Recensione Brothers: A Tale of Two Sons

L'adventure di Starbreeze e Josef Fares torna sulla corrente generazione: l'esperienza è sostanzialmente invariata, ma mantiene tutto il fascino delicato e l'atmosfera unica dell'originale.

Brothers: A Tale of Two Sons

Videorecensione
Brothers: A Tale of Two Sons
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Uscito circa due anni fa su PC e console della vecchia generazione, Brothers: A Tale of Two Sons ha colpito profondamente critica e pubblico, tanto che non è raro trovarlo oggi affiancato a produzioni del calibro di ICO e Journey nelle discussioni ad esso dedicate. La collaborazione tra Starbreeze e il regista Josef Fares ha dato vita a un gioco innovativo nel concept eppure estremamente semplice e delicato dal punto di vista grafico e narrativo, in grado di miscelare con eleganza malinconia a un umorismo gentile. Rigiocarlo oggi, in caso lo si fosse perso al tempo, è assolutamente consigliato, e le riedizioni per corrente generazione in uscita in questi giorni rappresentano un'ottima occasione per rivivere un'esperienza unica nel suo genere.

Viaggio di formazione

Una madre morta da poco, un padre malato e in condizioni disperate, una sola cura possibile. Comincia così il viaggio dei due fratelli, sospeso nel vuoto di una storia che vuole narrarsi per immagini e parlare a tutti, senza bisogno di veri dialoghi né collocazioni geografiche o temporali. Una caratterizzazione vagamente fantasy comunque c'è, dato che durante il loro peregrinare i due fratelli entreranno in contatto con diverse creature fantastiche, tra cui una razza di giganti dal cuore tenero soggiogati da altri loro simili ben meno amichevoli. Anche a fronte di un immaginario semplice ma ben caratterizzato, il lato più interessante di Brothers: A Tale of Two Sons rimane comunque il sistema di controllo. Immaginate di tracciare una linea verticale che divida il vostro gamepad in due parti speculari: quella di sinistra vi servirà per controllare il fratello maggiore, quella di destra per il più piccolo. Tramite gli analogici potrete muoverli, interagire con l'ambiente circostante con i grilletti, mentre i due dorsali serviranno a girare la telecamera. Con un solo tasto votato all'interazione con l'ambiente circostante si potrebbe pensare ad un gameplay estremamente limitato, ma Brothers: A Tale of Two Sons riesce ad offrire enigmi ambientali di tutto rispetto. Il merito va sia alla gestione in contemporanea dei due protagonisti, sia al level design, assolutamente lineare ma molto ben pensato. Senza bisogno di scritte a schermo o dialoghi esplicativi, il gioco riesce a comunicare le sue particolarità già a pochi minuti dall'incipit, sottolineando in maniera molto interessante le differenze tra i due fratelli, uno più adulto, e conseguentemente più forte ma anche meno propenso alla spensieratezza, l'altro immerso nell'infanzia, in grado quindi di sfruttare la sua gracile corporatura per passare dove l'altro non può, ma anche di abbandonare per qualche secondo la serietà della situazione per darsi a scherzi e buffonate. La delineazione del carattere dei due protagonisti è affidata a tutte le interazioni facoltative, piccoli momenti di pausa dall'azione in cui è possibile attardarsi qualche secondo con i diversi comprimari che si incontreranno lungo il percorso, o interagendo con lo scenario circostante. Scoprire come i due fratelli reagiscono in maniera sempre differente alle varie situazioni genera momenti davvero esilaranti, e proprio su questa particolarità si basa lo sblocco dei Trofei.

