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Proviamo il nuovo gioco degli autori di Castle Crashers!

Recensione Celestial Mechanica

Il platform old school di Roger Hicks e Paul Veer!

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

Da diversi anni ormai il retrogaming ha preso sempre più piede su personal computer e molte vecchie glorie del passato vengono ancora oggi commercializzate su e-store come Steam e Good old Games. Segno che questi titoli ancora oggi hanno un alto valore in materia di (ri-)giocabilità e che forse qualcosa è stato perso per strada nello sviluppo dei titoli moderni.
Alcuni sviluppatori indie hanno accolto a braccia aperte questa nostalgica moda videoludic,a sviluppando progetti che mescolano il vecchio ed il nuov:e ne è una prova l’ottimo Gemini Rue. Celestial Mechanica segue le stesse orme riproponendo un platform vecchio stile molto simile per certi versi a quelli che si potevano trovare nella prima metà degli anni novanta sulle console a 16 bit.

Racconti Alieni

Roger Hicks e Paul Veer sono le uniche due persone che hanno contribuito allo sviluppo di questo titolo vecchia scuola. L’ambientazione ci vede in un futuro prossimo dove la Terra è sull’orlo della distruzione a causa delle numerose guerre perpetrate dall’umanità. Proprio in questa situazione difficile, ecco comparire una misteriosa razza aliena con l’intenzione trarre in salvo il nostro pianeta. Cento anni dopo questi eventi, nei cieli del mondo si erge una struttura misteriosa chiamata dagli umani “Celestial Mechanica”. Il gioco comincia qui, con l’improvvisa caduta dai cieli del protagonista extraterestre, che dovrà farsi strada sulla Terra per ricongiungersi ai suoi simili su Mechanica. Persino l’introduzione è un chiaro riferimento al ventennio scorso. Non ci sono voci narranti, né filmati, ma solo una serie di sintetiche “diapositive” commentate che illustrano una trama che funge solo da contorno a quello che è il vero fulcro di ogni titolo old-school che si rispetti: il gameplay.

Tra vecchio e nuovo

Celestial Mechanica si propone fin da subito come un platform veloce e scattante, simile nel ritmo degli spostamenti all'immortale avventura del porcospino blu. Diversamente dal Sonic d'antan, tuttavia, i livelli sono strutturati a schermate indipendenti e separate, come le mitiche avventure di una volta (Another World o Flashback). Inizialmente i movimenti del personaggio si limitano solo allo scorrimento orizzontale e, per superare i diversi ostacoli che si frappongono fra noi, sarà necessario andare alla ricerca di numerosi potenziamenti, quali ad esempio la capacità di salto, l’abilità di levitare in caduta o quella di poter spostare alcuni oggetti. Benché per proseguire sia necessario di fatto acquisire queste abilità, abbiamo la possibilità di muoverci liberamente per la mappa di gioco, esplorandola per saziare la nostra curiosità. L'avanzamento, insomma, è scandito da un costante backtracking, che ci conduce avanti e indietro per gli scenari, sbloccando progressivamente nuove aree che si possono raggiungere con le nuove capacità del protagonista.
Vi sono ovviamente diversi nemici e numerose trappole mortali che attentano alla vita del nostro eroe extraterrestre. Queste spaziano dai soldati armati di fucili laser alle classiche “buche puntute” in stile Prince of Persia “classe '89”. Per quasi tutta la durata del gioco, tuttavia, il nostro alieno non ha né abilità offensive, ne difensive: anche i nemici, quindi, si tramutano in insidie da superare sfruttando i salti rapidi e la prontezza di riflessi. Sia che ci sparino addosso globi d'energia da evitare quasi "ritmicamente", sia che ci minaccino con missili a ricerca, gli stessi avversari sottolineano la filosofia alla base del prodotto, che vede nel salto preciso e inappuntabile il suo cardine. Solo durante le parti finali si riceve un’abilità che permette di afferrare i proiettili avversari per poi restituirli al mittente.
Globalmente, insomma, Celestial Mechanica è un titolo in cui abbondano sessioni che richiedono salti e doppi e balzi precisi al centimetro, per un gameplay che rappresenta un chiaro tributo al platform d'epoca. Anche difficoltà è molto accentuata, smussata in parte da un sistema di checkpoint che ammorbidisce il trial and error titolo vecchio. Vista l’alta difficoltà di gioco -siamo morti circa un migliaio volte per completarlo- questo risulta un espediente utile, che viene incontro al giocatore per lenire la frustrazione.

