Recensione Call Of Duty: World at War Map Pack 3

Tre nuove mappe ed "Il Gigante" per Nazi-Zombie

Call Of Duty: World at War

Videorecensione
Call Of Duty: World at War
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A breve distanza dal rilascio di Modern Warfare 2, arriva sulle piattaforme commerciali dedicate al Digital Delivery il terzo expansion pack dedicato a Call of Duty 5: World at War, proprio con l'intento di tenere ben calda la community in vista dell'arrivo del prossimo capitolo. Rilasciato a breve distanza dallo scorso Add On (quel “map pack 2” che aveva aggiunto mappe decisamente interessanti all'offerta multiplayer), il terzo pacchetto propone un altro tris di mappe per la modalità competitiva ed una nuova ambientazione per la fortunatissima Nazi-Zombie. Stavolta però, non tutte le aggiunte hanno la stessa caratura, ed alcune delle mappe aggiunte appaiono un po' incolori.

Der Riese

Cominciamo subito dall'ospite d'eccezione di questo Map Pack 3: Der Riese (ovvero “Il Gigante”). Si tratta di una location dedicata alla modalità cooperativa Nazi Zombie, ambientata in un contorto centro di ricerca nazista. L'atmosfera che si respira nelle viscere del “gigante” è perfettamente intonata con le tinte pseudo-horror del game mode più imitato di sempre, e riesce davvero ad inquietare il quartetto di aspiranti sopravvissuti. L'architettura a spirale rivela, col passare dei turni e l'apertura di nuove zone, le interiora grigiastre del complesso, fatte di stanze poco sicure e nuove trappole. Qualche interessante aggiunta alla formula di gioco, scorci cupi ed un livello di difficoltà decisamente elevato (soprattutto per le orde inferocite di mastini che assalgono gli utenti dopo la decima ondata), fanno di Der Riese una gradevolissima aggiunta, che di sicuro compiacerà tutti i fan di Nazi Zombie. Certo, resta il fatto che da sola, questa mappa non giustifica il costo del pacchetto (comunque non irrisorio). Ed è proprio quando si va ad analizzare il tris di location per il multiplayer competitivo che si hanno sorprese non sempre piacevoli.

Battery

Cominciamo però dalle buone notizie. Nel Map Pack 3 si nasconde un vero gioiello di design strutturale. Battery è forse la mappa più “concreta” a livello ludico che si sia vista in questo episodio di Call of Duty. Ambientata in un'isola fortificata (ispirata a Fort Drum, un piccolo lembo di terra presidiato, collocato nell'arcipelago delle Filippine), la mappa rivela fin da subito tutto il suo potenziale, disponendo di fronte al giocatore una varietà ambientale senza precedenti. In Battery c'è davvero tutto: posizioni strategiche per i cecchini, che permettono di inquadrare qualche corridoio aperto, ripari strategici per muoversi non visti, stanze da asserragliare con un piccolo gruppo di compagni. La libertà d'approccio è garantita, e la media capienza ne fa una mappa adattissima a tutti i tipi di partite. Perfetta la disposizione degli obiettivi in cattura la bandiera o in “cerca e distruggi”.
Anche a livello “scenografico” la mappa non delude, presentando scorci piacevoli alla vista.

Revolution

Revolution è invece una delle mappe meno consistenti della nuova offerta. Ambientata in una fabbrica russa, dominata dai colori freddi e slavati della guerra, lascia davvero poco spazio all'immaginazione su come interpretare gli scontri. Gli ampi spazi aperti e le numerosissime postazioni riparate fanno in modo che Revolution sia il paradiso dei cecchini e la zona ideale per gli appostamenti statici. Le partite dei più esperti si concludono in brevissimo tempo, con vittorie schiaccianti. Chi individua una zona particolarmente vantaggiosa difficilmente sarà invogliato a lasciarla, chi invece si espone (magari nel tentativo di mobilitare un poco l'azione), finisce con qualche proiettile nel cervello. Una delle mappe più “skippate” del pacchetto, persino dagli Early Adopters. Senza contare che, stilisticamente, non lascia impressioni così vivaci.

Breach

Breach, come dice il nome stesso, è una mappa ispirata ad un livello della campagna principale, ambientata nel centro di una Berlino asserragliata e messa a ferro e fuoco. Senza ombra di dubbio si tratta della mappa più bella a livello visivo e scenografico, data l'efficacia della rappresentazione di una città piegata dai bombardamenti. Tuttavia, se dovessimo valutare la qualità della struttura, bisognerebbe riconoscere che pure Breach aggiunge poco, a livello tattico, all'offerta generale. La mappa prevede un'ampia zona centrale praticamente “off-limit”, costantemente vigilata dai cecchini che si appostano sulle balconate. Per i soldati o per chi ama il run-and-gun c'è la possibilità di muoversi percorrendo la cerchia esterna, saltando da edificio in edificio, sfruttando le ferite che i bombardamenti hanno aperto sulle mura. Anche questa, dunque, una mappa “facile da leggere” poco fantasiosa. Una via di mezzo fra la banalità sconcertante di Revolution e la perfetta costruzione di Battery, che si lascia giocare proprio in virtù del fascino di certi orizzonti visivi.

Call Of Duty: World at War In generale l'offerta del Map Pack 3 raggiunge una stentata sufficienza, proprio per la presenza di Der Riese (che aggiunge qualche variabile interessante all'esperienza Nazi-Zombie) e di Battery, forse una delle più belle mappe mai viste in un Call of Duty. Le altre due aggiunte sono abbastanza rinunciabili, e l'alternanza fra ottime strutture e location scadenti incide infine sul rapporto qualità/prezzo, che in questo caso appare un poco svantaggioso (a differenza di quanto accadeva nel buonissimo Map Pack 2). Da prendere solo se siete fan sfegatati del prodotto. Altrimenti, risparmiate denaro in previsione di Modern Warfare 2.

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