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Recensione Call of Duty: Modern Warfare 2

Infinity Ward nuovamente alla ribalta

Call of Duty: Modern Warfare 2

Videorecensione
Call of Duty: Modern Warfare 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sono passati quasi due anni da quando Call Of Duty: Modern Warfare, a modo suo, ha rivoluzionato il modo di concepire l'FPS, soprattutto su console.
Infinity Ward, ispirandosi a Valve, ha iniziato ad utilizzare gli script in maniera molto piu' “creativa” rispetto al passato, producendo momenti altamente spettacolari e coinvolgendo il giocatore come nessuno sparatutto per console era mai riuscito a fare.
Il team statunitense era poi riuscito ad integrare, ad uno scoppiettante single player, l'unico comparto multiplayer in grado di competere con lo strapotere di Gears Of War e di Halo 3, grazie soprattutto all'introduzione dei talenti (Perks) ed una struttura di crescita dell'avatar ispirata ai canoni dell'RPG.
L'attesa per Modern Warfare 2, primo vero sequel in assoluto per la decennale serie Call Of Duty, e' quindi salita alle stelle sin dall'annuncio, portando videogiocatori da tutto il Pianeta ad affollare le community online nella febbricitante ricerca d'informazioni.
Il momento della verita' e' oramai giunto: Call Of Duty: Modern Warfare 2 e' piu' che mai pronto per il suo debutto sugli scaffali, previsto per Martedi' 10 Novembre ed Everyeye, ricevuto il codice in redazione, e' come al solito pronta per salire sugli scudi ed offrire un'analisi approfondita di quello che si prospetta uno tra i top seller dell'intero 2009.

Fantapolitica a go-go

La trama di Modern Warfare 2, alla stregua del suo predecessore, presenta moltissimi elementi di fantapolitica che contribuiscono, tra le altre, a collocare il titolo in un futuro non ben definito.
Zakhaev, sconfitto nel primo capitolo, e' diventato un martire della Russia ed il suo posto all'apice dell'organizzazione e' stato preso dal fedele Makarov, deciso a vendicare il compare deceduto.
Gli americani, dall'alto del consueto piedistallo, sono sicuri di avere in pugno la situazione, specialmente dopo aver infiltrato nelle fila del terrorista un agente speciale addestrato a non curarsi delle “piccole perdite” quando e' in gioco la salvezza di un'intera nazione.
Il delicato equilibrio dell'azione a stelle e strisce dietro le linee nemiche viene bruscamente interrotto quando, in seguito al massacro di un numero imprecisato di civili in un affollato aeroporto a Mosca (una missione “skippabile” per l'elevata crudelta' dei suoi contenuti), il terrorista lascia furbescamente ricadere la colpa sugli americani.
La reazione russa, a questo punto, e' inevitabile e nel giro di poche giornate l'incubo della Guerra Fredda si avvera: dopo aver bombardato la costa orientale le truppe sovietiche si apprestano ad invadere ed occupare militarmente alcuni punti nevralgici del territorio statunitense, impiegando nuove armi e tecnologie tenute finora nascoste.
In questa situazione quantomai critica il nostro compito e', come al solito, spalmato su piu' fronti: da una parte saremo chiamati a difendere la patria dall'ingiustificato quanto pesante attacco nemico e dall'altra a stanare Makarov per portare la verita' alla luce.
L'esperienza duale presenta non solo punti di vista diversi ma anche modalita' d'azione e -chiaramente- situazioni diverse: il contingente impiegato nella riconquista sara' continuamente chiamato a fronteggiare fuoco pesante, infinite ondate di nemici in inferiorita' numerica e combattimenti al limite della sopravvivenza.
Al contrario, il compito della task force impiegata nel recupero del terrorista sara' principalmente caratterizzato dall'azione furtiva e dal sabotaggio di strutture nevralgiche.
Le brevi cut scene realizzate a mo' di briefing militare e i pochi intermezzi in game sono pregni di una forza ed una crudelta' davvero mai viste, nemmeno in un brand che ha sempre “raccontato” la guerra.
Rendere il giocatore parte attiva in un massacro indiscriminato (specialmente in un luogo “sensibile” come un aeroporto) o mostrare immagini della Casa Bianca in fiamme occupata dalle forze militari sovietiche, ci paiono scelte quantomai azzardate, soprattutto in una produzione di massa come Call Of Duty.
La sfacciataggine, in ogni caso, e' seconda solo al coraggio degli sviluppatori, le cui intenzioni sono chiare: mostrare, qualsiasi siano i tempi e i modi, la brutalita' della guerra, senza sconti o buonismi di alcun genere.
Sebbene molto frazionato, non certo realistico e raccontato senza tecniche narrative particolarmente efficaci o innovative, l'intreccio dell'ultima produzione Infinity Ward colpisce il giocatore, mantenendolo, grazie ad alcuni mirati colpi di scena, incollato allo schermo per tutta la durata dell'avventura.

