Recensione Bloodmasque

Da Square-Enix arriva su dispositivi iOS una noiosa copia di Infinity Blade

Versione analizzata: iPhone
recensione Bloodmasque
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  • iPhone
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Bloodmasque è quello che succede quando una pachidermica software-house giapponese come Square-Enix si mette ad inseguire (seppur in vistoso ritardo) i modi (o meglio: le mode) del mercato videoludico occidentale. In particolare, collocandosi sulla scia degli action "alla Infinity Blade", Bloodmasque si presenta in questa afosa estate del 2013 come un prodotto in affanno, che propone soluzioni ormai consumate e di poco valore creativo. Ed è un vero peccato: perché oltre alla nenia quasi soporifera degli scontri tutti uguali, sta in verità quella cura tutta nipponica per il setting, il colpo d'occhio, la caratterizzazione artistica; ed insomma per il contesto. Anche la struttura ruolistica di sottofondo pare molto meglio congegnata rispetto a quella della saga targata Epic; per non parlare poi della longevità complessiva di un'avventura scandita da una trama non originale ma neppure inconsistente.
Il lavoro concettuale dietro a Bloodmasque è insomma solido e concreto: un peccato sprecarlo per un titolo dalle dinamiche superficiali e semplicistiche, che si accoda ad un carrozzone ormai cadente, abbandonato persino dalla stessa Epic che l'aveva messo in moto.

Nulla di nuovo

Bloodmasque si ambienta in una lugubre versione alternativa del diciannovesimo secolo, in cui le stirpi dei vampiri hanno esteso il proprio potere su interi continenti. L'avventura si svolge a Parigi, dove i membri della resistenza stanno combattendo una dura lotta contro i signori oscuri, per il controllo di un territorio strategicamente e politicamente importantissimo.
L'ambientazione viene introdotta nelle prime fasi dell'avventura, attraverso i dialoghi dei protagonisti o in alcune schermate statiche, che raccontano gli ultimi secoli di lotte, la fondazione di New Zion (centro nevralgico della resistenza), e le battaglie in cui i mezzosangue hanno sfidato i loro padroni. A sentirlo così il setting di Bloodmasque potrebbe sembrare abbastanza triviale, ma l'impasto preparato da Square-Enix funziona: l'ottimo utilizzo dell'Unreal Engine materializza scorci evocativi, ed altrettanto d'impatto sono i disegni preparatori, il design mostruoso dei vampiri o quello della città, dominata da una Tour Eiffel "raddoppiata": simbolo della prosperità in cui gozzovigliano le forze delle tenebre. Non mancano dialoghi ben caratterizzati, che dipingono con spietata crudezza tutta la vorace follia dei nostri nemici, divorati da deliri d'onnipotenza e da una lucida cattiveria maturata nei secoli.
Lo sforzo produttivo, come già si accennava, non manca, ed è anzi lodevole: Square-Enix è una delle poche aziende che su iOS non si è risparmiata, cercando di costruire un prodotto iconico ed efficace. Il problema sorge però quando si scende in campo, affrontando i vampiri negli scontri che costituiscono il fulcro dell'esperienza ludica. Dopo aver esplorato brevemente uno dei quartieri di Parigi (girellando solo per raccogliere oggetti e monete extra), si avvia la battaglia parlando con un NPC. E a questo punto la delusione non può che manifestarsi concretamente.
Le dinamiche di gioco di Bloodmasque sono in fondo le stesse di Infinity Blade, se non addirittura semplificate. Gli scontri si vincono picchiettando come pazzi sul touchscreen dell'iPhone, ssestando fendenti; l'avversario, per tutta risposta, ci minaccerà con unghiate e morsi. Uno swipe orizzontale sullo schermo ci permette di schivare: farlo con il giusto tempismo attiva un contrattacco automatico, lasciandoci il tempo di terminare una combo.
Ad ogni colpo inferto o ricevuto il sangue di vampiro che scorre dentro le nostre vene sembra vibrare, fino a risvegliarsi completamente permettendoci di eseguire una mossa speciale che si esaurisce in una paio di Quick Time Event.

Purtroppo il gameplay di Bloodmasque è tutto qui. Vampiro dopo vampiro si spera di scoprire qualcosa di nuovo, ma la proposta ludica del titolo Square-Enix è già svalutata dopo il primo scontro.
Salva in parte la situazione un complesso sistema di statistiche e affinità, che ci permette di potenziare il nostro personaggio acquistando ed equipaggiando gli oggetti più disparati. Prima di andare in battaglia, inoltre, si possono scegliere due compagni d'armi. Nel gioco ci sono quattro clan, intrecciati in un preciso diagramma di rapporti di forza, ed a seconda della composizione del nostro party potremo ottenere bonus di diverso tipo, incrementando ad esempio il sangue ricevuto al termine di un combattimento. Proprio il plasma sottratto ai nemici ci permette di salire di livello o potenziare il nostro rango all'interno del clan, per rendere più efficaci i bonus ad esso correlati. La componente da GdR, insomma, appare ben costruita, seppure non troppo complessa, ed invoglia -assieme ai risvolti di un plot fatto soprattutto di personaggi divertitamente caricaturali- a fare "qualche partita ogni tanto". Per un titolo dal costo così elevato, questo ci sembra tuttavia un risultato davvero troppo esile.
Elevati sono anche i costi degli oggetti acquistabili con valuta reale nello shop in-game: non alterano in nessun modo l'esperienza di gioco, ma permettono di salire di livello più facilmente, o di prolungare il tempo a disposizione per sconfiggere i nemici più ostici. Il Pay-to-Win a quotazioni così elevate, tuttavia, è solo per maniaci.

Bloodmasque Per come è presentato, Bloodmasque ci sembra l'ennesima occasione sprecata. Square-Enix si è prodigata per costruire un contesto tutto sommato interessante: una versione gretta e malata della Parigi ottocentesca, dominata da vampiri spietati e arroganti che tengono sotto scacco le sorti dell'umanità. Il teatrino di personaggi sopra le righe anima un titolo con un suo carattere, ma che trattiene l'affondo proprio quando si arriva al sodo: Bloodmasque è una versione semplificata (nelle dinamiche) ma più cattiva (sul fronte della difficoltà) di Infinity Blade, venduta ad un prezzo troppo elevato per non sembrare esoso. L'impianto ruolistico è efficace, ma questo non basta per convincere. L'esperienza complessiva è spuntata e, soprattutto, monotona. Per il momento, quindi, bisogna frenare gli entusiasmi: la speranza è quella di rivedere Bloodmasque sotto un'altra luce, magari più vicino alle meccaniche degli action/rpg più riusciti della software house.

6.5

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