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Recensione Criminal Girls 2: Party Favors

Abbiamo provato Criminal Girls 2: Party Favors, dungeon crawler che finalmente approda in Europa in esclusiva su PlayStation Vita.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Criminal Girls 2: Party Favors
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. È inoltre nemico giurato di DLC e digital delivery. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook.

Ignorata e abbandonata da Sony e dai suoi studi first-party, negli ultimi anni la PlayStation Vita è diventata una sorta di paradiso per JRPG e soprattutto dungeon crawler, una categoria di titoli che mai come oggi ha fatto capolino persino nel Vecchio Continente, riscontrando di conseguenza una crescente attenzione da parte di critica e giocatori occidentali. Dopo il deludente MeiQ: Labyrinth of Death rilasciato solo una settimana fa da Idea Factory International, il già vasto parco titoli della console handheld di casa Sony accoglie il sequel di una delle più piccanti (per non dire zozze) produzioni targate Nippon Ichi Software. Stiamo naturalmente parlando di Criminal Girls 2: Party Favors, dungeon RPG finalmente disponibile anche in Europa, seppur con qualche lieve censura. Non temendo mutandine, minigiochi più o meno sconci e una lunga serie di scene imbarazzanti, capaci di costarci il rispetto di famigliari e persone circostanti, abbiamo provato la nuova proposta di NIS America e di seguito vi illustriamo le nostre considerazioni sul prodotto.

Un Inferno di mostri e mutandine

Esattamente come il suo predecessore, Criminal Girls 2: Party Favors è ambientato nel cosiddetto Hell Spire, una sorta di Purgatorio che si erge a cavallo fra l'Inferno ed il mondo reale. Nei panni di uno smemorato istruttore incapace persino di ricordare il proprio nome, i giocatori sono responsabili di un piccolo gruppo di avvenenti detenute colpevoli di aver commesso in vita qualche crimine minore. Seppur in possesso del "DNA criminale", le giovani sono infatti decedute senza commettere nulla di grave, ragion per cui non solo sono state loro risparmiate le eterne torture dell'Inferno, ma addirittura hanno la possibilità di sottoporsi a un processo di riforma che consentirà a ciascuna detenuta di tornare nel mondo dei vivi. Redimerle e guidarle verso la retta via sarà proprio il compito del protagonista di turno, selezionato appositamente poiché dotato di un cuore virtuoso. Forse ancora per poco. Dal momento che le ragazze al seguito del protagonista sono sette e non sei come riportato nei registri, il dubbio che fra loro possa celarsi un Convict (un'anima dannata ormai tramutata in una creatura dalle fattezze mostruose) genera una serie di sospetti che già nelle prime ore del gioco spingono un alto ufficiale della prigione a precipitare l'intero gruppo nelle profondità dell'Inferno, compreso il povero istruttore. Nella speranza che si tratti solo di un errore, il gruppo decide di raggiungere un passaggio segreto che collega Inferno e Hell Spire, tuttavia il lungo percorso che separa le detenute dalla meta non sarà affatto semplice e prevede il superamento di dungeon e orde di Convict intenzionati a ostacolare il processo di redenzione. Durante il tragitto, inoltre, ciascuna di loro sarà sottoposta alle "piccanti" procedure di motivazione effettuate dal protagonista, il quale dovrà, attraverso questo pruriginoso espediente, individuare il Convint infiltrato all'interno nel gruppo. Già a livello narrativo troviamo dunque la prima sostanziale (e intelligente) differenza fra Criminal Girls: Invite Only e Party Favors: se nel primo episodio il gruppo criminale diventava sempre più unito e compatto, durante la nuova avventura saranno invece dubbi e sospetti i principali protagonisti della vicenda. Per tutta la durata del dungeon RPG, che può portar via fra le trenta e le cinquanta ore circa, il giocatore e le stesse compagne di viaggio sospetteranno l'uno dell'altra e più volte finiranno per cambiare idea a causa dei bizzarri comportamenti delle stereotipate quanto procaci protagoniste femminili.

Io non punisco... motivo!

