Recensione Crysis 3

Il ritorno trionfale di Prophet.

Crysis 3

Videorecensione
Crysis 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Produrre oggi un FPS di successo è un'impresa molto difficile. Il mercato è saturo da anni e per ottenere l'attenzione del pubblico bisogna puntare sempre più in alto, o riuscire a rinfrescare strutture ormai logore. Per quanto l'impresa possa sembrare difficile, più di qualcuno ha avuto successo: potremo citare ad esempio Ubisoft e Far Cry 3, oppure Crytek.
Crysis 3, in arrivo questo 22 Febbraio su Xbox 360, Playstation 3 e PC, è infatti un First Person Shooter davvero eccellente. Cevat Yerli e i suoi hanno saputo condensare in questo terzo capitolo tutta la loro esperienza: a livello tecnico si tratta di uno dei videogiochi in grado di spingere al limite l'hardware di computer e console di ultima generazione; a livello ludico la produzione alimenta le prerogative sandbox che già aveva sperimentato con successo due anni fa. Considerando che Crytek non si è risparmiata nemmeno per quanto riguarda impostazione narrativa e contenuti multiplayer online, possiamo tranquillamente affermare che Crysis 3 è uno tra i migliori sparatutto in circolazione. Vediamo nel dettaglio il perché.

Prophet is back

Narrativamente parlando l'intreccio di Crysis 3 è fortemente collegato al precedente capitolo, tanto che il dev team ha ben pensato di inserire un'apposita opzione per visionare un sunto dei fatti. L'avventura si svolge ben ventitrè anni dopo l'epilogo di Crysis 2, con le milizie CELL che hanno ormai preso il controllo delle più grandi metropoli. L'operazione ha avuto successo grazie alla costruzione di gigantesche cupole "protettive". L'isolamento completo di città come New York (ambientazione di questa terza avventura) ha eroso pian piano le possibilità di sopravvivenza umane, lasciando il pianeta in balia della natura, che si è ripresa i suoi spazi.
La speranza, però, non è del tutto perduta. L'organizzazione ha letteralmente strappato le nanotute dai soldati agli ordini di Prophet, uccidendone la maggior parte nel processo ed alimentando un fortissimo senso di vendetta nei sopravvissuti. Questi hanno formato negli anni una milizia ribelle, cresciuta nell'ombra e divenuta ogni giorno più forte, grazie soprattutto alla ferrea volontà di Psycho - di ritorno dopo Crysis Warhead. Sarà proprio lui, nei primi istanti dell'avventura, a liberare Prophet dalla prigionia CELL: una sorta di crio-sonno indotto per studiare la sua fenomenale integrazione con il DNA Ceph.

"L'impianto narrativo di Crysis 3 si risolleva in larga parte dalle incertezze del secondo capitolo, convincendo con solo qualche riserva"

Nei panni del ritrovato protagonista (Prophet) dovremo in primis fare luce sulle reali motivazioni che hanno portato CELL ad isolare New York e le altre metropoli, per poi tentare di sventarne il terribile piano. Uno svolgimento abbastanza lineare, che viene arricchito però dalle forti personalità degli attori digitali. Non solo Prophet e Psycho ma anche i principali componenti del gruppo ribelle, mostrano nel corso dell'avventura una caratterizzazione psicologica di valore. Alle vicende nude e crude -ed al solito un po' troppo intricate- si affiancano i drammi personali di protagonisti e comprimari, capaci di dipingere nel complesso un quadro altamente toccante. Da una parte il sacrificio estremo di Prophet, che ha rinunciato da tempo alla sua umanità; dall'altra Psycho, con il pesante fardello di un senso d'inferiorità incolmabile e i tremendi ricordi dell'operazione per strappargli la nanotuta di dosso. Un'amalgama brutale di sentimenti e risvolti spesso inaspettati che colpisce il giocatore allo stomaco, lasciandolo stranito di fronte a un intreccio tra i più maturi nel genere d'appartenenza. Il merito va anche ad una performance attoriale altamente convincente, capace di sottolineare efficacemente ad ogni cut scene i sentimenti degli interpreti, coinvolgendo il giocatore.
Chiudendo i battenti con un finale degno di questa trilogia, l'impianto narrativo di Crysis 3 si risolleva in larga parte dalle incertezze del secondo capitolo, convincendo con solo qualche riserva. E' solo lo stile stesso della narrazione a presentare qualche problematica. Crytek preferisce affidarsi ancora ad un intreccio a tratti criptico (e un po' spocchioso), profondamente legato al generale filo conduttore e da approfondire anche in autonomia, tramite audio e text log sparsi qua e là. Un approccio non del tutto "amichevole" o adatto a tutti, che non scalfisce in ogni caso la bontà di un reparto convincente ed interessante per l'intera avventura.

