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Recensione Captain Toad: Treasure Tracker

A sorpresa, il piccolo Toad brilla su Wii U

Captain Toad: Treasure Tracker

Videorecensione
Captain Toad: Treasure Tracker
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Misurato e delizioso è Captain Toad: Treasure Tracker, uno dei (consueti) colpi di testa di Nintendo che, dopo aver “condito” il suo Super Mario 3D World con creativi livelli extra in cui si controllava un Toad esploratore, li ha “estratti” dal platform tridimensionale per farne un gioco vero e proprio. La struttura tripartita del titolo - in arrivo qui in Europa all'inizio di gennaio, un mese più tardi rispetto alla pubblicazione americana - lascia presupporre che nei piani della software house ci fosse probabilmente una distribuzione episodica. Ma per fortuna le cose sono andate diversamente, e Treasure Tracker si presenta ai giocatori come un prodotto fatto e finito, perfettamente autonomo e - anzi - abbastanza denso di contenuti (soprattutto in rapporto al prezzo leggermente ridotto a cui viene proposto). Mescolando platform e puzzle game, e recuperando per certi versi i ritmi di quel dimenticato capolavoro Capcom che risponde al nome di Zack & Wiki; e poi persino avvicinandosi, se non altro per concezione, al recente Luigi's Mansion 2, Captain Toad: Treasure Tracker è uno di quei prodotti che si scuotono di dosso le facili categorizzazioni, decidendo di essere fieramente diversi da tutto quello che gli sta intorno.

Piccoli colpi di genio

Nonostante si appoggi sull'immaginario di Super Mario, recuperando colori, atmosfere e nemici visti nelle avventure dell'idraulico in salopette rossa, Captain Toad: Treasure Tracker non ha nulla a che spartire con i platform classici. Il protagonista neppure salta, e quando si mette a correre in giro per gli stage sembra addirittura piuttosto impacciato. Il suo compito sarà quindi quello di esplorare i piccoli livelli di gioco, cercando di acchiappare una stella che decreta il superamento dello stage. Per agguantare il prezioso tesoro bisogna aguzzare la vista ed usare l'ingegno: cercare di interagire con gli elementi dello scenario che ne modificano la conformazione, e poi trovare la strada giusta per raggiungere la fine, giocando con l'inquadratura e la prospettiva. I livelli sono infatti strutturati come intricati e complessi diorami che nascondono strade segrete, vie sotterranee, passaggi celati. Utilizzando la leva analogica destra si ruota l'inquadratura, per mettersi a “ficcanasare” in giro, intuire la conformazione dei livelli e quindi tracciare mentalmente il percorso da far compiere a Toad.
Dev'essere un'operazione sempre molto attenta, soprattutto se vogliamo recuperare i tre diamanti nascosti in ogni stage: impresa piuttosto difficile, che richiede tanta curiosità. Ci sono infatti molti segreti, collocati negli angoli più impensati, tra power-up da usare per spaccare blocchi di roccia e meccanismi da mettere in moto per ricalibrare tutta la struttura dei livelli.

