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Recensione Blockstorm

Dallo studio italiano Ghostshark Games arriva uno shooter in prima persona piuttosto tradizionale, ma che grazie ad alcuni interessanti accorgimenti stilistici e di gameplay riesce a catapultare il giocatore in una sorta di Minecraft in salsa Far West.

Versione analizzata: PC
recensione Blockstorm
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Gli basta uno schiocco di dita, al mercato indipendente, per trasportarci in ogni dove tra le pieghe del tempo. Poi ci fa accomodare, si mette una logora divisa da lavoro, e comincia a ridefinire la modernità con forme inedite, imprevedibili e che spesso reinterpretano gli elementi storici del passato videoludico. Un sogno ad occhi aperti per i veterani cresciuti a pane e 8-bit, ma anche una grande opportunità per i più giovani di respirare per la prima volta le grandi atmosfere e gli stili più grezzi di alcune decadi fa. Pensate, ad esempio, al fenomeno Minecraft con le sue innovative dinamiche sandbox, incorniciate da minimali modelli 3D monotexturizzati diventati cult nel giro di pochi anni, oppure alla proliferazione di titoli roguelike che hanno riportato in auge il buon gusto di divertirsi affrontando una sfida sempre più impegnativa e in netta controtendenza con il livello medio del mercato. Blockstorm, realizzato dallo studio italiano Ghostshark Games e pubblicato da IndieGala, prova a percorrere le stesse orme di Guncraft e Ace of Spades, recuperando da Minecraft la caratteristica grafica a "blocchi" e alcune delle dinamiche di costruzione, per poi iniettarle in uno sparatutto arcade in prima persona tutto sommato tradizionale.

Blocchi e vanga, per favore!

Parliamoci chiaro, Blockstorm, nonostante la presenza della sola modalità multigiocatore, non è un titolo votato alla competitività, e nemmeno vuole esserlo. Scordatevi quindi i ritmi serrati dei più blasonati Call of Duty e Battlefield, con corse al cardiopalma e scontri a fuoco dietro ogni angolo (in Blockstorm tra l'altro ci si muove piuttosto lentamente, oppure camminando per non fare rumore). Il suo intento, semmai, è quello di divertire il giocatore con un mix di creatività e tatticismo. Ogni mappa è stata realizzata con lo stesso stile "a blocchi" che ha reso celebre il capolavoro targato Mojang: dall'erba alle montagne, dai muri alle finestre, tutti gli elementi ambientali sono costituiti da semplici modelli tridimensionali con texture pixellose che celebrano il carattere retrò della grafica 8-bit. I giocatori, che naturalmente dovranno cercare di conseguire i classici obiettivi di mappa nelle varie modalità di gioco, avranno a disposizione fin dall'inizio di ogni match 100 cubetti ed una vanga. Proprio come in Minecraft i blocchi si potranno assemblare per costruire coperture, torri di vedetta, camminamenti e piccole costruzioni, mentre con la vanga sarà possibile distruggerli (ma anche i proiettili andranno benissimo) o scavare tunnel di collegamento lungo tutta la mappa, utili anche per entrare di soppiatto nella base avversaria e cogliere il nemico di sorpresa. Vien da sé che grazie a questa dinamica sia possibile esaltare alcuni tatticismi abbastanza inediti all'interno del panorama FPS moderno. Per quanto riguarda l'arsenale, ogni giocatore potrà portarsi in battaglia un'arma primaria (a scelta tra fucile d'assalto, LMG, fucile da cecchino, carabina, shotgun e fucile da tiratore scelto), un'arma secondaria (pistola o Uzi), un tipo di esplosivo (bomba a mano, C4, RPG o mina Claymore) e un coltello. Tutte le armi, rigorosamente realizzate in pixel art, avranno un peso differente espresso in chilogrammi, la cui somma andrà a ridurre la velocità di movimento del giocatore durante la partita. Purtroppo, data la natura slow play del titolo, questa piccola aggiunta non si farà sentire particolarmente durante i match, lasciandovi la possibilità di equipaggiare più di un'arma pesante (senza ovviamente esagerare, così da non incappare nel sovraccarico dell'inventario). A livello di gunplay dobbiamo dire che Blockstorm, pur rimanendo improntato all'essenzialismo tipico degli shooter arcade, è impreziosito da un buon feedback e da un rinculo più o meno accentuato a seconda dell'arma utilizzata: fucili d'assalto e LMG ad alta cadenza di fuoco saranno più difficili da controllare, mentre il fucile da tiratore scelto e lo shotgun a colpo singolo forniranno una precisione nettamente superiore.

