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Recensione Bloodborne: The Old Hunters

The Old Hunters è un ottimo esempio per chiunque voglia sviluppare dei contenuti aggiuntivi: From Software realizza un altro centro, offrendo nuovi contenuti per una delle esclusive più importanti del catalogo PS4.

Bloodborne: The Old Hunters

Videorecensione
Bloodborne: The Old Hunters
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Conosciamo bene il compito terribile di un cacciatore di Yharnam, costretto in eterno ad una disinfestazione schifosa: impegnato ad epurare la piaga incancrenita che striscia nelle strade di una città spezzata dalla malattia e dalla disperazione. È una maledizione ciclica, che senza pietà si abbatte su quei pochi che hanno ancora la forza per stare in piedi, divorati da una follia che li sprona ad attaccare qualsiasi cosa si frapponga tra loro e una meta che forse nemmeno esiste. Bloodborne ci racconta la dannazione dei cacciatori con cruda brutalità, gettandoci in un contesto dal quale siamo usciti attraverso un continuo spargimento di sangue: il nostro e quello delle belve che hanno osato attaccarci. Un'odissea che ci ha trasformati, resi irriconoscibili: rispetto a come ci siamo svegliati nella Clinica di Iosefka, quando inermi e disarmati ci siamo scagliati contro un vorace licantropo, siamo diversi. Non cacciamo più perché pensiamo sia giusto, ma continuiamo a farlo perché l'odore del sangue sui nostri vestiti è diventato irresistibile. E non importa quante volte Yharnam sia stata salvata: noi saremo sempre pronti a far ripartire l'incubo, quasi per diletto. È per questo che The Old Hunters ci strappa alla nostra missione: perché siamo diventati bestie al pari delle creature che avevamo giurato di uccidere. Ebbri di sangue, disfrenati, meritiamo l'esilio in un regno che sia capace di contenere la furia che ci arroventa.

Un incubo a occhi aperti

È nell'area nei pressi di Cathedral Ward che tutto ha inizio, quando l'essere gigantesco appeso alle architravi ci rapisce per condurci in un altro piano della realtà: l'Incubo del Cacciatore. Tutto sembra molto simile alla città che conoscevamo, ma basta fare qualche passo all'esterno per realizzare quanto l'architettura sia irrimediabilmente corrotta. Una vegetazione fibrosa è cresciuta fino a divorare ogni cosa, quasi come un cancro ligneo che ha reso irriconoscibili le strade e le scalinate. C'è un cacciatore che si avvicina verso di noi, ma non è come gli altri. Anche lui è corrotto, depravato. Brandisce un'arma che ancora non conosciamo, ma di cui riusciamo a percepire la potenza già dopo pochi attacchi. Nella sua forma normale ricorda una gigantesca mannaia, mentre in quella alternativa si segmenta diventando una lenta e pesante frusta che rende ancor più difficile avvicinarsi al nemico. Quest'arma -una delle 16 reperibili all'interno dell'avventura- è diversa da quelle a cui siamo stati abituati: è studiata non solo per uccidere, ma per infliggere un dolore inimmaginabile. Una filosofia riscontrabile in svariati dispositivi tra quelli messi a disposizione dal DLC, che ci rende partecipi dello stesso gusto macabro con cui i cacciatori antichi svolgevano la loro attività. Ecco quindi lame stridenti, martelli esplosivi, picconi affilati e arpioni, in una lunga esposizione di quelli che sembrano strumenti di tortura. Impossibile non subite il fascino sadico di alcuni di questi nuovi giocattoli strappati dalle fredde mani dei nostri avversari. In The Old Hunters, per altro, il gusto estetico si fonde perfettamente con un set di mosse sempre interessante: la qualità delle nuove armi è paragonabile, in termini di efficacia, a quella del set base, ma la varietà di attacchi e strategie viene notevolmente migliorata, colmando peraltro una delle poche mancanze di Bloodborne. Riuscire a recuperare tutte le armi non è un'impresa semplice, specialmente se si è poco inclini all'esplorazione integrale, ma From Software ha lavorato talmente bene sul design dei nuovi equipaggiamenti che in molti sentiranno l'esigenza di completare la propria, mortale, collezione. Il numero di frammenti e pietre di sangue che è possibile recuperare nelle aree del nuovo Incubo, fra l'altro, incita il giocatore a potenziare i nuovi strumenti, renderli immediatamente efficaci, sostituirli alla sua rodata dotazione.

