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recensione Call of Duty Black Ops

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Call of Duty: Black Ops - Rezurrection Map Pack

Videorecensione
Call of Duty: Black Ops - Rezurrection Map Pack
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc

L'arrivo di un nuovo Call Of Duty su Wii non è di certo una primizia, visto che altri episodi della serie sono giunti, anche con discreto successo, sulla bianca console Nintendo. Ma nonostante il brand avesse avuto da sempre un buon feeling anche con la casa di Kyoto (lo testimoniano i titoli apparsi persino su Gamecube), nelle sue iterazioni di maggior richiamo, ovvero i due Modern Warfare, è stato trasposto con colpevolissimo ritardo o, nel secondo caso, addirittura non è nemmeno arrivato. Si è potuta osservare una vera e propria tattica ostruzionista nei confronti delle incarnazioni per una console dotata di poca potenza bruta: poche immagini, nessun video, pubblicità zero. Il che è comprensibile, visto che il successo della serie risiede molto nel suo curato e scenografico comparto tecnico. Forse per non "confondere" i giocatori su quale fosse reale qualità di un titolo che viene glorificato soprattutto dall'alta definizione, però si è arrivati a rischiare che le uscite passassero in sordina, nonostante l'altisonante nome che portavano.
Simile situazione si è ripetuta anche per l'ultima produzione, Call of Duty: Black Ops, sviluppata, a questo giro, dai ragazzi di Treyarch. Nessuna immagine, solo pochi e sfocati video a un paio di giorni dall'uscita, nella piena fiducia che basti il nome per vendere, indipendentemente dalla qualità. Pare quindi opportuno fare delle osservazioni al riguardo, prima della disamina recensoria. Quando si dice che forse non si vogliono confondere le idee al giocatore (o potenziale compratore) lo si fa credendo nella buona fede di chi il gioco deve pubblicizzarlo; ma guardando la situazione con un'altra prospettiva è anche lecito pensare il contrario, ovvero che proprio non si voglia mostrare il reale aspetto della versione Wii proprio per far passare il concetto che questa sia identica a quelle in alta definizione. Ognuno al riguardo può farsi la propria opinione. Così come può farsela riguardo all'atteggiamento di un team che, di edizione in edizione, impone il comparto tecnico come primo e più importante termine di valutazione del suo prodotto.

Operazioni coperte

La trama di Call of Duty: Black Ops rappresenta un enorme passo in avanti rispetto agli standard della serie, in particolare quando si pensa alle sconclusionate vicende del secondo Modern Warfare.
I fatti narrati dal gioco si svolgono durante il periodo della Guerra Fredda, e riguardano perlopiù operazioni segrete, da qui il suffisso Black Ops: per farsi un'idea, basta sapere che la prima missione ci vedrà nei panni di un esecutivo col compito di assassinare Fidel Castro durante l'operazione dello sbarco nella Baia dei Porci. I riferimenti al contesto storico sono molteplici, sia per le vicende che per i personaggi, anche se in un tale sceneggiatura, che si presenta assai curata a prima vista, ricorrono molti errori storici, in particolare riguardo gli armamenti.
Ma oltre al contesto è proprio l'intreccio narrativo ad essere degno di attenzione: la storia del gruppo di eroi contro il resto del mondo stavolta viene lasciata agli action di serie B, mentre attorno ai personaggi principali si svolge una fitta tela di intrighi e doppiogiochi. In un quadro simile, qualcosa però manca irrimediabilmente, ovvero l'attaccamento da parte del giocatore nei confronti del proprio avatar o della propria squadra. E' vero che, similmente a Infinity Ward che ha nel capitano Price il personaggio ricorrente, Treyarch ha infilato anche in Black Ops, tornato da World at War, il sergente Viktor Reznov, personaggio monocorde nel suo patriottismo ma comunque carismatico. Ma è altrettanto vero che nel resto del cast nessun altro componente spicca, per nessun motivo. Al di fuori di questo, comunque, quella di Black Ops rimane la miglior trama vista in un Call of Duty, e tanto basta. Del resto la componente principale del prodotto, dato che si tratta di un videogioco, è ben altra.

