Cossacks 3 Recensione

Cossacks 3, a dispetto del nome, è il remake del primo episodio del franchise strategico targato GSC, ripresentato con un comparto tecnico rinnovato.

Versione analizzata: PC
recensione Cossacks 3
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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Sono passati ormai più di quindici anni dalla nascita di una tra le serie strategiche che ho amato di più durante la mia adolescenza: Cossacks. Il primo capitolo, datato 2000, si focalizzava su un ben determinato periodo storico, ovvero il tormentato scenario europeo a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. La serie, firmata dal team di sviluppo ucraino GSC Game World, spiccò tra i molti competitor essenzialmente per due ragioni: in primis, il titolo puntava sul "realismo" grazie a contesti, unità e situazioni verosimili, al contrario di altri RTS; in secondo luogo dava la possibilità di comandare addirittura centinaia di unità presenti contemporaneamente a schermo.
Le meccaniche di gioco, quindi, si differenziavano da quelle della concorrenza, pur non innovando il genere strategico, il quale da sempre girava sui medesimi cardini. GSC Game World, dopo Cossacks Napoleonic Wars e Alexander, provò a occupare anche la fetta di mercato - allora in piena espansione - degli sparatutto, sfornando S.T.A.L.K.E.R.. Questa nuova IP, che doveva persino avere un seguito, segnò il declino della software house la quale , dopo alcuni anni decisamente travagliati (soprattutto dal punto di vista legale) e il suo fallimento nel 2011, è stata successivamente rifondata e la prima fatica del team non poteva che essere un nuovo episodio della loro creatura più amata. Ecco quindi approdare sugli store digitali Cossacks 3, disponibile da poco più di un mese per la gioia degli strateghi di vecchio corso.

L'inganno in un numero

Nonostante vi sia il numero tre apposto subito dopo il titolo del gioco non deve trarre in inganno. Cossacks 3 non è, purtroppo, un nuovo episodio del franchise. GSC Game World non ha fatto altro che prendere di peso ciò che Cossacks già offriva all'epoca della sua uscita e traslarlo ai giorni nostri. L'esperienza di gioco, le sensazioni, le tattiche, le missioni e il feeling generale sono tutti aspetti rimasti immutati dopo il restauro operato dal team di sviluppo il quale, fortunatamente, si è premurato di sfruttare un engine tridimensionale che, con la "dimensione in più" contribuisce a svecchiare un titolo da considerarsi per certi versi anacronistico oggigiorno.

Il genere strategico, infatti, ha vissuto un'evoluzione esponenziale in questi ultimi quindici anni, abbracciando - salvo rari casi - una concezione più frenetica rispetto al passato. Questo ha portato a un'attenzione sempre maggiore verso la caratterizzazione delle unità controllate, l'utilizzo di coperture, una razionalizzazione (e snellimento) dei comandi, ponendo in secondo piano altri aspetti che tradizionalmente caratterizzavano gli strategici, come la raccolta delle risorse e la meticolosa micro gestione della propria base. Il poliedrico genere strategico, insomma, ha virato verso quello che può essere definito RTT (real time tactics).
Cossacks 3, invece, rappresenta un deciso tuffo nel passato, dato che il titolo ci ripropone inalterate le meccaniche in auge all'epoca della release originale: parte gestionale dedicata all'accumulo di risorse, un albero tecnologico che ricorda vagamente quello di Age of Empires, una paziente micro gestione dell'insediamento, produzione (con conseguente potenziamento) delle truppe e finale annientamento del nemico, ovvero la parte più divertente. Il franchise, come dicevamo poco fa, si è sempre distinto dalla concorrenza per l'incredibile quantità di truppe presenti contemporaneamente sul campo di battaglia che, ora, possono raggiungere la ragguardevole cifra di ben 16.000 unità.
Il recruiting avviene alla vecchia maniera: ossia attraverso la coda di produzione che permette di creare una sola unità alla volta per struttura. Capite che il ritmo di gioco, rispetto a quanto siamo abituati ora, non è esattamente esplosivo. Una volta assemblato l'esercito, la configurazione dei comandi, fortunatamente, è pensata in modo tale da consentire shortcut e il raggruppamento delle truppe sotto il vessillo di un ufficiale, così da selezionare interi battaglioni con un singolo clic. I giocatori più anziani e i veterani del genere potranno quindi lasciarsi letteralmente trasportare dai ricordi, mentre tutti coloro che vorranno cimentarsi nell'apprendimento delle complesse meccaniche di gioco potranno avvalersi di un lungo tutorial, articolato e completo.
Quest'ultimo consente ai giocatori di riprendere confidenza anche con la farraginosa schermata di gioco che, come in passato, rimane macchinosa e poco intuitiva soprattutto durante la navigazione nelle varie finestre. La "nuova" fatica del team ucraino promette centinaia di ore di pura strategia old school dal ritmo lento e ragionato, riproponendo interamente i contenuti presenti nell'illustre predecessore tra cui le cinque campagne complete - dalla durata incalcolabile e dal tasso di sfida elevato - dedicate all'esperienza in singolo e decine di unità differenti da conoscere e gestire provenienti da ben dodici nazioni differenti.
L'albero tecnologico, inoltre, è abbastanza ampio e vario, presentando oltre un centinaio di tecnologie da sbloccare per dominare sul campo di battaglia. Il titolo possiede, infine, un comparto multiplayer reso finalmente stabile dopo le incertezze rilevate nel periodo immediatamente successivo l'uscita e ci permette di ingaggiare battaglia con un massimo di otto giocatori su mappe generate proceduralmente. Questa feature, unita a un editor completo e rifinito, impegnerà il giocatore per centinaia di ore.

