Recensione Cypher

Un'avventura testuale di stampo cinematografico, che cerca di reinventare il genere

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Per alcuni l’era delle avventure grafiche è morta e sepolta da un pezzo, senza possibilità di ritorno e con una nicchia di appassionati che, ormai, si contano sulle dita di due mani.
In realtà il mercato ha dato prova di saper accogliere calorosamente prodotti che appartengono a questo genere, come dimostrato da Resonance e dal remake per iOS di The Last Express, per citare due casi eclatanti degli ultimi mesi.
Che dire quindi delle avventure testuali? Nate con i videogiochi ed evolute lentamente, prima di scomparire a causa dell’avvento della grafica, sono progressivamente scomparse e, probabilmente, non se ne vede una da almeno una decina di anni.
Cosa ha spinto quindi i due fratelli Cabrera ad imbarcarsi nella produzione di un gioco di questo tipo?

Cyberpunk Text Adventure

Uno dei motivi è sicuramente l’amore per il Cyberpunk, genere letterario quasi scomparso che ha però contaminato moltissime altre forme d’espressione.
Dal punto di vista della produzione di romanzi il Cyberpunk ha rallentato fortemente, al punto che anche William Gibson, considerato come la mente che ha dato i natali al movimento, si diletta da anni con una fantascienza differente, molto più prossima e basata sull’osservazione della nostra società nell’era della diffusione del web.
Nel mondo del cinema il Cyberpunk è leggermente più presente ancora oggi, anche se le opere più importanti hanno qualche anno sulle spalle, come il celeberrimo Blade Runner che nel 1982 ha cambiato per sempre il volto della fantascienza, catapultando Ridley Scott nell’olimpo dei registi di successo.
Cypher parte proprio da Blade Runner, prendendone in prestito addirittura il font per proporre il proprio logo, lasciando intuire quali sono le atmosfere che si troveranno all’interno dell’avventura, molto aderenti a quelle del film ma con un taglio ibrido che rispetto alla pellicola guarda maggiormente all’oriente. Il titolo ripescar quindi alcune delle intuizioni più importanti contenute in Cyberpunk 2020, gioco di ruolo cartaceo della Talsorian Games che ha fatto furore nella prima metà degli anni ’90.
Cypher si apre con una breve introduzione, sempre testuale, che serve a collocare la storia e il protagonista al centro della vicenda: il mondo è ormai in rovina, a causa di un asteroide che ha colpito la luna, causando quello che viene ricordato come il più grande disastro a cui l’umanità abbia mai assistito; la polvere del satellite terrestre è entrata a contatto con l’atmosfera del nostro pianeta, rendendola praticamente irrespirabile ed uccidendo in questo modo milioni di persone e lasciandone agonizzanti altrettante, che resistono nei centri abitati più importanti, lottando contro malattie respiratorie e rivolte di ogni tipo.
Gli abitanti di Tokyo sono stati tra i più fortunati: una delle più grandi multinazionali al mondo, la NeoSushi, ha deciso di utilizzare la propria tecnologia per trasformare il quartier generale nipponico della società in una sorta di polmone depuratore, salvando la vita di milioni di persone e trasformando la città in una delle poche zone veramente abitabili del globo.
In cambio l’amministrazione cittadina ha modificato il nome della città: Tokyo dal quel giorno in poi divenne proprio NeoSushi.

