Recensione Chivalry: Medieval Warfare

Dopo tre anni dalla pubblicazione su PC , il combattimento medievale secondo Torn Banner Studio arriva su PlayStation 4 e Xbox One, pubblicato da Activision. E' ora di scendere nell'arena.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Chivalry: Medieval Warfare
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

«Possiate perdonare quest'umile cavaliere, se si presenta in tal guisa al vostro cospetto, Maestà. Chiedo umilmente udienza e soccorso alla vostra magnificenza, per un fatto assai strano accadutomi poc'anzi. Ch'io possa morir impalato su di una picca s'io non dico il vero, vostra grazia, ma ho scansato l'idea di interpellare i miei compagni d'arme a riguardo, per evitar le beffe de' più ribaldi, nè m'azzardo a tediare il mastro guaritore senza prima informare sua Maestà il mio Re, sulla salute del suo primo cavaliere. Accadde la scorsa mattina, prima d'affacciarmi dal dormitorio e scorgere i soldati in galloria per l'imminente festa domenicale.»

(Chivalry: Medieval Warfare è un action multiplayer competitivo, originariamente pensato per il mercato PC, uscito nel 2012 e accolto piuttosto bene, vista la carenza di videogame focalizzati sul combattimento all'arma bianca. Un anno dopo l'uscita, nel 2014, del porting per le console della scorsa generazione, passato piuttosto in sordina, il pupillo di Torn Banner Studios approda finalmente su Playstation 4 e Xbox One.)

Atto I: l'arazzo

«Non ebbi a sentir il gallo cantare per la terza volta, che trovossi le mie membra riposate di già avvolte nello freddo acciaio della corazza, in mano un'ascia bipenne ed eziandio una mazza ferrata. Sullo scudo l'effigie d'un guanto a guisa di pugno, sulla cotta di maglia la medesima effigie. Ed ecco che mentre m'avvedevo del mio armamentario, scendea dalla collina un cavaliere altrettanto armato, con fare di riotta, urlando roche invettive che si perdean nella fitta boscaglia.
"Badi bene, vossignoria, ch'io non rammento d'esser in lotta col vostro Re" feci per dire al rincagnato giovinotto, ma inceppata la favella presi ad urlare con voce altrettanto roca e a randellare finchè del suo corpo non si fece poltiglia. I compagni d'arme di quella battaglia che sempre più m'appartenea presero a darmi manforte, manco fosse in ballo il di loro onore.
A battaglia conclusa m'apparve come un arazzo pien d'epitaffi, che tutto alla vista celava, in alto il mio nome e quello de' miei compagni in arme, di fianco un macabro elenco, come un censo di morte. Non fu l'arazzo a turbare la mia quiete, nè il fatto che ogni cosa alla vista sembrava tutt'altro che vero e reale, dalle forme taglienti degli alberi e dei legni delle catapulte, fino ai soldati che fra lor si somigliavan tantissimo, nè che tutto muovevasi sovente a singhiozzi, come quando di sera, alla taverna di corte, si solleva qualche boccale di troppo, quanto ciò che accadde nella battaglia che s'apprestava.
»

(Tutte le modalità di gioco sono state riproposte pedissequamente dalle precedenti versioni, così come le semplici meccaniche di gioco. Tuttavia le lacune del porting sono fin troppo evidenti, soprattutto per chi si aspettava un prodotto tecnicamente proporzionato agli standard attuali: improvvisi cali di framerate, modelli poligonali eccessivamente spigolosi, texture poco dettagliate e animazioni spesso poco fluide. Un vero peccato, perchè con qualche ritocco al posto giusto, Chivalry avrebbe trovato uno spazio ben più ampio nel mercato dei multiplayer competitivi.)