Soluzioni multiple

Sin dal primo contatto con le meccaniche di gioco ci si accorge che il feeling di Crysis 3 non è cambiato rispetto al secondo episodio. Un sistema di controllo a tratti un po' troppo complesso ci permette di accedere alla solita dotazione di base (fucile automatico e pistola silenziata), nonché ai poteri della Nanotuta - marchio di fabbrica di Crysis. Un tocco sul dorsale sinistro ed attiveremo una Corazza in grado di assorbire il danno dei proiettili o di una brutta caduta; uno sul destro e potremo avvalerci della Mimetizzazione Olografica, indispensabile per agire nell'ombra. Immutati anche i potenziamenti alle capacità fisiche, che ci consentiranno di eseguire balzi sovrumani, spostare o lanciare pesantissimi oggetti. Poche (ma come vedremo sostanziali) le modifiche all'arsenale bellico: recuperando le varie bocche fuoco ne sbloccheremo anche gli accessori, da sfruttare a piacimento grazie al sempre intuitivo menù a scomparsa. Una struttura collaudatissima, che Crytek ha pensato bene di non modificare per dare continuità al brand e mettere immediatamente a proprio agio il giocatore.
La novità è però il sale del successo, ed il team tedesco lo sa bene. Proprio per questo, partendo dalla dotazione, Crysis 3 mostra spunti interessanti. Si parte dal chiacchierato Arco, il vero "game changer" di questa terza incarnazione. Silenzioso e sempre letale consente da solo numerosi approcci differenti, grazie all'ampia gamma di frecce. Si parte dai normali dardi a punta penetrante, ideali per eliminazioni a distanza senza fare alcun rumore e si passa alle frecce caricate elettricamente, capaci di mandare in tilt i sistemi difensivi nemici o di "friggere" più avversari contemporaneamente. Infine, per il distruttore che alberga in ognuno di noi, Crytek ha messo a disposizione ben due tipologie di frecce esplosive. Queste ultime, oltre che per distruggere unità corazzate o Ceph particolarmente resistenti, potranno essere sfruttate per mettere in atto indispensabili diversivi, colpendo ad esempio bidoni di carburante per attirare l'attenzione lontano da Prophet. Un incremento enorme della varietà, che spinge il giocatore verso un approccio stealth altamente soddisfacente. A questo proposito il dev team ha mantenuto davvero ogni promessa. I quadri di gioco di un'avventura comunque lineare (l'approccio free roaming non è più fra le priorità di Crytek) mostrano una vastità fuori dal comune, ed un'architettura tanto complessa da sposare molto più efficacemente le caratteristche sandbox già ricercate nel precedente capitolo. Edifici diroccati, sentieri secondari ben nascosti ed ampie distese d'erba altissima ci permettono di sfruttare tattiche sempre diverse per avere la meglio sul nemico.

"Il connubio di precise e profonde dinamiche stealth e frenetiche sparatorie all'ultimo sangue funziona a meraviglia. I meriti sono da ricercarsi in un level design ricercatissimo, curato e complesso, nonché nella riscrittura di diverse routine comportamentali"

