Recensione Chantelise: A Tale Of Two Sisters

Arrivano gli indie giapponesi, grazie a Carpe Fulgur!

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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Come molti sanno, il Giappone è terra di videogame. Meno giocatori però conoscono il panorama dei giochi indipendenti giapponesi -i cosiddetti doujin-, un grande calderone oscuro ai più ancora tutto da scoprire. Quelli di Carpe Fulgur, sviluppatori indie americani, hanno avuto la bella idea di portare da noi una serie di titoli nipponici a basso budget, selezionandoli, traducendoli e bilanciandoli per il differente pubblico occidentale. Dopo quel Recettear che ebbe davvero un discreto successo grazie all'ibrido action-gestionale, Chantelise è il loro secondo titolo, anche se antecedente al primo in termini di sviluppo originale.

Link con gli occhioni

Chantelise è un dungeon crawler action in cui si impersonano due sorelle: Chante è stata trasformata per qualche motivo ignoto in una fata dai poteri magici e starà ad Elise cercare di rimuovere la maledizione che la affligge e farla tornare umana, cercando una strega che sembrerebbe in grado di rimettere a posto le cose. Dall'impostazione in terza persona, il gioco è strutturato nella maniera più classica possibile: un dungeon dopo l'altro, affronteremo boss di dimensioni ragguardevoli per giungere allo scontro finale. La progressione è totalmente lineare e i dungeon hanno una struttura a stanze, proprio come nel famoso Zelda di Nintendo. Una volta sconfitti tutti i nemici di una stanza ed eventualmente superato uno dei semplici enigmi ambientali presenti -che spaziano da piattaforme da raggiungere a oggetti da colpire-, potremo procedere a quella successiva. Collegando il joypad -impensabile giocarci via tastiera- avremo pochi tasti a disposizione, solo due tipi di attacco, il tasto per saltare e le due leve analogiche per muovere telecamera e protagonista. Il primo tipo di mossa prevede l'uso della spada di Elise in puro stile button-mashing. Le combinazioni in questo caso sono piuttosto limitate e prevedono solo due combo in totale, una aerea e una a terra. Le cose si fanno un pò più interessanti sapendo che tramite la pressione di salto e attacco fisico effettueremo una schivata, essenziale per affrontare miniboss e situazioni al limite del critico. Si perchè se c'è una cosa su cui punta Chantelise è la quantità di nemici a schermo. Nelle stanze saremo letteralmente sommersi di mostri dalla natura più disparata che offrono a dir la verità un comportamento e un approccio ben diversificato tra loro che obbliga i giocatori a sfruttare fino all'osso le poche mosse a disposizione. Come i più attenti avranno già notato dai video e dagli screen, molte delle entità con cui avremo a che fare sono in tutto e per tutto identiche a quelle di Recettear. Non è un caso che sia così, dato che i programmatori doujin sono gli stessi. Tuttavia la varietà viene un pò a mancare se si proviene dall'altro titolo. In ogni caso tra occhi volanti, blob, cavalieri e scheletri avremo parecchio da fare per combinare le diverse azioni e sopravvivere all'orda di mostri che incontreremo, dato che ad esempio bisognerò alternare combo in salto per colpire gli occhi volanti ad aggiramenti per colpire i cavalieri da dietro.
Per fortuna ci verranno in aiuto anche i poteri magici di Chante, la sorellina fatata, che sarà in grado -premendo l'apposito tasto- di scagliare magie a destra e sinistra. Il sistema in questo caso è piuttosto inusuale: i nemici lasceranno per terra una volta uccisi delle gemme che potremo raccogliere (massimo 6) di quattro colori differenti. A seconda delle combinazioni di colore e di quanto terremo premuto il tasto per lanciarle avremo effetti a schermo che generano combo sempre diverse. A ogni colore è associata una proprietà elementale: verde per il fulmine, rosso per il fuoco, blu per il ghiaccio e giallo per le abilità di difesa (tendenzialmente scudi di vario tipo). In termini di gameplay ci faremo strada tagliando a fette gli avversari fino ad accumulare un certo numero di pietre del colore appropriato alla magia da lanciare e finire i rimanenti mostri tramite la magia. Una barra con la sequenza di pietre che stiamo per usare comparirà in basso a sinistra, strettamente dipendente dall'ordine in cui queste gemme verranno raccolte. Dovremo quindi stare attenti al territorio: quando il numero di nemici sarà soverchiante -ben presto- non sarà facile raccogliere le gemme nell'ordine giusto per lanciare la magia desiderata. Alla lunga questo sistema che non permette, magari in un momento di pausa, di riarrangiare l'ordine delle pietre risulta davvero scomodo e ha più di una volta compromesso i nostri avanzamenti nel dungeon perchè ci mancava lo scudo adeguato o la spell propizia. Le combo in ogni caso coinvolgono inizialmente una o due gemme (più si tiene schiacciato il pulsante, più gemme vengono usate), fino a un massimo di quattro verso la fine del gioco.
Il combat-system, vero cuore del gioco, risulta comunque divertente e appagante anche se la gestione della telecamera è una delle peggio implementate con cui abbiamo avuto modo di giocare. Il problema in questo caso è che alle leve analogiche corrisponde un movimento digitale a schermo: in pratica la sensibilità degli spostamenti non è calibrata su quanto muoviamo la levetta, ovvero il personaggio e la telecamera o si muovono o rimangono fermi, senza alcuna via di mezzo. Alla lunga sicuramente ci si abitua a un simile sistema, ma anche in questo caso, come epr l'ordine di raccolta delle gemme, nelle situazioni più concitate sarà davvero dura gestire adeguatamente i comandi in relazione ai mostri da affrontare.

