Recensione Bus Simulator 16

Come autisti siamo tenuti ad osservare i limiti, rispettare la segnaletica e accertarci di avere tutti i passeggeri a bordo prima di chiudere le porte.

Versione analizzata: PC
recensione Bus Simulator 16
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  • Pc
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sei sulla quarantina, un matrimonio fallito alle spalle e 20 anni di un lavoro che hai odiato sin dal primo istante. Sei lì che pieghi i tuoi brutti calzini a rombi come ogni mercoledì, e improvvisamente la frizzante aria del cambiamento ti investe in pieno, riempie il giardino, la stanza, la lettiera stracolma del tuo gatto e i cassetti dei mobili Ikea color betulla. Lasci cadere quei brutti calzini e finalmente realizzi: è giunto il momento di conciarsi come Christian Bale in American Psycho e acquistare una ditta di trasporti. Incontri il vecchio proprietario, un vecchietto alla mano, ma col volto così scavato che ti tornano in mente gli studi di archeologia lasciati a metà; firmi tutte le carte e sei subito sul tuo nuovo bolide blu cobalto, pronto a mostrarti orgogliosamente abitudinario, a lasciarti cullare dalla leggera brezza della routine e dal mantra di un sordo scoppiettare di 6 cilindri. Tutti sorridono, salutano e ringraziano, non hai mai dovuto picchiettare col dito sul cartello "non parlare al conducente" nell'arco di una settimana. È tutto meraviglioso. Qualche mese dopo sei ancora lì, sul numero 7, una volta punta di diamante del trasporto urbano, ora un cimitero di chewing gum masticate e macchie sospette sui sedili. E assomigli sempre più al Patrick Bateman degli ultimi 20 minuti del film. Ecco la solita vecchietta che sostiene d'esser stata borseggiata sul bus, che però non porta mai denaro con sé, le due mamme isteriche truccate come gitane ventunenni, che non smettono di parlare di smalti per le unghie, il ragazzetto cicciotto che si scaccola per tutto il tempo e le matricole di Scienze del Marketing che si vomitano in faccia l'un l'altro i 30 e lode in comunicazione d'impresa. Uno di questi è un po' brillo e fa per intonare "se facciamo un incidente, muore solo l'incidente": tiri il freno a mano e ti dirigi minaccioso verso di lui, cala uno spaventoso silenzio, ma presto ti accorgi che manca un tasto per tirare i pugni. Non è meraviglioso. Nient'affatto.

Honk honk, motherfucker.

Tralasciando facili battute sull'elettrizzante mondo del trasporto urbano, il simulatore in questione ha un senso, pur rimanendo un prodotto estremamente di nicchia. È l'esaltazione ultima del routinario, mette alla prova il giocatore nella difficile arte di trasformarsi in macchine e sottostare a regole rigide ed ossessive senza andare di matto e fare una carneficina. Come autisti siamo tenuti ad osservare i limiti di velocità, rispettare la segnaletica, accertarci di avere tutti i passeggeri a bordo prima di chiudere le porte, usare con destrezza gli indicatori di posizione, stampare biglietti e dare il giusto resto in monete. E ovviamente arrivare alle fermate in orario. La difficoltà risiede nel compiere tutte queste azioni nella maniera più meccanica possibile, riducendo al minimo i tempi morti. La parte simulativa funzionerebbe alla grande, se non fosse per un sistema di controllo terribile da joypad, che costringe all'utilizzo di un antiestetico quanto poco pratico listone di comandi a bordo schermo, impreciso e sin troppo sensibile da tastiera. Ci si mette anche l'intelligenza artificiale dei pedoni con istinti suicidi e delle volanti della polizia, che tagliano la strada ad autoarticolati da 150 quintali, per esibirsi in inseguimenti tutt'altro che credibili. Come imprenditori, invece, guidati inizialmente da una semplice checklist di obiettivi, ci si ritrova di fronte ad una sezione manageriale piuttosto povera di contenuti e di stimoli in generale, in cui si possono assumere autisti per cifre esorbitanti, riorganizzare le fermate, acquistare nuovi mezzi, scegliendo fra una lista estremamente ridotta, riverniciare i nostri autobus e, se non paghi, applicarvici qualche adesivo tamarro del tutto fuori luogo. L'esperienza di gioco è tutta qui, sempre che non ci si voglia cimentare nell'inaspettato multiplayer asincrono, che permette di accogliere fino a 32 amici nella propria azienda di trasporti, condividendo i fondi e le rotte, senza la possibilità di incrociare mai nessuno di essi per le strade della città. La difficoltà, in questo caso, risiede nel trovare qualcun altro che abbia acquistato il gioco.

Un quarto di miglio alla volta

Tecnicamente, per essere schietti, non ci siamo. I modelli dei bus sono ben disegnati, così come gli interni, ma i cali di frame rate, anche su macchine piuttosto performanti, non sono assolutamente giustificabili, i modelli 3D dei passeggeri e dei passanti, texturizzati alla bell'e meglio, si ripetono troppo spesso, gli effetti atmosferici (compresa una pioggia che scorre ad un diverso numero di FPS rispetto al resto del mondo) non sono per nulla credibili, e le città, con un conteggio poligonale degno delle passate due generazioni, appaiono fin troppo scarne e per nulla accostabili a qualsiasi idea di realismo; il voice acting delle conversazioni casuali fra i passeggeri pare spesso troppo forzato, la colonna sonora inesistente (nonostante gli svariati tentativi di smanettare con l'autoradio installata sul Bus). Quasi un totale disastro, in definitiva, "quasi" perchè alla fine dei conti, quando il motore fisico non ce la mette tutta per rovinare la poesia, facendo ribaltare autobus e passeggeri per aver solo sfiorato un marciapiede, l'esperienza simulativa regala brevi, rari momenti di appagamento, purchè siate maniaci della puntualità.

Bus Simulator 16 Bus Simulator 2016 è un prodotto estremamente di nicchia, rivolto ad un pubblico infinitesimale. Avrebbe potuto accontentarlo, quel pubblico infinitesimale, sarebbe bastato accostare alla buona base simulativa un comparto tecnico degno, ma fallisce nell’intento di ricreare location e situazioni realistiche e credibili, fondamentali per una qualsiasi simulazione che si rispetti. Anche il lato manageriale, con una disarmante pochezza di contenuti, non riesce a giustificare il prezzo del biglietto.

5.5

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