Anche se non ci sono veri e propri enigmi, insomma, Captain Toad: Treasure Tracker è, nella sostanza, un leggero puzzle game basato sull'esplorazione e sull'interazione ambientale. L'idea sarebbe di per sé abbastanza brillante, soprattutto perché si interfaccia con la solita vibrante vitalità del level design made in Nintendo, ma la sublimazione del gameplay arriva grazie all'estro creativo del team di sviluppo, che ha vivacizzato la progressione con una serie di variazioni intelligenti e trovate francamente geniali. Ci sono ad esempio delle tesissime “boss fight” in cui bisogna scappare dal soffio mefitico di un dragone rosa, sezioni in cui -mirando con lo schermo del gamepad- bisogna sparare rape per distruggere gli ostacoli, e poi labirinti, livelli “meccanici” ricolmi di strani meccanismi, e le classiche case infestate con le porte che giocano qualche scherzetto. Dal punto di vista creativo Captain Toad: Treasure Tracker è un altro di quei piccoli miracoli che solo Nintendo sa compiere: quasi non c'è un singolo stage che assomigli al precedente, ed ognuno è costruito attorno ad un elemento di design che finisce per essere memorabile e caratteristico. Non pensate insomma che tutto si riduca a qualche piattaforma da spostare con un tocco sul touchscreen, o con un soffio sul microfono del Gamepad: in Treasure Tracker c'è una mole apparentemente inesauribile di idee, di influenze, di concetti.
Alle volte il titolo va a ripescare gli elementi già visti in Super Mario 3D World: ed ecco quindi i Formichi, le Piante Serpiranha, le piattaforme che si materializzano a tempo e le “altalene”. Ma non si tratta di un semplice “copia e incolla”: ogni elementi viene rivisitato e collocato in maniera elegante e originale all'interno della insolita formula di gioco escogitata per Captain Toad.

Questa smisurata varietà di idee si trasforma, in termini visivi, anche in una gamma di atmosfere e cromatismi piuttosto rigogliosa: Nintendo si sente libera di recuperare scorci ed elementi del Regno dei Funghi, fa “esplodere” le coreografie di Super Mario 3D World e poi le ricompone, aggiungendo qua e là qualche nuovo elemento giusto per dare un carattere lievemente diverso all'avventura di Toad. Artisticamente parlando, anche in virtù della sapienza con cui sono assemblati gli stage (perfetti nel loro rigore geometrico e traboccanti di dettagli celati), Captain Toad è insomma incantevole e squisito, anche al netto di qualche inciampo tecnico (il filtro anti-aliasing che si spegne nei livelli “lavici”, quelli con troppi shader).
Ad oggi, l'unico rammarico è legato alla durata comunque esigua dell'avventura. Sono tre i capitoli in cui vengono condensati i sessanta livelli di gioco, ma per completarli tutti sarà difficile impiegare più di cinque ore. Per fortuna, oltre all'urgenza di acchiappare tutti i diamanti nascosti, il team di sviluppo ha inserito un obiettivo extra in ogni livello, che ci chiede quindi una “seconda run” un po' più attenta: alle volte si tratta di recuperare un fungo nascosto, altre invece bisogna sconfiggere tutti i nemici, lanciandogli addosso le rape o magari trovando un modo per atterrargli sulla testa cadendo da una piattaforma soprelevata. Anche chi vorrà completare gli incarichi speciali, comunque, potrà compiere l'impresa in un pomeriggio bello intenso.
Ci sono, è vero, alcuni stage bonus estratti proprio da Super Mario 3D World, e quindi generalmente più estesi e sempre abbastanza divertenti da attraversare in maniera “alternativa: ma si tratta di un extra che non ce la fa a rivaleggiare con la meticolosa compostezza dei livelli “regolari”, sicuramente più ispirati e meglio costruiti attorno al gameplay di Captain Toad.

Captain Toad: Treasure Tracker Captain Toad: Treasure Tracker è un gioiello che impreziosisce ulteriormente l'ormai stratosferica line-up di esclusive WiiU. Nonostante si appoggi sull'iconografia (non ancora slavata) di Super Mario, assieme a Luigi's Mansion rappresenta una delle operazioni più creative e originali di Nintendo: un titolo diverso, nuovo, che si allontana dai ritmi del platform classico per concentrarsi sull'esplorazione curiosa e divertita di geniali livelli-puzzle. Su tutto, si erge come sempre l'inventiva di un team che ha riempito la (pur breve) avventura di idee, varianti, sorprese, tornando a dare una impeccabile lezione di level design. Misurato e delizioso è Captain Toad: Treasure Tracker, coi suoi diorami ed i suoi ritmi insoliti, distante e lontano dall'offerta classica di un mercato ipertrofico ma monotono, e ancora simbolo di quella “diversità” che ogni publisher dovrebbe, di tanto intanto, salvaguardare.

8.5

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