Impatto cinematografico

E’ difficile immaginare un’avventura testuale di stampo cinematografico, eppure con Cypher i Cabrera brothers sono riusciti ad ottenere proprio questo, come si può intuire semplicemente visitando il sito ufficiale del gioco.
La struttura tenta di rinnovare il genere proponendo una metà sinistra dello schermo deputata al solo testo, con un ottimo effetto lo-fi che non infastidisce assolutamente la lettura, mentre la sezione destra ospita bellissimi artwork animati che accompagnano l’azione, mostrando in sovrapposizione gli oggetti che sono in nostro possesso e che si potranno utilizzare per risolvere le varie situazioni di gioco.
L’impatto è eccellente e ha il sapore delle grandi produzioni, ben al di sopra del look medio dei prodotti indie, soprattutto per quanto riguarda le illustrazioni di altissima qualità e con uno stile molto personale che tuttavia non tradisce il genere, richiamando proprio gli artwork che in passato hanno arricchito le pagine delle varie edizioni di Cyberpunk 2020.
Il vero cuore di un’avventura testuale resta comunque l’interazione, e la qualità del software di riconoscimento delle frasi scritte dal giocatore: in quest’ottica Cypher convince, andando ad espandere l’interazione classica grazie ad una serie di comandi aggiuntivi che introducono anche un meta-gioco collaterale all’intera produzione.
Acquistando il pacchetto, infatti, si potranno scaricare tutta una serie di materiali aggiuntivi in alta risoluzione, da poter stampare o leggere direttamente su schermo; tra questi è presente un libro degli indizi e artwork di vario tipo, alcuni dei quali non sono fini a sé stessi ma racchiudono materiale informativo che tornerà di grande aiuto giocando.
Ad esempio il depliant sull’hardware di connessione al Cyberspazio dettaglia quali sono le gesture che l’operatore potrà compiere una volta connesso in rete, con ben definita la parola chiave per utilizzarle in gioco. Iil manuale presenterà tutta una serie di comandi molto più ampia rispetto ai classici cammina, raccogli, esamina: ad esempio si potranno gestire le movenze fisiche del protagonista, abbassandosi o alzandosi in piedi, saltando e correndo utilizzando i punti cardinali, fino ad arrivare a urlare, zittirsi o imbastire semplici dialoghi con i personaggi che si incontreranno durante la storia.
La complessità di gioco è quindi mediamente superiore rispetto alla tradizione delle avventure testuali e apre in questo modo a situazioni inedite, molte delle quali molto action, con fughe dalla polizia o da killer spietati che da tempo caratterizzano il genere Cyberpunk, senza però mettere fretta al giocatore in quanto il ritmo è comunque dettato dai comandi digitati da tastiera.
E’ però d’obbligo una scelta giudiziosa, valutando ogni mossa e, soprattutto, salvando frequentemente sull’unico slot disponibile, àncora di salvezza se si rimarrà uccisi in una delle tante situazioni ad alto tasso d’adrenalina presenti nella storia.

Fonti d’ispirazione diverse

Cypher si ispira a moltissime produzioni legate al mondo del Cyberpunk, anche se l’incipit con l’incidente lunare si rifà maggiormente ad una certo filone legato ai film catastrofici.
E’ solo l’antefatto, però, in quanto appena inizierà la narrazione ci si ritroverà immersi in una storia che sembra uscita direttamente da Johnny Mnemonic: un affare andato male, un caricamento di dati nella mente del protagonista, la cui chiave di decrittazione è ormai corrotta, una task force di killer a pagamento pronti a colpire e la polizia che cercherà di mettersi in mezzo sono gli ingredienti per una trama che è aderente a molti dei cliché del genere, ma riesce comunque a stupire. Anche perché risutla ben narrata e accompagnata da un comparto musicale leggermente invasivo ma adeguato, che immerge il giocatore in una Tokyo che ha ormai cambiato volto: qui i crimini sono all’ordine del giorno, e ognuno fa di tutto per sopravvivere in una società nella quale la tecnologia a basso costo ha plasmato i corpi e le menti ben oltre i confini della natura.
Mancherà l’epicità di Blade Runner o il tocco di un Bruce Sterling d’annata, ma il lavoro di scrittura è encomiabile, soprattutto per l’ampia varietà di situazioni, molte delle quali si potranno esplorare solo osando, sfruttando i verbi più particolari tra quelli a disposizione.

Cypher E’ incredibile pensare che un’avventura testuale possa ancora trovare un proprio spazio nel mercato di oggi, dominato dalla grafica in HD e dal marketing che fa leva su eroi molto caratterizzati e in linea con le richieste del pubblico. Cypher va quindi contro corrente, per cercare di incontrare il favore di chi non ha mai smesso di rimanere affascinato da un genere che è morto molto presto ma che potrebbe risorgere, grazie ad alcune intuizioni interessanti ed a una scrittura brillante come quella dei Cabrera brothers. Cypher ripropone quindi un format che molti potrebbero non digerire, macchinoso nella sua necessità di imputare i comandi da tastiera, che non semplifica la vita ai nuovi utenti nemmeno per un’azione semplice come quella del caricamento di un salvataggio, ma è dotato di un fascino non comune, che potrebbe attirare sia gli appassionati delle avventure grafiche degli anni ’90 sia chi non cerca l’azione ad ogni costo, ma è disposto a vivere una bella storia semplicemente leggendo, dettando autonomamente il ritmo dell'avanzamento, e prendendo decisioni che avranno conseguenze spesso inaspettate.

8

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