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recensione Conduit 2

High Voltage Software ripropone il suo Shooter su Wii. Buona la seconda?

Conduit 2

Videorecensione
Conduit 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii

The Conduit fu lo sparatutto tramite il quale High Voltage Software si presentò agli utenti Nintendo Wii, promettendo un'esperienza di gioco paragonabile a quella dei grandi brand delle rivali. Tutto, dalle prime immagini al costante martellamento da parte degli sviluppatori riguaro un livello grafico, lasciava presagire che il titolo sarebbe stato un prodotto quantomeno buono.
Le premesse in realtà non davano adito a chissà quali speranze, ma a rodere i consensi furono piuttosto le promesse: quando The Conduit arrivò finalmente nella sua forma definitiva, molti giocatori si accorsero che la realtà era ben distante da quanto fin ad allora era stato annunciato. Ed anche la critica, forse fuorviata dalla mancanza di titoli analoghi sulla console Nintendo, mancò clamorosamente il colpo, dato che le recensioni gli diedero una considerazione di fatto assai superiore rispetto al suo reale livello.
The Conduit era infatti uno sparattutto molto anonimo, non tradizionale ma vecchio, che in nessuna delle sue componenti, inclusa la tanto sbandierata grafica, riusciva in realtà a raggiungere particolari vette qualitative. Vista la relativa inesperienza del team di sviluppo qualche leggerezza avrebbe anche potuto essere perdonabile. Ma, certo, almeno di fronte ad una "seconda prova", High Voltage deve dimostrare d'aver superato l'esame. Ora che il seguito (titolato, perdendo l'articolo, solo Conduit 2), è disponibile, possiamo vedere se di fatto i creativi hanno migliorato il loro lavoro.

Tra Giacobbo e Indiana Jones


Conduit 2 è il seguito diretto del predecessore, e di fatto si apre immediatamente dopo i fatti del primo episodio. Micheal Ford, agente speciale finito suo malgrado in una girandola fatta di antiche profezie, alieni, cospirazioni e tradimenti, è all'inseguimento della sua nemesi, Adams, colui che lo aveva guidato nei suoi primi compiti e che poi si è rivelato nella sua vera faccia: quella di un alieno traditore. Torna anche la spalla di Ford, Prometheus, da nemico a compagno, "infilato" nel dispositivo iconico della serie: il DIVA.
Il compito dell'eroe che il giocatore guiderà sarà quello di mettere i bastoni tra le ruote ad Adams, intenzionato ad appropriarsi del potere dei Progenitori, gli alieni che in passato avevano visitato la Terra portandovi il proprio sapere. Se quanto descritto finora vi ha ricordato una puntata di Voyager, non siete affatto lontani dalla verità. La trama è costruita proprio attorno ad elementi che oscillano tra la leggenda e la storia, nella maniera meno seria possibile, a dir il vero. Inizialmente questo potrebbe sembrare un limite della produzione, e di fatto lo è se si cerca di un titolo con un forte spessore narrativo. Ma entrando nello spirito dei Conduit 2 si viene facilmente a patti con queste componenti, ed anzi spesso ci si stupisce per la quantità di materiale che gli sviluppatori hanno buttare in pasto al teorico del complotto, all'appassionato di UFO o a colui che attende il 2012 con irrazionale frenesia. Pertanto largo spazio a missioni ambientate nella Cina più remota, nella Siberia di Tunguska, in una Oxford devastata dall'impatto di un'astronave di grigi (rileggete l'ultima frase e riflettete sulla follia degli sviluppatori); e largo spazio a piccole citazioni, chicche da appassionati, come le frasi sui muri da decifrare con il DIVA, nelle quali abbondano riferimenti a calendari Maya, Agenda 21. Lecito aspettarselo, in un gioco in cui la propria base operativa è nient'altro che l'Atlantide perduta.
Se questo è lo spirito, figuriamoci come vengono trattati i personaggi. Rispetto alla fiera delle banalità del primo episodio, qua ci troviamo di fronte a protagonisti molto caratterizzati, ovviamente con una forte enfasi caricaturale. Se in The Conduit Ford è un pivello nelle mani di chiunque gli dica di far qualcosa, nel seguito si trasforma in un eroe granitico, arrabbiato e tremendamente spaccone. La sua spalla, Prometheus, è il non plus ultra dell'alieno saccente e petulante. Andromeda, personaggio introdotto in questo episodio, è la femme fatale senza testa, ostinata nel suo odio verso Prometheus, dal quale avanza evidentemente qualcosa (di amoroso).
Con simili sagome, i dialoghi sfociano nel b-movie di bassissima lega, e come da tradizione del genere più sono stucchevoli più sono apprezzabili: i battibecchi tra Ford e Prometheus fanno partire qualche sonora risata, quando non si rimane solo sornioni a godersela come di fronte a due vecchie comari.
La capacità di non prendersi sul serio è veramente apprezzabile, e costituisce di certo un valore aggiunto per il gioco, che trova una ragion d'essere proprio nella sua natura così amabilmente fuori luogo. Soprattutto quanto si considera che il genere, di queste "deviazioni", ne ha avute davvero poche, seppur storiche. Conduit 2 dopo Duke Nukem e Serious Sam? Almeno a livello umoristico, sì, e non è di certo un caso se Ford scimmiotta il Duca nel suo modo di parlare: non è ugualmente scurrile, ma è ugualmente smargiasso.

