Recensione Champions of Anteria

Nato come spin-off della saga di The Settlers, Champions of Anteria è stato trasformato da Ubisoft in un titolo autonomo: ecco la nostra recensione.

Versione analizzata: PC
recensione Champions of Anteria
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  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nato inizialmente come uno spin-off della saga di The Settlers, Champions of Anteria è stato trasformato da Ubisoft in un titolo indipendente e autonomo, con una sua mitologia ed un immaginario fresco e leggero. Il gioco, disponibile esclusivamente in versione digitale, si colloca nello stesso filone di Mighty Quest for Epic Loot, prodotto che qualche anno fa ebbe un buon successo, ma che proprio in questo periodo sta arrivando alla fine dei suoi giorni (salutando i pochi giocatori che ancora lo frequentano con la chiusura ufficiale dei server). Anche Champions of Anteria vuole essere insomma un prodotto spiritoso, incline alle frivolezze, intriso di un umorismo guizzante che faccia da cornice alle meccaniche di gioco. Sul fronte del gameplay, il titolo si presenta come un GDR con visuale isometrica, in cui le fasi d'azione vengono però intervallate da una componente gestionale, che ci impone di ricostruire e amministrare il regno di Anteria. Un mix che, sulla carta, è in grado di mandare in visibilio gli appassionati di Giochi di Ruolo all'occidentale, ma che -scesi sul campo di battaglia - si scontra con limiti strutturali abbastanza evidenti.

Un regno da ricostruire

Anteria era una landa pacifica e rigogliosa, almeno fino a quando le Chiomefredde non hanno avuto la bella idea di scendere dal gelido Nord e mettere a ferro e fuoco tutti i villaggi del regno. I vichinghi non sono però l'unica minaccia a preoccupare Anteria, e dal caldo Ovest anche le popolazioni nomadi sono interessate ad espandersi. Stretta in una morsa che sembra non lasciarle scampo, la terra di Anteria invoca l'aiuto di alcuni valorosi eroi, pronti a riportare ordine e a far pagare con il sangue le malefatte dei barbari. Non aspettatevi però una storia epica e rombante, perché la rivalsa del regno viene raccontata con toni molto scanzonati, da un narratore incline alle freddure e attraverso schermate con uno stile altrettanto spiritoso (che ricorda vagamente i fasti di Warcraft 3). Le stravaganti personalità degli eroi e le loro improbabili storie personali riescono a strappare un sorriso e delineare il tono della produzione, sempre molto leggero anche durante le battaglie, visti i commenti sopra le righe dei nostri prodi combattenti. A livello ludico, Champions of Anteria si presenta come un tradizionale cRPG, con visuale isometrica ed un gameplay che ricorda quello dei grandi classici sviluppati con l'Infinity Engine (o dei "revival" più recenti del calibro di Pillars of Eternity). Alle fasi di battaglia, però, fanno da contraltare le ispirate sezioni gestionali, che ci richiederanno di ricostruire dalle fondamenta il regno, partendo da un piccolo insediamento e allargando via via i confini fino a riprendere il controllo di tutta la valle. Ogni turno di gioco, insomma, si divide in due fasi distinte: da una parte abbiamo le spedizioni degli eroi, grazie alle quali possiamo conquistare nuovi territori o difendere quelli in nostro possesso dagli attacchi delle tribù nemiche; dall'altra i momenti più riflessivi, in cui dobbiamo costruire nuove strutture e posizionarle nei distretti della città. La componente "amministrativa" è comunque molto semplice: bisogna costruire torri e fortificazioni per ampliare il villaggio, erigere case per attirare cittadini, e poi mandarli al lavoro fornendo loro luoghi adatti alle varie mansioni. La costruzione di una fattoria vi garantirà risorse naturali ad ogni turno, mentre una miniera produrrà invece materiali ignei, ed una cava vi garantirà mattoni utili ad espandervi ulteriormente. L'obiettivo, nella fase gestionale, sarà quello di posizionare con attenzione le varie strutture, in modo da massimizzarne il rendimento: oltre a dare un occhio alla tipologia dei vari distretti cittadini (alcuni potrebbero infatti garantire dei bonus a certi tipi di attività), bisogna stare attenti a non costruire nella stessa area due edifici che possono entrare in conflitto, rendendo meno efficace l'estrazione delle risorse. Si tratta di un compito generalmente molto facile, e non è certo la fase strategica a rappresentare la complessità principale di Champions of Anteria.