Regia Vs Sostanza

Giudicare l'impianto di gioco di un titolo come Call of Duty è un compito arduo. Troppo spesso infatti si tende a dimenticare che l'impalcatura di gioco dovrebbe essere rafforzata da, e non poggiare su, la coreografia e la spettacolarità dell'azione. Di conseguenza si deve analizzare Black Ops per quello che è, ovvero un first person shooter sostanzialmente classico, che ha nella cinematograficità dell'esperienza di gioco un valore aggiunto. Le missioni che compongono la campagna sono abbastanza varie, spaziando dalle operazioni coperte alle battaglie su larga scala, nonostante il feeling rimanga sostanzialmente lo stesso dall'inizio alla fine dell'avventura. Lo svolgimento del compito assegnato, infatti, che si tratti di una missione delle forze speciali, o di una battaglia nel bel mezzo delle giungle vietnamite, è sempre quello che prevede l'eliminazione sistematica dei nemici, area per area, il raggiungimento del checkpoint successivo e il completamento del livello. Può intervenire qualche variazione sul tema, come la distruzione di veicoli, l'infiltrazione sileziosa nella zona nemica o la fuga a perdifiato, ma il nocciolo della struttura di gioco è in sintesi questo. Ovvio che poi, in mezzo a esplosioni, colpi di mortaio, veicoli nemici e tutte le amenità dei contesti bellici, il giocatore si perda in una insperata frenesia. Ed è un bel perdersi, con l'utente che si sente incalzato dall'azione e dagli eventi, piccolo ingranaggio di un enorme e irresistibile meccanismo che pare andare avanti anche senza di lui. Sì, perché ovviamente c'è il game over ad interrompere l'ineluttabilità della struttura ludica, ma Black Ops soffre, in maniera ancora più marcata rispetto ad altri episodi, del marcato determinismo della serie.
Il level design non offre particolari spunti, ed il respawn dei nemici è a livelli imbarazzanti; di conseguenza il tutto si riduce ad una shooting gallery in cui inetti nemici hanno nella loro unica qualità il soverchiante numero. Chiariamoci: sempre di un titolo arcade stiamo parlando, nessuno vuole il realismo dei Rainbow Six, ma l'intelligenza artificiale è un ambito in cui la serie non è mai progredita da Call of Duty 2 ad oggi, e ciò non è scusabile. Anche perché poi spesso questo elemento s'intreccia con un altro: lo scripting evidentissimo. Può capitare di vedere avanzare la propria squadra nonostante le frotte di nemici ancora alle loro spalle solamente perchè abbiamo raggiunto un punto sensibile del livello. Il respawn costante è legato poi ad un altro difetto intrinseco della serie: l'eliminazione costante di flotte di nemici non è sempre la strategia migliore da seguire, nelle situazioni più concitate. Risulta invece molto più utile "seccare" rapidamente due o tre bersagli più vicini e correre a perdifiato verso il punto scriptato più vicino (ovviamente non segnalato, ma assai prevedibile vista la scarsa fantasia nel level design). L'apoteosi del Run & Gun.
Nonostante questi storici difetti, che fa rabbia veder riproposti pedissequamente ogni anno (sebbene Modern Warfare 2 avesse fatto un passo in avanti nel nascondere -non eliminare- il respawn eccessivo), il single player si mantiene comunque godibile. Le poche ore dedicate al giocatore solitario scorrono piacevoli, sebbene manchino i momenti davvero esaltanti (anche al netto delle parti colpevolmente eliminate rispetto alle console HD), capaci di distinguersi per coinvolgimento emotivo o qualità intrattenitiva, per i quali ricordare il gioco. Oltre a questo poi la qualità dei singoli livelli è assai altalenante, e paradossalmente sono proprio quelli nel Vietnam ad essere i più deboli, scenografici ma ludicamente inconsistenti. L'importante, ad ogni modo, è sapere a cosa si va incontro: se si è fan (non troppo esigenti) della serie, allora anche questa campagna saprà intrattenere appieno.

Chi non spara in compagnia...