Possiamo passare totalmente inosservati senza mai colpire, sgattaiolare alle spalle per eliminazioni furtive o sfruttare ogni caratteristica di uno splendido level design per mettere a segno uccisioni mirate. Una marea di diversi approcci tattici che vanno di pari passo con il netto miglioramento dell'intelligenza artificiale - annoverata tra i difetti più evidenti del secondo capitolo. I nemici umani si muovono prevalentemente in gruppo, costringendoci ad un'attenta pianificazione di ogni minimo movimento. Per un'azione efficace è necessario tenere in conto la durata dell'invisibilità, la necessità di recuperare dai cadaveri le frecce scagliate e la conformazione dei livelli. L'elevato tasso di attenzione delle truppe nemiche, l'intelligenza tattica nell'accerchiamento ed il sapiente sfruttamento della dotazione sono aspetti completamente rinnovati dell'IA, che pone il giocatore di fronte ad un alto livello di sfida già a media difficoltà. Sfruttare il Visore Tattico per taggare i nemici e studiarne le routine è quindi fortemente consigliato.
Molto diverso l'approccio allo scontro dei Ceph, la cui bestialità e crudeltà si mostra anzitutto dai comportamenti in battaglia. A differenza delle truppe CELL, gli alieni si muovono seguendo soprattutto un innato istinto naturale, fiondandosi a perdifiato sulla preda non appena fiutata. L'approccio allo scontro è in questi casi diametralmente opposto. Potenza e reattività sono caso preferibili a pazienza e furtività: dovremo quindi sfruttare tutto l'arsenale a nostra disposizione e le coperture. Anche in questi casi l'azione a schermo non mostra quasi mai incertezze. Alcune nuove bocche da fuoco e la possibilità di sfruttare diverse armi aliene si uniscono alla dotazione classica, dandoci modo di sperimentare continuamente nuove soluzioni. L'alternanza tra le file Ceph, dai rapidi e letali Stalker ai giganteschi Devastator, ci mette nell'ottica di variare costantemente l'approccio allo scontro, rinvigorendo la varietà anche a fronte di unità nemiche tatticamente meno sviluppate. Alla stregua della componente stealth, dunque, anche quella "ad armi spianate" funziona benissimo, e non solo per la rinnovata varietà. Le dinamiche ludiche sono le stesse che chi ama Crysis ha da tempo imparato a conoscere. Dinamismo e frenesia della fase shooter si sposano benissimo con l'elevata carica realistica del titolo, che mostra effetti rinculo convincenti ed un sistema di hit detection tra i più precisi ed accurati in circolazione. Il feeling è allo stesso tempo genuino ed altamente spettacolare: il paradiso per una vasta schiera di videogiocatori.

Crysis 3 non si limita però a quanto già descritto, aggiungendo alcuni elementi collaterali di varia natura. Partendo dai più marginali segnaliamo un paio di brevi sessioni on rail altamente impattanti, ed altrettante di guida, utili quasi solamente allo spostamento da un'area all'altra. Sicuramente di maggiore interesse gli obiettivi secondari che si presenteranno nel corso della progressione: nulla di particolarmente stimolante, se non per il fato che stimolano una fase esplorativa più intensa rispetto al predecessore. Aguzzando i sensi e sfruttando a dovere il Visore Tattico, potremo poi raccogliere importanti Kit di Potenziamento - semplici punti da spendere per la Nanotuta. Attraverso un menù dedicato saremo in grado di migliorare diverse funzionalità della tuta: furtività, velocità di ricarica delle armi o quantità di danno massima assorbita dalla corazza. Scelte interessanti e funzionali al gameplay, che culminano nelle nuovissime possibilità di hacking. Inquadrando torrette sentinella o meccanismi elettronici di varia natura, Prophet sarà in grado di penetrarne le difese, rivolgendo la minaccia contro i suoi bersagli.
Volendo tirare le somme, dunque, la Campagna di Crysis 3 mostra chiaramente i progressi fatti da Crytek ascoltando le lamentele degli utenti e migliorando la struttura di gioco in maniera coerente. Il connubio di precise e profonde dinamiche stealth e frenetiche sparatorie all'ultimo sangue funziona a meraviglia. I meriti sono da ricercarsi in un level design ricercatissimo, curato e complesso, nonché nella riscrittura di diverse routine comportamentali, ora davvero sorprendenti (per quanto qualche bug non manchi). Il risultato, frutto di una più ampia varietà e del mantenimento di tutte le solidissime dinamiche di partenza, è un comparto ludico di ampio respiro, che saprà accontentare sia chi desideri l'azione immediata sia chi ambisca ai più cervellotici tatticismi. Tutto senza mai lesinare sul livello di sfida.
E' infine doveroso dedicare una piccola parentesi alla longevità. Personalmente abbiamo portato a termine l'avventura in poco più di dieci ore, senza saltare alcuna cut-scene ovviamente. Tuttavia il nostro approccio è stato stealth e ragionato fin quando i limiti delle tempistiche di review lo hanno permesso, per poi vertere verso lo scontro a fuoco più caciarone. Siamo dunque dell'idea che approcciando tutte le situazioni che lo richiedono in maniera meticolosa, la durata del single player potrebbe arrivare a sfondare il muro delle quindici ore. Ci preme in ogni caso specificare che, anche al netto delle nostre dieci ore, Crysis 3 si è sempre dimostrato un prodotto longevo e completo.

