Recensione Cities XXL

Ancora lui, per la terza volta!

Versione analizzata: PC
recensione Cities XXL
Articolo a cura di
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  • Pc
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Come videogiocatore mi sono imposto pochissime regole, e nemmeno così ferree; ciò nonostante l'unica che ho sempre cercato di rispettare è l'obbligo di avere in ogni momento un city builder di qualità a portata di mano. Adoro il genere da quando mille anni fa l'ho conosciuto, e ogni tanto mi sale la voglia pazza di caricare un Sim City solo perché ho visto (dall'aereo, su un documentario, tramite Google Maps...) una planimetria capace di stuzzicarmi la fantasia, o che sembra rappresentare una buona sfida. Come tutti gli appassionati del circondario, ho sofferto le pene dell'inferno durante la grande siccità degli anni passati: con Maxis impegnata con The Sims e il mondo Pc relegato in un angolo a favore delle mega produzioni console, c'è stato davvero troppo poco da giocare. Fortunatamente avevamo Sim City 4 su cui sfogarci, il meglio del meglio, reso negli anni sempre più ricco da un'appassionata community di abili modder. Anche i più grandi però invecchiano, e dopo dieci anni, al caro “SC4.exe” non si poteva chiedere niente di più. A dare una nuova scossa al mondo dei city builder toccò alla Monte Cristo Multimedia, che costruendo sull'esperienza maturata con l'originale City Life, cercò di rivoluzionare il genere con Cities XL (non è un errore, il primo aveva una “X” sola). Il gioco Monte Cristo, antenato di questo nuovo Cities XXL, ce la mise tutta per far parlare di sé: mappe enormi, sorprendente grafica in 3D, un'innovativa modalità multiplayer...

SVILUPPI URBANI

... peccato che le mappe enormi mettessero a dura prova anche i PC più potenti, che la sorprendente grafica in 3D succhiasse memoria come un cammello dopo tre giorni di deserto e che l'innovativa modalità multiplayer imponesse un abbonamento mensile a chiunque volesse provare il gioco (il primo mese però era gratuito, ma vaff...). Avete capito bene, tutto andò velocemente in vacca e l'insuccesso di Cities XL si portò dietro anche la Monte Cristo. Bye bye sogni di gloria. Bye bye nuovo city builder. E io c'ero, tanto da essere uno dei pochissimi che pagò per tre mesi, ve ne rendete conto? Ci credevo, o forse ne avevo solo bisogno? Ci pensò Focus Home Interactive a dare nuova vita a Cities XL: nel 2011 rilanciò il gioco privo della modalità multiplayer (e di conseguenza di abbonamento), includendo tutte quelle funzioni che, in pieno stile MMO, nel piano originale sarebbero dovute arrivare strada facendo. Finalmente libero dai legacci dell'online, Cities XL 2011 attirò un discreto numero di modder che gli garantirono un'esistenza tutto sommato dignitosa.

L'arrivo nel 2013 del nuovo attesissimo Sim City, e la conseguente delusione degli appassionati che si aspettavano un gioco molto più legato alle sue storiche ed amate radici, ha convinto Focus Home Interactive a sfruttare la scia rimaneggiando e riproponendo per la terza volta Cities XL, che per questa occasione è stato ribattezzato Cities XXL. Ancora più grande! Ancora più rifinito! Ma sarà vero? Gli appassionati che seguono il genere da vicino già sapranno la risposta, visto che all'arrivo del gioco su Steam la rete ha preso immediatamente fuoco. Le critiche a Cities XXL sono feroci, e ancor peggio va a Focus Home Interactive, colpevole di aver pubblicizzato questa riedizione quasi fosse un gioco completamente nuovo, quando invece non è altro che il solito Cities XL, a cui si è cercato di passare una mano di vernice (ma del colore sbagliato, se capite cosa intendo).

CASSA DEL MEZZOGIORNO

Per quanto si possa detestare l'operazione messa in piedi da Focus Home Interactive, Cities XXL rimane sì un city builder maledetto, ma anche dall'indubbio fascino. La sua forza, a mio parere, non è tanto nel gameplay, ma nelle sue potenzialità di “plastico interattivo”, che è poi uno degli aspetti che hanno reso Sim City 4 il gioco immortale che è. La differenza con il classicone Maxis è di approccio: il sindaco di Cities XL infatti non decide soltanto la densità abitativa di un'area RCI, ma deve anche scegliere a quale classe sociale assegnarla (tra operai generici, specializzati, ceto medio alto ed elite). Una regola che si discosta dal solito Sim City e che aprirebbe anche a una maggiore varietà di approcci, se non fosse così stupidamente diligente e prevedibile. La simulazione che governa Cities XXL è fatta di semplicissime equazioni fin troppo facili da tenere a bada, al punto che tra un'azione e l'altra il gioco sembrerà quasi andare in pausa. Un po' di posti di lavoro di qua, e un po' di nuove abitazioni a supportarli di là, e l'equilibrio è garantito.

