Recensione Chronology

Un platform indie che vuole seguire la scia di Braid

Versione analizzata: PC
recensione Chronology
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Nonostante significativi titoli come Cave Story (2004) o Aquaria (2007) fossero già stati pubblicati, così come alcuni splendidi lavori "sperimentali" di Jason Rohrer avessero da tempo iniziato a dilatare i confini linguistici del mezzo videoludico, è probabilmente con l'uscita di Braid (2008) che il panorama indie cambia per sempre. Dopo il successo dell'opera di Jonathan Blow le piccole produzioni divengono sempre più spesso strumenti attraverso i quali giovani autori danno voce alla loro urgenza espressiva, attraverso storie raccontate con un taglio che potremmo definire "intimista". Titoli come Limbo o Lucidity sono la dimostrazione lampante di un approccio "personale" alla costruzione di un progetto ludico. Il principale merito di Braid non stava, però, nella qualità della sua criptica (ed alquanto fumosa) narrazione, quanto nel sinergico rapporto tra racconto e gameplay. Attraverso una singolare meccanica, ovvero quella d'andare indietro il tempo per superare ostacoli e nemici, il gioco rappresentava il desiderio del protagonista di cancellare gli errori commessi nel passato, la disperata necessità di rimediare alle proprie colpe e trovare "sincronia" con il presente. Non c'erano cutscene ad interrompere il flusso di gioco, ma erano le stesse meccaniche ludiche a farsi veicolo narrativo. Coniugando narrazione e gameplay attraverso il medesimo espediente della manipolazione del tempo, Chronology è facilmente classificabile come una (tarda) derivazione del capolavoro di Blow.
Dopo uno sviluppo travagliato che ha portato alla chiusura dell'originario team (i Progressive Media), i danesi Osao Games sono riusciti a chiudere i lavori e a portare su Steam un titolo che mescola insieme platform a scorrimento orizzontale e puzzle game. Pur non facendo dell'originalità un proprio punto di forza, Chronology è un prodotto che cerca di rispondere ad una precisa domanda di mercato offrendo meccaniche ampiamente rodate, arricchite da uno stile grafico accattivante e coloratissimo.

Il tempo, la lumaca e l'inventore

L'avventura si apre con il più logoro dei cliché: il protagonista afflitto da amnesia. Nella breve sequenza introduttiva vediamo un anziano disteso al centro d'una radura; attorno a sé i frammenti sparsi d'una capsula andata in pezzi, come la sua memoria, mentre il mondo, sullo sfondo, è completamente in rovina. Poco lontano dal luogo in cui è rinvenuto, il nostro alter ego troverà uno strano orologio. Per associazione d'idee ricorderà d'essere un uomo di scienze e che quello strano aggeggio che permette di riavvolgere il corso della storia è una sua invenzione. Per salvare il mondo dalla catastrofe già accaduta dovrà tornare indietro nel tempo per rimediare agli errori commessi.
Lontano dalla convoluta narrazione di Braid, il racconto architettato dagli Osao Games scorre chiaro e lineare ma, al contempo, anche inconsistente e privo di mordente. Pur toccando i medesimi temi dell'opera di Blow (il rimpianto e la colpa), le modalità con cui essi vengono declinati rende i due lavori estremamente lontani. Chronology è la chiara dimostrazione di come non sia la suggestività del materiale narrativo a rendere nobile un racconto quanto lo "sguardo" con cui motivi ed elementi narrativi vengono rappresentati. I personaggi delineati dagli sviluppatori danesi non sembrano mossi da un autentico conflitto interiore ma solo dalla ferma volontà di fermare un "cattivo" del tutto privo di spessore. I dialoghi appaiono scritti in maniera frettolosa così come goffa è la descrizione del processo di recupero della memoria da parte del protagonista.

Se la narrazione non offre molti stimoli per proseguire l'avventura, il gameplay propone qualche spunto discretamente interessante per quanto non particolarmente innovativo. Il sistema di gioco ruota attorno alla meccanica della manipolazione del tempo. Con la pressione di un tasto potremo switchare tra passato e presente: vedremo intorno a noi il paesaggio mutare d'un tratto e allo splendore d'un progresso tecnologico ed architettonico al massimo del suo fulgore sostituirsi un "dopo" in cui una natura lussureggiante quanto selvaggia ha preso il sopravvento sulla civiltà, spazzandola via. Ai nostri andirivieni lungo la linea temporale sono legati gli elementi puzzle del gioco. Spesso, infatti, le strade che ci condurranno alla fine del livello non saranno percorribili nel presente, ma solo nel passato. Alcuni rompicapo prevedono l'uso di oggetti che troveremo nello scenario; questa meccanica si combinerà con l'espediente dei viaggi temporali per generare divertenti rompicapo. Potremo, ad esempio, modificare il presente nutrendo una pianta nel passato per trovarla cresciuta più in là nel tempo, al punto tale da poterla utilizzare come un ponte che unisca due sponde divise da un'altissima voragine.
Nonostante l'aspetto del protagonista riveli parecchi anni sulle spalle, il nostro buffo inventore è dotato d'una agilità che gli consente di compiere ampi balzi tra piattaforme e sporgenze. La fisica dei salti è una delle componenti meno convincenti del gioco, incapace di restituire il senso di gravità dei corpi e di rendere verosimili le collisioni. Ciò rende le meccaniche platform piuttosto "legnose" e poco soddisfacenti.

