Recensione Dante's Inferno

L'inferno secondo Electonic Arts

Dante's Inferno

Videorecensione
Dante's Inferno
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel mondo dei videogiochi ci sono produzioni che fanno subito scalpore per i più svariati motivi: un nome importante nello sviluppo, un team famoso, un brand di successo e molto altro ancora, ma il titolo in oggetto oggi, fin dal suo annuncio, ha fatto parlare di se per (quasi) tutti questi motivi.
Stiamo parlando di Dante’s Inferno, affascinante progetto presentato oltre un anno fa da Visceral Games (già autori di Dead Space) sotto l’ampia ala protettiva di Electronic Arts.
Il gioco, invero, ha avuto sin dal principio ottimi riscontri tra i giocatori, mutati poi pian piano, con l’aumento delle informazioni e del materiale “visibile”, in una paritetica divisione tra amore ed odio.
Il pubblico più giovane, probabilmente quello meno “attaccato” (se così possiamo dire) alla più grande opera della letteratura italiana, non sapeva esattamente cosa aspettarsi ed è rimasto piacevolmente stupito nel vedere le gesta violente di un eroico Dante, sceso all’inferno per reclamare la sua bella.
Come ormai sappiamo, però, buona parte del nostro pubblico (con nostro intediamo, ovviamente, di Everyeye) ha superato da un po' i 25 anni; proprio per questo le nostre pagine sono state invase da critiche senza mezzi termini da parte di chi si aspettava un videogioco che raccontasse e rivivesse la Divina Commedia.
Oggi quindi siamo qui -oltre che per una completa disanima dell’atteso action game- per fare, una volta per tutte, chiarezza: l’approfondita prova ha infatti dimostrato che Dante’s Inferno riesce perfettamente nel suo scopo, ovvero nel prendere semplicemente spunto da una parte dell’immortale opera “dantesca” per collocarvici una truculenta e divertente avventura.
Il titolo, lo ricordiamo, sarà disponibile per Xbox 360 e Playstation 3 a partire dal 5 Febbraio.

Dante, Beatrice, Lucifero e Virgilio

La trama di Dante’s Inferno non ha, come probabilmente avrete intuito, una totale attinenza con l’originale viaggio dello scrittore fiorentino.
Il Dante videoludico è infatti un crociato al servizio di re Riccardo, inviato in Terra Santa a redimere il peccato e la blasfemia.
Ben presto, però, il nostro eroe si accorge che la terra mondata diviene fertile per i suoi stessi peccati, commessi “alle spalle” della povera Beatrice, fedele, stupenda e giovane moglie che lo aspetta a casa.
Sfuggito al freddo abbraccio della morte il nostro eroe decide quindi di tornare verso casa, in un cammino di redenzione che inizia con una dolorosa pena (rigorosamente auto-inflitta): la cucitura lungo tutta la parte anteriore del busto di una grossa croce di tessuto.
La decisione di scendere negli abissi ove dimorano i dannati matura però in seguito alla scoperta, raggiunta finalmente la dimora, del cadavere di Beatrice, la cui anima viene portata via da Lucifero in persona sotto gli occhi di un impotente Dante.
Da questo momento ha inizio un interminabile viaggio negli orrori degli Inferi, durante il quale faremo la conoscenza di Virgilio, poeta che, di volta in volta, ci introdurrà ad ognuno dei nove cerchi infernali e ci informerà riguardo al guardiano (ovvero il boss) di quell’area.
Nel corso dell’avventura incontreremo molti altri personaggi; alcuni più significativi come il padre di Dante, altri marginali come le anime dei dannati più “illustri”, un ottimo contorno ripreso direttamente dall’opera letteraria.
Sebbene l’incedere della vicenda non riservi grossissime sorprese ed i personaggi non brillino particolarmente nella caratterizzazione, il titolo, grazie soprattutto ad un’attenta riproduzione del contesto, riesce a mantenere viva l’attenzione dall’inizio alla fine.
Molto affascinante risulta infatti, soprattutto per chi ha meno familiarità con l’opera, riscoprire le pene del contrappasso (perfettamente delineate) o ancora le storie di alcuni famosi personaggi storici finiti, per un motivo o per l’altro, all’Inferno.
Quella che inizialmente poteva sembrare una “blasfemia”, un’”americanizzazione” dello scritto si rivela a conti fatti (in alcuni frangenti) una riuscita interpretazione allegorica dello stesso, capace in alcuni momenti di adattare al contesto videoludico alcuni precisi passaggi.
Un banalissimo ma chiarificante esempio lo troviamo ancor prima della partenza, quando nel filmato introduttivo Dante pronuncia il fatidico verso “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura...che la diritta via era smarrita”, che manifesta la sua condizione d’essersi appunto smarrito tra i peccati della carne.