Sebbene non richieda di porre attenzione al mantenimento degli edifici e si riveli meno elaborata rispetto a quella di altre produzioni, questa sezione resta comunque importantissima: non solo per veicolare un ottimo senso di progressione, ma anche perché è legata a doppio filo con le sequenze d'azione e con lo sviluppo dei personaggi. L'accumulo di risorse permette infatti di creare, all'interno di appositi edifici come la capanna del fabbro o dell'alchimista, una vasta gamma di oggetti che possono essere usati in battaglia: baliste da posizionare sul terreno per bersagliare le ondate di avversari, pozioni curative, ma anche armi e armature più potenti, con cui bardare i nostri eroi. La possibilità di creare questi oggetti va però sbloccata, spendendo all'interno di un Tech Tree dei "Punti Fama" che si guadagnano ad ogni turno, a seconda del numero di territori controllati. Il numero di ricerche effettuate ha un effetto diretto anche sul livello del nostro castello e, di conseguenza, su quello degli eroi: ogni due livelli guadagnati sarà possibile scegliere un'abilità extra per gli intrepidi difensori del regno. Il sistema di crescita e sviluppo del villaggio, insomma, è davvero ben strutturato e interessante, e così tanto spazio gli abbiamo dedicato perché rappresenta la parte più riuscita della produzione. Il team di sviluppo è stato capace di intrecciare le sorti di Anteria con quelle degli eroi che la difendono, studiando meccanismi ben oliati che rendono stimolante l'allargamento dei confini del regno, così come tutta la fase preparatoria legata alla costruzione di ordigni, pozioni ed equipaggiamento.

La noia dello scontro

Purtroppo le cose si fanno molto meno interessanti quando si scende in campo. Prima di partire per una spedizione possiamo selezionare un tris di eroi da portare in battaglia. Inizialmente ne avremo a disposizione solamente tre, ma un'altra coppia di intrepidi condottieri si unirà ben presto alla causa. Ciascuno dei nostri combattenti avrà un'affinità elementale da tenere in debita considerazione prima di avviare la spedizione. Il sistema di combattimento ruota infatti attorno a cinque elementi diversi, che stabiliscono punti di forza e debolezze di qualsiasi creatura. Il ferro, quindi, batterà l'elemento naturale, che batterà il fulmine, che sarà a sua volta superiore all'acqua, in una struttura non solo molto classica, ma anche discretamente "prepotente": cercare di battere un nemico dell'elemento avverso risulta spesso uno spreco di energie, costringendo il giocatore a consumare troppe pozioni curative. Questo rende la componente tattica molto spicciola, dal momento che per avere la meglio è sufficiente utilizzare un eroe dell'elemento opportuno, schierare in campo la giusta torretta (ci sono lanciafiamme e "idranti" in grado di sparare getti d'acqua), oppure cambiare momentaneamente l'affinità di uno dei condottieri grazie ad un'apposita pozione. Il problema principale di Champions of Anteria, tuttavia, non è neppure la banalità del substrato tattico, quando più il ritmo davvero soporifero delle battaglie.

Gli eroi si trascinano sulla mappa di gioco ad un passo davvero troppo lento, ed anche la più semplice delle scaramucce con un lupo selvatico si trasforma in un'interminabile andirivieni di colpi e attacchi speciali, tra una pausa tattica e l'altra. Le fasi d'azione, insomma, sono tediose e poco stimolanti: non solo perché il sistema elementale richiede di affrontarle in maniera molto meccanica e per nulla creativa, ma anche perché gli incarichi sono spesso poco ispirati e molto ripetitivi. È un vero peccato che il titolo inciampi proprio sulla qualità degli scontri, di fatto minando alla base la solidità di uno dei due pilastri ludici che dovrebbero sorreggerlo.

Champions of Anteria Champions of Anteria è un titolo con ottime trovate di design e qualche problema strutturale di troppo. Al di là del tono divertente e divertito, il gioco si presenta come un prodotto bifronte, diviso tra una componente gestionale ed una idealmente più movimentata, a metà fra uno strategico in tempo reale ed un cRPG d'altri tempi. Il modo in cui queste due sezioni si intrecciano è ben congegnato e intrigante, ma le battaglie non funzionano come dovrebbero: lente, noiose, ripetitive anche per colpa della monotonia degli incarichi. Se siete appassionati del genere, in ogni caso, dategli un'occhiata: la creazione del villaggio e l'amministrazione dei territori circostanti saprà darvi più di una soddisfazione, spingendovi a giocare nonostante il ritmo claudicante degli scontri. Complessivamente, diremmo che Champions of Anteria rappresenta un buon inizio. Se Ubisoft vorrà credere nel progetto, in futuro questo nuovo “brand” potrebbe garantirci qualche discreta soddisfazione.

7

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