Recensione Darkest Hour: A Hearts of Iron Game

Un'enorme Mod per Herts of Iron 2 rispolvera uno degli strategici più complessi di sempre

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Darkest Hour si presenta come una diretta evoluzione del famoso Hearts of Iron 2, celeberrimo strategico di Paradox Entertainment di cui da alcuni mesi è disponibile il terzo episodio. Il titolo non è stato sviluppato direttamente da Paradox, ma da un gruppo di modder con evidente talento, che è riuscita nel non semplice compito di dare nuova vita ad un gioco che ha fatto ormai il suo tempo. In sostanza potremmo definire Darkest Hour quasi un'enorme mod, un'espansione stand-alone di Hearts of Iron 2. Ne consegue, come vedremo, che il gioco eredita molti dei tratti caratteristici dello strategico bellico, proponendo una complessità che per molti neofiti potrebbe essere davvero disarmante. Armati di buona pazienza, si scopre però -come da tradizione- un titolo complesso, stratificato e dannatamente profondo.

Come riscrivere la storia

All'avvio del gioco si può scegliere se installare la versione "light" del titolo, oppure la "full". Nel primo caso verranno mantenute la mappa di Hearts of Iron 2, la relativa campagna principale e gli scenari di battaglia originali del titolo. A ciò vanno aggiunte però le feature peculiari inserite dai ragazzi del team di sviluppo, che verranno analizzate in seguito e che ovviamente si ritrovano anche nella versione "full". Installando quest’ultima versione, inoltre, potremo giovare anche della nuova mappa e dei due nuovi scenari pensati appositamente per il questa versione. Darkest Hour, dunque, ci permette di rivivere gli avvenimenti del 1914 e del 1936 (fino al 1963), controllando direttamente le sorti di una delle venti nazioni presenti. Una volta scelto chi guidare si potrà selezionare la lunghezza della campagna e quindi iniziare a giocare.
Inutile ribadire che la complessità del titolo è tale da poter forse scoraggiare un novizio del genere (che comunque troverà conforto nel tutorial): eppure, chi è ben avvezzo alle complessità dei titoli Paradox saprà dove mettere le mani. Ricordiamo anche che il prodotto è uno strategico dal comparto tecnico veramente minimale: tutto si gioca in schermate statiche e mappe cartografiche, e di certo il look non sarà uno stimolo per l'utente. Darkest Hour è un prodotto per strateghi convinti, che non si lasciano spaventare dalle "scartoffie" che si accumulano sulla scrivania del comando. Fra l'altro, il titolo non perde un briciolo della profondità che ha reso grande la saga di Hearts of Iron. Della nazione si potrà controllare veramente di tutto, a partire dalle province, che riempiono la mappa in numero elevatissimo. In ognuna di esse si potrà ordinare la costruzione di alcuni tipi di infrastrutture, come le contraeree, le fabbriche, le difese costiere o di terra.
Nella parte alta dello schermo troveremo poi una serie di schede da aprire, che permetteranno di intervenire su diversi tipi di parametri: potremo quindi gestire i servizi segreti, la produzione, la ricerca tecnologica e per finire la diplomazia. Grazie ai servizi segreti, ed in base alla loro efficienza, potremo entrare in possesso di determinate informazioni riguardo le varie nazioni. Nel caso fossero disponibili i fondi sufficienti si potrebbe tentare anche di mettere a segno una delle missioni presenti, ordinando ai nostri agenti di assassinare un ministro nemico, oppure di sabotare la produzione di uno Stato.


