Recensione Blood Bowl

Grazie a Cyanide Orchi ed Elfi si danno al Football

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Blood Bowl
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

I videogiochi, benchè non sia sempre così evidente, sono molto legati, specialmente nel caso dei giochi di ruolo, ai “vecchi” giochi da tavolo, quelli che utilizzavano -e utilizzano ancor oggi- carta, penna, dadi e poco altro per stuzzicare la fantasia del giocatore.
Cyanide, software house conosciuta soprattutto per la serie Cycling Manager, ha deciso di sfruttare ed allargare questa influenza, trasponendo in poligoni, texture e linee di codice un board game a noi sconosciuto ma molto popolare negli Stati Uniti sin dal 1980.
Si tratta di Blood Bowl, un mix tra un football game ed un RTS dove questa seconda componente la fa chiaramente da padrone.
Al di là dell’atipica struttura di gioco la vera peculiarità del titolo distribuito da Koch Media e disponibile per Xbox 360, PC, NDS e PSP è la composizione delle franchigie tra le quali sarà possibile scegliere: queste sono infatti formate dai personaggi resi famosi da Workshop con le tanto amate miniature.
Ci troveremo dunque a guidare team di Orchi, Elfi, Umani e chi più ne ha più ne metta.

Chi ha detto che il Football non è uno sport violento?

La prima fondamentale regola di Blood Bowl è “non ci sono regole”. Ci troveremo infatti ad affrontare situazioni molto oltre al limite del senso comune della sportività (la possibilità di uccidere gli avversari e il rischio di morire a nostra volta dovrebbe dare idea della durezza di cui sopra), avallate senza troppi problemi da accondiscendenti direttori di gara.
E’ perciò immediatamente chiaro come il football “reale” con le sue regole ed i suoi schemi non c’entri moltissimo con Blood Bowl, che si concentra maggiormente, almeno nelle prime fasi, nell’accurata scelta del team da schierare sul rettangolo di gioco.
Sarà infatti fondamentale bilanciare le forze in campo sfruttando accuratamente gli equilibrati Umani da affiancare a qualche forzuto Orco e altrettanti Elfi, dotati di notevole e irrinunciabile intelligenza tattica.
Una volta scesi in campo avremo a che fare con meccaniche di gioco tipiche del più classico tra gli RTS: tentando di “leggere la mente” dell’avversario dovremo effettuare, turno dopo turno, la nostra mossa per prevenire la sua ed avanzare sino alla meta.
La tattica e lo studio non saranno tuttavia sufficienti; anche la fortuna, infatti, farà la sua parte, soprattutto nel decidere l’esito dei cruciali tackle, decisi (al di là di manifeste inferiorità) nientemeno che dal lancio dei dadi.
Visto e considerato che si tratta comunque di football ci saranno schemi e giocate speciali (potenti blitz, interventi dall’esterno...) da sfruttare al massimo una volta per ciascun turno per tentare di sovvertire le sorti del match o di deciderlo definitivamente.
Le varianti, dunque, sono davvero tante e dimostrano, contrariamente a quel che potrebbe sembrare da un primo sguardo, l’ottima profondità offerta dal gameplay di Blood Bowl, che richiede lunghe sessioni di gioco ed un diligente completamento del tutorial per essere padroneggiato.
Partita dopo partita i nostri campioni metteranno in luce le loro peculiarità e le loro debolezze, portandoci costantemente a migliorare le nostre scelte. Le vittorie, in ogni caso, ricompenseranno il giocatore con punti e denaro, da spendere nel ricco dopo partita.
In questa sezione troveremo il modo di investire l’esperienza nelle caratteristiche fisiche e tecniche dei nostri atleti (che, per inciso, potranno anche diminuire dopo infortuni o brutte prestazioni) e di comprare alcuni interessanti upgrade per l’equipaggiamento o potenziamenti speciali (pozioni, strani power-up, ingaggio di giocatori speciali...) da utilizzare nei match successivi.
La bontà di tutte le feature descritte viene purtroppo mitigata da un’intelligenza artificiale assolutamente non all’altezza, che ci permetterà, padroneggiato il sistema di gioco, di vincere agevolmente qualsiasi scontro, azzerando il livello di sfida.
Gli sviluppatori, fortunatamente, hanno pensato di inserire una modalità multiplayer in cui i giocatori umani possano sfidarsi tra loro.
Tale modalità risulta ben strutturata ed avvincente in quanto, grazie soprattutto all’imprevedibilità dell’estro umano, riporta su schermo la stessa tensione che l’ottimo gioco da tavolo ha saputo -a suo tempo- conferire.

Chi si accontenta gode

Dal punto di vista tecnico Blood Bowl non fa certamente gridare al miracolo, presentando un comparto grafico preso, a conti fatti, quasi in toto dal tanto amato World Of Warcraft.
Non aspettiamoci quindi effetti speciali spacca-mascella o texturizzazione d’alto livello ma piuttosto una modellazione poligonale di tutto rispetto accompagnata da un comparto animazioni abbastanza vario e capace, di tanto in tanto, di strappare qualche sorriso grazie ai siparietti messi in piedi dagli atleti di turno durante gli intermezzi a gioco fermo.
L’ispirazione artistica, come appurato sin dall’inizio, è chiaramente fantasy ed è ispirata senza troppi complimenti sia al mondo di Wordl Of Warcraft sia a quello dell’altrettanto intramontabile Warhammer.
Nella media anche il comparto sonoro, caratterizzato da un doppiaggio completamente in inglese che non farà certamente perdere perdere nulla nemmeno a chi non lo mastica e dall’ostentata accentuazione dei “rumori” prodotti dal collidere delle armature e dei corpi durante i contrasti.

Blood Bowl Blood Bowl è un interessante esperimento, difficilmente inquadrabile in un genere o una tipologia ben definita in quanto non si rivolge (non nella totalità almeno) ne agli amanti dello sport (ovviamente) ne a quelli dei puri RTS. La profondità del suo gameplay e l’incomparabile divertimento offerto dalla totale assenza di regole civili lo rendono appetibile ad un range potenzialmente più vasto, grazie anche all’ottimo comparto multiplayer. Peccato per un comparto tecnico solo nella media e, soprattutto, per l’inqualificabile “deficienza” dell’intelligenza artificiale che, a conti fatti, limita non poco -abbreviandola- la divertente e spensierata esperienza di gioco.

7

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