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Recensione Dance Central: Spotlight

La serie Harmonix si confronta con una nuova generazione di ballerini

Versione analizzata: Xbox One
recensione Dance Central: Spotlight
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

È quasi incredibile che i migliori esempi delle potenzialità del nuovo Kinect stiano tutti arrivando dopo il sorprendente abbandono della periferica da parte della stessa Microsoft. Certo, dal lancio di Xbox One al clamoroso annuncio dello scorso maggio, lo sfortunato sensore di movimento non ha certo avuto molto tempo per dimostrare le proprie qualità, ma dopo l'affascinante D4 di Access Games un nuovo titolo ci mostra come quella di Microsoft potrebbe essere stata una scelta fin troppo precipitosa. Come da tradizione della serie, infatti, Dance Central Spotlight mostra la maestria di Harmonix nello sfruttare la buona precisione di Kinect 2.0, perlomeno nelle giuste mani; lo fa, come sempre, all'interno di un genere di nicchia (e probabilmente destinato a rimanere tale), ma capace, nel suo piccolo, di proporre con questo Spotlight uno dei suoi migliori esponenti, quantomeno in termini di pura affidabilità e risposta ai movimenti di ballerini più o meno improvvisati.

E GIRA TUTTO INTORNO ALLA STANZA, MENTRE SI DANZA

La prima novità a colpire in Dance Central Spotlight è l'abbandono della modalità principale in stile campagna ed i mini-giochi che avevano contraddistinto i precedenti episodi; la nuova formula adottata da Harmonix rende il primo approccio con il gioco molto più accessibile e di facile fruizione ma, come la più classica delle armi a doppio taglio, finisce per minare parzialmente alcuni aspetti di questo nuovo capitolo. Se la scelta di indirizzarsi solo ed esclusivamente al mercato digitale ha infatti influito positivamente sul prezzo budget (poco meno di 10€), lo stesso non si può dire del numero di contenuti inizialmente disponibili al giocatore; il primo esempio è dato da una playlist introduttiva (e gratuita) contenente solamente dieci brani: la scelta è ricaduta su una selezione tutto sommato eterogenea, capace di muoversi tra hit da pista da ballo e ritmi più distesi, ma che sicuramente non fa della sua ricchezza un punto di forza. Su ben altre quantità (una trentina, per ora) si aggira ovviamente la lista di canzoni scaricabili a pagamento (a partire da 1.99€): nonostante la possibilità di importare i DLC precedentemente acquistati per altri titoli della serie (ma, inspiegabilmente, non le loro tracce di default), in caso di assemblaggio di una buona playlist si arriverà inevitabilmente a una cifra molto vicina a quella di un titolo a prezzo pieno.

Che Dance Central Spotlight sia un titolo da costruire (letteralmente) passo dopo passo è evidente anche dalla struttura di gioco: ognuno dei brani sarà infatti caratterizzato da un totale di otto diverse 'routine', le quali andranno ad identificare anche i vari livelli di difficoltà a livello di esecuzione delle coreografie, di cui solamente una sarà inizialmente disponibile. Mano a mano che la nostra puntualità rispetto ai passi imposti dal gioco (da eseguire rigorosamente in modalità 'specchio' rispetto allo schermo) si farà sempre più fedele a quella dei ballerini virtuali, potremo padroneggiare e conquistare un numero sempre maggiore di movenze e, con esse, sbloccare livelli di difficoltà sempre maggiori tra i quattro disponibili. Le ulteriori quattro routine a disposizione per ogni brano maschereranno invece due esercizi pensati in modo più specifico per un allenamento di forza e 'cardio' e due coreografie più rapide, contraddistinte semplicemente da un livello facile e uno difficile. Nonostante questo tipo di approccio 'componibile' possa dimostrarsi leggermente indigesto ai veterani della serie che si ritroveranno a dover affrontare anche coreografie composte da un numero bassissimo di passi, l'ottimo lavoro svolto in fase di 'apprendimento' non può che favorire l'ingresso in campo dei ballerini alle prime armi: nel caso un passo si riveli più insidioso del previsto, infatti, basterà un comando vocale perché Spotlight passi in modalità 'prova', permettendoci di cimentarci con quella porzione di coreografia per tutto il tempo che riterremo necessario. In aiuto del giocatore, e a testimonianza dell'ottimo lavoro svolto in fase di rilevazione dei movimenti da parte di Kinect, troviamo anche un precisissimo sistema di segnalazione di eventuali errori: per ogni passo, infatti, verranno evidenziate le parti di corpo fondamentali per la buona riuscita dello stesso, con lo schermo che segnalerà in tempo reale quale braccio, gamba o mano risulti fuori sincrono contrassegnandola con un alone rosso sui nostri alter-ego virtuali.


A conti fatti, questi sistemi di aiuto si rivelano parte integrante dell'esperienza di gioco e, ballerini professionisti e geni della danza a parte, fondamentali per vivere quel senso di crescita delle proprie abilità danzerecce anche al di fuori di eventuali serate alcoliche con i propri amici; tutto questo, insieme ad un livello di difficoltà che dalla terza routine in poi inizierà a richiedere un impegno decisamente fuori portata per coloro meno avvezzi all'esercizio fisico, rappresentano infatti le principali attrattive che permettono anche a questo nuovo Dance Central di tenere gli appassionati di fronte allo schermo per lungo tempo. Tutto, inoltre, viene come sempre elevato all'ennesima potenza in compagnia di un 'partner' con il quale condividere le proprie evoluzioni o le proprie figure barbine, entrambe sicuramente meritevoli di ben altri testimoni oculari rispetto all'impassibile Kinect.
L'offerta ludica complessiva, di per sé piuttosto basilare, si arricchisce ulteriormente di una prevedibile (ma apprezzabile) modalità Fitness nella quale, dopo aver impostato peso corporeo ed altezza (o averli fatti rilevare in automatico da un sorprendentemente preciso Kinect), potremo affrontare routine di lunghezza variabile tra i dieci ed i novanta (!) minuti pensate per allenamenti specifici di rafforzamento della massa muscolare, potenziamento respiratorio e molto altro.
Tecnicamente, questo primo capitolo 'next-gen' della serie (disponibile, in futuro, anche per Xbox 360) non si discosta quasi per nulla dai precedenti episodi, se non per una precisione nel rilevamento delle movenze dei giocatori/ballerini ancor più accentuata, e capace di rendere Dance Central Spotlight uno dei più fedeli alleati delle potenzialità purtroppo inespresse di Kinect.

Dance Central: Spotlight Nonostante una formula di gioco revisionata e resa più snella e semplice abbandonando coraggiosi Story Mode e modalità secondarie, Dance Central Spotlight riesce comunque a catturare l'attenzione degli appassionati della serie con una rinnovata richiesta nella precisione dei movimenti da parte del nuovo Kinect. I nuovi utenti (magari attirati da un prezzo competitivo che rispecchia, purtroppo, una quantità di contenuti iniziali non elevatissima) non devono comunque abbattersi: grazie ad una rinnovata modalità di prova delle coreografie ed un preciso sistema di rilevamento degli errori, infatti, il senso di crescita delle proprie abilità di ballerini rimane tra i più soddisfacenti del genere ed uno dei maggiori punti di forza del titolo Harmonix.

7.8

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