Recensione Brave - Il videogioco

Un tie-in tutt’altro che malvagio

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Brave - Il videogioco
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Ennesimo tie-in ben realizzato

L’aprioristico terrore per i tie-in sta progressivamente, seppur lentamente, sparendo completamente. Che siano direttamente ispirati alle pellicole di riferimento o che sfruttino semplicemente il ritorno d’immagine di un brand proposto al cinema, questo genere di giochi conquistano sempre più i favori di critica e pubblico. Esistono ancora le eccezioni in negativo, naturalmente, ma successi come quello di Toy Story 3: Il Videogioco e la trilogia di Transformers sviluppata da High Moon Studios, il cui ultimo capitolo verrà pubblicato a giorni, testimoniano che i tempi del mitologico E.T. di Atari, mitologico per i motivi sbagliati, sono ormai lontanissimi.
Ad ingrossare le fila dei tie-in sviluppati con coerenza e decenza, giunge Brave: Il Videogioco, direttamente ispirato alla pellicola Pixar che sin dal primo trailer fece innamorare migliaia di appassionati grazie al look di protagonista e setting. Chiaramente pensato per un pubblico giovane e con ben poche pretese di proporre qualcosa di originale, il titolo si dimostra capace di divertire e appassionare grazie alla vicinanza con il film a cui si ispira.

Ribelle e armata fino ai denti

Brave: Il Videogioco è un hack’n slash con deboli influenze platform e qualche semplice enigma da risolvere di tanto in tanto. Come già premesso è un titolo dichiaratamente indirizzato a un pubblico giovanile e con poche pretese: il livello di sfida è piuttosto blando, sebbene non vada eccessivamente sottovalutato visto che in alcuni frangenti sa dare del filo da torcere.
Trama, setting e personaggi sono totalmente traghettati dalla pellicola. Come nel film, la principessa Merida è maschiaccio dedita all’arte della spada e dell’arco, piuttosto che alle carinerie di corte alla quale la madre vorrebbe tanto iniziarla. Sfibrata da questa tensione con i suoi genitori e con una vita che non le appartiene completamente, la giovane tenterà un incantesimo con una strega del luogo per vedere esaudito il suo desiderio più grande. Tuttavia qualcosa va storto: sua madre viene tramutata in un orso e l’intero regno viene invaso da demoniache presenze. Stara a lei, al suo coraggio e alla sua abilità con le armi riportare tutto alla normalità attraversando otto livelli.
Il sistema di controllo si dimostra poco complicato, funzionale e sufficientemente preciso. Con un tasto si salta, con uno si schivano gli attacchi nemici, uno serve per sfoderare la spada, l’analogico sinistro muove Merida. Interessante invece l’utilizzo che viene fatto dello stick di destra: inclinandolo l’avatar scoccherà una freccia nella direzione scelta.
Si ottiene un combat system snello e neanche troppo superficiale. Raccogliendo monete per le varie ambientazioni o uccidendo i nemici, potrete reinvestirle per potenziare attacchi o imparare nuove mosse. Il risultato è che ci si può accontentare delle mosse di base, più che sufficienti per avere la meglio sui nemici, ma volendolo si può sfruttare qualche tecnica lievemente più raffinata e complessa. God Of War e compagnia bella sono ovviamente lontani anni luce: non sarà possibile in nessun caso esibirsi in complesse combo, ma ciò non toglie che Merida non sia totalmente a corto di possibilità strategiche. Per di più, la facilità e rapidità con cui scoccano le frecce o ci si esibisce in fendenti, rende ogni scontro piuttosto ritmato e mai troppo prolungato.
Quando c’è da fare a botte insomma, Brave: Il Videogioco è tutt’altro che un prodotto disprezzabile. Pur nella sua sostanziale semplicità, è in grado di divertire anche i giocatori più smaliziati, proponendo un combat system malleabile e capace di fornire qualche piccola possibilità strategica.
Proprio in questo senso va commentata la possibilità di infondere alle proprie armi la magia del ghiaccio, della terra, del fuoco e del vento. Cambiando il potere in base alle necessità sarete in grado di abbattere più facilmente alcuni nemici e di superare basilari enigmi. Proprio relativamente a questi, gli sviluppatori sono stati in grado di inventarsi una simpatica e funzionale trovata. Buona parte degli enigmi vi si pareranno di fronte mentre girovagherete per i livelli. Sono estremamente elementari, su misura di bambino, tanto che vi richiederanno, al massimo, di usare il giusto allineamento elementale contro uno specifico oggetto dello scenario. In alcuni casi però, dovrete sfruttare il terzetto di fratellini di Merida, anch’essi trasformati in tre simpatici orsetti. Passando il controllo dall’uno all’altro, dovrete attivare leve, schiacciare botole e così via, al fine di aprire la strada a Merida. Si tratta sempre di prove estremamente elementari, ma hanno il doppio merito di impegnare le giovani menti dei videogiocatori alle prime armi e di spezzare l’azione.

