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Recensione Boulder Dash XL

Ennesimo recupero di un grande del passato

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Tocca a Boulder Dash

Da un po’ di tempo a questa parte le piattaforme digitali vengono viste come un espediente per far resuscitare vecchi titoli che hanno fatto fortuna nei sempre più andati anni ottanta. A memoria basti pensare a Yar’s Revenge o al più recente Galaga, riproposto sempre su Xbox Live in una splendida forma qualche settimana fa. Questa volta è il turno di Bouder Dash, titolo pubblicato nel 1984 su Apple II, MSX, ZX Spectrum e Commodore 64, che pur basandosi su un concept piuttosto elementare, dava vita a un titolo a metà strada tra l’action e il puzzle game.
Questa riedizione, sottotitolata XL, ripropone a grandi linee lo stesso gameplay, arricchito da un paio di feature nuove di zecca. Basterà per aggiornare Boulder Dash agli standard del 21esimo secolo?

Scava e raccogli

Privo di una vera trama come gli arcade di un tempo, Boulder Dash-XL vi spinge a prendere il controllo di un robot al fine di raccogliere tutte le gemme contenute nel livello. Questo, rigorosamente in 2D, è composto da diversi blocchi. Alcuni sono vuoti, altri possono essere scavati via, altri ancora sono occupati da pericolanti massi che, grazie all’onnipresente forza di gravità, non tarderanno a crollare verso il basso ogniqualvolta gli scaveremo un tunnel adiacente. La sfida insomma è quella di racimolare abbastanza gemme per aprire la porta che conduce al livello successivo, stando attenti a non finire schiacciati dalle rocce.
Caratteristica importante di Bouder Dash-XL è l’innovativa, per la serie s’intende, possibilità di spostare le sopracitate rocce. Questa feature non solo vi darà la possibilità di eliminare le tante creature che albergheranno i vari livelli, ma vi permetterà spesso di liberare passaggi altrimenti inaccessibili. Viene così a galla la componente puzzle del gioco. Sebbene passerete la maggior parte del tempo a scavare la terra, dandovela a gambe quando le rocce cominceranno a crollarvi sulla testa, molto spesso si tratterà di usare la materia grigia per capire come raggiungere determinate gemme, senza rimetterci la pellaccia metallica.
In questo senso il level design si dimostra piuttosto efficace alternando livelli più improntati all’azione, ad altri dove sarete costretti a procede con più circospezione. Inoltre se buona parte delle pietre preziose saranno facilmente reperibili, solo i veri esperti riusciranno a collezionarle tutte in ogni livello.

Tanti modi per divertirsi a scavare

Sono ben cinque le modalità di gioco presenti, tutte comunque legate al gameplay appena descritto: Arcade rappresenta a grandi linee la campagna principale ed è formata da cento diversi livelli; Retrò si limita a recuperare lo stile grafico del capitolo originale; Attacco A Tempo vi impone di raccogliere più gemme entro lo scadere del tempo; Zen al contrario elimina dal punteggio il bonus legato al tempo che impiegherete per completare il livello; Puzzle, infine, vi propone una serie di schemi che per essere portati a termine vi costringeranno a pensare attentamente le mosse che vi serviranno per raccogliere le gemme e guadagnare l’uscita.
Dovendo commentare il comparto grafico-sonoro, lo si potrebbe giudicare utilizzando un unico aggettivo: funzionale. Se la modalità Retrò risulta interessante per lo sfruttamento di una grafica 8-bit, la versione aggiornata non brilla affatto per caratterizzazione. Anzi, a dire il vero sia i due robotici protagonisti, sia le creature e le ambientazioni che esplorerete risultano piuttosto sgradevoli alla vista. Anche il sonoro non lascia il segno, tra effetti sonori quasi fastidiosi e musiche assolutamente anonime. Tuttavia è pur vero che tanto grafica, che audio fanno il loro dovere.
Per quanto riguarda la longevità invece, non c’è di che lamentarsi. Al di là dei cento livelli della modalità Arcade, tutte le altre ne racimolano almeno altrettanti, garantendovi diverse ore di divertimento. Se poi vorrete scalare le classifiche mondiali, preparatevi a spendere altro tempo extra.

Boulder Dash XL Boulder Dash-XL è una buona rilettura di un grande classico. Quasi del tutto identico all’originale, questa riedizione propone un buon numero di modalità e livelli che appassioneranno sia i fan della saga, sia coloro alla ricerca di un buon puzzle game travestito da gioco d’azione. Peccato per una veste grafico-sonora non all’altezza e per un gameplay che comunque sia non subisce grosse evoluzioni nel corso dell’avventura.

7

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