Butcher per Nintendo Switch

Sbarca su Nintendo Switch lo sparatutto in pixel art di Transhuman Design, che punta tutto sulla difficoltà elevata e sull'estetica splatter.

recensione Butcher per Nintendo Switch
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Switch
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Già disponibile da diversi mesi in versioni PC, Xbox One e PS4, Butcher è l'ultimo lavoro del piccolo studio di Varsavia Transhuman Design, che chiaramente non teme il terreno minato di citazioni e rimandi nel quale ha scelto di muovere i propri passi. Il gioco è difatti un pentolone digitale dove bollono gli ingredienti più variegati: qualche residuo di trama dal film Terminator, un'estetica splatter "simil Doom e Quake", il tutto a condimento di una ricetta sidescroller a metà strada tra il survival game e uno sparatutto in due dimensioni di fine anni Ottanta. Comparsa da poco sull'eShop di Nintendo Switch, abbiamo colto la palla al balzo per approfondire quella che è una produzione indipendente senza guizzi ma con un bel caratterino. Ed anche qualche criticità per nulla trascurabile.

Operazione massacro

Spedito all'interno di un'imponente base di teletrasporto spaziale, il cyborg protagonista di Butcher ha il compito di proiettarsi in cinque diverse zone di un pianeta Terra ormai devastato dalle guerre al fine di disintegrarle, sterminando i pochi esseri umani ancora in vita. A un racconto visibilmente ridotto all'osso si abbina una sfida ludica suddivisa in cinque macro-mondi di gioco, a loro volta sezionati in un quintetto di livelli ciascuno. Gli stage sono completamente bidimensionali, costruiti per stanze e corridoi che si alternano fino a un punto d'uscita che l'utente ha il compito di raggiungere senza essere fatto fuori nel frattempo, pena dover ricominciare la corsa daccapo. Scopo del gioco, come il canovaccio anticipa, è di uccidere chiunque si opponga all'avanzata dell'avatar, che sia a suon di colpi di motosega o di spari dalla distanza. L'arsenale è inizialmente esiguo, composto soltanto della suddetta sega elettrica, usabile esclusivamente nel corpo a corpo, e di un fucile a pallettoni. Procedendo negli scenari si rimpingua di una mitragliatrice, di un lanciafiamme, di un cannone spara-granate e di una devastante pistola a raggi laser, per cui ogni arma risulta particolarmente efficace contro una specifica tipologia di nemico. Il gioco prevede fasi ad avanzamento libero e prove di resistenza circoscritte alle pareti di una singola arena, dove mucchi di avversari spawnano ad ondate intermittenti.
Tra gli anfratti dei setting sono anche celati dei piccoli teschi collezionabili, a rendere la sfida ancor più sfiziosa per chi soffrisse della nota "sindrome del completista". La formula di Butcher non è insomma di un'originalità disarmante; quel che la rende interessante a sufficienza, semmai, è il livello di sfida proposto nelle circa due ore utili a giungere ai credit.
Livello che è elevatissimo fin da una difficoltà standard che parte direttamente dall'Hard Mode, senza per altro smentirsi una volta entrati in azione. Senza per forza scomodare le modalità Harder, The Hardest e Impossible - quest'ultima da sbloccare -, il titolo si fregia di un'IA rivale tanto feroce da mandare il nostro personaggio all'altro mondo dopo soltanto una manciata di colpi andati a segno, sebbene gli NPC, in quanto a difesa, non siano poi così coriacei. A rendere la progressione ulteriormente insidiosa concorre poi un level design piuttosto machiavellico, ricolmo di lame rotanti e semoventi, di presse giganti, di enormi pozze di lava e di altre diavoleria nascoste tra le pareti del percorso.
Tutto è insomma all'insegna del trial & error e, soprattutto, del maciullamento di carni virtuali senza tregua. Il che, in termini audiovisivi, si traduce in un marasma di chiazze rossastre, di viscere in pixel spappolate ovunque, nonché di urla strazianti emesse da chiunque si trovasse malauguratamente ad assaggiare i proiettili dello spietato sintetico.

