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Recensione Darksiders II: Deathinitive Edition

Il secondo episodio della serie sviluppata da Vigil Games, uscito nell'estate 2012, debutta su PlayStation 4 e Xbox One con una versione rimasterizzata denominata Deathinitive Edition.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Darksiders II: Deathinitive Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Onestamente, diventa sempre più difficile parlare di produzioni come quella di cui ci apprestiamo a trattare quest'oggi, nate fondamentalmente da scelte commerciali discutibili e spesso prive di particolare appeal. Perché insomma, è inutile girarci intorno: la Deathinitive Edition di Darksiders 2 non porta con sé niente di nuovo, né dal punto di vista contenutistico né da quello prettamente tecnico. Non che ci aspettassimo chissà quali novità, ci mancherebbe, ma l'idea di trovarci di fronte ad un porting - tra l'altro abbastanza frettoloso - della versione PC non è sicuramente un presupposto allettante. Anche se, in realtà, si potrebbe pure trovare una ragione di esistere a questa ennesima remaster. Lasciando per un attimo da parte le necessità da parte di Nordic Games, attuale proprietaria dell'IP, di racimolare un po' di fondi (che speriamo possano essere reinvestiti per espandere la saga), non possiamo trascurare un altro elemento importantissimo: la serie, che già in origine non era sicuramente una delle più conosciute e chiacchierate, è assente dalle scene da un bel po' di tempo, fagocitata senza possibilità d'appello dalla crisi finanziaria che ha trascinato nel baratro l'intera THQ. Un'edizione "definitiva" come questa potrebbe dunque fare da apripista ad un eventuale terzo episodio, tastando il terreno per un'eventuale ritorno in grande stile dei cavalieri dell'apocalisse. Se questo è semplicemente il loro modo per attrarre nuovo pubblico, invece, a nostro avviso sono davvero fuori strada.

Il lato oscuro

Come sicuramente saprete già, il secondo capitolo di Darksiders abbandona il punto di vista di Guerra e ci mette nei panni di un nuovo personaggio, Morte, durante il suo tentativo di redimere il fratello. Si tratta di una palese evoluzione del gioco precedente, sebbene non riesca ad eguagliare la freschezza e la meraviglia suscitata da quel primo capitolo così classico e grezzo, ma al contempo così riuscito. L'avventura del "cavaliere pallido" resta comunque il risultato di un'evidente maturazione ludica: un'espansione delle dinamiche del predecessore che è riuscita, fortunatamente, a non stravolgere in alcun modo la struttura portante della serie. Alla base, Darksiders 2 è un'action adventure vecchio stile, fortemente incentrato sulla risoluzione di puzzle ambientali e denso di combattimenti estremamente frenetici. Gli ambienti ampissimi e la forte componente esplorativa del titolo sembravano gli elementi perfetti per un'eventuale remaster, anche calcolando la natura tutt'altro che avveniristica del comparto tecnico dell'edizione originale di tre anni fa. Eppure, non tutto sembra essere andato per il verso giusto. Come accennavamo in apertura, la Deathinitive Edition di Darksiders 2 altro non è che un porting - più o meno diretto - della versione PC del gioco originale. Le migliorie apportate al comparto tecnico del gioco sono quelle classiche, con qualche sorpresa - in negativo, purtroppo - del tutto inaspettata. Vestire i panni di Morte nella versione Playstation 4 del gioco ci ha consentito di seguire le sue gesta attraverso ambientazioni decisamente più nitide e dettagliate rispetto al passato, con qualche immancabile bruttura qua e là a ricordarci la natura old-gen della produzione. Anche le texture sono un po' altalenanti: per quanto mediamente migliori e ben definite, non possiamo negare di averne trovate alcune davvero inqualificabili. Fortunatamente si tratta soltanto di episodi sporadici, piccole sbavature che non vanno ad inficiare la godibilità dell'esperienza di gioco. Discorso ben diverso invece per il framerate, inspiegabilmente ancorato sui valori dell'originale. Un refresh rate bloccato a 30 frame al secondo, in un titolo del genere, rischia di risultare oggettivamente penalizzante. Lo abbiamo visto chiaramente anche con la "recente" riedizione di God Of War 3. E pensare che il titolo originale, in quel caso, non era neanche ancorato a 30, ma fluttuava comunque su valori - comunque buonissimi, per un titolo PS3 - compresi tra 30 e 45. Immaginate quanta differenza avrebbe fatto passare dai 30 frame scarsi di Darksiders 2 ai 60 stabili. Come se non bastasse, l'ottimizzazione non sembra riuscire neanche nel compito, apparentemente semplice, di mantenersi costantemente sul target desiderato. L'esperienza è infatti minata da microscopici - ma avvertibili - cali, che cozzano non poco con la rapidità dell'azione. A tutto ciò si aggiunge di tanto in tanto anche un inspiegabile fenomeno di tearing, per fortuna non troppo frequente e mai fastidioso. Questo conferma, in qualche modo, la natura estremamente pigra e low-cost della produzione.

