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Recensione Counterspy

L'affascinante mondo dello spionaggio torna nel nuovo stealth/action Sony

Counterspy

Videorecensione
Counterspy
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • iPhone
  • PSVita
  • Mobile Gaming
  • PS4
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Non tutti i mali, si sa, vengono per nuocere e, tra le centinaia di orrori partoriti dalla Seconda Guerra Mondiale, quello che più ha costituito un motivo di sviluppo per la società moderna è quello meglio conosciuto come Guerra Fredda. Oltre che in una sfrenata corsa agli armamenti nucleari, il periodo che dalla fine del conflitto fino agli inizi degli anni '90 ha visto protagoniste le due maggiori superpotenze mondiali si è infatti tradotto in una competizione senza esclusione di colpi in settori come l'ingegneria aerospaziale, lo sport ed il progresso tecnologico in generale, che ha aiutato a plasmare il mondo per come lo conosciamo ora. Counterspy trasporta il giocatore proprio nel 'periodo d'oro' di quel mezzo secolo, concentrandosi sulle vicende dell'organizzazione segreta C.O.U.N.T.E.R., impegnata a mantenere in equilibrio e a debellare la minaccia nucleare proveniente da oriente ed occidente, la quale vede come obiettivo nientemeno che la Luna. Tutto ciò avverrà portando a termine una serie di missioni in solitaria, supportati solamente da una scelta di gadget e armi ultratecnologiche come nella migliore tradizione spy-story, nell'intento di recuperare piani e informazioni relative alle basi di lancio delle testate.

IN MEZZO A DUE FUOCHI

Sin dalla prima missione, la particolare struttura di gioco di Counterspy ci metterà di fronte ad una scelta: infiltrarci in una base della coalizione degli Stati Imperialisti o in una di quelle appartenenti alla Repubblica Socialista? Considerando che ognuno dei livelli che affronteremo sarà generato proceduralmente di volta in volta, la scelta dovrà basarsi principalmente sul numero di piani di lancio recuperabili in ognuno di essi. Lo scopo principale di queste missioni 'standard' sarà infatti quello di farci collezionare il numero di informazioni necessarie a riempire un apposito indicatore, il cui completamento sbloccherà la relativa missione finale. Ai fini della nostra scelta sarà fondamentale tener conto anche del livello di DEFCON (la 'prontezza difensiva') di ognuna delle due superpotenze: una volta in missione, infatti, questo livello (variabile tra il più basso 5 ed il più elevato 1) indicherà anche il numero di tentativi che avremo a disposizione per portare a termine il nostro compito. Farsi uccidere, lasciare che una guardia comunichi un allarme via radio o farsi cogliere di sorpresa da una telecamera per troppo tempo significherà quindi anche 'perdere' un livello di DEFCON, fino all'inevitabile conto alla rovescia entro il quale dovremo raggiungere il computer alla fine del livello, pena un Game Over istantaneo.

Il livello di DEFCON con il quale una missione verrà completata costituirà anche quello dal quale la successiva ripartirà, obbligando il giocatore a porre particolare attenzione al suo operato e allo sfruttamento dell'unico metodo che permette di abbassare lo stato d'allarme, ovvero minacciare a mano armata uno degli ufficiali in comando sparsi per le aree di gioco. Oltre a questo, l'unico espediente con il quale iniziare una missione con un livello di DEFCON inferiore a quello previsto è quello di ricorrere all'utilizzo delle cosiddette 'Formule': raccogliendo il giusto numero di componenti e informazioni dagli appositi armadi posizionati lungo i livelli, sarà infatti possibile fabbricare upgrade che garantiranno abilità come, appunto, quella di abbassare di un'unità il livello di DEFCON della base nemica successiva, di sopportare più danni o diventare semi-invisibili alle telecamere, acquistabili fino ad un massimo di tre alla volta per missione. Oltre ai componenti necessari alla realizzazione delle Formule, lungo i livelli potremo collezionare anche gli schemi necessari alla costruzione di armi sempre più potenti e subdole, il cui unico problema risiede nell'eccessiva efficacia di alcune rispetto al resto del campionario: nonostante un gameplay incentrato su fasi stealth, in molti casi lo scontro con le unità nemiche sarà infatti inevitabile e, tra un'arma in grado di indirizzare gli avversari contro i loro stessi alleati, mitragliatori di grosso calibro e pistole silenziate, ben presto ci si renderà conto di come sia possibile uscire da qualsiasi situazione portando con se lo stesso identico set di armi (fino ad un massimo di quattro alla volta). Il fatto che lo scontro frontale si riveli a volte l'unica opzione disponibile è dovuto all'assenza, all'interno del gameplay di Counterspy, di tutta quella serie di opzioni e variabili a disposizione del giocatore che supportino a dovere un approccio stealth: l'equipaggiamento a nostra disposizione infatti, oltre a Formule ed armi, si rivelerà totalmente privo dei gadget e possibilità a disposizione di uno Snake o di un Corvo Attano qualsiasi, altresì necessari per sgattaiolare indisturbati tra le fila nemiche.