La sezione tecnologica si presenta in maniera davvero interessante, e permette di sviluppare vari aspetti, prevalentemente legati all'industria bellica. Tramite le ricerche si potranno scoprire nuovi tipi di tecnologie, tra cui una fitta serie di armi segrete come i sottomarini nucleari o le bombe all'idrogeno, oltre che sviluppare le dottrine di terra e navali che permetteranno di avere vari vantaggi sul campo di battaglia. Le ricerche potranno però essere intraprese in numero limitato simultaneamente, e per ognuna di esse si dovrà scegliere un soggetto che le porti avanti, in base a statistiche piuttosto complesse (che rendono ad esempio la FIAT maggiormente capace nella progettazione di nuovi veicoli piuttosto che nella ricerca chimica). La durata dello sviluppo di questa o quella tecnologia è strettamente legato alla quantità di denaro che giornalmente le si può garantire, oltre che dalla complessità stessa della ricerca da portare avanti.
Nella schermata riguardante la produzione si potrà avere invece un quadro complessivo sull'andamento dell'industria, delle materie prime che si hanno in possesso e delle unità militari o strutture che sono in fase di realizzazione, siano esse forze di terra, acqua o aria. Altra possibilità sarà quella di ordinare la partenza di convogli commerciali per riempire i magazzini di merci che si fatica a produrre.
La sezione diplomatica infine è quella forse più importante: grazie ad essa si potranno avviare negoziati e trattative con ognuno degli stati presenti. Qui avremo anche un riepilogo di quello che è il nostro governo attuale, con i vari personaggi storici e relative caratteristiche di ognuno, che necessariamente rispecchiano l'indirizzo politico preso dal proprio stato. In caso si volesse, si potranno anche sostituire i vari ministri cercando quelli con le caratteristiche che meglio si adattano al nostro stile di gioco. L'Italia di Mussolini sarà quindi uno stato, perlomeno ad inizio partita, autoritario e dittatoriale, al contrario degli Stati Uniti, fortemente orientati alla democrazia. Ogni oscillazione verso questa o quella politica (avviata tramite appositi slider), anche economica, comporta delle conseguenze più o meno marcate, che nel corso del tempo daranno una forte impronta personale allo Stato da noi guidato. Questo tipo di scelte potranno però essere prese ad intervalli regolari di alcuni anni, essendo difatti di grande portata.
La caratterizzazione di Darkest Hour, dunque, passa anche e soprattutto da un settore strategico che, ancora lontano dalla guerriglia vera e propria, si intreccia con innumerevoli aspetti della vita sociale, culturale e politica di ogni stato. Le conseguenze delle nostre scelte peseranno in maniera evidente sugli andamenti della produttività, intrecciate come sono in perfetti rapporti di causa ed effetto. Il tutto è inserito in un contesto storico ricostruito minuziosamente, che di fatto farà la felicità di tutti gli appassionati, rappresentando senza ombra di dubbio un valore aggiunto notevole, per una produzione che fa del realismo e della vastità la sua chiave di volta.
Ma anche una volta entrati in guerra Darkest Hour si presenta come uno strategico di quelli seri e concentrati. Per uscire vittoriosi dal conflitto si dovrà fare ricorso a tutte le forze disponibili, suddivise tra unità di terra, acqua e aria. Alla fanteria si potrà ad esempio ordinare un attacco in un determinato giorno, mentre allo stesso tempo le forze aeree sosteranno, ad esempio, un'offensiva contro bersagli strategici all'interno della provincia attaccata. Le combinazioni sono molte e la riuscita delle operazioni militari dipenderà strettamente dal livello tecnologico delle truppe messe in campo, oltre che dal morale degli eserciti e dall'abilità del generale.
L'intelligenza artificiale è assolutamente ottima, forse il fiore all'occhiello del titolo. Sempre pronta, è capace di dare risposte credibili oltre che essere difficile da raggirare. Sarà infatti anche importante cercare di non rimanere in guerra su troppi fronti, pena un'umiliante sconfitta: per questo si renderà necessario portare avanti delle importanti trattative con i vari stati, soprattutto confinanti. Certamente il livello di sfida è particolarmente elevato, specialmente ai livelli massimi di difficoltà, dove il gioco si renderà molto impegnativo: decisamente non per tutti.
A scandire il passare del tempo ci penseranno anche gli eventi storici con relative scelte politico-economiche da prendere, e che avranno effetti diversi a seconda della strada intrapresa. Il tutto ci permetterà di essere perfettamente immedesimati nell'atmosfera del periodo, ed è certo che prendere determinate decisioni non si rivelerà essere cosa da poco. Riformare il servizio militare piuttosto che investire nella ricerca avrà le sue conseguenze, e questo è un gioco dove nessun dettaglio va lasciato al caso.
Il sonoro si attesta su buoni livelli con musiche in alcuni punti davvero evocative ed epiche garantendo uno sfondo particolarmente azzeccato al susseguirsi degli eventi di gioco.

Darkest Hour:  A Hearts of Iron Game Darkest Hour è certamente un titolo di alto livello, tanto più meritevole di attenzioni se si considera che è stato praticamente sviluppato da un team indipendente. La forte componente strategica e l'elevata cura dei particolari faranno certamente la felicità dei maniaci del genere e del periodo storico. Nulla sembra essere lasciato al caso, e l'unico punto debole del titolo, se di punto debole si può parlare, è l'assenza del comparto grafico di Hearts of Iron 3. Ma in un prodotto del genere l'impatto grafico non pare particolarmente rilevante, essendo inoltre l'interfaccia, pur nella sua complessità, abbastanza chiara e discretamente utilizzabile. Certamente un "must have" per tutti gli amanti della strategia e dei titoli targati Paradox. Un po' ostico per tuti gli altri.

8

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