Altro elemento che compone l'offerta ludica di Chronology è la possibilità di guidare un secondo personaggio, una lumaca che pur priva dell'abilità di salto sarà capace di strisciare lungo le pareti orizzontali e verticali. Quasi in ogni istante ci sarà concesso alternare i panni dell'inventore con quelli della lumaca. Potremo utilizzare il guscio della nostra strisciante amica come punto d'appoggio per superare ostacoli altrimenti insormontabili o usufruire della sua peculiare abilità nel bloccare il tempo.
Tutti questi elementi si combinano per offrire una sfida che, sebbene tutt'altro che impegnativa, risulta comunque appagante, specie nelle fasi avanzate del gioco. Otto capitoli compongono l'intero arco narrativo attraverso cui si sviluppa il nostro viaggio. La brevità dei livelli unita al basso tasso di difficoltà determinano una longevità che si assesta intorno alle tre ore di gioco: decisamente bassa persino per un titolo venduto a prezzo "budget".
Si segnala inoltre la presenza di alcuni pesanti bug che, in un paio d'occasioni, hanno reso necessario il riavvio del livello rivelando un'insufficiente ottimizzazione del codice di gioco imputabile, quasi certamente, alle numerose vicissitudini che hanno travagliato questa piccola produzione indipendente. Possiamo solo augurarci che gli sviluppatori pongano presto rimedio rilasciando opportune patch correttive.

Un dipinto in movimento

Dal punto di vista grafico Chronology è un gioiello di rara bellezza. Lo stile ricorda vagamente lo splendore dei lungometraggi di casa Ghibli con in più un pizzico d'estetica steampunk. Il vento che agita gli stendardi, la ricchezza delle animazioni dotate di un numero ragguardevole di fotogrammi, così come le morbide tinte pastello che avvolgono il giocatore in un mondo dal precario equilibrio rivelano un'ammirevole cura, da parte degli sviluppatori, per la costruzione scenica sino alla resa dei più minuti particolari. Ogni scorcio creato dagli Osao Games è un autentico dipinto in movimento, disegnato con mano abile e sicura, pieno di dettagli grafici capaci di restituire l'incanto d'un mondo che rischia di spegnersi. L'alternarsi tra passato e presente ha reso necessario disegnare ogni scenario due volte: la prima per tratteggiare l'opulenza delle ricche città ed i suoi complessi marchingegni a vapore, la seconda per descrivere, invece, il cupo e opprimente pulsare di una natura che pare prendersi beffa dell'uomo, devastando le sue splendide opere e riprendendosi spazi che la civiltà le aveva sottratto.
Altrettanto valido è il comparto audio, con musiche azzeccate che variano dinamicamente all'interno dei livelli ed un doppiaggio (in inglese) di buon livello.

Chronology Chronology è un titolo piuttosto controverso in cui un impianto narrativo insulso e privo di carattere si contrappone ad uno stile estetico sontuoso ed affascinante. Giudizio ambivalente anche per quel che riguarda il gameplay. Infatti, per quanto il game design sia il frutto di innumerevoli derivazioni ludiche, è nella calibrata combinazione di meccaniche rodate e ampiamente sperimentate che il sistema di gioco riesce comunque a trovare una fisionomia discretamente accattivante, soprattutto grazie a rompicapo ben congegnati. Se il gioco risulta efficace sul versante del puzzle game, è su quello platform a mostrare il fianco con una resa dei salti decisamente scadente. É chiaro, comunque, che gli sviluppatori si siano rivolti, quasi esclusivamente, ad un pubblico interessato a confrontarsi con stimolanti rompicapo piuttosto che con dinamiche "alla Mario". Gli amanti dei puzzle troveranno dunque di che gioire nonostante la scarsa originalità e l'indisponenza d'un racconto privo di nerbo. Peccato per una longevità decisamente bassa e per alcuni bug francamente evitabili. Tutto sommato, però, al prezzo a cui il titolo degli Osao Games è venduto, difficilmente vi pentirete dell'acquisto.

6.5

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