Fortunatamente le cose diventano un po' più complesse da gestire nel momento in cui si è chiamati a fornire alla popolazione servizi avanzati, o quando per qualche errore di pianificazione il traffico ci sfuggirà irrimediabilmente di mano. È proprio la possibilità di tenere al guinzaglio le nostre creazioni a rendere Cities XXL molto più adatto a chi desidera semplicemente costruire qualcosa di bello, piuttosto che qualcosa di funzionale. A tal proposito, se non vi piace tentare la sorte, potrete anche decidere l'aspetto di ciascun edificio, in modo da sfruttare il realismo della specularità, o dare un tocco particolare a un quartiere in via di realizzazione. Per movimentare di poco (pochissimo!) il gameplay di Cities XXL, a volte qualche edificio potrà cadere in rovina e sostituito automaticamente da un altro, ma non aspettatevi niente di paragonabile all'estrema reattività che fa da sfondo alle meccaniche di un qualsiasi Sim City bidimensionale (e in misura minore dell'edizione 2013). Naturalmente tornano anche le GEM previste dal primo gioco e divenute realtà solo nella versione 2011: si tratta di moduli speciali che rappresentano una sorta di gioco nel gioco, e che permettono di costruire e gestire cose come impianti sciistici (a patto di avere montagne adatte) e balneari (a patto di avere spiagge o scogliere). Cities XXL (esattamente come i predecessori...) si arricchisce di un nuovo strato di gameplay quando gli abitanti saranno abbastanza da intaccare le risorse necessarie per mandare avanti la città. Da quel momento in poi, il giocatore è chiamato a tenere sempre d'occhio le riserve cittadine e quando necessario operare sul mercato globale acquistando acqua, carburanti e tutte le materie prime di cui si ha bisogno per andare avanti. Ma di buone sorprese ne riserva anche l'agricoltura, e la splendida e tutt'ora inarrivabile gestione di parchi e piazze, capaci di riempire in grande semplicità e precisione ogni buco necessario. Come vedete, Cities XXL non è quel gioco brutto e cattivo che molti vi vorrebbero far credere: il problema è che parliamo di meccaniche rimaste ancora alla loro genesi, a quel lontano 2009, e che per questo non sono mai state limate, perfezionate, sviluppate.


SI DIMETTA LA GIUNTA!

Mettere le mani su un gioco fatto da altri e per ben due volte può creare qualche problema, ed è proprio ciò che è accaduto a Cities XXL. La prima vittima di questa sorta di accanimento terapeutico è l'interfaccia grafica, che ora presenta tre o più font diverse, e una confusione generale che nelle prime ore di gioco metterà in difficoltà anche il veterano più diligente. Ma quello che proprio non riesco a capire è il motivo per cui è stata ritoccata l'interfaccia, ma non è stato fatto nulla per migliorare la gestione della telecamera, scandalosa fin dal principio e oggi, dopo tutto questo tempo, ai limiti dell'ottusità. Per esempio, non è possibile inclinare la visuale se non altezza suolo, mentre zoom e rotazione non procedono al millimetro ma a balzelli davvero troppo bruschi per essere confortevoli. La telecamera di Cities XXL è stupida, imbarazzante ma per nostra e vostra fortuna, il mod che ne migliorava le funzioni nelle passate edizioni è compatibile anche con questo gioco (ma porta con sé alcuni problemi grafici). La cosa migliore di Cities (X)XL è la possibilità di osservare la città direttamente dagli occhi dei suoi abitanti, basta cliccare su uno di loro o su una vettura per essere immediatamente teletrasportati lì, ad altezza uomo, e sentirsi un po' dei turisti in casa propria. Sebbene Focus Home Interactive prometta “un motore di gioco ancora più potente” le differenze rispetto al passato sono minime: a parità di hardware, la stessa città (le vostre vecchie opere sono compatibili con Cities XXL) potrà beneficiare in media di circa 6/7 fps in più, con il consueto drastico calo di fluidità quando la città inizierà ad occupare il 40% del territorio a disposizione. Ancora una volta in Cities XXL si può pensare in grande, ma l'engine vi darà man mano sempre più filo da torcere e a nulla varrà avere un computer culturista, visto che i problemi sono propri dell'engine ed esistono praticamente da sempre.


Cities XXL Chi possiede già Cities XL 2011 giri al largo: Cities XXL semplicemente non vi serve perché ce lo avete già. Sì, c'è una manciata di mappe in più, qualche nuova funzione che rende la pianificazione di strade e zone più efficace, sono pure riusciti a cancellare un po' di bug storici (non tutti), ma il gioco è identico e in alcuni casi persino peggiore all'edizione precedente. Chi non ha mai provato il titolo Focus Home Interactive può invece farci un pensierino senza sentirsi la coscienza sporca: Cities XXL anche se ben lontano dalla perfezione, non è un completo disastro e insieme all'ultimo Sim City rappresenta nel bene e nel male una nuova generazione di city builder. Se però non avete soldi da sperperare in esperimenti, e non avete l'urgenza di un gioco simile a stretto giro, a breve scopriremo anche di che pasta è fatto il primo vero city builder della Paradox, quel Cities Skylines che su carta promette sfaceli e che andremo a vedere a Stoccolma proprio in questi giorni. Oh, e comunque io l'ultimo Sim City non lo escludo mai: a parità di prezzo potrebbe sorprendervi molto più di Cities XXL, grazie a un originalissimo approccio al genere che, pur molto facile da criticare, dimostra ulteriormente di come i city builder abbiano bisogno di “reinventare la ruota”, e che volenti o nolenti il 3D necessita di una simulazione più concreta e visiva di quanto avveniva e bastava in passato. Cities XXL galleggia tra il 6,5 e il 7, ma a un appassionato cinquanta ore di gioco spensierato le ruba facile, quindi preferisco optare per un...

7

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