LICENZA DI UCCIDERE

Tralasciando per un attimo l'ovvia diversità di budget che separa Counterspy dai principali capisaldi del genere stealth, è principalmente la scarsa capacità di interazione con gli elementi di gioco all'interno degli scenari a tarpare le ali della nostra furtiva spia: oltre all'apertura di armadietti e alla raccolta di dati tramite computer (azioni entrambe effettuabili tramite la semplice pressione di un tasto), l'unica altra attività che permetterà di interfacciarsi con gli scenari sarà infatti quella di nascondersi dietro a specifici ripari, come nel migliore dei cover shooter. La telecamera, in questi casi, si sposta dai suoi canoni bidimensionali per offrire una visuale in terza persona più consona agli scontri a fuoco, la cui gestione risulta via via più ostica con l'aumentare dei nemici dell'altra parte della barricata: pur non presentando una quantità incredibile di tipologie nemiche, infatti, già un numero superiore alle due unità avversarie può rivelarsi letale. L'approccio agli scontri dovrà quindi passare per uno sfoltimento intelligente delle linee nemiche, eliminando per prime, ad esempio, le unità lanciarazzi (capaci di danneggiarci anche da dietro i ripari) per poi passare su quelle equipaggiate di fastidiosi fucili automatici, e così via, lasciando per ultimi gli eventuali ufficiali utili ad abbassare il livello di DEFCON.

Salvo rari casi, gran parte degli scontri potrà essere gestita da una singola copertura (dalla quale sarà in alcuni casi possibile innescare delle galvanizzanti detonazioni a catena grazie agli elementi esplosivi sparsi per le aree di gioco), a discapito di una dinamicità già compromessa dalla struttura 'a compartimenti' dei livelli di gioco (nel più classico stile metroidvania, per intenderci), dimostrando come, nemmeno da un punto di vista più action, Counterspy riesca a brillare pienamente. Entrambe le anime del titolo Dynamighty vengono inoltre indebolite da una IA avversaria estremamente carente, incapace di prodursi in tattiche offensive che vadano oltre all'attacco a testa bassa o di accorgersi dell'uccisione di un compagno a pochi metri dalla loro linea visiva, o al piano immediatamente inferiore al loro; che questi ultimi casi si presentino con una frequenza fortuita ed imprevedibile non può che andare a discapito della pazienza del giocatore. Il problema forse più pressante rimane comunque quello della ripetitività negli incarichi che, non uscendo mai dalla semplice raccolta dei piani di lancio, innesca continue sequenze di scontri a fuoco/raccolta oggetti/eventuale abbassamento DEFCON che già dopo il primo playthrough (completabile in meno di cinque ore) rischia di minare una rigiocabilità altrimenti resa interessante da nuove armi, formule e livelli di difficoltà via via sbloccabili. Nonostante i passi falsi, Counterspy riesce comunque a regalare una discreta dose di divertimento a tutti coloro che fanno del perfezionamento del proprio record il loro principale obiettivo di gioco: la forte componente 'trial and error', infatti, permetterà ai giocatori più persistenti di tentare una scalata alle classifiche potenzialmente in grado di impegnarli anche sul lungo periodo.

IL FASCINO DELLA SPIA

Dove Counterspy svolge invece un lavoro egregio è nella riproposizione di tutti quegli elementi che hanno accompagnato la spy fiction dai suoi esordi ai giorni nostri: nonostante l'esilità della componente narrativa, infatti, le varie sfaccettature tipiche (e stereotipate) delle due superpotenze sono ben implementate all'interno degli scenari grazie a cartelli di propaganda e a un doppiaggio recitato in modo convincente, per quanto non ricchissimo di battute. L'aspetto che più colpisce del versante tecnico è comunque l'ottima realizzazione grafica che, pur perdendo qualcosa a livello di dettaglio a causa della proceduralità nella creazione dei livelli, riesce a presentare il tutto in uno stile assolutamente affascinante, capace di riportare alla mente alcuni elementi caricaturali di Team Fortress 2, la cui Spia ha probabilmente giocato un ruolo fondamentale nell'ispirazione dello stesso protagonista di Counterspy. Tra gli aspetti meglio riusciti troviamo un comparto animazioni ben realizzato e perfettamente in linea con il timbro stilistico di tutto il gioco, così come una palette di colori azzeccatissima e resa ancora più credibile dal filtro 'pellicola anni '70' che accompagna scene di intermezzo e fasi di gioco. In linea con le atmosfere che caratterizzano tutta la produzione anche la componente sonora, con una selezione di musiche ed effetti sonori che non sfigurerebbero in un Bond-movie d'epoca.

Counterspy Dietro ad un'affascinante presentazione, capace di riportare sullo schermo tutto lo splendore del periodo d'oro degli spy-movie, Counterspy nasconde purtroppo i limiti di un sistema di gioco a metà strada tra lo stealth ed il cover shooter: sfortunatamente, a compromettere la riuscita di un altrimenti interessante mix di generi è purtroppo una IA deficitaria, incapace di supportare a dovere le meccaniche alla base delle due tipologie di gameplay, insieme ad una ripetitività dell'azione che, a dispetto di una generazione casuale dei livelli, non mancherà di farsi sentire già dopo qualche ora. Nonostante ciò, grazie ad una costante ricerca del punteggio migliore e a patto di non essere alla ricerca di meccaniche più profonde, Counterspy riesce a proporre una discreta dose di divertimento (e sfida, nei livelli di difficoltà più elevati), specialmente se preso occasionalmente in 'piccole dosi', rendendone così la versione PlayStation Vita forse la più appetibile dell'intero pacchetto.

6.8

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