Va detto che Butcher prevede anche una modalità all'acqua di rose denominata Casual, che, alla prova del pad, abbassa l'asticella della sfida in modo radicale, portandola a livelli addirittura più bassi di una normale run di un qualsiasi altro gioco del genere. Tuttavia, le parole scelte per descriverla - "I cry when I die" - dovrebbero dirla lunga su cosa i dev pensino di chi decidesse di optare per questo tipo d'approccio.

Bagno di pixel

In uno sparatutto che richiede una prontezza di riflessi sopra la media, è intuibile come la bontà dei comandi faccia davvero la differenza nella fruizione del prodotto. Da questo punto di vista, Butcher vive purtroppo più di ombre che di luci. Precisiamo che le dinamiche di gameplay sono sottoposte a un classico sistema à la twin-stick shooter: la levetta analogica sinistra fa muovere il personaggio, laddove quella destra, roteabile fino a trecentosessanta gradi, gli consente di puntare il mirino dell'arma contro gli antagonisti, lockandoli in automatico. Alla disposizione dei tasti su Switch si aggiungano poi i dorsali ZL e ZR, il primo adibito al salto e il secondo ad aprire il fuoco, e infine il pulsante X del Joy-Con destro, con cui è invece possibile cambiare lo strumento di morte impugnato. È proprio quest'ultimo il punto debole -debolissimo- di un sistema di controllo pur molto semplice.

Il comando per lo scrolling istantaneo dell'equipaggiamento è infatti posto in una posizione davvero infausta rispetto a quelli di puntamento e sparo, e non di rado costringe al fallimento anche là dove ci sarebbero tutti i presupposti per uscire indenni dalle raffiche nemiche. L'impossibilità di modificare il control scheme, salvo l'incrocio dei due input dorsali, non ci consente poi di chiudere un occhio su un problema oggettivamente fastidioso. Così come non ci sentiamo di sperticarci in elogi per quanto riguarda il comparto grafico. Lungi dal voler criticare la scelta della pixel art in sé, che anzi è noto dia dei bellissimi frutti se supportata da una direzione artistica consapevole, mal digeriamo, invece, l'estremo minimalismo su cui l'opera Transhuman sceglie di fare affidamento. Benché gli "effetti di sangue" accennati nel precedente paragrafo varino parecchio a livello visuale, si poteva senz'altro porre maggiore cura nel tratteggio delle ambientazioni, tutte molto simili fra loro, e nella resa del protagonista e degli altri character, piccoli pasticci a quadrettoni in cui è davvero impossibile immedesimarsi. Potremmo giustificare un colpo d'occhio così grezzo e sgraziato pensando al contesto truculento entro cui Butcher giocoforza s'inserisce. Voluto dagli sviluppatori o meno, il risultato, da questo punto di vista, lascia comunque fin troppo a desiderare.

Butcher BUTCHER attinge all’iperviolenza delle vecchie glorie dello sparatutto per mettere assieme un indie 2D sanguinoso, intransigente ed immediato in tutte le sue meccaniche di fondo. Il prodotto ha la sua forza in un meccanismo twin-stick antico ma sempreverde, discretamente spassoso e impegnativo tanto da promettere, agli appassionati del genere, la voglia di fare almeno un secondo giro dopo i titoli di coda. Nel contempo, ne limitano parecchio l’appeal una mappatura dei comandi dissennata - per lo meno su Switch - e una grafica "pixellosa" tagliata con l’accetta. Senza infamia né lode, il titolo riesce a piazzarsi nel novero di quelle produzioni orientate alle sfide toste che potrebbero fare gola agli utenti dalla scorza più dura. Sempre a patto che non si aspettino un’esperienza memorabile.

6.4

Che voto dai a: Butcher

Media Voto Utenti
Voti totali: 8
5.8
nd