Uno script per domarli tutti

Dal punto di vista del gameplay non ci sono veri e propri cambiamenti nella struttura portante che tutti abbiamo avuto modo di imparare ad apprezzare in Modern Warfare e che si ripresenta, riveduta e corretta, in Modern Warfare 2.
L'avventura e' divisa in tre atti, a loro volta frazionati in missioni spesso non direttamente collegate l'una all'altra, che ci trasporteranno da una parte all'altra del mondo con continuita'.
La sceneggiatura di tipo hollywoodiano la fa sempre e comunque da padrone, portando il giocatore, nei panni di questo o quell'altro soldato di ventura, a districarsi tra spettacolari esplosioni e furenti sparatorie.
Infinity Ward ha oramai intrapreso una strada ben precisa, che prende tutto il meglio del suo predecessore e lo unisce ad alcune interessanti novita', inserite nel gameplay in maniera magistrale.
Nella pratica questo si traduce nell'aumento delle favolose sezioni stealth “guidate” che hanno reso famoso il predecessore e che spezzano in maniera molto intelligente la monotonia delle pur frenetiche sparatorie.
A queste si aggiungono un paio di sezioni di guida (famosissima quella sulla motoslitta vista oramai in tutte le salse), alcuni momenti interattivi in cui utilizzare rampini e funi per superare ostacoli di sorta e, infine, le intriganti irruzioni.
In alcuni (molti) punti predefiniti della campagna ci troveremo infatti a fronteggiare una minaccia piu' consona alla tipologia di gioco rappresentata da Rainbow Six: la nostra squadra dovra' fare breccia in stanzini chiusi all'interno dei quali un gruppo piu' o meno numeroso di miliziani si e' barricato assieme ad ostaggi e/o esplosivi.
Una volta sfondata la porta, scegliendo a piacere (tra un paio) il punto d'inserimento, l'azione andra' in slow motion permettendoci di osservare la scena con piu' perizia e colpire in maniera letale solo i malfattori.
Durante questo breve frangente di tempo rallentato i terroristi, a seconda della posizione occupata nella stanza, tenteranno di attaccarci, di eliminare l'ostaggio piu' vicino o di far scattare gli esplosivi.
Il nostro compito, quindi, sara' estirpare chirurgicamente la minaccia, stando attenti, nella caciara prodotta dall'esplosione della porta e dall'inizio della pioggia di proiettili, a non colpire inavvertitamente un civile o un ordigno.
Queste piccole novita', unite al resto, contribuiscono una volta in piu' ad allargare gli orizzonti ludici del titolo, rendendolo uno degli FPS piu' vari disponibili ad oggi su console.
Per la prima volta, inoltre, a dispetto degli script che guidano la maggior parte delle azioni compiute a schermo rendendo tutto molto piu' spettacolare, la liberta' del giocatore si allarga in una nuova dimensione, atta a donare diverse soluzioni diverse per affrontare i numerosi scontri a fuoco.
Le ambientazioni di gioco, per quanto limitate dalle classiche barriere (muri, porte chiuse, recinzioni e chi piu' ne ha piu' ne metta), offrono come mai prima d'ora un buon numero di diversi tragitti percorribili per svolgere il piu' classico dei tragitti da A a B, sul quale si basa sempre e comunque la struttura modulare della campagna di Call Of Duty: Modern Warfare 2.
Alcune location, come ad esempio la favela di Rio, presentano inoltre strutture completamente aperte grazie alle quali pianificare in maniera completamente autonoma il proprio approccio alla situazione.
L'importanza capitale di tali fattori e' resa tale anche dai piccoli miglioramenti apportati dal team di sviluppo all'intelligenza artificiale nemica, la quale, prima di tutto, e' stata privata del vetusto, nonche' fastidiosissimo, respawn infinito.
I nemici presenti prima, dopo e durante ciascun punto di controllo, si comporteranno ora in maniera piu' realistica, tentando di cambiare punto di copertura se bersagliati, offrendo una discreta copertura ai compagni e tentando di sorprendere il giocatore sfruttane eventuali punti scoperti.
E' stata infine riveduta e corretta la dotazione bellica, inserendo molte piu' armi dotate di silenziatori e ottiche non convenzionali ed aggiungendo alcuni interessantissimi gadget come l'heartbeat sensor (presente, purtroppo, in un solo livello) e il missile predator, un razzo teleguidato e provvisto di telecamera ad infrarossi.
Troviamo, in ultimo, l'aggiunta degli scudi anti-sommossa, utili sia come strumento di difesa (sono impenetrabili dai proiettili), sia come arma d'offesa (utilizzandoli come “ariete” contro gli avversari possono risultare facilmente letali) e della doppia arma, letale negli scontri ravvicinati.