Il richiamo del sangue

Il viaggio all'interno dell'Incubo continua. Incontriamo cacciatori dissennati, ma anche creature che già conosciamo: cani affogati, corvi mutilati, ratti enormi e cancerosi. Alcuni di questi esseri non osano neppure attaccarci quando ci vedono arrivare, e indietreggiano intimoriti, quasi sapessero con certezza quale sarà la fine che gli spetta. Che cosa siamo diventati se persino i mostri hanno paura di noi, e ci temono come la morte stessa? Non tutti comunque sembrano riservarci lo stesso trattamento, ed anzi la maggior parte delle creature che popolano questo posto non si fa problemi ad attaccarci a vista, mettendoci in seria difficoltà. Nell'Incubo del Cacciatore abbiamo trovato più e più volte la morte, schiacciati da forze fuori dal comune. The Old Hunters è un contenuto estremamente punitivo nei confronti di chi non presta sufficiente attenzione al combattimento, e obbliga ad una strategia più attenta anche chi sfrutta armi in grado di interrompere gli attacchi nemici. Ci sono avversari aggressivi, tenaci, impazziti, che non si fermano neppure quando le nostre armi lacerano la loro carne putrida. Non mancano poi situazioni in cui si finisce improvvisamente accerchiati da miriadi di avversari, costretti a sfruttare l'ambiente di gioco per riportare la situazione alla pari. Nelle zone più nascoste si annidano infine i vecchi cacciatori, coloro che più degli altri si sono lasciati sedurre dalla corruzione, votando la propria esistenza al massacro senza ritegno di qualsiasi essere vivente.

Sono questi gli scontri più galvanizzanti, frenetici e impegnativi, al termine dei quali si viene ricompensati con l'arma del nemico, innalzato tra le nostre mani sporche di sangue come un vero e proprio trofeo di guerra. Man mano che ci addentriamo per le vie dell'Incubo ci rendiamo sempre più conto di quanto questa Yharnam sia intrinsecamente diversa da quella a cui siamo abituati. Tutto sembra costruito per confonderci e sgretolare le nostre certezze. La città stessa si è deformata: caduta in rovina, spezzata, distrutta, scomposta in frammenti e poi ricostruita. Concetti come il tempo e lo spazio sembrano perdere di senso: seguendo il letto roccioso di fiumi di sangue troviamo dei punti di riferimento in questa geografia impazzita, elementi che scavano nei nostri ricordi alla ricerca di un flebile aggancio. La cattedrale del Vicario Amelia, la casa buia in cui i vecchi decani della Chiesa della Cura stavano in agguato nel buio, e poi ancora i pontili di legno che davano sulle fogne a cielo aperto. È come un ritorto mosaico di ricordi, affascinante e malato: che tuttavia sulle prime instilla qualche dubbio sulla qualità dell'espansione: l'ombra di un riciclo spietato di elementi e di bestie si fa strada nella mente del giocatore. E invece di lì a poco tutto cambia. Seguendo il corso del fiume di sangue raggiungiamo una pila di corpi ammassata in un mattatoio a cielo aperto, luogo in cui vengono portati i corpi ormai senza vita di coloro che non ce l'hanno fatta.

I Vecchi Cacciatori

All'interno del sogno del cacciatore, dopo aver installato la gigantesca patch che include The Old Hunters, troveremo dei messaggeri pronti a consegnarci una campana scarlatta. Grazie a questa, in presenza di speciali segni d'evocazione, potremo richiamare degli NPC intenzionati ad aiutarci nell'opera di disinfestazione. È una novità estesa anche al gioco principale e non solo nei reami del nuovo Incubo: un aiuto importante per tutti coloro che avranno bisogno di un compagno nelle situazioni più disperate.

Uno spettacolo macabro che segna l'ingresso in una Yharnam diversa, persino più marcia e malata di quella a cui eravamo abituati, e dove un sole ignaro e distante fa risplendere le tinte rossastre di questo atroce girone dantesco. Da qui in avanti The Old Hunters si trasformerà in un lungo viaggio nella disperazione, che attanaglia il giocatore senza quasi che se ne accorga, trascinandolo verso un baratro di follia da cui forse non è più possibile risollevarsi. Le tre aree di cui si compone l'espansione sono un capolavoro artistico e tecnico, con un tripudio di situazioni e contesti che in molti casi superano qualitativamente quelli del gioco base e offrono una varietà che integra e approfondisce la mitologia della produzione. Le stanze grigie di un nosocomio, le vedute lugubri di un villaggio di pescatori perverso dalla salsedine, si lasciano esplorare svelando un ottimo level design, che alterna con saggezza linearità e complessità in modo da disorientare il giocatore, e poi lasciarlo curiosare in giro per comprendere la struttura delle nuove aree, fino a ricompensarlo con una scorciatoia inaspettata.