A tal proposito giungono in aiuto anche le brevissime sezioni platform. Anche da questo punto di vista non ci si deve aspettare nulla di complesso, ma di tanto in tanto dovrete destreggiarvi tra piattaforme e rocce da scalare. Non manca poi una minima, minuscola e quasi infinitesimale fase esplorativa. I livelli nascondono, sebbene il termine sia un po’ forte per descrivere la realtà dei fatti, degli scrigni che contengono nuove armi, costumi o power-up che incrementano una specifica caratteristica di Merida.
Come intuito da quanto scritto, proprio queste fasi mettono a nudo uno dei difetti maggiori del gioco: l’assoluta linearità del level design. Per quanto artisticamente siano tutte valide, ciascuna ambientazione proporrà esclusivamente un’unica strada da seguire senza alcuna variazione sul tema. Visto il target di riferimento è una lacuna che si fa notare poco, e anzi evita ai più giovani un senso di dispersione, ma qualche possibilità in più non avrebbe di certo fatto male.
Alle feature già commentate se ne aggiungono infine due. La prima è relativa al co-op. Un secondo giocatore può unirsi, o abbandonare, la partita in qualsiasi momento impersonando un fuoco fatuo: una sorta di spiritello che darà manforte alla principessa protagonista. Vista la sua natura immortale e il ruolo di supporto, si rivela ideale per essere affidato alle mani di giocatori alle primissime armi. La seconda feature è invece legata alla presenza di un minigioco pensato specificatamente per Kinect: si tratta di una simulazione di tiro con l’arco. Tutt’altro che indimenticabile, farà comunque la felicità dei più giovani per una manciata di partite.
Parlando dell’aspetto grafico-sonoro di Brave: Il Videogioco, questo convince seppur con qualche piccola riserva. Innegabilmente l’ambito artistico è intoccabile: musiche, stile visivo, ambientazioni e personaggi sono presi di peso dal film, il che gli dona automaticamente una qualità e una capacità di stupire indiscutibile. Tecnicamente però va annotato un frame rate non proprio allettante, qualche ambientazione fin troppo spoglia e alcuni effetti sonori mal campionati. Ciononostante grafica e sonoro si guadagnano una tranquilla e meritata sufficienza.
Anche la longevità è un ambito scricchiolante della produzione, sebbene non cigoli eccessivamente. Al di là del minigioco per Kinect e della possibilità di riaffrontare l’avventura in compagnia di un amico, gli otto livelli presenti non richiederanno più di sette, otto ore della vostra vita.

Brave - Il videogioco Brave: Il Videogioco è l’ennesima conferma che i tie-in non sono più da considerarsi automaticamente dei pessimi titoli. Il buon combat system, unito a una direzione artistica coerente alla pellicola di riferimento, concorrono a offrire un prodotto adatto agli utenti più giovani o alle prime armi. Anche i fan del film, magari più grandicelli e navigati, potrebbero appassionarsi a questo piccolo e poco pretenzioso videogioco: l’importante è comprendere che vi ritroverete di fronte a qualcosa di molto facile e non troppo profondo.

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