Recensione Carmageddon: Max Damage

Divenne famoso negli anni '90 per la sua violenza, oggi Carmageddon torna sui nostri schermi con un nuovo episodio, intitolato Max Damage.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Carmageddon: Max Damage
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Non comprai Carmageddon, l'originale del 1997, per via della sua natura splatter: lo comprai per la grafica e il suo gameplay. Ritengo che il gioco della Stainless Games non fosse soltanto un grandguignol digitale, ma un racing game come nessun altro, l'unico in grado di trasformare in un videogioco le folli corse del cartone animato Wacky Racer, quello di Hanna-Barbera con Dick Dastardly e il suo cane Muttley, con Peter Perfect e Penelope Pitstop (di cui poi uscì grazie a Infogrames anche un videogame ufficiale oltretutto molto bello, specialmente nella versione originale su Dreamcast). Carmageddon aveva lo stesso ritmo di una puntata di Wacky Racer, e come nel cartone sapevi chi partiva ma non chi sarebbe arrivato, chi avrebbe tagliato il traguardo insomma. L'approccio comico splatter gli consentì di farsi subito un nome, grazie anche a una scontata campagna moralizzatrice che portò controversie, censure, ma anche una copertura stampa senza eguali. Carmageddon divenne ben presto solo quel gioco in cui si possono mettere sotto i pedoni (quanta ingenuità, ma GTAIII arrivò solo nel 2001), e non quel videogioco dove ogni gara è una gigantesca slot machine in cui può succedere di tutto. Dopo un'assenza lunga quasi due decenni, grazie al solito Kickstarter il caro Carmageddon è riuscito a tornare sulle scene, prima con un versione remastered del gioco originale dedicata al mercato mobile, poi con il discreto Carmageddon Reincarnation per Pc, infine con questo Max Damage, versione migliorata di Reincarnation, disponibile finalmente anche su console di ultima generazione.

Carpocalypse Now!

La versione fornitaci è quella PlayStation 4, che nonostante dei caricamenti un po' troppo lunghi si è mostrata subito solida e ben confezionata. Anche il frame-rate ha retto sempre bene, non come i primi mesi di Reincarnation. Ma com'è giocare a Carmageddon nel 2016? Com'è giocare a Carmageddon in un'epoca in cui due passanti smembrati non fanno più nessun effetto e ogni pop star è affiliata agli Illuminati? Fantastico; vi dico io. Fantastico perché i Stainless Games hanno fatto esattamente lo stesso gioco di un tempo. Fantastico perché nonostante alcuni piccoli cambiamenti (non tutti positivi a dire il vero), Max Damage mette sul piatto lo stesso concentrato di ordine e caos che nessun altro gioco di corse è mai riuscito, o non ha mai avuto il coraggio, di replicare. A rendere Carmageddon così particolare sono le diverse strategie che il giocatore può perseguire per vincere un evento, i power-up imprevedibili, e anche la fisica che ne domina la guida. Carmageddon non è certo un simulatore, ma proprio come nell'originale ogni mezzo ha un suo peso che lo rende estremamente fisico, reale, interessante da guidare. Trattandosi spesso di mezzi se non molto particolari almeno pesantemente modificati, con lame, pungiglioni e altre affilatissime diavolerie, tutti mostrano una divertente sottotraccia di imprevedibilità: bisogna un po' lottare per tenere una vettura di Carmageddon in pista, non è impossibile però, e comunque in questo gioco un incidente in più è sempre meglio di uno in meno, e per tutti gli altri ci sono Forza, Gran Turismo e Assetto Corsa. Ciò che rende le sessioni di gioco a Carmageddon così divertenti è però soprattutto la triplicità delle regole: ogni evento può infatti essere vinto in tre modi diversi, e questi modi spesso si accavallano tra di loro, creando di fatto tre diverse gare che procedono contemporaneamente. Per esempio, nella modalità "Carma classico" può vincere chi per primo distrugge tutti gli altri avversari, chi completa tutti i giri non saltando nemmeno un punto di controllo, o chi invece si mette di pazienza ad uccidere tutti i pedoni presenti nella mappa; ma naturalmente lo deve fare prima che qualcun altro riesca a raggiungere gli altri due obiettivi. Anche la normale corsa prevede tre diverse regole che ne stravolgono completamente il corso: in questo caso i checkpoint appaiono casualmente per il circuito; ogni checkpoint è un punto, ma se distruggerete un avversario conquisterete tutti quelli in suo possesso! Questo meccanismo rende la gara imprevedibile fino all'ultimo, permettendo dei ribaltoni anche pianificati, e quindi ancora più gustosi. In Carmageddon quindi non ci vuole solo strategia, ma a volte sarà necessaria anche quell'elasticità per saperla cambiare in corso se le cose non andranno come previsto. Le modalità sono oltre sei, alcune esclusive della modalità giocatore singolo, altre di quella multiplayer, con il risultato che è davvero difficile annoiarsi.

