Recensione Cursed Mountain

Un Survival Horror vecchio stile stuzzica gli utenti Nintendo Wii

Versione analizzata: Nintendo Wii
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  • Wii

Buddha e Bodhisattva che risiedete nelle dieci direzioni dello spazio, voi che avete grande compassione, onniscienza e amore, che possedete i cinque tipi di occhi, protettori di tutti gli esseri
senzienti, spinti dalla forza della compassione, venite e accettate queste offerte.
Signori della compassione, questa persona sta andandosene da questo mondo verso l'altra sponda, sta morendo senza possibilità di scelta, siate un rifugio per lui che non ha rifugio, proteggetelo, difendetelo, fatelo uscire dal grande uragano del karma, proteggetelo dalla grande paura del signore della morte, liberatelo dal lungo e pericoloso sentiero del bardo.
(Bardo Todol, il Libro Tibetano dei Morti)

Cime di paura

Il survival horror è uno di quei generi che, ottenuta la sua prima fortuna su Playstation grazie al primo capitolo della saga di Resident Evil, sono stati sfruttati all'inverosimile in ogni possibile incarnazione, per una miriade di prodotti di vario tipo apparsi su praticamente ogni console. Come spesso succede però, allo sfruttamento intensivo dei canoni del genere è coinciso un progressivo impoverimento dell'offerta ludica, con titoli assai simili e che, ad anni di distanza, si possono giudicare come di certo non memorabili. L'interesse verso tale declinazione della paura in chiave video ludica non è mai scemato però, e negli ultimi tempi abbiamo potuto riassaporarne il gusto grazie a titoli come Resident Evil 5 e Dead Space.
Indubbiamente però col tempo si è un po' perso di strada quello che dovrebbe essere il vero motore di tali produzioni, ovvero il sentimento di inquietudine ed angoscia, a favore di meccaniche di gioco costruite attorno a dinamiche improntate all'azione. Per questo alle prime immagini di Cursed Mountain, titolo in sviluppo presso i ragazzi di Sproing, molti giocatori furono assai incuriositi da un titolo che si prometteva di riportare il survival horror ad una dimensione assai più psicologica.
Fin da subito fu infatti chiaro che Cursed Mountain sarebbe stato assai diverso dalla maggior parte dei prodotti appartenenti al suo stesso genere: in particolare gli sviluppatori puntavano su un'ambientazione poco usata ma assai suggestiva, quella della catena montuosa dell'Himalaya e sul conseguente connubio con elementi presi fedelmente dalla tradizione tibetana e dalla religione buddhista.
E' questo infatti il contesto che fa da sfondo alle vicende narrate nel gioco, che vedono l'esperto scalatore Eric Simmons alla ricerca del fratello minore Frank, disperso sulla vetta del Chomolonzo. Frank fa parte di una spedizione guidata da Edward Bennet, che ha come obiettivo il recupero di un importante libro antico pieno di conoscenze, un terma: qualcosa però è andato storto, forse non a causa delle intemperie e delle difficoltà di scalata, ma per qualcosa di meno terreno ma assai più pericoloso...

