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Recensione ClaDun X2

Un indie game che ci riporta indietro nel tempo, con una grafica 8 bit e tanti dungeon da esplorare.

INFORMAZIONI GIOCO
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  • Pc

Quando parliamo di retrogame o giochi adattati proprio a quello stile, ai più malinconici scatta la lacrimuccia: è sempre un piacere mettere le mani su titoli simili a quelli con cui si è cresciuti, anche se di anni ne sono passati una decina o più. Il fascino degli RPG non si è mai perso e si conserva intatto dagli albori della storia videoludica. Una forte testimonianza viene anche da ClaDun X2, hack’n’slash RPG in stile retro sviluppato da System Prisma. La parolina magica è 2D: il gioco infatti permette di muoversi in ambienti a due dimensioni, sia in verticale che in orizzontale, seguendo i pattern definiti dagli sviluppatori per ciascuna schermata.
Il titolo è uscito circa un anno fa per PSP, ottenendo un buon riscontro sia dalla critica del settore che dall’utenza, per poi approdare su PC al prezzo di 18,99€.

PIYO!

Il mondo di ClaDun X2 è semplicissimo: la base centrale è ospitata su un isolotto, l’Arcaneus Cella, che ospita il villaggio di Parchmin, l’amministratore, abitato da una manciata di personaggi e tanti pulcini colorati. L’isola è collegata a un vasto sistema di dungeon che il protagonista può esplorare alla ricerca di tesori, equipaggiamento ed oggetti rari. Come dice la breve descrizione ad inizio avventura, ClaDun X2 porta il videogiocatore in un mondo senza uscita, infatti l’Arcaneus Cella oltre a interfacciarsi con i dungeon non ha altre vie.
Il protagonista viene creato ex-novo dal giocatore, magari a sua immagine e somiglianza - nei limiti dei pochi pixel a disposizione per l’editing - dopo aver selezionato la classe: oltre al classico mago, guerriero ed arciere, vi sono classi peculiari, come ad esempio il Saints o lo Swordmage dotati di particolari skill a disposizione. Nella customizzazione del personaggio è prevista addirittura la possibilità di scegliere il pattern di conversazione, ovvero che predisposizione caratteriale avrà il proprio alter ego: samurai e narcisista sono solo due delle tante possibilità per il character maschile, così come sexy o irascibile lo sono per quello femminile. Ovviamente la scelta non pesa in alcun modo sul gameplay, bensì è solo una nota di stile.

UNITI VERSO UNA NUOVA AVVENTURA

La giocabilità di ClaDun X2 viene svelata a poco a poco, ma già nelle prime ore di effettivo gameplay l’idea risulta chiara: l’Arcaneus Cella ospita tutti gli edifici importanti per il protagonista, come la taverna, il negozio ed il proprio magazzino d’incantamento. La taverna è il posto in cui ciascun videogiocatore può analizzare le proprie statistiche o quelle di altri utenti, a patto che sia stata creata una connessione tra i due via Steam. La taverna è anche il luogo in cui poter modificare l’aspetto dell’equipaggiamento, creare i propri brani o altri personaggi: per comporre le musiche da ascoltare in game, è necessario scrivere “le note” in formato MML su un foglio di testo .txt o sperimentare creando la base direttamente dall’editor presente nei menu. Ovviamente, la melodia sarà simile ai midi, proprio come quelle già presenti nel gioco.

"Un hack’n’slash RPG di soli dungeon necessita di istanze livellate: solitamente le creature presenti sono di livello pari o leggermente superiore al videogiocatore, senza lasciare mai un gap importante che faccia cadere in frustrazione"

