Recensione Broken Sword 5: The Serpent's Curse

Si chiude il cerchio della Maledizione del Serpente: Revolution riporta la sua saga nell'Olimpo dei Punta e Clicca

Versione analizzata: PC
recensione Broken Sword 5: The Serpent's Curse
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Non ci aveva convinto il

Gli enigmi continuano a tenere altissimo l'interesse, proponendo anche alcuni passaggi che hanno messo al palo il nostro intuito (e siamo abbastanza certi di non esserci del tutto rimbambiti). Di difficoltà normale e a tratti sin troppo facile, Revolution nel primo episodio aveva veramente sfornato solo l'antipasto: al di là delle capre, che tornano in gran rispolvero a bloccare George, armarsi di carta e penna per prendere appunti non è un consiglio, ma una necessità per fare ordine tra gli indizi raccolti e svelare la via d'uscita. Insomma, giocando a Broken Sword 5 le meningi dovremo veramente farle lavorare e il famigerato "pensiero laterale" è ben più coerente rispetto a quello di un certo altro recente ritorno dal passato, pur mantenendosi quasi sempre ben ai lati dalla mera deduzione logica. La soddisfazione immane di trarre le giuste conclusioni sulla scia delle prove non solo trovate ma anche dedotte dalle descrizioni degli oggetti e dai disegni delle locazioni è di quelle che si ricorderanno nel tempo. Gli sfondi tornano a stupire e sono ancora più interessanti da esaminare, ritraendo locazioni amene, tra deserti e vecchie magioni, che contribuiscono a mantenere vivo l'interesse dall'inizio alla fine. Ci troviamo di fronte a una di quelle rare avventure che una volta concluse non sarà così strano volerla rigiocare tra qualche tempo. Storia ed enigmi sono talmente ben amalgamati che non riusciremo a ricordare tutti i passaggi, a meno di non avere una memoria mirandoliana e un'attenzione per i dettagli degli enigmi più complessi fuori dal comune.
Per dovere di recensione, dobbiamo comunque sottolineare che manca ancora un pezzetto a questo titolo per potere, dopo anni, gridare al ritorno dei fasti di un'epoca da molti dimenticata, in cui Lucasarts e Sierra se le davano di santa ragione a colpi di tentacoli e tute spaziali. Stiamo parlando del racconto del viaggio, dell'epica del percorso che, puzzle su puzzle, si completa gradualmente svelando gli arcani, in questo caso, di civiltà passate.
Il quinto capitolo di Broken Sword procede un po' a strappi tra i paesi che visiteremo alla ricerca dell'ultima verità dei Catari, senza descrivere l'avventura tra un punto e l'altro della mappa e lasciando un po' interdetti tra i caricamenti. In realtà stiamo parlando di una sottigliezza. Il fascino dei segreti che si schiudono dai pochi indizi che avete a disposizione basta da solo a consigliare Broken Sword 5 a chiunque ami l'avventura e la storia, i complotti, i misteri e la buona narrativa.

Andando a spulciarci alcune nozioni riguardo agli eventi secolari raccontati in questo titolo, abbiamo piacevolmente scoperto una coerenza storica encomiabile, che impreziosisce il gioco di quel fondo di verità tipico del genere "fruste e George Lucas", senza però sfociare nel pacchiano o nell'assurdo. Peccato che proprio il finale sia forse un po' affrettato, sebbene coerente, così come lo sono i cambi di locazione. Tuttavia sarebbe un delitto fermarsi troppo su questo difetto: Broken Sword 5, ad oggi, senza troncature di mezzo, è una delle migliori avventure punta e clicca degli ultimi anni in tutti i comparti. Anche i bug che avevamo evidenziato sono stati largamente risolti: i dialoghi sono molto più fluidi, sebbene ancora un po' lenti nelle risposte (a questo punto consigliamo a Revolution di andare da un logopedista), quel fastidioso "blur" nei movimenti dei protagonisti è scomparso e i clic del mouse sono precisi. Possiamo tirare un sospiro di sollievo. E fatevi un favore: giocatelo senza attivare gli aiuti. Altrimenti le circa 12 ore necessarie per finirlo diventano 4 e poi vi lamentate nei commenti, togliendovi il piacere di sbrogliare la matassa con le vostre forze. Anche se scommettiamo che molti di voi cederanno a Google di fronte a quella maledetta porta. Al tempo dell'isola delle scimmie non si poteva. Ora sta solo alla vostra determinazione.

Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente Dimentichiamoci della release iniziale. Broken Sword 5, giocato per intero, coglie in pieno l'eredità del primo e indimenticabile groviglio massonico-templare ed è sicuramente il migliore capitolo della serie dal 1996. Dimentichiamoci della suddivisione ad episodi e dimentichiamo che noi vecchie volpi di Steam abbiamo fatto da betatester per farlo uscire su iPad e Vita. L'irritazione scompare davanti a un'avventura grafica non solo degna di un passato glorioso, della nostalgica memoria “dueddì” che ha portato quasi un milione di cucuzze in tasca al team di sviluppo, ma soprattutto degna di un mercato molto più competitivo di un tempo e mai come oggi pieno di alternative nel genere dei punta e clicca. La Maledizione del Serpente si toglie di dosso le incertezze di un'uscita sconclusionata e riporta tra noi la magia dell'avventura e il fascino della storia, quella vera e propria e quella inventata, della fiction in stile Michael Crichton, dell'esploratore che parte da un museo e arriva alle rovine perdute di un punto non carteggiato, superando capre e altri pericoli tipici di ogni avventura che si rispetti. Cara Revolution, ora che ci hai dimostrato che dopo vent'anni di tormentati seguiti sei ancora lì, nell'olimpo del genere da cui hai iniziato, sai molto bene quello che devi fare: è giunto il tempo di farci tornare sotto un cielo d'acciaio.

8

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