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Recensione Colorous

Un puzzle game tutto italiano, basato sulle combinazioni cromatiche

Articolo a cura di
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La nascita di App Store è stata sicuramente uno dei fattori dominanti per il successo della piattaforma mobile di ultima generazione di Apple, rappresentata dal dualismo tra iPhone e iPod Touch.
Tra la moltitudine di software disponibile il gaming ha sempre rappresentato una grande fetta, tanto grazie alle applicazioni gratuite quanto per quelle a pagamento.
Qual’è però la formula del successo per riuscire ad emergere? Analizzando il trend degli ultimi anni la risposta sembrerebbe scontata: i puzzle game con concept semplice ma accattivante, gameplay rapido, da giocare con un solo dito, e rigiocabilità assicurata.
Colorous va proprio in questa direzione, con la novità di essere una scommessa tutta italiana.

Match-3 primary colors

La base di partenza di Colorous è semplice: il più classico dei match-3 resi celebri da Bejeweled e reintrerpretati di volta in volta andando a variare la materia prima: da pietre a pedine, fino ad arrivare a simboli di vario tipo, sempre caratterizzati da un colore dominante, in modo da poter fornire un colpo d’occhio al giocatore per pianificare le proprie mosse e proseguire nell’opera di pulizia del tabellone.
I ragazzi di AVOC software, realtà ora a stretto contatto con Forge11, hanno però avuto un intuizione decisamente geniale: perché non far evolvere il concetto dei colore all’interno di questa tipologia di giochi, andando ad ideare un gameplay più profondo?
Ecco quindi nascere l’idea alla base di Colorous: rendere disponibili oggetti di colore primario o secondario, dando l’obiettivo di sommare, o come vedremo sottrarre, questi ultimi per ottenerne di principali e a quel punto accoppiarli tra loro per raggiungere la tanto agognata terzina.
Rispetto ad un titolo classico, quindi, in Colorous le cose si complicano: non baserà scambiare gli elementi per accoppiarli tra loro ma sarà necessario pianificare una strategia in modo da passare da colori secondari a colori primari, per poi farli sparire.
Per far ciò si potranno sommare i colori, ottenendo il primario corrispondente, sottrarli, passando da un primario e un secondario al colore mancante nell’equazione, e scambiando due colori primari.
All’inizio si rimane spiazzati dalla necessità di ragionare, assimilando poco alla volta le regole che sono esattamente quelle che ogni bambino può imparare alle scuole elementari ma che, sfortunatamente, vengono date talmente per scontate da sbiadire in modo lento ma inesorabile nelle menti degli adulti.

Gemme sorridenti

Il secondo elemento che caratterizza Colorous sono i Chromies: invece di basarsi su una delle tante varianti di pedine e gemme Colorous propone degli strani esserini con il corpo filiforme e la testa colorata.
Sono proprio loro gli elementi che vanno a comporre il livello di gioco e basterà toccarli per poterli unire, secondo le regole che abbiamo illustrato in precedenza.
Durante ogni stage i Chromies faranno di tutto per farsi notare, ridendo, facendo le boccacce o guardandosi intorno, orientandosi rapidamente se il portatile verrà mosso.
Lo stile grafico è decisamente carino e punta al minimalismo, con un tratto leggero che sembra quello di una matita su un quaderno scolastico.
La presenza dei Chromies da un gusto tutto differente al gioco e lo rende decisamente più appetibile, tanto ad un pubblico giovane quanto agli adulti.
Se i protagonisti del gioco sono una scommessa vinta appaiono leggermente sotto tono gli sfondi e i menu, adatti al contesto ma non troppo rifiniti.

Barriera d’entrata

Le regole alla base di Colorous sono sicuramente più complesse di quelle sulle quali si basa un semplice match-3: la cosa si nota già dalla prima partita durante la quale si rimane discretamente spiazzati.
Intuitivamente verrebbe da provare a muovere i Chromies ma subito ci si scontra con la necessità di unirli, non spostarli, cosa che all’inizio può sembrare poco intuitiva.
Per ovviare a tali inconvenienti il team ha proposto svariati aiuti all’utente: da un comodo tutorial, reso obbligatorio, che spiega e dimostra le meccaniche di gioco, ad un menu richiamabile in qualunque momento che fornisce una tabella riassuntiva con tutte le combinazioni possibili.
Inoltre nella parte bassa dello schermo è stato inserito un riquadro che in ogni momento mostra il risultato di un accoppiamento, in modo da poterlo confermare alzando il dito dallo schermo o annullare semplicemente effettuando il tocco dei due Chromies coinvolti a ritroso.
In questo modo l’utente viene preso per mano e introdotto poco alla volta, in modo da fargli riscoprire le leggi sui colori.
Sicuramente la somma di quelli secondari basterà per i primi livelli ma in seguito sarà necessario sfruttare anche la sottrazione e lo scambio, soprattutto quando il tempo a disposizione per agire è poco e lo schermo è affollato di Chromies che ridacchiano.

Storia folle

Per offrire un piatto il più ricco possibile Colorous non offre solo dei normalissimi livelli di difficoltà crescente ma anche una modalità storia: la trama è solo un pretesto per fornire una serie di ambientazioni differenti, caratterizzate dalla presenza di un classico boss da battere per proseguire.
In questo modo si può decidere di giocare una partita rapida per pochi minuti oppure tentare di far progredire la storia con l’obiettivo di battere i vari nemici presenti che porteranno allo scontro finale.
Nel primo caso, una volta raggiunto un punteggio soddisfacente, si potrà condividerlo con altri giocatori di Colorous tramite i due più noti social network del momento: Twitter e Facebook.

Colorous Colorous è una medaglia a due facce: la sua profondità è maggiore rispetto a quella di un qualunque altro puzzle game appartenente alla categoria dei match-3. Tale profondità si paga sul fronte dell’immediatezza in quanto il giocatore dovrà necessariamente prevedere un breve periodo di adattamento in modo da iniziare a ragionare sull’accoppiamento dei colori. Una volta entrato nell’ottica, però, sarà difficile farlo smettere di giocare perché entrerà in gioco il noto fattore “un’altra partita e poi smetto” che, unito alla voglia di migliorare costantemente il proprio punteggio, lo spingerà a continuare a giocare per lungo tempo. Colorous è un rompicapo intelligente e bello da vedere che nessun appassionato dovrebbe lasciarsi scappare.

8

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