Santità o Empietà? Questo è il dilemma

Prima di parlare del gameplay di Dante’s Inferno è doveroso fare due importanti premesse.
La prima riguarda la natura stessa delle meccaniche di gioco, che prendono inevitabilmente spunto da uno dei migliori action game di sempre (God Of War), omaggiando un titolo che ha rivoluzionato il genere, sdoganando ad esempio in maniera definitiva le cruente finishing moves sottoforma di Quick Time Event, bollate da tutti come poco interattive già ai tempi di Shenmue.
E’ quindi inevitabile, sviluppando un titolo del genere al giorno d’oggi, prendere spunti dai “grandi maestri”; un pò come succede a Third Person Shooter con Gears Of War o com’è successo per la gestione della fisica negli FPS dopo Half Life 2.
La seconda premessa è frutto dei tanti paragoni che in questi mesi abbiamo letto in lungo e in largo nelle varie community e che ne sminuiscono le doti raffrontando il combat system a Bayonetta e Ninja Gaiden 2.
Ebbene Dante’s Inferno non può e non vuole sfidare Ninja Gaiden 2, Bayonetta o Devil May Cry, semplicemente per il fatto che non è un gioco rivolto ad una ristretto cerchio di giocatori alla ricerca del tecnicismo e della sfida, bensì ad un più ampio pubblico, che coinvolge potenzialmente tutti.
Tale natura lo rende inevitabilmente un pò più facile da padroneggiare ma non per questo meno tecnico: il titolo Visceral Games, infatti, nasconde dietro una corazza d’accessibilità un gameplay decisamente profondo ed adatto anche alle doti esplorative dei “core gamers”.