Del resto abbiamo già avuto modo di provare il titolo su PC con un portatile abbastanza vecchio e non particolarmente performante, ottenendo un risultato tutto sommato non troppo dissimile da quello ottenuto testando il gioco sulla nostra Playstation 4.

Lunga vita a Morte!

Se ancora non avete giocato al titolo in questione e non disponete di un PC adeguatamente potente (ma ripetiamo: non serve chissà quale macchina per farlo girare decentemente), comunque, potreste non avere altra opportunità di giocare Darksiders 2. A tutti coloro che si trovano in questa situazione, non possiamo far altro che consigliare di giocarlo. Il titolo di Vigil Games resta una piccola perla, di quelle che sicuramente non dovreste lasciarvi scappare. Nonostante una trama a tratti molto fumosa e forse un po' inconcludente, la produzione è tenuta in piedi da un eccezionale substrato ruolistico, che fa da collante tra le due anime del prodotto: da una parte quella più aggressiva, fatta di scontri serrati e boss fight ben studiate, e dall'altra quella avventurosa, con dungeon da esplorare ed enigmi da risolvere, quasi come se fossimo di fronte ad un mortifero e gotico capitolo di The Lenged of Zelda. Di titoli del genere, ultimamente, non se ne sono visti molti, e proprio per questo la saga di Vigil Games è fra le più compiante dagli appassionati. L'estensione più che buona dell'avventura principale, poi, è ancora oggi un vanto notevole per il prodotto. A differenziare la "versione definitiva" dall'originale troviamo soltanto la presenza dei classici contenuti aggiuntivi post-lancio (tre missioni da un'oretta l'una e tanti oggetti pressoché inutili) i quali, sfortunatamente, non sembrano avere sul gioco lo stesso impatto di quelli inclusi nella remaster di Dishonored. Bisogna far notare che, a differenza di quanto avviene nell'edizione rimasterizzata del titolo Arkhane, che mantiene uno spirito in qualche misura "filologico", qui i contenuti aggiuntivi sono stati integrati direttamente nell'avventura principale e ribilanciati di conseguenza.

Sono approcci diversi, e per certi versi potrebbe sembrare più sensato quello adottato da Gunfire Games, ma in un contesto simile avremmo preferito poter giocare separatamente le missioni aggiuntive, proprio come accadeva una volta. Da un punto di vista squisitamente contenutistico, comunque, la Deathinitive Edition non impressiona, ed il punto è proprio questo: in mancanza di add-on importanti e DLC sostanziosi, l'unico vero valore di una riedizione del genere diventa quello tecnico: perché quindi, viene da chiedersi, non investire di più per l'ottimizzazione? La Deathinitive Edition di Darksiders 2, in ogni caso, ci è comunque sembrata sensibilmente meno problematica di quella di Dishonored, sia per qualità delle texture che per solidità del comparto tecnico in generale. Sebbene l'età inizi a farsi sentire pesantemente anche per il povero Morte, la forte e riuscita direzione artistica e stilistica del titolo riesce in qualche modo a mitigare le magagne tecniche di cui si diceva, continuando a restituire al giocatore sensazioni tutto sommato positive.

Darksiders 2 Anche per la Deathinitive Edition di Darksiders 2 valgono le stesse considerazioni fatte per tutte le altre remaster uscite negli ultimi tempi. Al di là di alcune perle come la Ultimate Edition di Gears of War e la collection di Uncharted, questi titoli restano indirizzati quasi esclusivamente ai giocatori che non hanno mai giocato al titolo originale e, considerando i prezzi non proprio allettanti su console, soprattutto a coloro che non hanno altri metodi per giocarli. Resta davvero difficile consigliare l'acquisto anche agli stessi fan delle serie in questione, che molto probabilmente avranno già divorato il titolo originale a suo tempo. Forse sarebbe stato più interessante un ipotetico pacchetto completo, una collection che comprendesse anche il primo capitolo. Per quanto Darksiders 2 resti - come da recensione originale, che vi invitiamo a leggere per avere un parere più approfondito sul gioco in sé - un titolo di altissima qualità, di questa remaster non sentivamo affatto la mancanza.

6.5

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