Creare altri personaggi è indispensabile per potenziare alcune delle caratteristiche del proprio alter ego: dopo un paio di dungeon, Parchmin sbloccherà l’accesso al circolo della magia, località in cui il videogiocatore più meticoloso passerà molto del suo tempo. Si tratta infatti del luogo in cui si può cambiare l’equipaggiamento, settare le skill, creare un team di supporto e caricare item magici. Per quanto riguarda i primi due aspetti, ciascun personaggio ha a disposizione un’arma, una corazza e uno scudo; per ogni classe si rendono disponibili alcune abilità, che si rifanno alle caratteristiche della specializzazione: i maghi ottengono magie, i Saints poteri per ripristinare la salute e così via. Inizialmente, il circolo di magia può essere settato in modalità basic o primo livello della propria classe: schierando tutti i compagni consentiti nei rispettivi box si potrà usufruire di un certo numero di slot che andranno a potenziare un parametro. Per esempio, impostando il magic circle in basic, vi sarà la possibilità di aggiungere 3 artefatti per migliorare SP e armatura, oppure aggiungere bonus extra grazie ad un altro compagno.
Progredendo nell’avventura il circolo di magia si allarga, consentendo al videogiocatore di schierare nuovi compagni e combinazioni diverse di item. Non tutti gli oggetti sono compatibili tra loro: ad esempio, quelli che aumentano la salute sono almeno di due tipi, e per far defluire il flusso di magia attraverso gli item, dovranno essere collegati tra loro solo quelli omogenei. Il ruolo dei compagni non finisce qui: all’interno dei dungeon può entrare solo il main character, tuttavia, aumentando il proprio livello di esperienza aumenterà, parallelamente ma più lentamente, anche quello degli altri membri del team. Una feature simpatica è poi la possibilità di gestire le relazioni sociali alla taverna: si possono stabilire relazioni di odio, amore, simpatia, stima e perfino collegamenti familiari tra i vari personaggi creati. Ovviamente questo è un altro extra che non incide sul gameplay, ma virtualmente rafforza il legame tra i personaggi e l’utente.
È il gioco stesso a consigliare al videogiocatore di cambiare ogni 2 o 3 level-up il main character, ovvero quello che impugna l’arma per combattere nei dungeon: questo switch è necessario affinchè tutti i membri del team siano allo stesso livello di esperienza o quasi, consentendo dunque di massimizzare i bonus.
La profondità del gioco aumenta tantissimo se i membri del team sono di classi differenti. Utilizzando un mago, un guerriero e un arciere, l’utente impara a familiarizzare con tutti i pattern d’attacco, scegliendo eventualmente il personaggio migliore per affrontare un dungeon risultato precedentemente fatale. La caduta in un dungeon - riprendendo letteralmente il termine falls utilizzato nel gioco - equivale non solo a una semplice morte ma alla perdita di tutti gli item e di qualche punto esperienza. È dunque molto importante salvare prima di affrontare un dungeon o armarsi per bene per poi proseguire con calma e prudenza.

L’UOMO DELLE CAVERNE

Come si può ben immaginare, un hack’n’slash RPG di soli dungeon necessita di istanze livellate: solitamente le creature presenti sono di livello pari o leggermente superiore al videogiocatore, senza lasciare mai un gap importante che faccia cadere in frustrazione. Sono presenti in quantità piuttosto elevata nemici quali insetti o avversità naturali: i funghi velenosi, che espellono spore tossiche a distanza di qualche secondo l’una dall’altra; rinoceronti, ranocchi e mantidi religiose. Proseguendo sempre più nei dungeon di livello alto, cominceranno a palesarsi umanoidi e personaggi con proprie abilità, come guerrieri, maghi e arcieri.

"La giocabilità di ClaDun X2 viene svelata a poco a poco, ma già nelle prime ore di effettivo gameplay l’idea risulta chiara"

Presenti in dose massiccia anche diverse trappole disseminate sul terreno, magari nascoste tra l’erba o in pozzanghere d’acqua: alcune benefiche - come quelle per la salute - altre da evitare totalmente; ce ne saranno addirittura di utili contro le creature, a patto di studiare un'adeguata strategia offensiva.
La visita nei dungeon viene giustificata dal fatto che il mondo creato per ClaDun X2 sia un insieme di isole, collegate però tra loro solamente attraverso i dungeon.
Una nuova esplorazione viene resa disponibile ogni qualvolta l’ultimo dungeon sbloccato viene completato, solitamente eliminando il boss di turno o tutte le creature nella caverna. La profondità del walkthrough viene migliorata grazie ad alcuni semplici espedienti di gameplay: in alcune caverne saranno presenti più boss: l’eliminazione del primo consentirà al videogiocatore di sbloccare il passaggio verso il portale d’uscita, mentre l'uccisione degli altri permetterà di raggiungere bottini importanti.

L'equipaggiamento a disposizione degli eroi non manca: vi è un grande ventaglio di armamenti e artefatti fin dai primi level-up. La classe dei personaggi creati non influenza l’equipaggiamento utilizzabile; un mago può impugnare tranquillamente una spada o un arco, così come un guerriero può utilizzare un bastone magico. Va però considerato il discorso prettamente ruolistico, ovvero che scegliendo un mago come personaggio si avrà a disposizione minor resistenza e vita, a vantaggio di una più ricca risorsa di mana.
A tal proposito, sarebbe stato utile poter dotare ciascun personaggio della possibilità di utilizzare due armi, in quanto ogni creature presenta debolezze ad un certo tipo di armamentario. Una mancanza comunque da poco, a differenza dell’assenza di espedienti per le subquest: avrebbero giovato certamente al titolo piccole missioni riconducibili a qualsivoglia contesto, come la liberazione di ostaggi o il recupero di manufatti perduti, poiché in questa formula nuda e cruda dell’esplorazione di caverne, ClaDun X2 perde molto sotto l’aspetto immersivo e nella narrazione, avvicinandosi più all’hack’n’slash che alle atmosfere tipiche dei GDR fatte di dialoghi con i personaggi, favori e ricompense.