La ridente Town

Base per ogni nostra avventura sarà la gioiosa città di Town in cui sono presenti diversi personaggi con cui limitatamente interagire e uno shop in cui acquistare equipaggiamenti vari. L'inventario è molto semplice: l'arma di Elise rimarrà sempre la stessa per tutto il gioco ma potremo imberla con speciali gemme ricalcanti quelle usate da Chante per aggiungere effetti elementali. In alternativa potremo equipaggiare altri oggetti, come scudi, guanti e medaglioni per incrementare le statistiche della nostra eroina. Le stesse statistiche aumenteranno anche al passaggio di livello della protagonista in modo prefissato. La varietà di equipaggiamenti è abbastanza standard e offre un buon mix a seconda che il giocatore voglia concentrarsi su attacchi magici o fisici, anche se di certo non ci troviamo all'immenso parco oggettistico di Recettear. Utile in questo senso portarsi dietro diversi upgrade per affrontare situazioni e nemici imprevisti soprattutto negli ultimi due dungeon del gioco.
A questo proposito è bene tornare a descirivere la struttura generale di Chantelise. Infatti esistono in tutto solo quattro dungeon, più un quinto bonus e una modalità detta survival in cui affronteremo casualmente tutte le stanze di fila. La difficoltà è tarata decisamente verso l'alto e non importa quanto siete avvezzi allo stile action: dovrete sudare parecchio prima di raggiungere il boss finale. Alla vostra inevitabile morte, dovrete ricominciare ogni dungeon da capo, potendo però saltare le stanze già fatte senza dover rieptere le azioni che han portato allo sblocco di quella successiva. Dobbiamo ammettere che la varietà delle situazioni è ben calibrata e gli ambienti, nella loro spartanità, sono molto ben congegnati e offrono diversi scorci affascinanti anceh se di certo poco dettagliati.
A questo proposito, il comparto tecnico si può definire solo con una aprola: datato. I nemici e i personaggi sono costituiti da semplici sprite, mentre gli ambienti e i boss da pochi poligoni. In questo caso, a risollevare la produzione, entra in gioco l'innegabile fascino che esercita lo stile superdeformed tipicamente giapponese, ben stilizzato anche nella povertà tecnica a schermo. Peccato però che il motore di gioco soffra di un tearing davvero pesante (tanto che non basta forzare il vsync dai driver), risolto in parte mettendo un tetto massimo ai frame del gioco perchè non vada oltre i 30, tramite le opzioni. Assenti infine le risoluzioni widescreen che, se forzate, modificano l'immagine in uno stretch brutale. Sicuramente ci aspettavamo di più da una apposita conversione per il mercato occidentale sotto il profilo tecnico, anche se come lato positivo Chantelise gira su più o meno qualunque macchina in circolazione. Altalenante infine il comparto audio, con motivetti ripetitivi e festosi che vengono un pò a noia alla lunga ed effetti sonori da dimenticare da quanto irritano il giocatore - terribile quello che segnala la morte imminente.

Chantelise: A Tale Of Two Sisters Come mai quindi non sferzare l'amara frusta della bocciatura su Chantelise, dopo quanto scritto? Il motivo è semplice: Chantelise è divertente nella sua semplicità, complici il livello di difficoltà elevato e l'impronta inusuale di gioco. La meccanica principale è quella del grinding e del trial and error che alla morte riporta alla città, mantenendo però esperienza e oggetti acquisiti. Più che un'avventura da vivere dall'inizio alla fine, siamo quindi di fronte a un arcade, dove dovremo massimizzare le abilità e gli oggetti per poter procedere, accumulandole per riaffrontare le stesse stanze diverse volte. Pubblicare un prodotto simile sul mercato occidentale è sicuramente rischioso per chiunque dato l'approccio totalmente giapponese dello stile di gioco. Ma questo è anche il maggior punto di forza di Chantelise, una novità nel panorama e una ventata di freschezza che potrebbe (anche grazie al prezzo molto ridotto di 7 euro) conquistare ben più di un giocatore magari non avvezzo ai doujin. Nell'attesa di provare il terzo titolo in traduzione e rielaborazione negli studi Carpe Fulgur -ovvero Fortune Summoners- consigliamo comunque a tutti di scaricare la demo per provarlo, perchè il button-mashing non è certo molto in voga su PC, così come le atmosfere scanzonate anime-style che già godono di numerosi fan tra il nostro pubblico.

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