FIFA 18 feat Il Green Adesso online

Il Green gioca in diretta con FIFA 18!

Xbox One Lancio

Recensione Crimson Dragon

In sella a un dragone, nel nuovo action-shooter ispirato a Panzer Dragoon.

Crimson Dragon

Videorecensione
Crimson Dragon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Fin da quando è stato annunciato, Crimson Dragon ha magnetizzato le attenzioni di pubblico e stampa. Il titolo, del resto, è tutto un programma: rimanda tanto allo sparatutto a cavallo di draghi Panzer Dragoon Orta, quanto alle sparatorie tra aerei vintage di Crimson Skies. Effettivamente Crimson Dragon mescola le peculiarità di entrambi i videogiochi, collocandosi in seno ad un genere praticamente scomparso, che vivacchia solo grazie a sporadici voli arcade (Sin & Punishment 2) o strani esperimenti sinestetici (Child of Eden).
Ad occuparsi del nuovo progetto troviamo uno sviluppatore che risponde al nome di Grounding Inc.. É un team sconosciuto ai più, e le dimensioni piuttosto contenute lo equivalgono alla galassia di piccoli studi di sviluppo che hanno impreziosito la softeca del Marketplace con piccole gemme meravigliose. Yukio Futatsugi, il producer del gioco, lasciò Sega dopo aver lavorato proprio alla saga di Panzer Dragoon, e pubblicò Phantom Dust su Xbox, un ben accolto card game con elementi action.
Queste, a somme linee, le caratteristiche del progetto e le professionalità che l'hanno portato avanti. Da dire manca solo una cosa: anche se esce su Xbox One, Crimson Dragon è un titolo Xbox 360.
Il gioco fu annunciato ben due anni fa come un progetto pensato per Kinect, e addirittura una demo fu rilasciata per sbaglio sul marketplace nipponico. Il software era in dirittura d'arrivo, insomma, e quello che ci troviamo di fronte al lancio della console Next-Gen è sostanzialmente lo stesso. Magari appena un po' abbellito sul fronte delle texture.
Tolti quasi integralmente anche i comandi Kinect, nonostante la nuova console punti così forte sul motion controller: il team ha preferito affidarsi ai pad, forse per venire incontro alle richieste dei “core gamer”, forse alla ricerca di un sistema più preciso.
Fatto sta che, dop uno sviluppo così frastagliato e un cambio di direzione tanto importante, Crimson Dragon si presenta ai nastri di partenza non proprio in formissima, ed anche a bordo del suo dragone non riesce proprio a spiccare il volo.

IN SELLA A UN GIGANTE SPUTAFUOCO

Crimson Dragon si ambienta in un futuro non troppo lontano, nel quale l'umanità è riuscita a colonizzare un lontano pianeta, fuggita dalla terra dopo un non troppo preciso evento apocalittico.
La razza umana si trova però a fronteggiare una nuova minaccia: il terribile morbo della Scaglia Cremisi, così chiamata per le piaghe squamose che infestano il corpo degli appestati, destinati ad una morte lenta e dolorosa. Sono pochi gli uomini che riescono a sviluppare un'immunità alla malattia, ma anche per loro il destino è segnato: diventeranno Cavalieri del Drago, in grado di parlare con le enormi creature e di cavalcarle.
Il giocatore impersona proprio una nuova recluta dell'Ordine, che come tutti gli altri si impegna a limitare il diffondersi dell'epidemia e, nel contempo, a cercare una possibile cura.
La trama di Crimson Dragon è raccontata in maniera molto superficiale e frettolosa, attraverso schermate statiche o dialoghi con il nostro superiore. Lo svolgimento narrativo resta totalmente in secondo piano, ed anche se a volte ci ha ricordato, non tanto per tematiche quanto per il profondo scacco esistenziale che la sceneggiatura riesce a trasmettere, il magnifico Ace Combat: Distand Thunder. Un paragone forse un po' troppo ardito, perchè al di là di un'atmosfera un po' tetra e malinconica, il plot non ha gli strumenti per reclamare il centro della scena, e finisce per essere un elemento completamente accessorio.
Di alti e bassi vive anche il comparto stilistico, vera chiave di volta per il successo di un'IP come questa.

"La trama di Crimson Dragon è raccontata in maniera molto superficiale e frettolosa, attraverso schermate statiche o dialoghi con il nostro superiore."

Dal punto di vista delle ambientazioni, il lavoro svolto non è male: ci troviamo ad esempio a trasvolare uno smisurato oceano mentre l'orchestra di Saori Kobayashi pizzica i primi accordi. Sonorità riconoscibilissimi per chiunque si sia cimentato con Panzer Dragoon Orta. Planando sulla superficie dell'acqua si scorgono blocchi di ghiaccio erosi a tal punto da sembrare formazioni calcaree esili e bucherellate, e ancora una volta il panorama rimanda ai draghi Sega.
In altre missioni l'oceano si fa fiume e i blocchi di ghiaccio roccia marziana: stiamo volando all'interno di un canyon. Artisticamente è meno ispirato dall'oceano polare, ma poi ci tuffiamo a capofitto all'interno di una lussureggiante foresta. Qui gli alberi sono cresciuti in maniera spontanea e i loro tronchi formano un intricato labirinto naturale.
Qualche spunto buono, insomma, non manca, peccato che poi il tutto si scontri con le scelleratezze del motore grafico, davvero troppo poco prestante per supportare come si deve l'art design.
Neppure il look dei draghi e dei nemici è convincente. Le bestie più riuscite sono quelle dalle forme classiche, mentre per quel che riguarda il bestiario troviamo la solita accozzaglia di vermi giganti, coleotteri, meduse. Se l'intento era quello di creare un setting iconico, purtroppo, anche volendo considerare i guizzi di certi scorci, l'esperimento può dirsi integralmente fallito.