Come vuole l'ottima tradizione Infinity Ward nemmeno il multiplayer e' stato trascurato, anzi.
L'imponente sezione competitiva, come abbiamo avuto modo di vedere in primis nel nostro speciale, e' stata arricchita con un buon numero di nuove armi e -naturalmente- nuove mappe, con una serie di nuovi Perks e con l'interessante possibilita' di personalizzare, man mano, le kill streak.
L'esperienza diventa cosi' unica, diversa da giocatore a giocatore; siamo, tuttavia, convinti che tutti si faranno tentare dalla scelta, in corrispondenza alla non facile striscia di venticinque uccisioni consecutive, dell'ordigno atomico che garantira', oltre ad un'effetto a schermo devastante, la vittoria istantanea della partita.
Oltre alla sezione “versus”, che avremo modo di testare piu' approfonditamente quando i server si saranno davvero riempiti, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla sezione cooperativa, le cosiddette “Special Operations” o “Spec Ops”.
Si tratta di una serie di sfide, divise per livello di difficolta', in cui affrontare (meglio se con uno o piu' amici) situazioni al limite, in grado di mettere alla prova le proprie abilita', la propria resistenza e la conoscenza di location e meccaniche di gioco.
Verremo, ad esempio, posti su una torre d'osservazione attaccata a ondate (proprio come “Orda” di Gears Of War 2 o “Firefight” di Halo:ODST) dalle forze nemiche con l'obiettivo di difenderla utilizzando “solamente” un Barrett calibro .50, il missile Predator e le cariche da terra di tipo Claymore.
O ancora letteralmente scaraventati nel mezzo della Favela con l'obiettivo di eliminare tutti i miliziani “sacrificando” (per errore naturalmente) un numero massimo di civili, pena il fallimento della missione.
Sebbene questi incarichi si presentino nelle stesse location della campagna single player e, spesso, addirittura nelle stesse situazioni di gioco, il poter affrontare determinate sfide assieme a degli amici (a schermo diviso come tramite servizio di gaming online) aumenta esponenzialmente il divertimento, soprattutto grazie alla possibilita' di organizzare tattiche e strategie dialogando con altre intelligenze umane.

A piccoli passi verso la perfezione

Dal punto di vista tecnico Modern Warfare 2 e' un ulteriore passo avanti rispetto al pur ottimo predecessore.
I modelli poligonali sono stati raffinati aggiungendo qualche poligono e migliorando leggermente la cura e la precisione nella modellazione dei volti.
Nessuna novita', almeno per quanto si possa percepire, riguardo alle animazioni, sempre ottime sia per quel che riguarda il caricamento delle armi da fuoco, ancora una volta molto credibile, sia per quel che concerne il ragdoll post-mortem, tra i migliori visti in una produzione sui generis.
Infinity Ward ci stupisce invece nell'implementazione delle texture, la cui bonta' estrema e' figlia di un nuovo sistema che prevede la gestione procedurale negli algoritmi di generazione delle stesse.
Il risultato e' davvero stupefacente, tanto che, in unione ai sempre perfetti shader superficiali, la riproduzione di qualsiasi dettagli degli scenari, anche il piu' recondito, lascia con il fiato sospeso.
Sapiente ed intelligente, come al solito, la gestione dell'illuminazione che in quest'ultimo capitolo, per le vicende narrata, contribuisce ancor piu' a dare un senso oppressivo ed apocalittico alle vicende che vivremo in prima persona.
Spettacolari a dir poco gli effetti particellari, in gado di ricreare nebbia, pulviscolo, esplosioni e scie estremamente credibili e donare alla scena quel tocco di spettacolarita' in piu' che in alcuni momenti accosta molto da vicino la produzione Infinity Ward ad una delle piu' blasonate pellicole action hollywoodiane.
A dir poco ottimo anche il comparto sonoro, che unisce le perfette campionature ambientali ad un doppiaggio certamente non comune ad una produzione del genere, auentando in maniera consistente il coinvolgimento, specialmente per i possessori di un adeguato sistema a 5.1 canali.

Call of Duty: Modern Warfare 2 Call Of Duty: Modern Warfare 2 non tradisce le aspettative e si presenta come il capolavoro che ognuno si aspettava. Infinity Ward, pur senza drastiche innovazioni, ha saputo ascoltare attentamente i giocatori e proporre, in questo sequel, le feature piu' forti del predecessore (rivedute e corrette) e tutta una serie di piccole novita' che aumentano esponenzialmente la varieta' del gampeplay e fanno sentire il giocatore piu' libero che mai di scegliere, in un certo senso, la propria strada per avanzare negli scontri. Il punto focale rimane chiaramente il perfetto sfruttamento degli script che rendono altamente spettacolare, frenetica e altamente imprevedibile l'azione in Modern Warfare 2 che, grazie anche ad un comparto multiplayer sempre piu' completo, si impone ancora una volta come numero uno nel suo genere, nell'attesa di Modern Warfare 3.

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