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Recensione Company of Heroes 2: Ardennes Assault

Relic Entertainment ci porta nelle Ardenne, con un'espansione Stand Alone del suo RTS

Versione analizzata: PC
recensione Company of Heroes 2: Ardennes Assault
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  • Pc

La battaglia delle Ardenne rappresentò un punto di svolta cruciale per la campagna d'Europa nella Seconda Guerra Mondiale. Fu, anche, l'ultimo disperato tentativo per le forze del Terzo Reich di fermare l'inarrestabile avanzata dei generali Patton, Eisenhower e Montgomery ormai alle porte della Germania. Hitler in persona pianificò la controffensiva delle Ardenne mandando, contro gli alleati, l'elite dell'esercito tedesco. L'attacco fu così violento e inaspettato da gettare inizialmente panico e sconforto tra le fila americane; eppure, grazie alle grandi capacità organizzative dell'esercito statunitense ed alla superiorità numerica, il piano di Hitler finì per essere una totale disfatta, anche se la battaglia portò gravi perdite per entrambi i fronti.
Curioso è il fatto che una parte della controffensiva era costituita dall'operazione Greif (Grifone). Questa prevedeva gruppi soldati tedeschi travestiti da americani con il compito di sabotare le comunicazioni dietro le linee nemiche e cambiare i cartelli stradali in modo da disorientare gli alleati. I vertici dell'esercito U.S.A., presi dal panico, pensarono che il reale obiettivo dell'operazione fosse quello di rapire il generale Eisenhower, che per questo fu prontamente trasferito a Versailles contro la sua volontà. Ironicamente, oggi sappiamo che l'operazione Grifone fu allestita con soldati male equipaggiati che a stento conoscevano l'inglese, a cui furono dati compiti poco chiari se non quello di generare il caos.
Vista l'importanza di questi eventi, comunque, Relic ha deciso di dedicargli un'espansione di Company of Heroes 2, dopo il pacchetto multiplayer only Western Front. Arriva dunque su Steam un enorme DLC Stand Alone, che ci vedrà intenti a comandare le truppe americane nella storica battaglia. Lasciandosi indietro una campagna sovietica sottotono rispetto ai fasti del primo Company of Heroes, riuscirà Ardennes Assault a riscattarsi agli occhi degli appassionati?

YANKEE A QUATTRO STELLE

Dal punto di vista della progressione e della narrazione, Ardennes Assault prende una rotta completamente diversa da quella della campagna sovietica di Company of Heroes 2. La trama questa volta ha un ruolo di minore importanza, e serve solo da collante tra una missione e l'altra, raccontando timidamente i principali avvenimenti storici della battaglia nelle Ardenne. Anche stavolta le cut-scene sono pre-rendirizzate, facendoci rimpiangere una volta in più i fasti del primo capitolo, dove tutto era realizzato in game.
Ma la sorpresa più grande riguarda la struttura tattica: per la prima volta nella storia di Company of Heroes, il gameplay viene spezzato in due distinti tronconi, costituiti da una fase a turni sulla mappa tattica e da quella che tutti conosciamo, in tempo reale. Dalla mappa tattica potremo muovere liberamente le tre compagnie sotto il nostro controllo - Able, Dog e Baker- e attaccare in qualsiasi ordine i territori in mano ai tedeschi. In questa fase è possibile spendere i punti vittoria guadagnati nelle missioni precedenti, e migliorare le abilità delle compagnie, o rinforzarle per disporre di un maggior numero di unità una volta sul campo di battaglia. Durante gli spostamenti nella mappa potremo incappare anche in eventi casuali, descritti sotto forma di testo, che ci metteranno sempre a fronte di due scelte. Ad esempio potremmo trovare in un gruppo di tedeschi tagliati fuori dalle linee, e scegliere se combatterli o aggirarli; oppure imbatterci in una pattuglia di soldati americani in cerca di indicazioni e decidere se interrogarli o aiutarli. Qualora la nostra scelta si riveli opportuna otterremo dei punti esperienza che andranno ad aumentare il grado veterano delle nostre truppe in battaglia. Potremo anche disporre di particolari equipaggiamenti o mezzi se conquisteremo un dato territorio entro un numero predefinito di turni, così che il giocatore sia incentivato ad attaccare anche i territori più difesi fin dai primi momenti di gioco.

I fan intimoriti dal pensiero di trovarsi di fronte ad un clone di Total War sulla Seconda Guerra Mondiale, con tutte le sue complicate meccaniche, potranno comunque tirare un sospiro di sollievo. La gestione della mappa tattica risulta infatti molto intuitiva, anche per i neofiti, con dinamiche semplificate al meglio per stimolare anche i giocatori meno avvezzi a questo sistema. L'unico neo è che il nemico non sposterà mai le proprie truppe per metterci alle strette, tuttavia ogni qualvolta scacceremo i tedeschi da una regione, questi andranno a rinforzare i camerati in quelle limitrofe, aumentando così il livello di sfida delle successive missioni.