Fantasmi in alta quota

Per Cursed Mountain gli sviluppatori hanno scelto una collocazione temporale negli anni ottanta ed hanno voluto dare una certa verosimiglianza al contesto, pertanto hanno scartato qualunque ritrovato tecnologico o oggetti che, in un titolo ambientato tra le montagne tibetane, sarebbero sembrati notevolmente fuori luogo. Tali scelte ovviamente hanno fin da subito ripercussioni sul gameplay.
Il gioco inizia con Eric Simmons che vaga per una cittadina completamente disabitata, alla ricerca di Edward Bennett e di informazioni su suo fratello. Non gli ci vorrà molto a capire che la popolazione è fuggita via o morta nelle case e per le strade, per cause che all'inizio gli paiono assolutamente incredibili: fantasmi affamati e pieni di odio verso i viventi, tornati dal bardo per ucciderli e nutrirsi delle loro anime. Rumori strani, presenze, litanie lugubri, cambi di visuale nei quali il giocatore si trova ad essere osservato da occhi che non sono di questo mondo. Ed il climax culmina con l'apparizione e lo scontro con il primo fantasma: non ci saranno particolari oggetti da utilizzare ne sofisticate armi, Eric Simmons si dovrà difendere solo con la sua piccozza da scalatore.
Al'inizio andrà più che bene, ma il procedere delle vicende ci metterà innanzi nemici sempre più letali. Ad un aumento della difficoltà coinciderà quindi una variazione delle situazioni di combattimento e degli oggetti utilizzabili. Presto impareremo infatti ad entrare in una dimensione a metà tra il bardo (il temporaneo aldilà della tradizione buddhista) e la realtà, grazie alla visione tramite il terzo occhio. In questa dimensione gli spettri non visibili normalmente si mostreranno ai nostri occhi, e sarà possibile colpirli tramite sfere d'energia, grazie ai potenziamenti della piccozza che mano a mano si troveranno nel prosieguo dell'avventura.
Nonostante l'arma sia una, i potenziamenti aggiungono una buona varietà ai combattimenti, permettendo, a seconda del tipo, di rilasciare colpi più potenti, più veloci, che si dividono nello spazio, o addirittura di catturare gli spiriti e poi purificarli. La purificazione è un aspetto importante del sistema di combattimento. Sia questa effettuata tramite l'arma apposita o normalmente su uno spirito assai indebolito, richiede di replicare con Wiimote e Nunchaku i movimenti mostrati a schermo, aggiungendo un buon grado d'immedesimazione all'esperienza di gioco. Tale meccanismo è presente anche al di fuori delle sessioni di combattimento, ed è volto a risolvere semplici enigmi o a liberare aree dalle maledizioni che vi gravano sopra (e che hanno come effetto sul personaggio controllato dal giocatore la perdita progressiva di salute).
(Continua)
La struttura sulla quale regge di Cursed Mountain non pare quindi eccessivamente elaborata, ma è di certo solida: i combattimenti sono soddisfacenti, gli enigmi mai impegnativi, e la potenziale monotonia nello scorrere dell’esperienza di gioco è annullata da fasi in cui i sensori di movimento dei controller vengono usati in maniera varia e convincente. Per scalare più velocemente una parete si dovranno muovere Wiimote e Nunchaku in alternanza, per pregare occorrerà muoverli secondo il ritmo dettato dallo scorrere dei cilindri sui quali sono incise le preghiere buddhiste, per attraversare vie strette sarà necessario inclinare il Wiimote e tenersi in equilibro ruotandone l’asse, al fine di non precipitare in burroni e scarpate, ed altri svariati utilizzi, anche in sequenze quick-time, che di certo aggiungono qualità e arricchiscono il gameplay del titolo. Tale bontà è parzialmente danneggiata da un sistema di controllo che appare lento e poco preciso in alcune situazioni di gioco, ma al quale si fa l’abitudine e che sinceramente mai penalizza il giocatore in maniera consistente.
Cursed Mountain si muove infatti su ritmi cadenzati, mai veloci, con alcune piccole impennate ma nessun picco. Ciò è senz’altro un pregio, visto il contesto e visto il focus sulla componente psicologico/religiosa, ma è innegabile che alcune situazioni di gioco avrebbero potuto essere rese in maniera più avvincente e coinvolgente. Al titolo Sproing mancano i momenti in cui il giocatore sobbalza dalla sedia, ma questo sarebbe scusabile se si potesse registrare al contempo il mantenimento dei una tensione e un'inquietudine costante. Purtroppo invece non sempre è cosi, ed è soprattutto nella parte finale del gioco che si avverte il maggior calo. Alcuni punti della trama ed alcuni flashback sono poi resi in maniera fumosa, lasciando libero per un attimo il giocatore da un intrico che comunque, per le circa dieci ore di gioco, riesce a tenerlo legato alle vicende di Eric Simmons ed alla sua ricerca. Probabilmente si avverte anche una sorta di passaggio ad un certo punto della trama, in cui paura, inquietudine, senso di straniamento lasciano spazio alla determinazione nel ritrovare il fratello perduto, con fantasmi, leggende e tradizioni che diventano lontano sfondo delle vicende e non principali protagonisti come lo erano stati per gran parte del gioco.

Paesaggi tibetani

Tecnicamente Cursed Mountain è un titolo di assoluto pregio.
La componente grafica è ben curata: le prime ambientazioni fin da subito mostrano una particolare attenzione alle texture ed agli effetti d’illuminazione, contribuendo a creare quell’atmosfera che permea tutta la produzione. Gli esterni in particolare sono realizzati fedelmente, con paesaggi montani verosimili e costruzioni credibili, dalle più piccole alle più grandi, come i monasteri: chi s’è innamorato di luoghi simili nei documentari o nelle foto può ritrovarli riprodotti benissimo, elemento che testimonia ulteriormente il lavoro fatto dai ragazzi di Sproing sulla cultura tibetana. A fronte di tali elementi si registrano però modelli poligonali un po’ poveri (soprattutto quelli dei fantasmi) ed animazioni non sempre fluide. Ottimo il comparto audio: gli effetti ambientali sono di prim’ordine, con il suono del vento, il fruscio delle bandiere e il suono dei campanelli a far immergere il giocatore nelle ambientazioni montane, ed i canti e le litanie dei monaci all’interno dei monasteri a costruire un’esperienza che in alcune fasi va davvero oltre il gioco, e fa vivere al giocatore un viaggio tra le montagne dell’Himalaya.

Cursed Mountain Cursed Mountain è un titolo che ci sentiamo davvero di consigliare a chi abbia voglia di provare qualcosa di diverso nell’affollato panorama dei survival horror. Horror però è una definizione che non appartiene totalmente al titolo, che a tratti pare più un viaggio tra le montagne dell’Himalaya, nel quale fantasmi e soprannaturale sono solo alcuni degli elementi di un tutto assai più grande: la millenaria cultura tibetana. La componente ludica in alcune fasi sembra in secondo piano, ma ciò non implica che non sia di qualità, dato il buon sistema di combattimento e le fasi in cui ci s’affida ai sensori di movimento del controller per variare l’esperienza di gioco. Un comparto tecnico curato contribuisce ad innalzare la qualità della produzione Deep Silver, che ha in un sistema di controllo non del tutto immediato ed in alcuni punti della trama non chiarissimi gli unici punti deboli.

7.1

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