IL GUSTO DEL RETROGAME..CON I SUOI CONTRO

System Prisma ha studiato un gameplay davvero profondo per un GDR hack’n’slash dalla formula così semplice. Tuttavia ClaDun X2 cade in errori piuttosto grossolani.
Segnaliamo subito un problema importante: durante la nostra prova, il gioco in full-screen a 1920x1080 dava alcuni problemi grafici, mostrando la presenza di numerosi artefatti che rendevano quasi impossibile approcciarsi al titolo. Il problema è stato risolto disattivando il V-Sync che, visti i risultati, non è stato gestito a dovere in fase di sviluppo. Oltre alla finestra in fullscreen - purtroppo la risoluzione massima è di 1280x800, ma il contenuto viene adattato senza problemi o sfocature di sorta - si può decidere di giocare in finestra, utile soprattutto se sul proprio sistema non si riesca a risolvere il problema della sincronia verticale. Buona la palette di colori utilizzata, che dona vivacità al titolo grazie a tonalità sgargianti e vari elementi di contorno per ogni location. L’interfaccia è spartana ma funzionale: richiamando il menù all’Arcaneus Cella è possibile visualizzare tutti i collegamenti per le location importanti, arrivando immediatamente al circolo della magia o agli altri edifici, piuttosto che alle finestre per creare musiche e personaggi.
Va segnalato poi il fastidioso sistema di controlli: seppur il gioco riconosca addirittura il pad Xbox 360 , non è possibile settare a dovere la tastiera, costringendoci a scegliere una mappatura bizzarra e insolita. Nella nostra prova, abbiamo utilizzato M per attaccare, C per saltare, Z per utilizzare le abilità, O per parare, SPACE per correre e P per entrare nel menù: a ciò si aggiungono i tasti WASD per il movimento.
All’odissea per settare i controlli si contrappone qualche chicca, come la possibilità di scegliere un font vecchio stile piuttosto che arrotondato, e lo stile della musica di sottofondo tra il retrò e l’attuale. Pochi i motivetti a disposizione e decisamente stancanti dopo un’oretta di gioco, a meno che non vengano creati o importati da altre fonti. Certo per chi ama il retrogaming, anche il comparto sonoro farà la sua figura. E proprio per via del fatto che ClaDun X2 è dedicato a quel mondo, il lavoro fatto è comunque apprezzabile. Rimanendo in ambito sonoro al momento non è prevista la localizzazione italiana, dunque ClaDun X2 si affida solamente ai testi in inglese.
La longevità è soddisfacente: un amante del genere può restare incollato al gioco per oltre 40 ore, nonostante i dungeon più impegnativi non portino via più di 15-20 minuti ciascuno. Il rapporto qualità/prezzo è in ogni caso soggettivo. A voler essere pignoli, possiamo infine segnalare la mancanza di achievements Steam: sappiamo che gran parte dell’utenza è attenta a questa componente presente anche sullo store Valve oltre che su console, e ClaDun X2 non offre alcun trofeo/obiettivo.

ClaDun X2 System Prisma rende onore ai retro GDR nel migliore dei modi, grazie ad un titolo ricco di possibilità e altamente personalizzabile, profondo e longevo. L’ambientazione ricca di colori e simpatici personaggi si confina su di un’isola centrale e molti dungeon da visitare. La possibilità di crearsi una squadra di compagni è davvero funzionale, e sono gli stessi sviluppatori a consigliare di rigiocare i dungeon già passati con eroi indietro nell’esperienza, formando un team di supporto sempre al passo con la difficoltà di gioco. Il vasto equipaggiamento a disposizione contribuisce a mantenere alto il livello di interazione, scacciando via ogni rischio di disattenzione verso il proprio alter ego. Considerata la crescente difficoltà dei dungeon, i più avvezzi al massimizzare le forze si troveranno davvero a proprio agio in ClaDun X2. Un hack’n’slash RPG in 2D forte sotto tutti i punti di vista, a patto di inghiottire l’amaro sistema di controlli giocando con la tastiera. Con queste premesse, ClaDun X2 può dare soddisfazione a chiunque...e magari anche assuefazione. La voglia di creare un personaggio sempre più potente non cesserà fino al completamento dell’avventura.

7

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