QUANDO L'UOMO CON IL GARAND INCONTRA QUELLO COL K98...

Il gameplay della fase in tempo reale si affida alle ottime meccaniche tipiche della saga, senza cambiarle di una virgola. Dal punto di vista delle unità sotto il nostro comando le novità sono ben poche rispetto a quelle già viste in Western Front, a parte qualche veicolo leggero. Le compagnie Able, Dog e Baker si differenziano l'una dall'altra con le specializzazioni: Able è specializzata nel trasporto meccanizzato e può richiamare sul campo trasporti truppe e carri armati. Dog invece ha dalla sua tutto ciò che riguarda l'aviotrasportato, riuscendo quindi a sganciare dietro le linee nemiche squadre di paracadutisti, garantendo anche la possibilità di lanciare rifornimenti, come munizioni e carburante, quando ci si trova a corto di queste risorse. Infine Baker è orientata sulla fanteria: dispone di attacchi speciali che aumentano temporaneamente la resistenza delle truppe e potenti sbarramenti di artiglieria. Come anticipato, dopo ogni missione, ciascuna compagnia otterrà esperienza e punti vittoria che potranno essere spesi per migliorare i loro attacchi speciali. Ad esempio migliorando la squadra “Dog”, potremo sganciare due squadre di paracadutisti contemporaneamente, mentre a raddoppiare sarà il numero di carri richiamati sul campo nel caso si vogliano migliorare le abilità di Able.

La varietà delle missioni posposte può senza dubbio essere considerato il fiore all'occhiello di questo DLC. Ardennes Assault tenterà di proporvi sempre qualcosa di nuovo, in una buona alternanza di situazioni che per fortuna scaccia l'ombra della ripetitività in tutto l'arco della campagna (che -durante la nostra prova- si è conclusa dopo circa alle 12 ore di gioco a difficoltà standard). Gli obiettivi discretamente vari propongono un livello di sfida accattivante, e si intrecciano in maniera discretamente efficace con una serie di missioni randomiche (obbligatorie per portare a compimento il titolo) che si rifanno, strutturalmente parlando, alle skirmish multiplayer, pur proponendo sempre qualche interessante variazione. Ad esempio in una missione ci siamo visti obbligati a mantenere il dominio su di tre punti vittoria contemporaneamente per far scendere i ticket avversari, in un'altra ci è stato invece imposto di catturare il maggior numero di rifornimenti prima che se ne impossessasse l'avversario. La presenza di questi incarichi randomici fornisce al titolo un ulteriore valore in termini di rigiocabilità. Persino gli obbiettivi secondari, che permettono di ottenere una maggiore quantità di punti vittoria, varia ad ogni partita: il comando alleato potrebbe richiedervi di recuperare alcuni documenti sparsi per la mappa di gioco, mentre in un'altra run di distruggere un carro tedesco in panne.

C'è da dire comunque che, nonostante gli ottimi interventi del team di sviluppo, che ha saputo superare l'impasse del titolo principale, anche questa campagna resta lontana dall'eccellenza del primo capitolo, ineguagliabile per struttura ed epicità. Lo diciamo quindi apertamente: Company of Heroes 2 è un titolo eccelso per il comparto multiplayer, rimanendo "solo" un buono strategico per chi fosse interessato alla campagna in singolo, e Ardennes Assault non fa eccezione. Le cose sarebbero potute essere diverse se Relic avesse spinto sul fronte contenutistico, concedendo ai giocatori qualche nuovo comandante da sfruttare in battaglia.

Company of Heroes 2: Ardennes Assault Ardennes Assault è un buon DLC stand alone, che aggiunge elementi interessanti alla formula della saga di Company of Heroes. La campagna non lineare vanta una fase a turni semplice ed intuitiva anche per un neofita al genere, e l'offerta in generale si scopre varia e generosa, anche se avremo gradito qualche novità in più per quanto riguarda le unità. Proprio per l'assenza di nuove unità, ma anche per via di una trama che resta in disparte, si rimane lontani dall'incredibile campagna del primo capitolo, ancora inarrivabile per coraggio e soluzioni narrative. Ad ogni modo chi è alla ricerca di una buona sfida single player, ed una progressione che sia superiore alla campagna sovietica di Company of Heroes 2, troverà in Ardennes Assault pane per i propri denti. Chi invece si è avvicinato alla saga esclusivamente per l'ottima componente multiplayer difficilmente troverà validi motivi per acquistare questo DLC.

7.5

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