Hunter & Hunted

Come ogni FPS che si rispetti, anche Crysis 3 unisce ad una Campagna Single Player prominente un funzionale e ben costruito multiplayer competitivo, espanso a partire dalle solide basi del suo predecessore. La prima peculiarità, in questo senso, sono le mappe, di concezione in gran parte nuova. La vastità mediamente moderata sperimentata in Crysis 2 viene portata ad un nuovo livello: gran parte delle location mostra uno sviluppo inaspettato in entrambe le "direzioni chiave" (orizzontale e verticale) ed una gamma di possibilità tattiche molto più variegata. Il level design si dimostra articolato ed interessante in quasi tutte le dodici mappe presenti nel disco. Molte ci mettono di fronte a scenari quasi completamente aperti, facendo dei dislivelli e delle caverne naturali i loro punti di forza; altre presentano edifici diroccati, strutture disastarte ed ostacoli in ogni dove, rendendo ogni partita potenzialmente diversa. Ad unirle tutte la particolare cifra artistica derivante dalla vicenda stessa, con la natura ad aver ripreso il sopravvento, dominando di fatto l'intera ambientazione. Proprio come nei livelli della Campagna, dunque, potremo sfruttare l'erba alta per tendere pericolosi agguati, o gli edifici diroccati per posizionarci come tiratori professionisti. Nel corso delle nostre partite online non abbiamo intravisto quel tipico limite degli FPS competitivi, che vede mappe particolarmente favorevoli ad una tipologia di gioco piuttosto che ad un'altra. Possiamo insomma dire che le dodici location presenti ben si adattano a qualsiasi giocatore, risultando particolarmente flessibili ed affascinanti anche dopo diverse partite. Molto interessante, in questo senso, l'idea di affiancare ad ambientazioni del tutto nuove alcune delle più quotate del precedente capitolo. Ritorna, ad esempio, Skyline, rivisitata secondo le caratteristiche della New York abbandonata a se stessa. L'immediata sensazione di familarità, unita al senso della scoperta per alcuni scorci profondamente cambiati, acuisce in questo caso il fascino di ciascuna partita.

Di buon livello anche il lavoro svolto per quanto concerne le modaltià di gioco. Otto in tutto, si dividono tra le classicissime di tipo Deatmatch (Tutti contro tutti e a Squadre) e le più moderne a obiettivi. Tra queste ultime ritroviamo con piacere Crash Site, nella quale conquistare e mantenere il controllo di una posizione predefinita, che si sposterà nel corso del match. Ad affiancarla varianti piuttosto interessanti come Spear, simile ma senza la necessità di mantenere il controllo delle posizioni; o Assault, dove la squadra dotata di Nanotuta deve effettuare il download di alcuni file entro lo scadere del tempo, evitando le difese avversarie. A questi e ad altri game mode (non mancherà il Capture the Flag in salsa Crysis) si aggiunge la vera e propria novità di questa terza incarnazione: Hunter. Presentata più volte e già messa a disposizione nella Beta Pubblica, si tratta senza dubbio della variante più interessante in termini competitivi. Su un totale di cinque round si scontrano due squadre: la prima composta da otto membri umani del CELL, la seconda da due soli Hunter. I membri della squadra in svantaggio sono dotati però di Nanotuta con mimetizzazione illimitata, Arco e capacità fisiche maggiorate. Inutile precisare che, nei due minuti di ciascun round, i CELL devono sopravivere agli Hunter - evitando di essere uccisi e trasformati in cacciatori. Una delle chiavi della riuscita di questa modalità è proprio la trasformazione: il gruppo di CELL, costantemente decimanto, si troverà sottoposto ad una tensione sempre maggiore. Il ticchettio inesorabile del rilevatore di movimento, la fredda voce del comando centrale che annuncia le morti dei compagni e la paura di un predatore invisibile e letale. Tutte caratteristiche che aumentano esponenzialmente il livello di tensione ed adrenalina, configurando Hunter come una delle modalità competitive più coinvolgenti in ambito shooter. Si tratta anche dell'unico game mode dove a contare è solamente l'abilità: le classi predefinite da una parte e l'equipaggiamento prestabilito dall'altra non danno infatti atto a personalizzazione o potenziamenti. Un limite per alcuni, un toccasana per altri. Dal nostro punto di vista un bell'incentivo ad interiorizzare le meccaniche di cooperazione ed imparare a sfruttare ogni peculiarità delle mappe.
Per quanto concerne tutte le altre modalità, naturalmente, valgono le regole di sempre. La dotazione può essere personalizzata a partire dal quinto livello di esperienza, modificando armi primarie e secondarie sbloccate man mano. Non mancano, sempre a suon di EXP, attachment e gingilli vari, che rendono sempre più performante l'azione combattiva.

