più interessanti diventano uno stillicidio e, ben presto, chiunque non sia un otaku alla fase terminale, si limiterà a impostare la massima velocità di scrolling del testo e aspettare che l'intermezzo finisca senza nemmeno guardare cosa appare a schermo. Un vero peccato perché, almeno in teoria, seguire il giusto ordine dei dialoghi e dare risposte appropriate permette di ottenere bonus utili in combattimento nonché di capire meglio lo sfondo generale in cui agiscono i personaggi di Bleach. Tuttavia, quando dopo quarantacinque minuti di dialogo a schermata fissa non è ancora accaduto niente, bhe, la voglia di spegnere la console e uscire a fare due passi diventa fin troppo impellente. Con un migliore bilanciamento, The 3rd Phantom avrebbe potuto essere un grande gioco, la parte strategica, infatti, è profonda e ben realizzata, con oltre sessanta personaggi giocabili, e tutta una serie di tattiche avanzate da applicare, come per esempio la difesa a due o i contrattacchi, che necessitano di un buon allenamento per essere padroneggiate alla perfezione. Certo, siamo sempre davanti a un gioco pensato per una nicchia piuttosto ristretta di utenti, fan di un genere che non si evolve praticamente dall'uscita del primo Fire Emblem su NES, ma lo sforzo del team di sviluppo per creare un battle system che potesse rivaleggiare con i mostri sacri si nota tutto e andrebbe premiato. Nei videogames, però, la confezione è importante almeno quanto il contenuto, e, in questo caso, i bizantinismi della trama, affossano un prodotto che, altrimenti avrebbe potuto essere una sorpresa per la softeca DS.

Bleach: The 3rd Phantom Bleach: the 3rd Phantom è un gioco difficile da giudicare, teoricamente ottimo, con una trama inedita, molti bivi e un battle system efficiente, all’atto pratico risulta noioso, privo di ritmo e per nulla user friendly. Ci sentiamo di consigliarlo solo ai veri fan di Bleach, che ameranno alla follia la vicenda raccontata, o agli otaku dei JRPG tattici, che, senza dubbio, troveranno pane per i loro denti.

6

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