Pedoni

Ma a cosa servono i pedoni? Spappolare i passanti è un elemento molto importante di Carmageddon perché è grazie a loro che potremo guadagnare punti e in alcune modalità del tempo aggiuntivo. Questo "extended time" funziona come funziona in tutti i giochi arcade, mentre i punti serviranno sia a riparare il nostro mezzo durante una gara che per acquistare diversi potenziamenti che potranno rendere le nostre vetture ancora più potenti e letali, in modo da aspirare a un high-score sempre più alto in ciascuna prova.

C'è da dire che rispetto al passato, ora è possibile andare anche in negativo col punteggio, è quindi possibile riparare la propria vettura anche con zero punti, e tale novità rovina un po' la difficoltà generale, che a livello normale (che il gioco chiama "Normale Rampante Follia") rimane comunque interessante, specialmente dopo i primi due blocchi della carriera. A proposito, la modalità principale è suddivisa in oltre sessanta diversi eventi, per una longevità davvero di tutto rispetto. Le mappe presenti non sono da meno e, composte da diverse aree ciascuna, garantiscono un numero davvero elevato di livelli. Ricordatevi poi che non si tratta di circuiti nel verso senso della parola, ma gli stage sono costruiti per essere esplorate praticamente come un adventure su ruote. L'esplorazione è parte integrante di Carmageddon: più conosci il livello in cui ti trovi, più hai possibilità di vincere anche se ti trovi in svantaggio. Proprio per questo, tra le varie modalità, troverete anche la semplice esplorazione libera, in modo da andare a caccia di segreti in tutta tranquillità. A rendere le cose ancora più imprevedibili ecco novanta diversi power-up, non tutti utili, alcuni persino antipatici. Tipo il salto del canguro, che farà rimbalzare il vostro mezzo fino a quanto l'effetto non sarà svanito: immaginate di prendere questo power-up a un passo dal traguardo, sperando che sia un turbo in grado di fare la differenza, precipitando in un vortice di imprecazioni e le risate. Ecco, Carmageddo fa ridere davvero, e tanto, specialmente in multiplayer. Online è possibile entrare in una partita in corso o crearne una da zero; scegliendo quest'ultima opzione sarà possibile mettere in piedi un evento singolo o una serie di eventi, cambiandone anche alcune caratteristiche, come giri necessari per vincere e altre semplici opzioni.A parte qualche mancato collegamento, l'esperienza in rete è stata molto positiva, specialmente in un destruction derby tutti contro tutti che in quindici minuti ha visto il risultato cambiare radicalmente almeno dieci volte (il fatto che guidassi una specie di Polo Wolkswagen Anni' 90 ha reso tutto più bello, devo ammetterlo).

Tecnicamente il gioco non è certo dei migliori: c'è un po' di simulazione fisica sotto al cofano di Carmageddon Max Damage, ma questo non giustifica la mancanza di dettaglio e la semplicità generale delle scenografie. Si vede insomma che Max Damage non è un gioco con budget faraonici, ma almeno scorre che è un piacere. C'è un'altra cosa molto bella di questo titolo: gli sviluppatori, ben sapendo che ogni momento del loro gioco può dare vita a sequenze straordinaria, hanno inserito un sistema di replay/photomode attivabile con la semplice pressione di un tasto, in modo da montare e pubblicare i propri replay praticamente in tempo reale.

Carmageddon: Max Damage Ma quale nostalgia e nostalgia: Carmageddon rimane un gioco unico, e per questo assolutamente meritevole della vostra attenzione anche se non c'eravate ai tempi dell'originale. Graficamente non sarà al top, ma Max Damage è pieno di modalità, ha una carriera lunghissima, tre livelli di difficoltà e una modalità online che funziona alla grande (in questo genere di produzioni mai dire mai!). Se volete mettervi davanti alla Tv con l'obiettivo di divertirvi senza complicazioni, nonostante qualche caricamento più lungo del solito che vi farà storcere il naso, con Max Damage raggiungerete sicuramente l'obiettivo. Forse il prezzo è ancora un po' elevato, forse questa uber-violenza ha perso completamente l'appeal di un tempo, ma il gameplay c'è, e funziona ancora come un orologio... ma pronto ad esplodere!

7.5

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