Atto II: il serpente

«Dalla rena ai miei piedi mi accorsi subito d'esser finito sotto le tribune dei grandi ludi, nel pieno d'una zuffa scomposta e piuttosto violenta, in cui tutti se le davano di santa ragione, in barba alle regole d'onor di cavaliere. Nella mischia alabardieri, sudici tagliagole e financo arcieri, che si muovevan lesti ma le prendevan più di tutti, e un imponente cavaliere. Avanzava minaccioso verso le mie membra tremolanti, facendosi strada fra colonne che sputavan lingue di fuoco. Mi parea come il rivale d'una vita intera di battaglie, in una corazza nera come la pece, sul capo un elmo cornuto, scuro in volto come un demonio. Miserando fato! Ricordavo anco il suo nome, anzi, per qualche assurda diavoleria esso era inciso nell'aere, proprio sopra quell'elmo terrificante: "SolidSnake89". Ed ecco che in un sol colpo del suo martello il mio elmo andava in frantumi, e con esso il mio capo. Giacevo con quel che rimanea delle mie membra nella rena rovente e presi a pensare: "qual disdetta, cadere vittima del martello dello solido serpente, dopo una vita di sol vittorie" ma presto m'avvedei d'esser ancora vigile. Mi levavo lentamente sopra il mio corpo inerme, come in uno dei deliranti racconti di quello sciamano un po' toccato, che vive in una baracca poco fuori dalle mura, mentre il ribaldo cavaliere si facea beffa dei miei resti, sfiorandoli più volte con le sue sudice pudenda. Un battito di ciglia e fui di nuovo in piedi, di nuovo vivo e quanto mai galvanizzato, ad avanzare verso il nemico, che nel contempo trucidava un povero alabardiere che gli dava le spalle. Piombato sull'oscuro combattente lo mandai in pezzi come un macellaio con l'indifeso agnello, e dalla gola cui poco prima pendea un malconcio moncherino, presero a tuoneggiare quelle ormai familiari urla di guerra.»

(Sebbene ridimensionati dall'assenza del Workshop di Steam, i contenuti del porting restano su livelli più che discreti, sia per quanto riguarda la varietà delle mappe, sia per il quantitativo di armi utilizzabili. Discorso a parte per le armature, che riescono a differenziarsi solo grazie agli schemi cromatici selezionabili dal menu di personalizzazione; per spiccare sugli altri giocatori con armature bizzarre ed appariscenti, sarà infatti necessario mettere mano al portafogli e regalarsi qualche bel DLC.)

Atto III: l'orda

«Senza che potessi riposare -non che il mio corpo temprato da mille battaglie lo richiedesse- mi ritrovai in un qualche fetido sotterraneo, assieme ad improvvisati commilitoni, che portavan sulle corazze vessilli a me sconosciuti, armati come me d'una piccola lama e in visibil fermento. Sulle pareti quattro manichini portavan fieri diversi tipi di armatura, che potevansi indossare al solo sfiorarle con un dito, senza l'aiuto dello stalliere. D'un tratto dei cancelli si levarono senza che alcuno li toccasse, e dagli oscuri corridoi corsero raccapriccianti creature mai viste nè sentite, se non nei racconti di qualche folle menestrello. Mucchi d'ossa senza carne in fiera e disegual tenzone sfidavano lo sparuto gruppo di cavalieri in un'indocile ressa all'ultimo sangue. Sconfitta l'orda di spaventosi esseri, scorsi una strana statua luminosa in lontananza, l'effigie d'un mite e altrettanto rassicurante combattente, che con pietrosa stoicità assisteva al massacro. Essa, par strano dirlo, mi diede un'arma ben più letale di quella punta arrugginita che portavo. Poi si levaron di nuovo i cancelli e grasse ed unte figure verdastre presero d'assalto me e l'altri cavalieri, e così per ore, braccati da creature sempre più infuriate, finchè non riapparve l'arazzo, e finalmente fui sveglio.»

(La vera novità della versione per console di ultima generazione è la modalità "orda", non dissimile da quelle già viste in titoli analoghi. Nulla di innovativo, nessuna variazione sul tema, solo un gradito surplus per sopperire alla totale assenza di modalità di gioco singleplayer degne di nota.)

Chivalry: Medieval Warfare «Posso giurarlo sul sacro mio onore di cavaliere, Maestà, ritornato in me da quella curiosa visione, la mia spada era ancora madida del sangue del nemico. Chiedo consiglio alla vostra infinita saggezza, mio Re, non domando uno dei rimedi del mastro curatore, nè i miracolosi cataplasmi dell'erborista, solo se fra le vostre infinite conoscenze vi è qualche buon uomo che di queste visioni s'intende, e che possa consigliarmi un buon metodo per ripeterle, perchè tanto m'hanno intrattenuto. Ohibò che accade? Guardie! Portate rispetto al primo cavaliere del Re! Donde mi state portando?» (Nonostante le evidenti carenze tecniche del porting, Chivalry: Medieval Warfare, con le sue violentissime carneficine, riesce a divertire non poco. Un acquisto tiepidamente consigliato a chi preferisce le scazzottate in armatura al pavido cecchinaggio, ma soprattutto a chi riesce a tirar fuori del sano divertimento anche da titoli che graficamente non sono proprio al passo coi tempi.)

6.8

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