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Recensione Constant C

Esperimenti con la gravità nei panni di un anonimo robot di servizio

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Constant C
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Robot di Salvataggio è un umile droide di servizio senza nessuna ambizione, se non quella di svolgere il lavoro per cui è stato assemblato. Non ha curiosità, tanto meno esprime una volontà propria: esegue solo gli ordini, senza battere ciglio.
Per essere un Mr. Nessuno di acciaio e bulloni, tuttavia, è alle prese con un’impresa non da poco: riattivare la stazione spaziale nella quale è dislocato, facendo affidamento su un’I.A. dalla lingua lunga, ma dalle braccia talmente tanto corte da delegare al nostro qualsiasi compito.
Gli esperimenti sul continuum spazio-temporale condotti a bordo hanno prodotto catastrofici e insperati effetti, sospendendo in stasi ogni oggetto e tutti i membri dell’equipaggio. Solo Robot di Salvataggio, munito di un congegno anti-sospensione a corto raggio può ricollegare l’I.A. con le varie sezioni dell’astronave e riportare le cose alla normalità.

Stasi e gravità

Costant C non è certo un campione di originalità: di puzzle game con elementi platform, che pongono la forza di gravità al centro del gameplay, ne abbiamo visti a bizzeffe (The Bridge, per citare uno dei più recenti). Eppure, le basilari regole che regnano all’interno della nave alla deriva riescono a confezionare un’avventura soddisfacente e persino impegnativa, vista l’abilità richiesta in determinati passaggi.
Il piccolo protagonista robotico non può sparare e non è neanche un abile salterino. Persino la resistenza a urti, contusioni e cadute è sorprendentemente bassa per essere un tipo fatto interamente di ferro e acciaio. Dalla sua ha l’incoscienza di chi è guidato dalle famose Tre Leggi della Robotica, che gli impediscono di tremare di fronte a pericoli e ostacoli, e il già citato congegno anti-sospensione: strumento indispensabile per insinuarsi nei meandri del vascello spaziale.
Immaginate di trovarvi incastrati tra due gigantesche casse sospese in stasi a mezz’aria. Vi basterà avvicinarvi per vederle cadere verso il pavimento, permettendovi così di scalarle per raggiungere una piattaforma soprelevata.
Avvicinandovi agli oggetti, in pratica, questi torneranno a funzionare: un nastro trasportatore si riattiverà di colpo non appena sarete a pochi passi. Ma lo stesso farà ad esempio un pavimento elettrificato, tornando ad essere un problema di cui preoccuparsi una volta a portata di tiro.
La particolarità di Constant C -anzi: l’unico elemento distintivo della produzione- consiste proprio nella dinamicità di scenari che non si svelano sin da subito nella loro interezza. Dove altri puzzle game mostrano immediatamente, e con una certa chiarezza, ostacoli, opportunità e eventuali soluzioni, nella creatura di International Games System bisogna avvicinarsi agli oggetti, prima di scoprirne le potenzialità (o i pericoli) che ne possono derivare. L’effetto si potenzia ulteriormente non appena entra in gioco un'altra feature: il controllo della gravità. Salvo specifiche e limitate aree, il robot potrà capovolgere come meglio crede le ambientazioni, sfruttando a proprio vantaggio il cambio di prospettiva per aggirare laser, spostare in altri modi le immancabili casse e acciuffare i collezionabili che sbloccano scene d’intermezzo in cui vengono raccontati gli eventi che hanno causato il caos nella stazione spaziale.

Proprio per la particolarità del gameplay, in Constant C regna la pratica del trial & error: solo sperimentando un po’ con le leggi fisiche e gli oggetti a disposizione si raggiunge il traguardo che conduce allo stage successivo. Ciò potrebbe indispettire i perfezionisti, ma trovare più di una risoluzione al medesimo ostacolo regala immense soddisfazioni.
Ciononostante, la qualità del level design, almeno per quanto concerne la modalità storia, non è eccelsa. Nella nostra lunga vita di videogiocatori abbiamo visto di meglio, anche gli esperti del genere lo noteranno immediatamente; ciò non toglie che alcuni enigmi siano ben architettati, e che richiederanno diversi tentativi prima di essere risolti.
Diverso il discorso per le Sfide a Tempo: oltre a un buon uso del cervello, richiedono un’abilità con il pad tutt’altro che comune. Tra fulminei cambi di gravità e salti millimetrici, avrete di che inveire contro il sadismo degli sviluppatori che, dopo un’avventura principale alla portata di (quasi) tutti, hanno dato fondo alla loro cattiveria confezionando una serie di livelli accessibili solo ai più esperti e pazienti.
Se tecnicamente non c’è nulla da segnalare, artisticamente il gioco non brilla particolarmente. Fattezze e animazioni del robot lo rendono un personaggio simpatico, ma gli scenari in cui si muove si assomigliano tutti un po’ troppo, senza contare che le scelte cromatiche sono un po' spente. Abbiamo visto sicuramente di meglio, ma a rendere il tutto un pizzico più affascinante ci pensa, fortunatamente, una soundtrack ispirata, anche se appena accennata: effetto utile per sottolineare il silenzio assoluto che regna all’interno dell’astronave.

Constant C Dopo The Bridge, su XBLA sbarca un altro puzzle game che tira in ballo la forza di gravità. Il risultato è simile, sebbene il prodotto di International Games System si accontenti di un level design lievemente meno complesso e stuzzicante del diretto concorrente. Le due abilità in dotazione al robot bastano per mettere in piedi un gameplay stimolante e costantemente ravvivato da nuovi ostacoli da superare, sebbene gli esperti raggiungeranno con una certa facilità i titoli di coda. Diverso il discorso per le Sfide a Tempo: l’abilità con il pad richiesta causerà ben più di qualche grattacapo. Artisticamente modesto, Constant C si avvale di una trama scontata e prevedibile, ma ben diretta da scene d’intermezzo dotate di un’insospettabile dose di pathos. Certo non lo giocherete per la qualità dell’intreccio narrativo, ma tra un enigma e l’altro vi verrà voglia di scoprire chi sia il colpevole del fallimento dell’esperimento che si stava svolgendo nella stazione spaziale. Di puzzle game simili non mancano di certo, ma se volevate il bis, siete appena stati accontentati.

7.5

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