Detto ciò è ormai ovvio che il nucleo pulsante del gameplay dell’ultima fatica Visceral Games è il combattimento.
Per affrontare i vari avversari che gli si porranno di fronte durante il suo cammino il nostro eroe avrà a disposizione due armi: la falce strappata di mano nientemeno che alla Morte ed una croce argentata.
La prima, oltre ad essere la principale fautrice delle devastanti combo in cui potremo esibirci, fungerà anche da “uncino” grazie al quale appendersi a determinate sporgenze nel corso delle fasi esplorative che costellano l’avventura.
La seconda, invece, veicolerà i poteri magici del condottiero, permettendoci di concatenare pesanti fendenti all’arma bianca con potenti incantesimi in grado di respingere o distruggere i nemici.
La croce fungerà anche da mezzo d’interazione con le fonti di energia, mana ed anime sparse negli Inferi e dalle quali Dante potrà costantemente attingere rinvigorendosi.
Progredendo nel corso dell’avventura, come si conviene ad ogni action game che si rispetti, le abilità del protagonista evolveranno; la crescita, tuttavia, avviene in maniera decisamente diversa rispetto a tutti i titoli del genere: un aspetto che rende Dante’s Inferno unico.
Uno schema suddiviso in vari livelli, accessibile dal menù di gioco in qualsiasi momento, mostrerà la progressione del nostro eroe nella scoperta dei poteri sacri e profani; a seconda delle nostre azioni in gioco, infatti, riempiremo una delle due barre presenti nell’HUD.
Quella rossa -posta non a caso a sinistra- indicherà il livello d’Empietà (aumentato punendo anime) mentre quello blu il livello di Santità (aumentato salvando anime); il riempirle non sarà legato soltanto alla decisione sulle esistenze illustri già citate in precedenza (uno dei bonus del gioco) ma anche sulle creature più deboli e su molti dei mini-boss con cui ci scontreremo.
Ad ogni svuotamento della barra avremo accesso a tecniche di più alto livello che però dovremo barattare consumando gli spiriti raccolti durante le nostre scorribande.
In questo sistema si inseriscono anche le reliquie, oggetti, da trovare nel corso del gioco approfondendo la fase esplorativa o eliminando particolari boss, che ci conferiranno diversi benefici passivi.
Tali ninnoli, il cui livello aumenterà utilizzandone le capacità, saranno collegati al livello di Santità/Empietà raggiunto, in maniera tale da non poterne utilizzare di estremamente potenti insieme fino al raggiungimento dei livelli più alti in entrambe le caratteristiche, un’impresa per nulla semplice.
Un sistema di controlli ben congegnato ed estremamente intuitivo garantisce quindi il perfetto funzionamento delle meccaniche, per un’abbondante decina d’ore di puro divertimento.
In questo lasso di tempo riscontriamo anche un’ottima varietà nel gameplay, assicurata dalla buona differenziazione degli avversari, da boss e mini-boss di vario genere e, soprattutto, da frequenti sezioni in cui hanno la meglio le meccaniche esplorative, condite da semplici -ma mai banali- enigmi ambientali.

Inferno scintillante

Dal punto di vista tecnico Dante’s Inferno non è metro di paragone per il suo genere ma dimostra alcune doti che, alla luce della sola demo, ci hanno stupito.
La modellazione poligonale è di buona fattura, specialmente per quanto concerne le creature di maggiori dimensioni che risultano molto curate.
Stesso discorso per le animazioni: ogni creatura presente sullo schermo si muove secondo routine prestabilite e uniche, in maniera credibile e senza perdite in termini di fluidità.
Maggiore stupore hanno però suscitato gli scenari, non ricchissimi in termini di definizione delle texture, ma capaci, grazie ad alcuni particolari allargamenti di campo di regalare sensazioni molto forti ed un colpo d’occhio veramente gradevole.
Contribuisce, in questo senso, la già menzionata ottima caratterizzazione dei vari gironi dell’Inferno, pennellati con colori, forme ed elementi in grado di ridare immediatamente al giocatore un feedback abbastanza credibile se paragonato alla raffigurazione “dantesca”.
Le atmosfere sono veicolate anche da una sapiente gestione dell’illuminazione ambientale e dall’uso di discreti effetti particellari.
Più che buoni anche gli effetti sonori, che presentano una discreta campionatura ambientale, una coinvolgente colonna sonora ed un buon doppiaggio in lingua italiana.

Dante's Inferno Dante’s Inferno ha rispettato tutte le nostre aspettative, attingendo da una struttura di gioco oltremodo collaudata, aggiungendovi alcuni elementi unici e rendendo il tutto estremamente accessibile e funzionale. L’ottimo gameplay è però solo una parte del successo della produzione Visceral Games, che a nostro modo di vedere va cercato soprattutto nella caratterizzazione delle ambientazioni, molto ben riuscita anche guardandola con un occhio rivolto all’opera letteraria. Quest’inizio 2010 si conferma sempre di più terra degli action game; dopo Bayonetta e Darksiders, Dante’s Inferno è infatti già il terzo must buy dell’anno, consigliato tanto ai fanatici quanto a chi volesse diverse ore di solido intrattenimento.

7.7

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