La mira con il fucile da cecchino, a causa della sua capacità di uccidere con un solo proiettile (e anche per cercare di scoraggiare la proliferazione dei malefici camper), è stata resa più difficoltosa con una sorta di inerzia durante lo spostamento del mirino, che vi costringerà a correggere la mira con tanti piccoli colpetti di mouse (un po' come si corregge il sovrasterzo in un racing game con il pad), risultando un po' scomoda e poco reattiva per uno sparatutto. La fisica dei proiettili è praticamente inesistente, ed ogni colpo viaggerà in linea retta senza considerare balistica e forza di gravità. Per quanto riguarda l'hit detection, sarà ovviamente possibile effettuare degli headshot letali, mentre colpendo le altre parti del corpo bisognerà necessariamente andare a bersaglio con almeno due o tre proiettili. Naturalmente sono implementati anche i danni da caduta, obbligando il giocatore a muoversi sempre con cautela nei punti in cui la mappa cresce verticalmente. In caso di scivoloni non letali o colpi di striscio, la barra della salute si rigenererà col tempo, ma non sarà presente alcun tipo di medikit o powerup. Non esistono nemmeno abilità da livellare o particolari equipaggiamenti avanzati da sbloccare, e ogni giocatore si distinguerà solo per l'aspetto estetico del proprio soldato, che come vedremo nel prossimo paragrafo sarà comunque altamente personalizzabile. Nella classica schermata di selezione del server, oltre alle canoniche modalità Deathmatch, Team Deathmatch e Capture the Flag, Blockstorm offrirà altre tre modalità improntate maggiormente all'utilizzo dei blocchi e delle dinamiche di scavo: Assault lancerà una squadra all'attacco di un edificio che dovrà essere difeso ad ogni costo dagli avversari (la vittoria andrà alla squadra che, sostando in superiorità numerica all'interno dell'edificio, riuscirà a guadagnare il numero di punti stabilito dall'obiettivo di mappa); in Castle Battle ogni squadra dovrà proteggere un castello al cui interno sono custoditi quindici forzieri e nel frattempo dovrà cercare di distruggere e lootare quelli conservarti all'interno del castello avversario (vincerà chi nei 15 minuti di match riuscirà a raccogliere più forzieri).

"Uno sparatutto consigliato a chi è alla ricerca di un'esperienza originale e non eccessivamente impegnativa"

L'ultima modalità, denominata Hunt, è quella più particolare: le due squadre dovranno inoltrarsi all'interno di un laboratorio chimico per recuperare il maggior quantitativo di una sostanza molto rara (espresso in blocchi), per poi riportarla alla zona di recupero posta all'inizio della mappa. Oltre a difendersi dagli avversari, sempre pronti a tendere imboscate alle staffette per rubare la sostanza appena recuperata, bisognerà guardarsi le spalle da alcuni zombie sparsi per il laboratorio, capaci di eliminarvi con appena due colpi ravvicinati. In queste modalità ogni giocatore sarà ben stimolato a creare protezioni attorno ai forzieri, a murare tutti gli ingressi del castello e a scavare passaggi sicuri per raggiungere più facilmente le zone d'interesse della mappa. Il risultato di questa sagace unione tra dinamiche fps ragionate e alcuni degli aspetti che hanno reso celebre Minecraft, è senza dubbio semplice ed efficace, caratterizzando Blockstorm come un prodotto ideale per divertirsi in compagnia degli amici o per concedersi qualche pausa spensierata da giochi un po' più impegnativi.


Martello e scalpello, un Michelangelo virtuale!

Dopo avervi parlato della grafica voxel e della distruttibilità che caratterizza tutti gli elementi visivi di Blockstorm, dobbiamo assolutamente menzionare quella che probabilmente è un'altra delle caratteristiche più sfiziose del titolo, seconda soltanto alla possibilità di costruire e scavare. Ogni mappa, personaggio, arma e persino gli zombie, saranno customizzabili attraverso gli ottimi editor integrati direttamente in game: modificando la posizione di ogni cubetto (un numero davvero esorbitante) che compone il modello tridimensionale del personaggio/oggetto (oltre naturalmente alla possibilità di aggiungerne tutt'intorno entro un certo "confine"), si potrà anche sceglierne la colorazione tramite il classico gradiente RGB. Come se non bastasse, il gioco è ben supportato nel workshop di Steam, dove sarà possibile condividere le proprie opere e scaricare tutte le creazioni della community davvero molto attiva su questo fronte. Vi capiterà di trovarvi in eccentrici scenari popolati da V (V per Vendetta), Bender (Futurama), Vegeta (Dragon Ball) e chi più ne ha più ne metta, senza limiti alla fantasia per chi vuole cimentarsi con i vari editor. Dal punto di vista sonoro, come vi abbiamo già accennato in precedenza, per cogliere il nemico di sorpresa sarà importante alternare saggiamente la corsa e la camminata, così da non generare rumori facilmente udibili nell'ampio raggio di percezione di gioco; proprio per questo, non è presente alcun tipo di soundtrack a mascherare i vari movimenti e spari durante il match. Le campionature sonore sono piuttosto monotone, rimanendo comunque coerenti con la caratterizzazione retrò del titolo.

Blockstorm Blockstorm, dopo Guncraft ed Ace of Spades, è l'ennesimo tentativo di recuperare gli scenari in grafica voxel già saggiati in Minecraft, per poi utilizzarli come campi di battaglia di uno sparatutto in prima persona. Le dinamiche di fuoco, davvero molto essenziali ed efficaci, sono caratterizzate da ritmi di gioco volutamente lenti e ragionati, che preferiscono stimolare l'utilizzo delle dinamiche di costruzione e di scavo piuttosto che ricercare l'eccessiva frenesia tipica degli fps moderni. Ad impreziosire la dignitosa offerta contenutistica di Blockstorm, oltre alle sei modalità 8 vs 8, ci pensa l'incredibile personalizzazione di mappe, personaggi ed equipaggiamenti tramite gli ottimi editor in-game e il Workshop di Steam. Proprio per questi motivi ci sentiamo di consigliare il titolo prettamente a chi è alla ricerca di uno sparatutto originale e non eccessivamente impegnativo, capace comunque di divertire e mettere alla prova la creatività del giocatore.

7

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