Tecnica Celeste

Dal punto di vista del level design Celstial Mechanica ricorda visivamente i primi Sonic della Sega, anche se in una versione decisamente "minimalista". I singoli quadri sono costruiti con mattoni quadrati, e appena qualche elemento di sfondo, accennato da pochi pixel. Le diverse ambientazioni presenti nel mondo di gioco sembrano un chiaro rimando agli elementi naturali (Terra, Acqua, Fuoco e Aria), e tutto sommato, nonostante un colpo d'occhio molto spartano, questo contribuisce a dare la giusta varietà e freschezza al titolo, evitando di annoiare il giocatore costretto di fatto a peregrinare avanti e indietro più e più volte. Minimale è anche la complessità architettonica degli stage, tutto sommato molto lineari, che sfruttano in fondo l'espediente del backtracking reiterato per nascondere (con successo) un'ispirazione che va e viene. Del resto la semplicità di fondo, per un mondo che resta costruito interamente "a blocchi", sfocia in certi casi in una eterea piattezza e uniformità di situazioni.
Dal punto di vista delle animazioni il lavoro svolto è altalenante. Alcune, come il salto e la corsa, risultano ben riuscite nella loro semplicità, ma altre purtroppo appaiono piuttosto legnose. La cura non sempre meticolosa nella realizzazione traspare ad esempio nella totale assenza di un'animazione per la morte, che consiste in una semplice dissolvenza del personaggio.
Per quanto riguarda la longevità prevediamo una media di circa 4 ore per arrivare a sconfiggere l’unico boss finale. Purtroppo, non vi è alcun valore aggiunto in materia di rigiocabilità, visto che il titolo non offre collezionabili o altri incentivi.

I requisiti di Celestial Mechanica sono talmente accessibili che pensiamo possa essere giocato anche su macchine decisamente vetuste, e non prevediamo problemi di nessun tipo per riuscire a farlo girare. Tuttavia, dobbiamo precisare che la visualizzazione a tutto schermo ci ha fatto incappare in alcuni problemi tecnici, come un'ingiustificata latenza nell'interpretazione dei comandi, momenti di disorientamento a causa dei movimenti incerti della telecamera di gioco e la visualizzazione di alcuni pixel eccessivamente sgranata -persino la lettura a schermo dei dialoghi ne risente. Il sistema di prova aveva una risoluzione del desktop a 1920x1080, su sistema operativo windows 7 a 64 bit.
Per fortuna la modalità in finestra ovvia a tutti questi problemi, ma costringe a giocare a risoluzioni molto più piccole rispetto a quelle del monitor, e forse questo è un segno che il titolo fosse inizialmente pensato per le console portatili.
Il comparto audio merita invece alcune righe. Se gli effetti sono tutto sommato discreti, è nella colonna sonora creata da Paul Veer che abbiamo provato un vero e proprio senso di stupore. Ci sono in tutto 7 brani orchestrati con una maestria tale da far rimanere di sasso, considerando la natura e lo sviluppo del titolo. Durante le fasi di gioco sarà anche possibile incontrare un personaggio che ci permette di scegliere quale brano ascoltare e vi consigliamo vivamente di spulciare tutto il catalogo!

Celestial Mechanica Celestial Mechanica è un buon platform, che mescola fascinazioni tipiche dell'era 16 Bit con una progressione "a stanze" ancora più datata. Considerata la difficoltà sempre accesa, riuscirà regalare ai nostalgici qualche ora di divertimento, senza tuttavia tediare il videoplayer. Se sapete guardare oltre i difetti tecnici e tenete a mente una longevità un po’ scarsa, ma tutto sommato accettabile visto che il prezzo di vendita è di soli 5$ (circa 3,70€), prendetene tranquillamente in considerazione l’acquisto. Nonostante lo stile molto minimale (ma comunque efficace), la colonna sonora d'eccezione, perfettamente contrappuntata da repentini silenzi che calano come una lama sulle eccelse fascinazioni sonore, è un valore aggiunto da non sottovalutare.

7

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