Bleed: Recensione della versione PlayStation 4

Bleed è un frenetico gioco d'azione 2D carico di ironia, con un gameplay semplice da apprendere ma difficile da padroneggiare.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Bleed: Recensione della versione PlayStation 4
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4

Ci sono giochi pensati con un unico obiettivo in mente: il divertimento. Molto spesso si tratta di titoli sviluppati all'interno del circuito Indie, nati dalla mente di persone cresciute con i videogiochi e in parte (ma sempre meno) svincolate dalle dinamiche che muovono il mercato attuale. Bleed fa parte di questa categoria. Non è particolarmente lungo, non cattura l'occhio con una grafica spettacolare o con animazioni eccellenti, ma joypad alla mano entra in risonanza con la parte bella dei videogiochi, quella fatta di sorrisi, imprecazioni e brividi di soddisfazione per una manovra particolarmente difficile.
Dalla collaborazione tra Bootdisk Revolution e Nephilim Game Studios è nato un gioco piccolo nel prezzo e nella durata, ma comunque in grado di tenere incollati allo schermo per un buon numero di ore, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti.

A caccia di eroi

Sono pochissime le premesse con cui Bleed trascina il giocatore nel cuore dell'azione. Una manciata di informazioni condivisa attraverso una breve introduzione, affiancata da qualche nozione extra nella descrizione testuale dei boss che compongono l'avventura di Wryn.

In sostanza, la protagonista deve affrontare sette livelli molto diversi tra loro, con l'unico obiettivo di abbattere altrettanti boss e mini-boss. Per farlo ha a disposizione un ricco arsenale espandibile presso il negozio, la capacità di rallentare momentaneamente il tempo e un versatile triplo salto simile all'air-dash dei picchiaduro anime. I bersagli di Wryn sono gli eroi di un'epoca lontana, ormai appagati e decaduti. A seconda del livello di difficoltà scelto le battaglie sono più o meno impegnative, ma è impressionante il modo in cui gli sviluppatori sono riusciti a creare un'esperienza omogenea nella sua diversità. Ogni boss è caratterizzato da pattern di attacco unici e il bilanciamento dei combattimenti è curato nei minimi dettagli. Lo stesso vale per i livelli, che passano dal classico scontro in un laboratorio tecnologico pieno di robot a una sparatoria su un treno in corsa degna del miglior John Woo, toccando l'apice della follia con una passeggiata nel corpo di un enorme drago.

Tutto sotto controllo

Per funzionare davvero, un gioco di questo tipo ha bisogno di un sistema di controllo all'altezza delle aspettative. Morire in una situazione concitata solo perché i comandi non hanno fatto il loro dovere può essere frustrante. Fortunatamente, il sistema di controllo di Bleed è reattivo e immediato e bastano due schermate di tutorial per entrare subito nel cuore dell'azione. Con l'analogico sinistro si muove l'agile Wryn e con la levetta destra si mira e si spara seguendo le orme dei migliori Twin-Stick Shooter.

Il salto è affidato al grilletto destro, mentre tenendo premuto il grilletto sinistro si rallenta il tempo finché non si svuota l'apposita barra. Venendo da milioni di platform in cui il salto è associato a uno dei tasti frontali del joypad ci voluto un po' per abituarsi a quest'impostazione, che dopo un po' di pratica si è rivelata perfetta per compiere evoluzioni circensi. Il fatto che i salti aerei successivi al primo siano direzionabili in linea retta permette di attraversare indenni vere e proprie nuvole di colpi, a patto di dosare al meglio anche l'indispensabile bullet-time.

Oltre la quarta parete

Ad affiancare la gratificante giocabilità di Bleed c'è una buona dose di umorismo, evidente fin dai primi istanti di gioco. I dialoghi sono stati scritti per sfondare senza sosta la quarta parete e in alcune occasioni Wryn sembra una perfetta emula del miglior Deadpool.

L'eroina ha l'abitudine di rivolgersi al giocatore dopo ogni morte, sottolineando eventuali errori o facendo commenti sarcastici sull'abilità di chi impugna il joypad. L'apice di questo scambio costante si raggiunge ai titoli di coda, in cui il giocatore diventa parte integrante dell'avventura ricevendo gli elogi e il sentito ringraziamento della giovane eroina.

Bleed Bleed è un gioco piacevole, curato e carico di passione, ma non riesce a compiere quel passo in più che lo avrebbe reso davvero memorabile. Anche dopo aver completato più volte i livelli alla difficoltà più elevata, anche dopo aver fuso la modalità Sfida, si ha sempre la sensazione che manchi qualcosa, quella scintilla in più capace di ossessionare i giocatori e di trasformare il titolo in una droga pesante. Per meno di 10 euro, comunque, si tratta di un buon acquisto che vi terrà impegnati a lungo. Soprattutto se vorrete completare la modalità Arcade al livello di difficoltà più elevato!

7.5

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