"Per le sue particolarità e per le sensazioni conferite Hunter si configura come una delle modalità competitive più coinvolgenti in ambito shooter"

Alla dotazione puramente bellica si affiancano ovviamente i poteri della Nanotuta, da equipaggiare come vere e proprie abilità. Ci troviamo di fronte ad un sostanziale recupero -con qualche aggiunta- di quanto già visto in Crysis 2. Tra resistenza ai proiettili migliorata, passo felpato, velocità di ricarica e chi più ne ha più ne metta, ogni amante dell'opera Crytek e degli FPS in generale si sentirà immediatamente a suo agio. Il feeling pad alla mano è infatti lo stesso: dalla precisione dell'hitbox al rinculo di ciascuna bocca da fuoco, sino ad arrivare alle trememde Killstreak. Non manca, in ogni caso, qualche novità. A partire dalla dotazione troviamo qualche nuovo gingillo come il Typhoon, un fucile automatico in grado di sparare la bellezza di trecento proiettili al secondo. Immancabile anche l'Arco, che ci permetterà di ripetere molte delle azioni furtive già sperimentate in single player. E' bene, a questo proposito, spendere qualche parola per disperdere i dubbi che avevamo espresso in fase di hands on. Ci era sembrato di notare un certo sbilanciamento, derivato principalmente dall'elevata potenza di frecce capaci di uccidere istantaneamente qualunque fosse la zona colpita. Sebbene le peculiarità letali non siano cambiate, dobbiamo ammettere che una prova più approfondita ha dimostrato come l'Arco possa equipararsi ad una sorta di fucile da cecchino ancor più silenzioso, con la non banale differenza data dalla necessità di tendere completamente la corda.
Per chiudere con le novità ci preme citare la disponibilià in ciascuna mappa della dotazione Ceph (Inceneritori, Lanciagranate, Fucili Particellari...) e, solo per particolari combinazioni mappa/modalità, del già amatissimo Pinger. Si tratta di un enorme esoscheletro Ceph da guidare sul campo di batttaglia per compiere stragi incondizionate. Nessuno di questi potentissimi strumenti di morte, in ogni caso, sbilancia troppo le partite: le armi aliene, considerata la loro mole, rallenteranno pesantemente i movimenti e impediranno praticamente di saltare. Il Pinger, per quanto resistente, potrà essere abbattuto da un'affiatata azione di squadra - soprattutto se prodigata dal basso, vero punto debole (angolo di visione cieco) del mezzo.
Crytek ha percorso in buona sostanza la strada che già molti altri hanno battuto. Recuperando gli stilemi di un comparto competitivo ben riuscito, ha saputo ampliarne il potenziale e rilanciarlo efficacemente. Le novità in termine di dotazione e possibilità belliche sono soltanto il preludio alla vera meraviglia di questo multiplayer: il design delle mappe. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: l'ottima adattabilità dei quadri di gioco e la loro ricca strutturazione influisce favorevolmente sulla qualità complessiva, rendendo le partite sempre interessanti. La modalità Hunter funge infine da ciliegina sulla torta.

Sbalorditivo

Il CryENGINE 3 è forse una delle conquiste più importanti di questa generazione, e Crysis 3 lo dimostra ampiamente anche su console. La modellazione poligonale è sempre impeccabile, che si guardino protagonisti e comprimari, i nemici o le tante strutture complesse che caratterizzano le ambientazioni. Tutto viene poi sapientamente ricoperto da una texturizzazione di alto livello, che su console deve in ogni caso cedere il fianco alle debolezze dell'hardware. Osservando con attenzione e da molto vicino alcuni scorci, quelli meno in vista, si notano vertiginosi cali qualitativi. Un aspetto che troviamo oggi assolutamente "sintomatico" e, in questo particolare caso, del tutto ininfluente. La qualità visiva dei paesaggi non ne risente minimamente: il colpo d'occhio, caratterizzato da una sapiente gestione dell'illuminazione e dalla qualità sconvolgente degli effetti particellari, è infatti una primizia in questa generazione. La pioggia scrosciante, riflessi e rifrazioni sulle superfici bagnate dalla rugiada e il particolarissimo effetto lens flare contribuiscono come un'unica entità a rendere indimenticabili i panorami di Crysis 3.
Quando ci si ritrova nel bel mezzo del combattimento, ovviamente, non c'è tempo per ammirare la natura.