Molti acquistano Call of Duty soprattutto per l'esperienza in multiplayer, e possiamo affermare che, a parte qualche piccolo taglio, tale componente è stata pressocchè replicata allo stesso modo delle console HD su Wii. Le numerose, ed assai differenti modalità di gioco costituiscono il nerbo di una modalità estremamente competitiva, visto il livello medio dei giocatori incontrabili online, ma comunque molto gratificante in termini di divertimento. Inoltre lo scarto tra i giocatori migliori e quelli alle prime armi è parzialmente mitigato dal differente sistema di gestione degli armamenti e dei gadget. Se classicamente infatti alla progressione nei livelli d'esperienza corrisponde la messa a disposizione delle armi migliori, in Black Ops questi sono acquistabili tramite i cosiddetti COD points, ottenibili in ogni partita in quantità dipendenti dalla propria prestazione. Inoltre sarà possibile creare da zero il proprio personaggio, selezionando, oltre che l'arsenale, anche i gadget e le possibilità d'azione associate al concatenamento di una killstreak (l'uccisione consecutiva di più nemici).
Ma l'arsenale è niente senza la conoscenza, ed ecco quindi entrare in campo l'altro fattore con il quale si valuta in genere il comparto multi di un titolo, ovvero la qualità delle mappe. Qui sono stati operati dei tagli nella complessità delle aree di gioco, ma queste risultano comunque di buon livello, garantendo scontri a fuoco serrati e ripari dietro i quali nascondersi. Ovviamente conoscere a menadito ogni singolo angolo di ogni singola mappa sarà fondamentale ai fini delle proprie performance online; questa conoscenza è possibile solo con ore di gioco alle spalle, ma anche la partita occasionale, salvo casi sfortunati, saprà essere piacevole intrattenimento, soprattutto quando giocata con gli amici. Amici che potranno essere aggiunti alla propria rubrica sia tramite i classici codici, sia tramite la schermata in-game dei giocatori, in maniera del tutto naturale e più attinente alla struttura di una modalità online come quella appena descritta.
A completare l'offerta ludica c'è la modalità zombie, purtroppo ampiamente castrata, sia nella modalità singola che multi. L'obiettivo, nell'unica mappa disponibile, sarà sempre lo stesso, ovvero scampare alle ondate di non morti vogliosi di carne umana, con poche armi e poche munizioni a disposizione; che lo si faccia da soli o in compagnia è un fattore che incide poco sulla longevità specifica di questa modalità, che vi annoierà presto.

Nell'ombra

Le prime audaci dichiarazioni di Treyarch riguardo il comparto tecnico di Call of Duty: Black Ops erano assai ottimistiche e si sono dimostrate, alla prova dei fatti, alquanto pretenziose. Si era detto che la versione Wii avrebbe stupito: bene, non solo non stupisce, ma è quasi identica a Modern Warfare: Reflex Edition. A parte piccoli miglioramenti nei modelli, composti da qualche poligono in più, e negli effetti, l'aspetto generale è lo stesso, con texture ambientali poco varie, piatte e di bassa risoluzione; l'impatto complessivo riesce comunque ad essere gradevole, merito di un utilizzo sapiente (seppur a tratti eccessivo) degli effetti di luce, soprattutto sull'arma (l'elemento più curato e dettagliato su schermo). Ma qualora si volesse scendere nel particolare di magagne se ne trovano, e difficilmente esiste una serie che come Call of Duty risente, in maniera positiva così come in maniera negativa, dell'aspetto cosmetico.
Simile il discorso per quanto riguarda la colonna sonora e gli effetti audio; la prima contiene brani che ovviamente variano in maniera dinamica rispetto all'azione che si svolge sullo schermo, incalzando il giocatore nelle fasi più concitate; i secondi dovrebbero contribuire all'immedesimazione, ma non sono pienamente all'altezza, data la qualità non cristallina dei campionamenti, con le fasi più rumorose che quasi diventano una cacofonia indistinguibile.
Ai fini dell'immedesimazione funziona invece il sistema di controllo, sebbene le impostazioni predefinite, sia per quanto riguarda la sensibilità del puntatore, sia per la disposizione dei tasti, siano rivedibili; ma il gioco offre talmente tante opzioni che, armati di Wiimote e Nunchacku o del solo Classic Controller, si troverà facilmente la configurazione più rispondente alle proprie esigenze.

Call of Duty: Black Ops La versione per Nintendo Wii di Call of Duty: Black Ops presenta, essenzialmente, la stessa offerta ludica di quelle per console in alta definizione: le qualità intrinseche della serie sono ben note, così come lo è il suo impianto ludico, strutturalmente tradizionale e poco sostanzioso ma convogliato da una regia ottima, che fa di particolari azioni e sequenze scriptate il suo punto forte. La minor potenza della console però inficia molto quest'ultimo aspetto, e quindi viene parzialmente meno una delle caratteristiche più salienti della produzione, già danneggiata da alcune pecche del gameplay (queste però comuni alle altre versioni). Il multiplayer è probabilmente la modalità migliore, davvero ai livelli delle controparti, e promette numerose ore di gioco per coloro che privilegiano tale esperienza di gioco. Per chi invece privilegia l'esperienza in singolo, il consiglio è quello di rivolgersi altrove, ma niente paura: su Wii non c'è poi da guardare molto più in là.

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