Shooter vecchio stile

Non è di certo solo del suo carattere che Conduit 2 può vivere, dal momento che si tratta di un videogioco, non di un filmaccio girato direttamente per l'home video. Ed allora ecco che High Voltage Software replica sostanzialmente la stessa formula del predecessore, ma con una massiccia dose di cura in più.
Il sistema di controllo dell'originale mostrava qualche magagna nella configurazione dei tasti di default, comunque del tutto personalizzabile, mentre l'accoppiata Nunchaku-Wiimote ancora una volta dimostrava tutto il suo valore. E siccome quello che funziona è meglio non toccarlo, il control scheme che conosciamo torna in Conduit 2: responsivo, veloce, immediato, oltre che modificabile a piacimento per coloro che volessero impostazioni perfette per il loro stile di gioco.
Assunto quindi che pad alla mano, le premesse per sterminare un numero infinito di alieni ci sono, va visto quanto sia effettivamente divertente farlo. Fortunatamente, su questo fronte stiamo piuttosto tranquilli. Conduit 2 butta il level design "da denuncia" del primo episodio e propone qualcosa di molto più complesso, con livelli credibili per costruzione e scorrimento, ricchi di elementi dietro i quali ripararsi dal fuoco nemico. Ed è proprio questa caratteristica la più evidente del gameplay: la progressione nel livello è accompagnata da una serie di scontri a fuoco intensi e feroci, con proiettili, laser, plasma, granate da tutte le parti.
A fare il loro lavoro ci pensano soprattutto nemici dall'IA non elaboratissima, ma capaci di utilizzare coperture, tattiche d'accerchiamento, dispositivi per l'invisibilità. Questi si comportano diversamente a seconda del loro armamento, e se i soldati schiavi saranno sempre attenti a non esporsi al vostro fuoco, altri maggiormente protetti vi verranno incontro con il chiaro intento di stanarvi e portarvi allo scoperto; gli scout vi attenderanno nell'ombra, invisibili, e si riveleranno solo quando avranno una chiara occasione per sparare. E poi ci sono gli alieni, armati con i loro dispositivi organici, brutali quanto basta per consigliare di avvicinarli solo dopo una consistente iniezione di piombo. O dopo averli fatti saltare per aria. O magari vaporizzati. O consumati dalla radiazioni.
Se non aveste capito dove si vuol andare a parare, la "Santa Barbara" di Conduit 2 è quanto di più fornito ci sia, ed ha subito sostanziose revisioni rispetto al predecessore. Se lì infatti poche armi erano quelle realmente utili e letali, ora l'arsenale è non solo più nutrito (di poco) ma molto più vario, e sperimentarne le varie opzioni è una goduria. Fucili d'assalto, mine di prossimità, globi da dirigere con il Wiimote, sono alcuni dei modi per mandare al creatore i nemici. Anche il dispositivo per l'invisibilità può essere accaparrato, per agire come un ninja (Ford ne sarà molto entusiasta, vedrete).
All'arsenale è legato il sistema di perks che gli sviluppatori hanno implementato non solo per il multiplayer, come da tradizione, ma anche per il l'avventura principale. Grazie al dispositivo DIVA è possibile infatti scannerizzare alcuni oggetti, in maniera simile (per modalità, non per quantità) a quanto accade in Metroid Prime. Alcuni di questi oggetti (un calendario Maya, la macchina di Antichitera) offriranno informazioni aggiuntive, altri persino livelli da sbloccare, ottenendone le coordinate; ma la maggior parte vi farà guadagnare crediti da spendere proprio in potenziamenti. Ed allora, a seconda che si preferisca lo SCAR o il fucile alieno, sarà meglio prendere il perk adatto, quello per i proiettili o quello per i dispositivi organici. I potenziamenti son molti, divisi in quattro tipi, ed è quindi possibile personalizzare nel dettaglio il personaggio, adattandolo alle proprie preferenze.
Fin qui, i punti forti del titolo High Voltage. Passiamo ora alle note dolenti. E' vero che grossi passi avanti son stati fatti in chiave di level design, ma Conduit 2 non sfugge ad una sensazione di forte linearità. Di questi tempi negli FPS si va da un estremo all'altro: o linearissimi, o in un dispersivo mondo aperto. L'incapacità di rapportarsi con una soluzione intermedia è difetto non solo del titolo in analisi ma di tutto panorama degli shooter (con poche mirabili eccezioni). Ciò non toglie che a chi trae poco divertimento dal frag ignorante e discriminato Conduit 2 possa dire poco, quasi niente, anche al netto del suo particolare carattere.
Simile il discorso per quanto riguarda il multiplayer, presente sia sulla stessa console, via split screen, che via internet. La modalità cooperativa è poca cosa in effetti: i giocatori devono affrontare orde di alieni sempre crescenti, poco di più. La variante online offre invece tutte le opzioni più classiche, vivacizzate dall'utilizzo del DIVA una volta come pallone da rugby -da conquistare placcando a suon di proiettili i propri avversari- un'altra scambiandoselo con i propri compagni. Piacevole la modalità cacciatore di taglie, nella quale ogni giocatore ha uno e solo uno nemico da uccidere, perdendo punti qualora dovesse abbattere un altro avversario.
Ma al di fuori di queste comunque gustose varianti, il multi è quello solito fatto di bandiere da catturare e potenziamenti da acquistare mano a mano che si sale di livello (pur essendo condivisi con quelli dalla modalità singolo). La qualità delle mappe è discreta, anche se tendono ad essere leggermente dispersive per i partecipanti. Il codice pare avere qualche difficoltà nel matchmaking, ma quest'ultimo è di certo un problema dovuto alle tempistiche di noi poveri recensori.