Criminal Girls 2: Party Favors è un dungeon crawler con scontri casuali rigorosamente a turni. A ciascuno scontro potranno partecipare quattro donzelle al massimo, ognuna delle quali proporrà, turno dopo turno, un attacco combinato o un'abilità precisa. È importante precisare come il gioco non permetta infatti di selezionare liberamente tutte le abilità apprese dai personaggi: diversamente da quanto accade nella maggior parte dei JRPG a turni, ciascuna delle capricciose eroine del gioco disporrà di svariate abilità, sia offensive che di supporto, ma le azioni disponibili ad ogni nuovo turno risulteranno piuttosto limitate. Nei suddetti, inoltre, potremo utilizzare un solo oggetto per volta, effettuare un'unica sostituzione fra combattenti titolati e riserve, e selezionare una singola abilità o azione combinata fra quelle che le quattro criminali decideranno di proporci. Questo atipico battle system richiederà di conseguenza una costante attenzione da parte del giocatore, il quale, in base alle condizioni del party o alla pericolosità dell'avversario di fronte, dovrà sempre ponderare le proprie azioni, optando di volta in volta per strategie puntualmente diverse. Di conseguenza, gli scontri non saranno mai monotoni e, soprattutto nelle prime ore di gioco, risulteranno alquanto impegnativi, anche perché i punti esperienza ottenuti al termine delle battaglie saranno inizialmente limitati. Fatta eccezione per alcuni boss fin troppo ostici, il livello di sfida non sarà mai troppo elevato, anche a causa di un'intelligenza artificiale dei nemici che lascia molto a desiderare e risulta troppo spesso quasi del tutto assente: se i mostri comuni tendono ad attaccare a rotazione i vari componenti del party, senza mai accanirsi su nessuno di essi, determinati boss potrebbero addirittura chiudere lo scontro con qualche attacco di straordinaria potenza.

Vincendo le battaglie, il party acquisirà non solo punti esperienza, ma anche i preziosi punti CM, vale a dire la moneta del gioco, utilizzabile sia per acquistare oggetti curativi che per apprendere nuove abilità. Proprio questa è la peculiare e un po' zozza meccanica che caratterizza il brand di Criminal Girls. Spendendo punti CM, il giocatore potrà "motivare" (o "punire", secondo la versione originale in giapponese) le aggraziate compagne di viaggio, sottoponendole a varie torture a sfondo erotico. Per esempio, già nei primi minuti di gioco avremo la possibilità di lucidare le nostre eroine attraverso l'uso di uno spazzolone: in questo caso, il giocatore dovrà strofinare interessanti determinate parti del touchscreen della PS Vita per togliere lo sporco (...) presente sugli artwork delle ragazze. Tale modalità non serve solo a spingere i giocatori più sporcaccioni all'acquisto del titolo, ma permette alle ragazze di apprendere nuove abilità semplicemente completando il minigioco selezionato. Per ogni livello completato, infatti, le ragazze potranno apprendere un'abilità di tipo S o M, rispettivamente per "sadico" e "masochista", una scelta che modificherà il comportamento in battaglia di ciascun personaggio.

Proseguendo con la campagna principalmente, sarà possibile sbloccare nuovi minigiochi a sfondo erotico che sottoporranno le criminali a torture sempre più piccanti e fantasiose, sempre caratterizzate da bellissimi artwork animati. Non per nulla, minigiochi e artwork sono, quantomeno a livello tecnico, l'aspetto più curato di tutta la produzione; ciononostante, durante la nostra lunga prova, la qualità degli artwork e le pose ammiccanti delle eroine non ci hanno impedito di notare come spesso le funzioni touch richieste dal minigiochi erotici non siano sempre precise. Sia nelle battaglie che durante le fasi esplorative, la grafica bidimensionale di Criminal Girls 2: Party Favors si dimostra nettamente superiore a quella del primo gioco, il quale aveva ereditato dalla versione PSP modelli dei personaggi troppo pixellati. La colonna sonora ricicla alcuni dei brani già noti a chiunque abbia giocato il precedente episodio, ma per il resto risulta puntuale e svolge quantomeno il suo dovere offrendo un discreto accompagnamento acustico. Come da tradizione nelle produzioni Nippon Ichi Software, il doppiaggio originale in lingua giapponese - curiosamente l'unico disponibile - risulta impeccabile e perlopiù composto da doppiatori emergenti come Seiko Yoshida, che quest'anno ha prestato la voce a Leona di The King of Fighters XIV. Infine, la traduzione in inglese proposta dai ragazzi NIS America ci è parsa ottima e in fase di analisi non abbiamo notato nessun errore degno di menzione.

Criminal Girls 2: Party Favors Criminal Girls 2: Party Favors si fa strada nella già ricca carrellata di dungeon crawlerdisponibili su PS Vita grazie ad un combat system atipico che scaccia la monotonia dei propri simili e richiede un costante quanto genuino livello di strategia. Rivelandosi senza dubbio una delle migliori produzioni Nippon Ichi Software degli ultimi anni, il gioco risulterebbe perlopiù indicato agli amanti del JRPG di stampo classico, ma grazie a divertenti minigiochi a sfondo erotico sarà pienamente apprezzato anche da tutti gli appassionati di "ecchi", ragazze 2D e anime giapponesi, una fascia d'utenza ormai abituata al fenomeno del fanservice che, da qualche anno a questa parte, fa da padrone nella sempreverde industria nipponica.

7

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