"La New York apocalittica di Crysis 3 appare "meravigliosa": acquattarsi nell'erba alta, scivolare silenziosamente fuori da un acquitrino ed appostarsi sulla cima di un palazzo rivendicato dai rampicanti sono sensazioni forse uniche nel panorama odierno"

E' in quel caso che l'occhio indugia sulla complessità delle animazioni di Prophet, sul preciso oscillare dell'HUD a schermo (invero un po' troppo invadente) e sulle diverse routine che muovono umani e Ceph. Tutto è studiato meticolosamente per stupire, ma anche -purtroppo- per girare fluidamente su Computer di ultima generazione. L'hardware di Xbox 360 (la versione da noi testata) arranca pesantemente. Il frame rate non riesce a rimanere ancorato allo scoglio dei trenta frame per secondo ed in alcuni casi scende vertiginosamente, inficiando la spettacolarità dell'azione. Qualche rallentamento, in verità, è stato corretto aggiungendo un quantitativo minimo di blur, che stona però a fronte di un'azione chiaramente pensata per dare il meglio a 60fps.
Problematiche hardware a parte il livello estetico dell'ultima produzione Crytek è elevatissimo. Se si trascende dalla mera potenza si può rimanere facilmente affascinati dal lavoro artistico ad opera dei creativi del team. La New York apocalittica di Crysis 3 appare "meravigliosa": acquattarsi nell'erba alta, scivolare silenziosamente fuori da un acquitrino ed appostarsi sulla cima di un palazzo rivendicato dai rampicanti sono sensazioni forse uniche nel panorama odierno. Un'immersione totale nell'ambiente di gioco corroborata sia dalla spinta verso l'azione ragionata e silenziosa che dalle magistrali campionature ambientali. Queste ultime fungono da vera e propria colonna sonora, accompagnate soltanto durante le cut scene e in pochi altri frangenti importanti da brani perlopiù orchestrali. La tridimensionalità sonora e la pulizia generale delle campionature è tale da immergere completamente chi fosse dotato di un buon impianto Surround. Senza dimenticare l'apporto -in tal senso- delle bocche da fuoco, anch'esse ben caratterizzate a livello d'impatto sonoro. Chiude il quadro un doppiaggio inglese (nella versione da noi provata) di ottimo livello, fortemente orientato verso varianti British molto eleganti.

Crysis 3 Crysis 3 è senza dubbio uno dei first person shooter meglio riusciti di questa generazione. A livello ludico Crytek ha saputo evolversi rispetto al passato più recente, ascoltando le lamentele dei fan e presentando ora una struttura sandbox concreta e molto convincente. La pluralità di approcci e la necessità di fronteggiare la minaccia di un’intelligenza artificiale veramente evoluta sono i caratteri fondanti di Crysis 3, che aggiunge poi diverse novita. Parliamo, ad esempio, del ruolo fondamentale dell’Arco e di un level design dei quadri veramente di prim’ordine: elementi senza i quali il titolo Electronic Arts non avrebbe raggiunto l’attuale livello d’eccellenza. Il risultato è una Campagna coinvolgente ed esaltante; un’esperienza potenzialmente differente per ciascun giocatore. A questa si affianca un multiplayer forse meno “fresco”, ma comunque capace di soddisfare le aspettative. Il team, mantenendo un certo livello di coerenza nello sviluppo, ha puntato tantissimo anche qui sul level design, caratterizzando mappe adatte ad ogni stile e modalità. Il risultato soddisfa, soprattutto perché anche in questo caso è corroborato da qualche mirata novità, come l’affascinante modalità Hunter. Crytek incornicia la sua opera terza sfruttando il suo leggendario CryENGINE 3 per offrire, anche su console, un’esperienza visiva tra le migliori in questa generazione. Il livello visivo su PC performanti ci mostra praticamente un gioco differente (lo vedremo a breve anche nella nostra review dedicata), ma anche le vecchie ammiraglie casalinghe riescono ad impreziosire in maniera convincente Crysis 3, agghindando uno dei must buy di quest’inizio 2013.

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