Piombo e plasma


Dopo la piccola bugia riguardo il comparto grafico di The Conduit, i ragazzi di High Voltage dovevano farsi perdonare, sfornando effettivamente qualcosa all'altezza delle loro parole. Stavolta possiamo dirlo con certezza: tecnicamente, Conduit 2 è uno dei titoli di maggior impatto su Nintendo Wii.
Texture vive e dettagliate, insieme ai modelli dei personaggi ed agli effetti, rendono spettacolare ogni scontro a fuoco. Soprattutto sugli effetti si sono concentrati gli sviluppatori, e sia quelli speciali che quelli legati all'illuminazione sono di buona fattura. Questa è una scelta che evidentemente paga molto su Wii, rispetto alla volontà di realizzare una più complessa modellazione poligonale, che per venire incontro ai limiti della macchina non può essere chissà quanto complessa. Il suo ruolo lo gioca anche una direzione artistica magari non originalissima, ma coerente e curata, nonostante le molteplici ambientazioni che attraverseremo alla guida del Distruttore Ford.
Lo stesso non si può dire purtroppo del comparto audio. Il doppiaggio ne è la parte migliore, ma non per questo appare buonissimo: discreto, comunque. Da un titolo di carattere sarebbe stato lecito aspettarsi però una colonna sonora accattivante e incalzante, ed invece si fa davvero fatica a cogliere qualche pezzo meritevole: il sottofondo si fa ascoltare, ma è come se non ci fosse. Gli effetti sonori, almeno quelli, sono invece sufficientemente caciaroni.

Conduit 2 Per prendere a calci qualche alieno, senza particolari pretese, Conduit 2 è perfetto. Manca di spessore ludico, ma vi sopperisce con un carattere tutto suo, particolare, capace di accattivarsi la simpatia del giocatore. Distribuire morte per i livelli che compongono la campagna diverte, e tanto basta per consigliarne l'acquisto, anche considerando un impatto scenico difficilmente raggiungibile su Wii.

6.4

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