Code: Realize - Guardian of Rebirth Recensione

Arriva all'interno dell'offerta mensile del PlayStation Plus una delle migliori visual novel mai uscite sulla piccola console portatile di Sony

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    Disponibile per:
  • PSVita
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Immaginate per un attimo quanto può essere devastante ritrovarsi completamente soli, nascosti nel buio di una catapecchia fatiscente e abbandonati da tutti. Anche vostro padre, ultimo punto di contatto con il mondo esterno, sembra essersi reso conto che per voi non c'è niente da fare. Nella vostra vita non ci sarà spazio per un briciolo di amore, solo tanta solitudine. Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ parte proprio da questo antefatto, dalla triste storia di una giovane e graziosa fanciulla condannata a soffrire per colpe altrui; costretta a mantenere le distanze dal resto dell'umanità, evitando ad ogni costo ogni contatto fisico. Cardia, la bella protagonista della storia, ha il sangue intriso di un veleno così potente da sciogliere letteralmente chiunque osi toccarne le pallide carni. La storia elegante e ben raccontata di questa impeccabile visual novel è senza dubbio un elemento di pregio nell'offerta mensile di Ottobre del PlayStation Plus. Per tutti gli appassionati di animazione giapponese e videogiochi, un ottimo motivo per rispolverare l'ormai dimenticata PSVita.

Benvenuti a Londra

Code: Realize è una visual novel otome, e questo potrebbe non piacere a tutti. Si tratta di un particolare genere, tanto caro al popolo nipponico, in cui la protagonista - oltre ad essere il motore principale di una storia fatta e finita, spesso particolarmente convoluta e longeva - è chiamata a sviluppare una romance con uno dei protagonisti maschili della vicenda. Ragion per cui, solitamente, questo tipo di avventure sono più indicate per un pubblico femminile. In questo caso, però, le cose stanno in maniera leggermente diversa. La storia di fondo è complessa, ricca di pathos e interessante per chiunque, l'ambientazione a dir poco fenomenale; e stranamente anche la giovane Cardia, protagonista principale della vicenda, presenta tratti caratteriali molto bene sviluppati e approfonditi: una caratteristica difficilmente riscontrabile in altre visual novel appartenenti a questo particolare sottogenere. Discorso che possiamo tranquillamente estendere anche a tutti gli altri comprimari, anch'essi ben scritti e straripanti di carisma. Gli sceneggiatori fanno ampio uso di personaggi storici o presi di peso da opere di finzione: si dilettano in una riproduzione digitale del famoso Arsène Lupin, temutissimo e infallibile ladro gentiluomo di origini francesi, si perdono nei meandri della letteratura per portare in vita una (molto) libera reinterpretazione del famigerato dottor Frankenstein, qui trasformato in un giovanissimo alchimista di fama internazionale costretto a fuggire dal governo per motivi ignoti. A fare da sfondo alla narrazione troviamo poi una magnifica rivisitazione in salsa steampunk della Londra vittoriana: una città viva, pulsante, che attinge a piene mani dalla storiografia del periodo e ne altera i contorni fino a risultare irriconoscibile, potente e tecnologicamente inarrivabile. A pagarne le spese saranno ovviamente i cittadini dei quartieri poveri, la cui vista sui palazzi del potere della città appare irrimediabilmente compromessa da una fitta coltre di smog, oltre che dall'ombra di un invalicabile muro contenitivo eretto proprio con lo scopo di ghettizzare gli abitanti dei bassifondi. I fondali sono sempre ben realizzati, ricchi di dettagli e in altissima definizione; la composizione è ulteriormente impreziosita da una palette dei colori sgargiante, ma non troppo. Il compromesso perfetto per rappresentare al meglio le contraddizioni di una città ricca ma drammaticamente sovrappopolata, palese vittima di un boom economico improvviso e inaspettato.

Wall of text

Parlare di gameplay, in questo caso, sarebbe quasi superfluo. Rispettosa dei dettami del genere di appartenenza, la corposa visual novel si limita a presentarsi al giocatore come poco più di un semplice fumetto interattivo, i cui prolissi dialoghi a senso unico sono intervallati soltanto da poche - ma decisive - scelte. Bivi che ne trasformano la progressione e delineano il nostro cammino: sebbene di tanto in tanto ci sia la possibilità di imbatterci in un poco gratificante finale negativo, la loro primaria utilità è quella di aiutarci ad imbastire la nostra storia d'amore. Ciascuna route è raggiungibile soltanto attraverso una combinazione di scelte particolari, alcune delle quali non saranno fin da subito così evidenti. In buona sostanza, per riuscire a pilotare la storia con precisione e sicurezza, dovremo necessariamente dar fiducia a una delle molteplici guide a tema reperibili sulla rete. Per poter vedere tutto ciò che il gioco ha in serbo per noi, insomma, dovremo giocarlo e rigiocarlo fino allo sfinimento. Il primo playthrough completo può essere completato in poco più di dieci ore, che potrebbero tranquillamente raddoppiare qualora decidessimo di sorbirci anche i numerosi contenuti extra. La storia è molto ben scritta, interessante e ricca di mistero. Nonostante la conclamata verbosità con cui ci viene presentata la vicenda, Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ riesce a non eccedere mai, limitando al massimo i canonici "spiegoni" che troppo spesso infestano i congeneri. Soprattutto nelle porzioni introduttive della storia abbiamo trovato sensatissimo, ad esempio, l'utilizzo del particolare sistema di gestione del glossario, un metodo semplice e veloce per consentirci di comprendere meglio aspetti della vicenda soltanto abbozzati all'interno flusso narrativo principale: con la semplice pressione di un tasto sarà possibile visualizzare maggiori informazioni su un determinato concetto o personaggio citato nel dialogo corrente. Una soluzione che non solo riesce a ridurre la lunghezza dei dialoghi introduttivi del gioco, ma ne rende la progressione meno frammentata e inverosimile. Sentire personaggi che hanno lavorato per anni al servizio del governo spiegarsi a vicenda nozioni che, in teoria, per loro dovrebbero essere scontate, non sarebbe stato il massimo.

Code: Realize - Guardian of Rebirth Code: Realize ~Guardian of Rebirth~ è una bellissima visual novel otome, ben scritta e divertente da leggere. Diciamo “leggere” e non “giocare” perché purtroppo, come da tradizione del genere, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un gioco che si gioca praticamente da solo, senza particolari input che non siano la semplice pressione di un tasto per passare al dialogo successivo. Di tanto in tanto fanno capolino tra le interminabili righe di dialogo alcune timide scelte, grazie alle quali plasmare il futuro della protagonista. Pur non mancando di cadere in qualche cliché di troppo, la storia riesce tranquillamente a tenere il giocatore incollato a lungo al piccolo schermo dell’ultima console portatile di Sony. Se avete riposto da tempo la vostra PSVita in un cassetto, siete amanti del genere e non disdegnate un po' di romanticismo, dunque, non potete assolutamente lasciarvi scappare una delle ultime occasioni per riprendere in mano la portatile di Sony e godere di questa bellissima storia, leggera ma al tempo stesso ricca di contenuti e di significato. Proprio in virtù della sua natura esclusivamente narrativa, però, ci sentiamo di mandare un piccolo avvertimento a tutti i non anglofoni: il gioco, come sempre accade per questo tipo di produzioni, è sottotitolato solo ed esclusivamente in inglese, con dialoghi parlati in giapponese. Per i fan sfegatati del genere e dell’animazione nipponica questa sarà sicuramente una nota positiva, per altri potrebbe essere un problema.

8.5

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