Recensione C.O.R.E.

Uno dei peggiori FPS pensati per Nintendo Ds

Versione analizzata: Nintendo DS
recensione C.O.R.E.
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  • DS

Un tempo era Id Software a rivoluzionare la scena degli FPS, con un nome, Doom, destinato a rimanere di forza negli annali ed a capeggiare - insieme a Wolfenstein 3D e Quake - la gamma dei First Person Shooter. Inutile dirlo: da allora (1993) decine e decine di prodotti del genere si sono susseguiti sulle nostre home o handled console, con più o meno successo. L’esperimento di cui parliamo oggi arriva direttamente dalla Polonia e si presenta sul nostro Nintendo DS col nome di C.O.R.E., dall’omonimo laboratorio in cui muoveremo i nostri passi.

Il fatto che sia su DS, poi, fa accendere un barlume di speranza negli occhi di chi con gli FPS ci è cresciuto ed ora si trova a combatterne la povertà nei lidi portatili di Nintendo. NoWay Studios prova a soddisfare proprio questa speranza, proponendoci un titolo classico per sopperire alla mancanza di esponenti del genere. Vediamo ora se è riuscita o meno nell'intento.

Esperimento dall’est Europa

E’ una sequenza in Computer Grafica ad introdurci le laconiche vicende che costruiscono la trama del gioco: è l’anno 2028, un meteorite ferisce profondamente il deserto statunitense del Mojave, dove viene costruita una base sotterranea di ricerca (il C.O.R.E., appunto) per studiare gli effetti delle radiazioni provocate dall’impatto alieno. Non passa molto tempo prima che si perda ogni contatto tra la base e la superficie terrestre, e così una squadra speciale - di cui faremo parte sotto il nome di Jason Crane - verrà mandata sul luogo della vicenda ad indagare sulle cause della perdita dei contatti.

Durante un po’ di libera esplorazione dei menu, possiamo notare come il control scheme sia discretamente customizzabile: è sempre un vantaggio poterlo modellare a piacimento ed in base a personali esigenze, senza dover necessariamente restare ancorati a schemi prefissi dalla casa produttrice. In ogni caso, la Bibbia delle meccaniche di controllo per gli FPS su Nintendo DS, è stata scritta - diversi anni fa - dalla demo di Metroid Prime: Hunters, in bundle con la console stessa nei primi periodi di commercializzazione, e questo C.O.R.E. ne ricalca le orme, pur non convincendoci abbastanza: i tasti di attacco sono rappresentati dai due dorsali, mentre lo spostamento della visuale (e di conseguenza la mira) è adibito, come di consueto, al movimento del pennino sul touch screen, risultando discretamente preciso se il personaggio è fermo. Il problema si nota invece durante la mira in movimento: l’input del D-Pad è abbastanza impreciso e sommario, e prendere di mira l’obiettivo mentre si corre può risultare scomodo e macchinoso. Allo stesso modo possiamo definire il controllo per il salto, che può essere effettuato tramite “doppio click” o pressione di un tasto: scomodo in entrambi i casi nelle fasi più concitate di combattimento.

Ed è proprio nel combattimento che risiede uno dei maggiori difetti del gioco: i nemici restano sempre fermi o si esibiscono in movenze del tutto illogiche, sfoggiando la loro inesistente IA e facendosi scaricare addosso qualche caricatore senza darci soddisfazione al momento della loro disfatta. Le armi che potremo usare per farci strada nei bui corridoi del C.O.R.E. saranno in tutto otto, che spazieranno dal classico shotgun al potente lanciarazzi, pur peccando a volte di esagerata lentezza di esecuzione e poca originalità.

Stesso difetto, quest’ultimo, che attanaglia gravemente l’intero prodotto, facendo calare considerevolmente la resa finale e il divertimento.

In scala di Grigi

Nonostante il titolo presenti un engine grafico piuttosto solido, l’uso che se n’è fatto risulta poco originale e decisamente mal riuscito: il level design pecca di ripetitività, e ci troveremo per tutta la durata del gioco ad andare in giro per corridoi e stanze le cui differenze sono rappresentate solamente da una diversa tonalità di grigio. Gli spazi sono chiusi, angusti, bui, ed a peggiorare tutto questo contribuisce il fatto di dover organizzare l’esplorazione senza una mappa da poter consultare, né nessun altro sistema di navigazione: lacuna, questa, che rende il gioco frustrante senza bisogno di altri difetti. Con gli ambienti molto simili, stanze dalla stessa forma e senza elementi caratterizzanti, è davvero difficile orientarsi nel (ristretto) mondo di gioco, e gli obiettivi di missione sono spesso troppo vaghi per poter costituire un valido aiuto che impedisca lo smarrimento, tra l’altro incentivato da savepoints davvero poco frequenti.
Inoltre, gli effetti visivi non ci aiutano a rendere il giudizio più soft: le texture sono piatte, le esplosioni non convincono, tutto è fin troppo dark e claustrofobico, e l’unico sprazzo di colore è rappresentato dalle schede che dovremo collezionare di volta in volta per avere l’accesso a determinati passaggi (idea presa di peso dal già citato Doom).

Giudizio analogo è da assegnare al lato sonoro: i temi metal/elettronici danno un risvolto “techno” al gioco, che non si addice affatto all'atmosfera generale. Il tutto è corredato da effetti sonori ripetitivi, invasivi e fastidiosi, che si occupano di concludere l’assegnazione di un giudizio insufficiente all’intero lato tecnico del prodotto est-europeo.

Corridoi in multigiocatore

Un elemento che può rappresentare qualche speranza di salvezza dalla totale bocciatura del gioco è costituito dal lato multiplayer: sicuramente più divertente e meno frustrante del single player, il gioco di squadra può garantire un discreto divertimento con un massimo di tre amici, anche in file sharing (con una sola cartuccia). Ma anche qui, i problemi non tardano a farsi notare: a partire da un trasferimento iniziale molto lento (richiede più di cinque minuti), fino ad arrivare alle stesse, claustrofobiche, ambientazioni di gioco, passando per l’impossibilità di cambiare stage o impostazioni durante una partita, possiamo affermare che anche il lato multigiocatore - sebbene si presenti in qualche modo più divertente dell’altro - non vale l’acquisto del gioco. Non ci siamo proprio.

C.O.R.E. Se gli FPS su DS devono essere di questo livello, meglio che continuino a latitare: un esperimento bocciato pressoché su ogni fronte. Un lato tecnico quantitativamente valido ma senza un briciolo di stile, un sistema di controllo limitato ed impreciso e un settore multiplayer che non convince abbastanza, vanno a costruire un gioco il cui leit motiv è una frustrazione crescente accompagnata dal rimpianto per i soldi spesi. Sconsigliato a chiunque.

4

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