RICORDANDO PANZER DRAGOON

A livello di gameplay il titolo recupera l'impostazione del già citato in & Punishment. Il drago si muove su binari predefiniti, ma con lo stick analogico sinistro è possibile spostarlo all'interno dell'area inquadrata dallo schermo. Lo stick sinistro permette invece di indirizzare il reticolo di mira: con questo possiamo agganciare vari bersagli, per poi far fuoco con il trigger. Il sistema di Lock-On automatico è quello sperimentato da Rez, ma ci sono anche armi secondarie dal funzionamento diverso che si avrà modo di sperimentare nel corso della campagna.
Sostanzialmente lo scopo del gioco è quello di abbattere i nemici e schivare i proiettili, utilizzando semmai i rotolamenti evasivi (“Do a barrel roll!”) a destra e sinistra.
Fin da subito Crimson Dragon mette in evidenza parecchi problemi. Anzitutto la gestione della telecamera non è perfetta, e quando ci si avvicina ai margini dello schermo l'inquadratura tende a spostarsi nella direzione del drago. Questo genera una sorta di costante incertezza su quali siano i margini di manovra effettivi, in un genere che dovrebbe invece avere la stessa precisione di uno scrolling shooter. La scelta di inserire due tipologie di schivata dalla direzione preimpostata, invece che una sola nella direzione di movimento, rende il control scheme più complesso e risulta dannatamente poco intuitiva (si tratta forse di un residuo del concept pensato per Kinect).

"A livello di gameplay il titolo recupera l'impostazione del già citato in & Punishment."

Evitare i proiettili diventa, per via di questi due problemi, un vero e proprio inferno. Anche perchè molto spesso è veramente difficile leggere la scena e capire da che parte stanno arrivando i colpi.
Non chiediamo certamente la precisione geometrica di Rez, ma Crimson Dragon è un titolo a volte “illeggibile”. Lo schermo si riempie di sfere di fuoco che sembrano occupare tutta la visuale, raggi verticali quasi invisibili, proiettili luminescenti che si confondono con le scie dei bonus (anch'essi diretti verso di voi a tutta velocità). In certi momenti il gioco riesce ad essere caotico e confusionario all'inverosimile, e la sopravvivenza è questione soprattutto di fortuna.
Immaginatevi cosa può succedere quando ad accompagnarvi in missione ci sarà un compagno, reclutato prima di scendere in campo, che può essere schierato come avanguardia o retroguardia.
Unitamente ad un gameplay poco preciso, che subito farà montare i nervi ai patiti del genere, va biasimata la struttura delle missioni, spesso e volentieri poco interessanti e abbastanza monotone, ben lontane dagli stage eccezionali di Sin & Punishment.
Crollate le fondamenta stesse del titolo, a poco serve la struttura ruolistica di sottofondo. Ogni missione frutta punti esperienza, crediti e oggetti: i primi servono per far salire di livello di draghi, mentre i vari item possono essere dati in pasto alle bestiole per fargli imparare nuove mosse e abilità.

CAVALCANDO L'ONDA DEL FREE-TO-PLAY

E' attorno ai crediti però che gira il discutibile sistema economico di Crimson Dragon. Oltre ad acquistare nuove cavalcature, i crediti servono per assoldare i compagni (spesso determinanti per la buona riuscita della missione), comprare oggetti monouso che potenziano varie statistiche per un singolo stage, ma anche per pagare l'accesso ai livelli avanzati.
L'idea che ci siamo fatti in questi giorni passati insieme a Crimson Dragon è che il titolo abbia voluto abbracciare un sistema di sblocchi e transazioni simile a quello di tante applicazioni mobile, molto in voga in Giappone. Ed in effetti non manca una seconda valuta da acquistare sul marketplace e persino le gemme che permettono di evitare un Game Over, facendoci tornare subito in partita. Una scelta difficile da apprezzare, anche se in effetti nel corso delle nostre sessioni di gioco non ci siamo mai scontrati con forti limitazioni all'esperienza di gioco o settori bloccati. Eppure, il focus così importante sulle microtransazioni, per un titolo dal costo non indifferente, è un segnale non incoraggiante.
Dal punto di vista tecnico Crimson Dragon è in tutto e per tutto un titolo OldGen. I modelli poligonali dei draghi sono molto semplici, per nulla dettagliati, e guardando alle ambientazioni si scorgono gli stessi problemi: strutture “spigolose”, pochi elementi sullo schermo e texture piattissime. Neppure gli shader possono dire di sfruttare la potenza della nuova console. Gli effetti speciali sono molto semplici, e non c'è nulla, nell'intera esperienza con Crimson Dragon, che ci ricorderà il salto generazionale.

Crimson Dragon Il Drago di Microsoft è colpito: ulula con le ali in fiamme, cade come un detrito infuocato che solca il cielo, si infrange sulla line-up di Xbox One senza lasciar traccia. Purtroppo lo sviluppo a singhiozzi, il cambio improvviso della piattaforma di destinazione e la totale revisione del gameplay non hanno fatto bene a Crimson Dragon. Il titolo apre la Next-Gen di Microsoft con una grafica arretrata ed uno stile bruttino; ma sono soprattutto le magagne a livello di gameplay a far storcere la bocca. La scena è troppo difficile da leggere, il control scheme tutt'altro che funzionale, la telecamera un po' bizzosa. Insomma: vietatissimo considerare il titolo firmato Grounding come l'erede spirituale di quel gran gioco che fu Panzer Dragoon Orta. Mettetevi l'anima in pace e cercate altrove.

5.5

Che voto dai a: Crimson Dragon

Media Voto Utenti
Voti totali: 13
4.5
nd