Oltre la nebbia

L'incontro con il primo boss del DLC è un momento terribile e solenne. Un lago di sangue putrido si estende sotto i nostri piedi, mentre un breve filmato ci presenta nel dettaglio tutte le deformità del nostro titanico avversario. La stanza si riempie di urla strazianti, suppliche di pietà, e quando il nome del nostro avversario si manifesta sullo schermo, ci scontriamo con la più drammatica delle verità: la massa informe che abbiamo davanti un tempo era una persona che, come noi, aveva giurato di difendere i più deboli, ma è finita vittima inconsapevole della malattia pervasiva che distrugge ogni cosa.

È uno scontro lungo e sofferente, contro un nemico crudele e impazzito. Cadiamo più e più volte nonostante abbiamo invocato l'aiuto di una cacciatrice, ma gradualmente interiorizzamo le tattiche d'attacco del nemico. Quello che abbiamo appena descritto è solo il primo dei quattro scontri inediti che The Old Hunters offre ai giocatori, e ad essi ne va aggiunto un quinto facoltativo, che è una buona rivisitazione di un nemico appartenente alla campagna originale. Anche in questo caso siamo di fronte a una varietà incredibile nei combattimenti, che causeranno più di un problema anche ai giocatori più esperti, grazie ad avversari rapidissimi e impietosi, che non perdoneranno nessuna svista. La prontezza di riflessi è solo una delle qualità che bisogna possedere per uscire vivi dall'Incubo del Cacciatore: per avere la meglio sugli avversari è necessario studiare bene gli attacchi, ma soprattutto i cambi di fase che questi nemici attraversano man mano che la vita diminuisce, rendendo ogni scontro un delicatissimo equilibrio tra assalto e difesa. A livello di contenuti, insomma, il DLC è di quelli con pochi eguali nel panorama videoludico moderno. L'avventura ci ha portato via circa 12 ore per affrontare i quattro boss obbligatori, ma praticamente il doppio per sconfiggere il quinto e recuperare in giro tutte le armi, le armature e gli oggetti nascosti in giro dal team di sviluppo. È stato un percorso doloroso, che ci ha costretto a chinare il capo e ricominciare da capo proprio quando ci sentivamo invincibili, e che non mancherà di dispensare diverse sorprese anche a chi crede di aver visto tutto per le desolate vie di Yharnam.

La difficoltà, per quanto a tratti possa risultare molto alta, è in realtà è commisurata alle aspettative dei fan di lungo corso, per un DLC che punisce i più pigri ma premia al contrario chi sarà in grado di adattarsi a situazioni nuove e letali. Per questi motivi, nonostante l'Incubo del cacciatore sia accessibile subito dopo aver sconfitto il Vicario Amelia e il team stesso ne suggerisca l'ingresso a livello 65, ne sconsigliamo l'accesso prima di aver fatto esperienza con la campagna principale e magari con qualche calice: diversamente, il rischio di rimanere bloccati potrebbe essere elevato. E proprio in tema di calici, sorprende l'assenza di nuovi dungeon: rappresentando l'unico contenuto endgame del titolo, ci saremmo aspettati nuove aree e nuove possibilità combinatorie. E invece i fan di questa opzione resteranno purtroppo a bocca asciutta.

Bloodborne: The Old Hunters The Old Hunters è un esempio da seguire per chiunque voglia sviluppare dei contenuti aggiuntivi, e con esso From Software realizza un altro centro, ampliando in maniera coerente e meravigliosa una delle esclusive più importanti uscite quest’anno su PlayStation 4. Il prezzo di 19.99€ è ampiamente ripagato da 16 armi, 5 boss e 3 aree inedite, per una mole di contenuti che garantisce circa quindici ore di gioco: il tutto escludendo lo stimolo a riaffrontare la campagna principale con i nuovi strumenti dell’officina. È vero che la prima area e il boss segreto sono reinterpretazioni di elementi già visti, ma anche in questo caso il lavoro operato è di qualità talmente alta, in fatto di atmosfere e level design, da scacciare una volta per tutte l'idea di un riciclo becero. Di lì in avanti, poi, la meraviglia delle nuove zone si aprirà lampante di fronte agli occhi increduli dei fan. Un acquisto insomma obbligatorio per chi ha amato l’originale e vuole lasciarsi pervadere nuovamente dal sublime piacere della caccia. Due sole pecche affliggono realmente questo DLC: l’assenza di veri contenuti endgame e la triste promessa che non vedremo più altre espansioni per Bloodborne. Non ci resta quindi che affilare le lame e preparare le fiale di sangue, perché l’Incubo del Cacciatore attende il nostro arrivo: sarebbe maleducato non rispondere al suo invito.

8.5