Spiegare nel dettaglio i molti enigmi ambientali che costituiscono l'ossatura del gameplay sarebbe un vero peccato, dato che la scoperta progressiva dell'ambiente circostante è uno degli espedienti più riusciti dell'esperienza: ci mette, sostanzialmente, nei panni dei due fratelli, che per la prima volta lasciano la sicurezza delle pareti casalinghe e si avventurano nel mondo circostante, scoprendone meraviglie ed efferatezze. In ogni caso, la quasi totalità degli enigmi ambientali si basa sullo sfruttare adeguatamente le particolarità dei due protagonisti, sull'imparare a gestire le due metà del pad in maniera indipendente. Proprio quest'ultima particolarità può portare a volte a qualche momento di confusione, sia durante la soluzione di alcuni enigmi, sia durante la semplice esplorazione, soprattutto quando quest'ultima viene incalzata dalla necessità di fuggire da una fonte di pericolo. Onde evitare eccessive frustrazioni, gli sviluppatori hanno pensato ad un sistema di checkpoint sistemati in maniera molto fitta, così da evitare al giocatore di ripetere più di qualche istante di progressi. Nel complesso, in ogni caso, Brothers: A Tale of Two Sons si configura come un'esperienza semplice: anche gli enigmi più elaborati non richiederanno più di qualche minuto per essere risolti con successo, lasciando alla contemplazione e al rapporto tra i due protagonisti il compito di mantenere vivo l'interesse del giocatore. Interessante è anche la progressione intrinseca nel level design, che vedrà l'ambientazione farsi sempre più oscura e minacciosa man mano che ci si avvicinerà alla meta, di pari passo con un netto aumento dei ritmi di gioco.

Nelle fasi finali si perde forse un po' della poesia e dello spirito contemplativo iniziali, ma rimane sempre valido il level design, che riesce a proporre vaste ambientazioni interconnesse interessanti da esplorare. Quanto al versante tecnico, Brothers: A Tale of Two Sons fa un utilizzo interessante dell'Unreal Engine 3 basandosi su un design che richiama principalmente Fable, emancipandosi tuttavia dal rapporto con quest'ultimo grazie a qualche trovata originale. La telecamera, regolabile dall'utente ma parzialmente automatica, si abbandona talvolta a trovate "registiche" d'impatto, sottolineando efficacemente l'ottima concezione delle ambientazioni. Dal punto di vista tecnico, questo remaster pulisce leggermente l'immagine dall'aliasing, ma le differenze rispetto all'originale non sono più di tanto marcate. Peccato per i vistosi cali di frame rate in occasione dei checkpoint: sono fulminei, ma speravamo di vederli risolti sull'hardware attuale. Nota di merito per la colonna sonora, caratterizzata da pezzi originali in grado di sovrapporre melodie affascinanti al contesto sognante. Relativamente agli extra di questa riedizione, il più interessante è il commento del regista Josef Fares, purtroppo integrato in maniera poco fruibile. Innanzitutto, non è interattivo, dunque non sarete voi a giocare, ma semplicemente guarderete una sorta di gameplay commentato. Inoltre, non è possibile avanzare velocemente o tornare indietro nella riproduzione (né impostare dei "segnalibri"), dunque l'unica sarà guardarselo tutto d'un fiato. Le informazioni contenute sono comunque interessanti, peccato per l'implementazione davvero affrettata.

Brothers: A Tale of Two Sons Se non l'avete giocato a suo tempo, Brothers: A Tale of Two Sons potrebbe aprire una bella parentesi in questa caldissima estate. Il lavoro di Josef Fares e Starbreeze si è guadagnato un posto accanto ai grandi del genere adventure grazie a un sistema di controllo innovativo e a una narrazione delicata e molto efficace. La storia dei due fratelli rimarrà con voi anche dopo lo scorrere dei titoli di coda, lasciando che gli occasionali momenti di frustrazione si stemperino in un'esperienza complessivamente davvero ispirata, semplice eppure bella da giocare tutta d'un fiato. Se dunque il gioco originale mantiene tutto il suo fascino, la riedizione HD appare in parte come un'occasione mancata: i contenuti aggiuntivi, tra cui le art gallery e il commento del regista implementato in maniera molto poco fruibile, non sono minimamente sufficienti a giustificare un nuovo acquisto da parte di coloro che conoscano già il gioco, limitando il consiglio d'acquisto di questo remaster a coloro che si siano persi la release originale.

8

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