I cosacchi si vestono a festa?

Nel momento attuale, Cossacks 3 può essere considerato un titolo in costante miglioramento in quanto il team di sviluppo lavora alacremente per smussare i problemi tecnici che si sono presentati durante i primi giorni di permanenza sugli store digitali. Questo remake, infatti, al momento della sua uscita soffriva non solo di bug provenienti addirittura dal capitolo originale, ma anche di nuove incertezze dovute all'utilizzo del motore grafico tridimensionale che, comunque, non fa certo gridare al miracolo. Intendiamoci, sotto il profilo tecnico il lavoro di restauro svolto dai ragazzi di GSC Game World è encomiabile, nonostante si fregi di un comparto grafico abbastanza datato per gli standard odierni.

L'impatto visivo risulta comunque nel complesso gradevole grazie a un'effettistica tutto sommato rinnovata e alla generale rifinitura degli scenari già visti all'epoca. I modelli delle unità, invece, evidenziano la loro debolezza poligonale solamente se visti da vicino; ma questo non sarà un problema dato che, per la maggior parte del tempo, vi ritroverete a scrutare il campo di battaglia da molto lontano a causa delle centinaia di unità da guidare. Potevamo attenderci di più? Forse si, soprattutto alla luce di quel numero progressivo. Non dimentichiamoci, però, che la software house ucraina è stata rifondata da pochissimo quindi, per il momento, apprezziamo il lavoro svolto e il costante impegno per migliorare il titolo di settimana in settimana.

Cossacks 3 Cossacks 3 non è, a dispetto del numero progressivo, il nuovo capitolo della celebre saga di strategici in auge nei primi anni del millenio. Il titolo, infatti, può trarre in inganno dato che la "nuova" fatica del team ucraino GSC Game World, recentemente rifondato, non è altro che il primo episodio del franchise (datato 2000) ripresentato sotto una veste grafica tridimensionale. Nonostante il lavoro di restauro, Cossacks 3 resta uno strategico figlio di un passato ormai scomparso. Il titolo infatti ci ripropone, del tutto inalterate, le meccaniche che caratterizzarono la release originale, per un ritmo di gioco tutt'altro che frenetico. Se siete tra i nostalgici che amano il genere e volete tuffarvi nei ricordi, Cossacks 3 è il titolo che potrebbe fare al caso vostro. Certo, potevamo attenderci di più, forse addirittura un nuovo (per davvero) episodio,ma non possiamo far altro che apprezzare lo sforzo dei ragazzi di GSC nel riproporci un solido strategico vecchio stampo.

7.4

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