Burly Men at Sea Recensione

Un'avventura grafica particolare, simile ad un libro pop-up, che racconta la storia di tre barbuti marinai alle prese con una mappa misteriosa...

Versione analizzata: PC
recensione Burly Men at Sea
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Le avventure grafiche sono storicamente uno dei generi più tradizionali in assoluto, che ha vissuto un periodo di innovazione intorno agli anni '90, per poi arrestarsi, invece, nei primi anni 2000, con l'avvento della terza dimensione.
Da quel momento il format è rimasto pressoché sempre lo stesso, con regole e canoni ben specifici, a patto di escludere, ovviamente, titoli come Heavy Rain e le varie produzioni di Telltale: ibridi che, tuttavia, non possono essere annoverati pienamente all'interno del genere in questione.
Sono pochi, quindi, gli sviluppatori che hanno davvero avuto il coraggio di osare, introducendo meccaniche di gioco nuove e atipiche, in grado di distanziarsi dal classico sistema di puntamento con il mouse, tramite cui muovere i protagonisti nello scenario e interagire con oggetti di vario tipo.
Nella lista di innovatori va iscritto anche il duo alla base del team indipendente Brain & Brain, che ha avuto un'idea quantomeno interessante: e se invece di far camminare i personaggi, il giocatore dovesse muovere la visuale?

Un racconto inaspettato

Burly Man at Sea è proprio questo: un'avventura grafica nella quale non si clicca sullo sfondo per controllare il proprio avatar ma si agisce al contrario, spostando la porzione visibile dello schermo in modo tale da obbligarlo a mettersi in moto.
Oltretutto, in questo caso, sulla scena non compare un solo ed unico protagonista, bensì tre marinai, massicci, pelosi e distinguibili soltanto per il diverso colore della loro barba.

Il trio vive una vita tranquilla a base di lunghe battute di pesca in mare aperto, al termine delle quali fa rotta verso una piccola isola per riposare dalle faticose traversate.
Un giorno, però, i tre pescatori rinvengono, tra le squame di pesce, un'antica pergamena: un reperto che sembra a tutti gli effetti una vera e propria mappa del tesoro.
Mossi dall'ardente curiosità di svelarne il mistero, decidono allora di indagare a fondo: una volta tornati sulla terraferma iniziano così a chiedere informazioni agli abitanti dell'isoletta, scoprendo che il vecchio gestore dell'unica locanda dell'atollo è in possesso di qualche utilissima rivelazione, grazie alla quale possono finalmente partire, per un'eccitante ed inattesa avventura.
Burly Men at Sea impone al giocatore di "invertire" mentalmente tutto ciò che conosce delle consuete avventure grafiche. Certo, il puntatore tipico del genere è pur sempre presente sullo schermo, ma in questo caso ha lo scopo primario di aiutare a spostare la visuale in modo che i personaggi siano costretti a muoversi con essa: si tratta, in sostanza, di un cambio abbastanza radicale del modo di approcciare al gameplay dei punta e clicca.
Il resto dell'interazione, di contro, risulta decisamente più canonica: con il doppio click è possibile, infatti, parlare con un NPC o compiere azioni di diversa natura, alcune delle quali finiranno per rivelarsi, invero, completamente inutili, eppure in grado di strapparci ben più di un sorriso.
In pratica, è come se il giocatore interpretasse il ruolo di una narratore, che può influenzare gli eventi che si susseguono sulla scena senza possedere però il potere di controllare in maniera diretta i tre protagonisti.
Questo aspetto avvicina Burly Man at Sea ad una specie di libro interattivo digitale, come se fosse uno di quei volumi pop-up per bambini, in cui proveremo ad interagire con qualsiasi elemento dello scenario soltanto per puro, semplice e schietto divertimento: un'attività che spesso finisce addirittura per prendere il sopravvento, distraendoci dal proseguimento della trama principale.
Nell'avventura sono presenti, in aggiunta, persino alcuni bivi narrativi, tutt'altro che individuabili con facilità, i quali possono portare a sequenze completamente differenti della storia.
In un singolo playthrough, dunque, è praticamente impossibile riuscire a vedere tutto ciò che il gioco ha da offrire, sicché occorrerà affrontarlo più e più volte, cercando di compiere scelte alternative, al fine di sbloccare alcune tra le varie conclusioni disponibili, con conseguente enorme ampliamento del replay value.
Dal punto di vista grafico Burly Man at Sea è indubbiamente delizioso: tutto è molto stilizzato, delicato e senza eccessivi fronzoli visivi. Il suo tratto estetico lo rende, inoltre, simile ad un libro di fiabe animato per pargoletti.

A rafforzare una simile impressione ci pensa anche la colonna sonora, adattissima allo stile artistico adottato, con molti effetti audio realizzati semplicemente usando la bocca, tra cui il clangore di un martello che colpisce un oggetto di metallo, o il rumore della macchina del caffè dell'anziano gestore del bar locale.Una soluzione simpatica ed originale, che riesce senza dubbio a farci sorridere di tenerezza, rafforzando il senso di semplicità e armonia che traspare da questo adorabile point & click.

Burly Men at Sea Burly Man at Sea è un'avventura grafica perfetta per trascorrere un paio d’ore in totale relax, lasciandosi stupire dalle folli avventure dei tre marinai e divertendosi a scoprire tutti i piccoli dettagli ed i colpi di genio che i ragazzi di Brain & Brain hanno nascosto in ogni angolo del gioco. La migliore versione disponibile sul mercato è sicuramente quella per tablet, poiché l'utilizzo touch pad rende più comodo lo spostamento della visuale rispetto al mouse, sebbene anche su PC il gioco non perda nemmeno una goccia del suo spensierato carisma. Burly Man at Sea si dimostra quindi un point & click fresco e innovativo, che purtroppo sembra sia passato un po’ inosservato, forse a causa della mancanza di localizzazione in italiano, la quale, tuttavia, è già stata pianificata, e probabilmente verrà rilasciata nel corso dei prossimi mesi.

8

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